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Erotika
Capitolo cinque - la mamma bis
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Racconto10 min di lettura

Capitolo cinque - la mamma bis

Il giorno seguente al rapporto incestuoso con mia madre ed i suoi due amanti, non riuscii a combinare nulla avendo la testa in mille posti tranne che sul lavoro. A metà pomeriggio decisi di chiamarla anche se non avevo ben chiaro cosa chiederle, ma fu lei a venirmi incontro dicendomi che sarebbe pas...

miss serena
3 anni fa · 626 letture · 1

Il giorno seguente al rapporto incestuoso con mia madre ed i suoi due amanti, non riuscii a combinare nulla avendo la testa in mille posti tranne che sul lavoro. A metà pomeriggio decisi di chiamarla anche se non avevo ben chiaro cosa chiederle, ma fu lei a venirmi incontro dicendomi che sarebbe passata da me subito dopo aver cenato.

Così appena tornata a casa, dopo quella che chiamavo la doccia d’ordinanza, ed aver mangiato del sushi preso per strada, l’aspettai con una certa ansia, sino a quando non suonò il campanello alle otto e mezza in punto.

“Bea credo che tu voglia delle spiegazioni, se non altro per capire certe cose.” mi disse dopo essersi seduta davanti a me sul divano.

“In effetti è tutto il giorno che non riesco a pensare ad altro che a ieri sera.” le risposi mettendomi comoda.

“Tuo padre Pietro è stato sì un bravo marito, ma non certo un grande amante, però è anche stato il primo uomo della mia vita e credevo che fossero tutti così, insomma non avevo un termine di paragone anche se fare sesso con lui non m’appagava in alcun modo. Un giorno a forza di sentir parlare di Rocco Siffredi ho visto un suo film, ed è inutile dire che ne sono rimasta sconvolta, non tanto per lui, ma per tutti gli altri attori che ce l’avevano bello grosso e duravano un’eternità. Tutto ciò accadde in quel periodo in cui facevo fisioterapia dopo aver preso quella brutta storta alla caviglia, ma avevo quasi paura ad andare con un altro temendo che fosse come Pietro.

Un giorno però proprio il fisioterapista iniziò a flirtare con me, in principio era più uno scambio di battute, ma poi divenne sempre più esplicito sino a quando non mi baciò con un trasporto che tuo padre non aveva mai avuto. Con lui ebbi il mio primo vero orgasmo, e credimi a quarant’anni è qualcosa che ti sconvolge sul serio, ma anche dopo quel rapporto avevo ancora troppi dubbi e paure. Così un giorno mi comprai uno di quei completini che fanno uscire fuori di testa gli uomini, e lo misi prima d’andare a letto, ma purtroppo tuo padre s’eccitò tanto che durò ancora meno del solito, e dopo il primo orgasmo farglielo tornare duro fu un’impresa non da poco, ma poi non ripagata una vera bella scopata.

Col tempo iniziai a tradirlo sempre più spesso arrivando anche a frequentare club di scambisti quando lui era fuori per lavoro, sino a quando non mi resi conto che era inutile andare avanti e gli chiesi il divorzio, dicendogli che avevo un altro e che non l’amavo più.”

“Però non siete rimasti in brutti rapporti.” dissi sapendo come si erano lasciati.

“È vero ma solo perché lui ha apprezzato la mia falsa onestà, non credo che avrebbe reagito nello stesso modo se avesse saputo quanto era davvero cornuto. E tu invece come va dopo aver rotto con quello stronzo che ti portavi dietro.”

Se c’è qualcosa che ho sempre apprezzato in mia madre, è che non ha mai usato giri di parole per descrivere i miei ex ragazzi, che quando non gli piacevano erano semplicemente degli ‘stronzi’ da lasciare al più presto.

Gli raccontai qualche storia evitando quelle dove non ero sola con un ragazzo, anche se dopo la nostra piccola orgia, quell’ultimo pudore era a dir poco ridicolo.

“Quindi adesso lavoro e poi lavoro, però se esce qualcosa di piacevole non mi tiro certo indietro.” conclusi con un bel sospiro di sollievo.

“Piacevole come ieri sera ?” mi chiese con uno strano sorriso.

“Sì, e del resto sarebbe inutile negarlo.” le risposi pensando che per lei quella parentesi si fosse chiusa.

Mi ritrovai invece mia madre che cercò di baciarmi, avendo subito un gesto come di stizza, evitando così il contatto, ma lei invece di tirarsi indietro ci provò di nuovo, e questa volta non mi mossi ritrovandomi così le sue labbra contro le mie.

Nonostante provassi un certo piacere nel farmi baciare con così tanta passione da mia madre, ebbi un attimo ripensamento e m’alzai quasi volessi andare via, ma lei mi spinse contro il muro per riprendersi le mie labbra, e a quel punto alzai bandiera bianca e pensai solo a godere.

Le sue mani corsero per tutto il mio corpo, scoprendomi il seno che divenne il centro dei suoi baci, ma soprattutto sotto la cintura dove fecero sentire il loro tocco magico sulle natiche e ancor più in mezzo alle gambe. Quando poi s’abbassò per abbassarmi le mutandine e leccare ogni goccia di piacere che m’usciva dalla passera. Le schiacciai la testa contro di me quasi avessi paura che smettesse.

Non riuscivo a pensare che quella donna inginocchiata davanti a me fosse mia madre, ma la vedevo solo come una splendida amante che mi faceva godere, e non aspettavo altro che ricambiare quel piacere sentendola gemere sotto di me.

“Ti voglio.” le dissi facendola alzare per poterla baciare con tutta la passione che avevo in corpo.

“Anch’io.” mi rispose quasi strappandomi la maglietta.

Avvinghiate come l’edera ci spostammo sino alla mia camera, dove finimmo di spogliarci a vicenda, per ritrovarci sul letto inginocchiate una davanti all’altra, ancora intente a baciarci come le più tenere delle amanti.

Alla fine la spinsi sul letto per poterla salire sopra scendendo con la bocca sul suo bel seno, mentre la mano si faceva largo fra le sue gambe. Nei miei desideri c’era quello di massaggiarle le grandi labbra con le dita prima di farle finire dentro la sua passera, ma questa era così bagnata che ce ne finirono ben tre senza che facessi alcuno sforzo per farle entrare.

Compresi che mia madre era molto vicina all’orgasmo, così m’accucciai fra le sue gambe ed iniziai a leccare ogni anfratto del suo sesso, passando dall’inizio dello spacco al clitoride che stimolavo anche con due dita.

Lei venne con un lungo gemito, stringendo le cosce tanto che ebbi qualche problema a respirare, ma che mi fece sentire appagata dal fatto d’averla fatta godere così tanto, forse anche più di come era successo la sera precedente con Greg e Moa.

“Ora tocca a te, dai mettiti a pecora che voglio vederti impazzire.” mi disse con uno sguardo che non le avevo mai visto, tanto era carico di lussuria.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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