Smette di parlare e di torturarmi, poi mi stacca le pinze dalle mammelle: il sollievo è talmente grande che mi scappa un mugolio, mi sfioro dove fa male, è piacevole. La guardo, mi sorride compiaciuta, è contenta di me! Mi prende il mento e mi bacia, sulla bocca, un bacio tenero, io tremo di desiderio. 《Brava Noelle, continua così, faremo grandi cose insieme》 ... brava... insieme... non resisto, anche se non mi ha dato il permesso allungo le mani e le carezzo le gambe, le bacio un ginocchio, non mi ferma, bacio anche l'altro, scendo giù baciando fino alle scarpe, le sfioro con le labbra, le annuso: l'odore del cuoio, della sua pelle... sto bruciando, respiro a fatica, la guardo supplicandola con gli occhi e finalmente annuisce, allarga le gambe! Mi tuffo nel suo miele, di nuovo come prima, bacio, lecco, succhio, ma stavolta è più bello, è meraviglioso, il suo odore, il suo sapore, il suo respiro, le sue mani sulla mia testa.... viene e stavolta lo fa con un urlo, e continuo a baciarle la vulva finché si calma. Sto ansimando, ho bisogno.... 《Ti prego Vanessa》 mi guarda benevola e allunga un piede, me lo strofina tra le gambe. Non posso fare a meno di sorridere e lo faccio, mi masturbo sul suo piede, strizzandomi i seni martoriati con le mani per ritardare l'orgasmo.... ma infine arriva ed è esplosivo, urlo, rido, tremo, piango. Infine sono a quattro zampe, ansimando, cercando di calmarmi.... e la vedo, Juditta, sulla soglia che mi guarda, sconvolta, schifata. Poi si gira e torna in cucina. Mi sono vista coi suoi occhi, la degradazione e la depravazione più assolute. Ma lo stesso, non riesco a non provare desiderio, persino gratitudine per la mia padrona! Si alza, sembra voglia andarsene, le chiedo precipitosa 《Vanessa ti prego..... dormiamo insieme...》 con gli occhi bassi. Mi risponde dopo alcuni secondi: 《Noelle se dormiamo insieme ti faccio del male lo sai, e domani voglio che tu sia in forma...》 《ti supplico...》 《prendi la mia borsa, portala qui》 corro a prenderla, gliela porgo 《guarda dentro, ci sono alcuni "giocattoli". Prendi quello che pensi sia piu adatto. Vado a colpo sicuro, infilo la mano e la tiro fuori stringendo un enorme cazzo di gomma, con delle cinghie, uno strapon. 《Molto bene Noelle andiamo in camera....》
Mentre si prepara prendo una boccetta di lubrificante dal comò, è di Juditta spero non le dispiaccia. Vanessa ha finito, si volta: è quasi nuda, ha indosso solo le calze e lo strapon, gigantesco. È bellissima, come sempre, lo sguardo mi cade sul seno, superbo, perfetto. Ho un pò di paura per il cazzo enorme ma le sorrido, mi avvicino. 《metti via il lubrificante, non ti servirà》 ... 《per favore Vanessa, è grosso. Ti prego, non farmi male》 《certo che te ne faccio, sono venuta apposta!》 Mi prende per i capelli e mi butta sul letto. Sto ansimando, mi metto in posizione, a quattro zampe, ma lei mi dà un colpo e mi fa sdraiare supina. Allargo, anzi spalanco le gambe, e se volesse scoparmi sul serio? In vagina? Si mette sopra di me, mi guarda negli occhi e con la mano fa aderire il dildo al mio culo. Tremo, ansimo, ho paura. 《Ti prego Vanessa, ho paura...》 Una spinta forte è l'inizio. Da questo momento in poi è una discesa agli inferi, paura, dolore, rassegnazione, umiliazione. Va avanti un bel pò, fermandosi a tratti per riprendere fiato e poi ricominciando, per tutto il tempo rimango abbracciata a lei, stretta, il contatto con la sua pelle mi dà un minimo di conforto. Quando infine si ferma è sfinita, si sdraia di fianco, ansimante. Io sono devastata, non riesco a fermare le lacrime, non oso toccarmi il culo, non riesco neanche a lamentarmi. Eppure sono eccitata, a dismisura, sto letteralmente colando sul letto. E vorrei che ricominciasse, in questa posizione, per poterla abbracciare ancora, stringerla, guardarla. Invece si alza, si riveste, va a parlare con Juditta. Sento che litigano ancora, alzano le voci e poi più niente. La porta si apre e si chiude. Se n'è andata, senza neanche salutarmi, senza degnarmi di uno sguardo.
E arriva Juditta, con le mani cariche di unguenti e quello che mi serve, ultima di una serie di donne che si sono prese cura del mio corpo: Jezabel, Maruska, e adesso lei. Mi cura, mi carezza, mi coccola, mi bacia, fa tutto quello che può per farmi stare meglio, poi si sdraia vicino a me e mi abbraccia. Affondo nel suo corpo come in una tana, calda, accogliente, sicura.
E mi addormento.
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