Quest’anno però non era esattamente come tutti quelli che l’hanno preceduto, quando mi ritrovavo ad agosto con qualche ragazzo vicino col quale passare le mie due settimane di pace, amore e mare.
Grazie a un’amica avevo trovato quattordici giorni in un villaggio in Puglia a prezzo scontatissimo, e così non m’era rimasto che fare una valigia, prendere la macchina e sperare di non beccare le solite code chilometriche in autostrada.
Appena arrivata scoprì però che quasi tutto il villaggio era occupato da coppie di varia età, e anche di genere visto che non mancavano quelle gay, e che quindi potevo già eliminare la voce ‘sesso’ alle mie vacanze, anche perché i ragazzi single erano pochi e pure bruttini.
Dopo una settimana ne avevo le scatole piene di vedere coppiette che si sbaciucchiano in ogni angolo, quando non passavano a qualcosa di più ‘pesante’, mentre io ero sì tanto abbronzata da sembrare un’extracomunitaria, ma anche sola come non mi succedeva da tempo. Il risultato fu che stavo consumando il vibratore che avevo messo in valigia, insieme a qualche altro giocattolo che pensavo d’usare in una serata speciale, che però non s’era vista neanche col binocolo.
Col cambio di villeggianti arrivò però un uomo di una bellezza sconvolgente, ma che sembrava esser anche solo visto che non c’era nessuna donna con lui, e uno così non poteva essere gay per giustizia divina.
Decisi che non c’era tempo da perdere, anche perché fra le ragazze che lavorano nel villaggio ce ne erano diverse davvero belle, e che quel maschio doveva esser mio ad ogni costo. Così indossai un abito molto corto senza nulla sotto, se non un piccolo plug che avevo portato da casa, giusto per completare il ritratto di una maiala pronta a tutto.
Quando però bussai alla sua porta ebbi una sorpresa spiacevole, perché mi aprì una bella donna vestita come me se non per il colore dell’abito.
“Qualcosa non va ?” mi chiese squadrandomi dalla testa ai piedi, con un chiaro accento ciociaro.
“No ecco, io pensavo che qui, però mi sono sbagliata.” farfugliai non sapendo cosa dire.
“Chi è ?”
La voce doveva essere quella dell’uomo che avevo visto credendo fosse solo, e la risposta della donna mi tagliò le gambe in due.
“Una che credeva fossi solo ed è venuta qui per scopare.”
“Carla allora falla entrare, in tre si ci diverte sempre.”
La donna mi prese per un braccio e quasi mi spinse dentro la stanza, che era leggermente più grande della mia ma molto meno soleggiata.
“Buongiorno io sono Romolo mentre tu sei ?”
“Beatrice.” gli risposi quasi vergognandomi anche del mio stesso nome.
“Bene, allora Carla come puoi dire che Beatrice è venuta qui per scopare, anche se sono certo che la tua risposta sarà ineccepibile.”
“Primo sotto il vestito non ha niente, altrimenti si vedrebbe, e poi dimmi chi a quest’ora esce con dei sandali con quei tacchi se non una che vuole del cazzo !”
La risposta della donna, il cui viso era quasi nascosto da lunghi capelli castani, fu davvero inattaccabile, ma del resto aveva detto la verità senza nascondere nulla.
“Beatrice vieni e sederti sul divano con Carla, non so perché ma sono sicuro che diventerete presto amiche.”
In realtà io vorrei sedermi su di lui, che era fin troppo stravaccato in poltrona, ma a quel punto volevo vedere cos’avevano in testa quei due, così mi accomodai sul divano subito seguita da Carla che si mise al mio fianco destro.
“Indovina cosa contiene questa scatola ?” mi chiese lei prendendone una da sotto il tavolo.
“Un aiutino ?”
“A Roma abbiamo un sexy shop.”
La sua risposta mi spiazzò anche perché a questo punto non ci voleva un genio per capire cosa s’erano portati dietro, ed iniziai a pensare a come scappare via visto che avevo un plug nel sedere, e nel momento in cui lo scopriranno finirei davvero per fare la figura della porca pronta a tutto pur di scopare.
“Un grosso cazzo di gomma ?”
“Anche.” mi rispose lei aprendo la scatola “Ma anche tanti altri oggetti per rendere piacevole un pomeriggio.”
Non ebbi il tempo d’aprire bocca che lei s’avvicinò tanto da potermi baciare, mentre una sua mano salì dal ginocchio sino all’interno delle cosce, scoprendomi la passera davanti a Romolo.
Carla era quasi una furia irrefrenabile che in poco tempo mi fece scendere le spalline del vestito per poter arrivare al mio seno, ma è soprattutto la bocca che sembra avere una vita propria tanto era indemoniata. Passava dalle mie labbra ad un capezzolo per poi risalire dietro l’orecchio e quindi riscendere sin sotto una tetta, facendomi eccitare a tal punto che non m’importava più della mia reputazione, ma volevo solo godere con quella strana coppia.
Lei si muoveva tanto freneticamente che finì col far alzare tanto il suo vestito, da farmi vedere che sotto non portava nulla proprio come me, così mi bastò allungare una mano per poter arrivare alla sua passera che non era meno bagnata della mia.
“Secondo me hai un culo bellissimo.” mi sussurrò Carla in un orecchio.
“Fai tu intanto c’è una sorpresa.” le risposi mettendomi carponi.
Lei mi alzò il vestito per poi fare un “Oh” di stupore quando vide che avevo un plug nel buchetto, mentre a Romolo scappò una risata che valeva più di cento parole.
“Avevi ragione mia cara, questa è venuta qui solo per scopare.” disse l’uomo ad alta voce “Quindi Carla puoi divertirti con lei quanto vuoi, tanto non dirà nulla se non che vuole godere di più.”
La donna mi tolse il plug molto lentamente, per poi sostituire il cuneo con la sua lingua, che teneva tanto dura che mi sembrò quasi un piccolo cazzo. Quando poi mi sodomizzò con due dita, prese anche a leccarmi l’interno delle cosce dove iniziavano a colare i miei umori, rimanendo però ben lontana dalla passera, facendomi così eccitare ancor di più.
Carla cominciò a sostituire lingua e dita in modo incontrollato e frenetico, col risultato che gemevo senza sosta, desiderando sempre più che mi penetrasse con qualcosa di grosso, o che mi prendesse Romolo che continuava a guardarci in silenzio.
