Capitolo tre - Vacanza al mare

Serena
a year ago

Per errore ho pubblicato un altro racconto al posto di quello giusto.

E come tutti gli anni arrivò l’estate e con lei il bisogno irresistibile d’andare al mare.

Quest’anno però non era esattamente come tutti quelli che l’hanno preceduto, quando mi ritrovavo ad agosto con qualche ragazzo vicino col quale passare le mie due settimane di pace, amore e mare.

Grazie a un’amica avevo trovato quattordici giorni in un villaggio in Puglia a prezzo scontatissimo, e così non m’era rimasto che fare una valigia, prendere la macchina e sperare di non beccare le solite code chilometriche in autostrada.

Appena arrivata scoprì però che quasi tutto il villaggio era occupato da coppie di varia età, e anche di genere visto che non mancavano quelle gay, e che quindi potevo già eliminare la voce ‘sesso’ alle mie vacanze, anche perché i ragazzi single erano pochi e pure bruttini.

Dopo una settimana ne avevo le scatole piene di vedere coppiette che si sbaciucchiano in ogni angolo, quando non passavano a qualcosa di più ‘pesante’, mentre io ero sì tanto abbronzata da sembrare un’extracomunitaria, ma anche sola come non mi succedeva da tempo. Il risultato fu che stavo consumando il vibratore che avevo messo in valigia, insieme a qualche altro giocattolo che pensavo d’usare in una serata speciale, che però non s’era vista neanche col binocolo.

Col cambio di villeggianti arrivò però un uomo di una bellezza sconvolgente, ma che sembrava esser anche solo visto che non c’era nessuna donna con lui, e uno così non poteva essere gay per giustizia divina.

Decisi che non c’era tempo da perdere, anche perché fra le ragazze che lavorano nel villaggio ce ne erano diverse davvero belle, e che quel maschio doveva esser mio ad ogni costo. Così indossai un abito molto corto senza nulla sotto, se non un piccolo plug che avevo portato da casa, giusto per completare il ritratto di una maiala pronta a tutto.

Quando però bussai alla sua porta ebbi una sorpresa spiacevole, perché mi aprì una bella donna vestita come me se non per il colore dell’abito.

“Qualcosa non va ?” mi chiese squadrandomi dalla testa ai piedi, con un chiaro accento ciociaro.

“No ecco, io pensavo che qui, però mi sono sbagliata.” farfugliai non sapendo cosa dire.

“Chi è ?” 

La voce doveva essere quella dell’uomo che avevo visto credendo fosse solo, e la risposta della donna mi tagliò le gambe in due.

“Una che credeva fossi solo ed è venuta qui per scopare.”

“Carla allora falla entrare, in tre si ci diverte sempre.”

La donna mi prese per un braccio e quasi mi spinse dentro la stanza, che era leggermente più grande della mia ma molto meno soleggiata.

“Buongiorno io sono Romolo mentre tu sei ?”

“Beatrice.” gli risposi quasi vergognandomi anche del mio stesso nome.

“Bene, allora Carla come puoi dire che Beatrice è venuta qui per scopare, anche se sono certo che la tua risposta sarà ineccepibile.”

“Primo sotto il vestito non ha niente, altrimenti si vedrebbe, e poi dimmi chi a quest’ora esce con dei sandali con quei tacchi se non una che vuole del cazzo !”

La risposta della donna, il cui viso era quasi nascosto da lunghi capelli castani, fu davvero inattaccabile, ma del resto aveva detto la verità senza nascondere nulla.

“Beatrice vieni e sederti sul divano con Carla, non so perché ma sono sicuro che diventerete presto amiche.”

In realtà io vorrei sedermi su di lui, che era fin troppo stravaccato in poltrona, ma a quel punto volevo vedere cos’avevano in testa quei due, così mi accomodai sul divano subito seguita da Carla che si mise al mio fianco destro.

“Indovina cosa contiene questa scatola ?” mi chiese lei prendendone una da sotto il tavolo.

“Un aiutino ?”

“A Roma abbiamo un sexy shop.”

La sua risposta mi spiazzò anche perché a questo punto non ci voleva un genio per capire cosa s’erano portati dietro, ed iniziai a pensare a come scappare via visto che avevo un plug nel sedere, e nel momento in cui lo scopriranno finirei davvero per fare la figura della porca pronta a tutto pur di scopare.

“Un grosso cazzo di gomma ?”

“Anche.” mi rispose lei aprendo la scatola “Ma anche tanti altri oggetti per rendere piacevole un pomeriggio.”

Non ebbi il tempo d’aprire bocca che lei s’avvicinò tanto da potermi baciare, mentre una sua mano salì dal ginocchio sino all’interno delle cosce, scoprendomi la passera davanti a Romolo.

Carla era quasi una furia irrefrenabile che in poco tempo mi fece scendere le spalline del vestito per poter arrivare al mio seno, ma è soprattutto la bocca che sembra avere una vita propria tanto era indemoniata. Passava dalle mie labbra ad un capezzolo per poi risalire dietro l’orecchio e quindi riscendere sin sotto una tetta, facendomi eccitare a tal punto che non m’importava più della mia reputazione, ma volevo solo godere con quella strana coppia.

Lei si muoveva tanto freneticamente che finì col far alzare tanto il suo vestito, da farmi vedere che sotto non portava nulla proprio come me, così mi bastò allungare una mano per poter arrivare alla sua passera che non era meno bagnata della mia.

“Secondo me hai un culo bellissimo.” mi sussurrò Carla in un orecchio.

“Fai tu intanto c’è una sorpresa.” le risposi mettendomi carponi.

Lei mi alzò il vestito per poi fare un “Oh” di stupore quando vide che avevo un plug nel buchetto, mentre a Romolo scappò una risata che valeva più di cento parole.

“Avevi ragione mia cara, questa è venuta qui solo per scopare.” disse l’uomo ad alta voce “Quindi Carla puoi divertirti con lei quanto vuoi, tanto non dirà nulla se non che vuole godere di più.”

La donna mi tolse il plug molto lentamente, per poi sostituire il cuneo con la sua lingua, che teneva tanto dura che mi sembrò quasi un piccolo cazzo. Quando poi mi sodomizzò con due dita, prese anche a leccarmi l’interno delle cosce dove iniziavano a colare i miei umori, rimanendo però ben lontana dalla passera, facendomi così eccitare ancor di più.

Carla cominciò a sostituire lingua e dita in modo incontrollato e frenetico, col risultato che gemevo senza sosta, desiderando sempre più che mi penetrasse con qualcosa di grosso, o che mi prendesse Romolo che continuava a guardarci in silenzio.

Quando vidi la donna prendere una boccetta d’olio compresi che il desiderio stava per diventare realtà; infatti, dopo avermi ben unto il solco delle chiappe, prese un grosso fallo di gomma, e mi sodomizzò con una forza che spesso non hanno gli uomini. Non feci però in tempo a dire qualcosa, che lei tirò fuori il fallo per rimetterlo dentro come aveva fatto poco prima, quasi non fosse rimasta soddisfatta della prima penetrazione.

“È inutile che protesti, tanto ce l’hai scritto in faccia che non volevi altro, senza dimenticare che sei venuta qui con un plug nel culo solo per far colpo sul mio uomo.” mi disse neanche m’avesse letto nel pensiero.

Carla non solo mi sodomizzò peggio di come farebbe un uomo con una puttana, ma era fin troppo chiaro che si divertiva a farlo, dilatando tanto il mio buchetto che, quando fu Romolo a mettersi dietro di me per sostituire il fallo con una nerchia vera, per un attimo mi sentì quasi sollevata.

L’unica mia fortuna fu che l’uomo non aveva una bestia fra le gambe, ma solo una gran bella mazza, in ogni caso di dimensioni inferiori a quelle del fallo usato dalla sua donna.

“Che dici amore te l’ho preparata per bene ?” gli chiese Carla che in quel momento consideravo una perfetta stronza.

“Sì è bella dilatata come piace a me, tu però adesso spogliati che dopo tocca a te.”

Lei si tolse l’unico indumento che aveva, per poi mettersi dietro di noi ed infilarmi due dita nella passera, che a quel punto furono le benvenute.

“Non è solo sfondata, ma anche più bagnata di una cagna in calore !” gli rispose Carla che doveva godere a modo suo nell’insultarmi in continuazione.

Ben presto però fu lei a reclamare il suo uomo, che però anche per prender fiato, si alzò in piedi reclamando le nostre bocche. Così mentre quella di Carla si prese la sua mazza, la mia scivolò sui testicoli per poi arrivare al suo buchetto facendolo fremere di piacere. Romolo non disse nulla, ma dovette gradire non poco il mio servizio, se quasi bloccò la testa della sua donna che gli stava succhiando la mazza di gran carriera.

“Dai fammi godere.” disse Romolo dopo essersi sdraiato a Carla che gli montò sopra con fin troppa foga.

A quel punto il mio unico pensiero era il culo della donna, ma non volevo aprirglielo troppo perché altrimenti dopo avrebbe sentito poco la nerchia di Romolo. Così mi bagnai il solo indice, che poi poggiai sul suo buchetto, facendolo entrare dentro quando lei s’abbassò.

Quella gran puttana però fu come se non avesse sentito nulla, così aspettai che si sollevasse per unire all’indice anche il medio, e questa volta quando le entrarono dentro le due dita gemette in modo diverso, facendo anche una mezza smorfia di dolore.

“Adesso ti faccio vedere come lo prende nel culo una vera donna, e non una mezza troia come te.” mi disse cogliendomi per l’ennesima volta alla sprovvista.

Carla si girò per dare le spalle a Romolo, per poi infilarsi la sua nerchia nel buchetto, facendola entrare del tutto con una sola spinta.

“Beatrice leccami la fica almeno servi a qualcosa.” mi disse con un tono talmente acido da farmi ribollire il sangue.

“Per una come te la lingua non serve, meglio quattro dita o tutta la mano.” le risposi inginocchiandomi davanti a lei.

Per non sentirla più con una mano le presi la testa per poi schiacciarle la bocca contro la mia, mentre con l’altra le mettevo quattro dita dentro la passera. 

“A proposito di cagne bagnate qui ce n’è una non da poco, peccato solo non avere un altro cazzo per scoparti, ma forse ho una soluzione alternativa.” le dissi lasciando la sua bocca anche per riprendere fiato. 

Usando l’olio della sua boccetta, mi unsi abbondantemente la mano, che poi misi a cuneo per puntarla dritta verso la sua passera. Carla non disse nulla, e del resto dopo avermi trattato peggio d’una troia non poteva certamente protestare perché le rendevo il favore.

Le prima quattro dita entrarono senza alcun problema, poi aspettai che si ritrovasse tutta la mazza di Romolo dentro, per unire anche il pollice facendola urlare di un misto di dolore e piacere che, pur non essendo una sadica mi fece godere tantissimo.

“Dimmi che la finisci di fare la stronza o t’infilo dentro anche l’altra mano.” le sussurrai in un orecchio facendo sì che Romolo non mi sentisse.

“Va bene, però lascia la mano li perché inizia a piacermi.”

“Certo che la lascio lì anche perché prima godi tu prima scopo io.”

Da quel momento in poi cambiò tutto nel rapporto fra Carla e me, che, se prima non c’eravamo sparate contro era solo per la mancanza di una pistola, dopo diventammo complici in tutto e per tutto.

Mentre lei s’avvicinava sempre di più all’orgasmo, io non smisi mai di baciarla soprattutto sui capezzoli, per poi bere direttamente alla fonte tutto il suo piacere. Le lasciai anche il tempo di riprendersi un po’ prima di alzarsi e lasciarmi la mazza di Romolo ancora dura e pronta a farmi godere., ma non feci in tempo a muovermi che lei mi fece una proposta irrinunciabile.

“Mettiti sopra di me così ti posso leccare la fica mentre lui ti scopa.” mi disse facendo alzare il suo uomo per prendere il suo posto.

Così mi misi carponi sopra di lei che prese subito a leccarmi la passera, e subito dopo Romolo mi sodomizzò nuovamente, anche se questa volta con meno forza di prima. Con quella lingua fra le gambe e quella nerchia nel retto iniziai a godere come una pazza, e del resto dovevo in qualche modo dar sfogo al periodo di castità forzata.

Venni un attimo prima di Romolo che rovesciò il suo orgasmo nella bocca di Carla, che andai a prendermi con lunghi baci appassionati, mentre c’accarezzavamo a vicenda.

Passai il resto della vacanza con quella strana coppia a fare sesso in continuazione tanto da sfinire Romolo, e con Carla sarebbe iniziata una gran bella amicizia che dura tutt’ora.

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