Mi guarda: ormai sono totalmente sconfitta, sottomessa. Con le lacrime agli occhi, mi sfioro gemendo le parti doloranti, sono totalmente concentrata sul mio dolore fisico. Questa vista inebria Vanessa: si siede sulla sedia vicina, con le dita scende a sfiorare gli slip, il raso che struscia sulla pelle della vulva. Ma non le basta, quindi infila le mani dentro e inizia a toccarsi, decisa. Sta ansimando, la guardo con la coda dell'occhio, mi accendo di speranza: 《padrona... ti prego.... posso?》 e faccio per avvicinarmi. Vanessa sta ansimando sempre piu forte e non risponde, chiudendo gli occhi aumenta il ritmo. Mi avvicino e le sposto gentilmente la mano con cui si sta masturbando, gliela appoggio sulle gambe. La mia padrona subito oppone resistenza ma poi si abbandona nelle mie mani. Le sfilo le mutande, e intanto la faccio sedere in fuori. Adesso ha la vulva completamente esposta. So esattamente di cosa ha bisogno in questo momento: con la sinistra le allargo bene la figa mentre inizio a leccarle velocemente il clitoride; intanto con la destra le inserisco due dita nella vagina, cercando il punto G. Eccolo, già gonfio di sangue, inizio a sfregarlo con forza, senza smettere di leccarla. Vanessa ansima e geme, si contorce, si afferra ai braccioli della sedia e dopo pochissimo si inarca ed esplode in un orgasmo che la lascia senza fiato. Appena finisce si abbandona sulla poltrona, ansimando, e guarda me, la sua schiava: 《Dio mio, sei fantastica, ti adoro!》 Mi prende per i capelli e sporgendosi mi dà un lungo bacio sulla bocca. Con gli occhi chiusi mi godo il bacio fino all'ultimo e poi la guardo e le dico 《non ho ancora finito padrona. Mi permetti?》 Vanessa è incredula ma mi fa cenno di proseguire, e adesso inizio a giocare con lei. Alterno leccate avide a piccoli bacini delicati, la porto vicino all'orgasmo per poi concentrarmi su parti del corpo meno sensibili. Questi alti e bassi la fanno impazzire, dimenandosi arriva a supplicarmi di farla venire, ma io resisto, continuo con questo gioco, finché mi accorgo che Vanessa non resiste più e la lascio arrivare all'agognato orgasmo. L'urlo, le convulsioni, il suo respiro sono il mio premio. 《Ti ho restituito quello che mi hai fatto prima, sono stata brava?》 Vanessa non riesce a parlare, si limita a carezzarmi la testa e sorridermi. Non voglio che finisca questo momento magico e mi metto a baciarle e leccarle gli stivali, da sopra il ginocchio fino giù al piede, e la mia padrona mi lascia fare, compiaciuta: 《brava schiavetta, puliscili bene..... si così.... bene la punta.... adesso il tacco.... sei proprio brava!》 Il complimento mi scalda il cuore, sono felice che la mia padrona sia contenta, ma improvvisamente Vanessa mi afferra i capelli, mi tira su in modo da avere la mia faccia a pochi centimetri dalla sua, mi guarda negli occhi e mi dà un lungo bacio profondo. Poi mi tira indietro la testa: 《questo era il bacio di giuda! Perché mi hai tradita?》 e lo dice con un tono di profonda tristezza e delusione. Riesce addirittura farsi spuntare due lacrime. Mi ritrovo all'improvviso in un abisso 《ti prego no, non volevo, ti supplico, sarò brava, ti prego non piangere》 baciandola freneticamente sulle ginocchia. Ho deluso la mia padrona, l'ho fatta piangere, sono un mostro! Vanessa si alza, indossa lo spolverino ed esce. Sulla porta mi dice in tono incolore 《vestiti e vattene, non voglio piu vederti》 Resto senza parole, mi crolla il mondo addosso! La mia padrona non mi vuole più, mai più! Mi lascia sola, e tutto per colpa mia! Appena Vanessa è uscita, mi dispero: sdraiata per terra singhiozzo senza riuscire a fermarmi, è un pianto disperato, spossante, piango per l'abbandono della mia padrona, per i sensi di colpa ma anche per il dolore fisico che adesso sento maggiormente. Piano piano mi calmo, ma sono distrutta, e alla fine mi assopisco sul pavimento.
Quando mi risveglio, ancora nuda, cerco il telefono e chiamo Vanessa, insisto più volte anche se lei mi butta giù. Alla fine capisco che è inutile, allora mi alzo per sistemare e pulire tutto, ma ho una fitta tremenda al culo. Ma devo farcela, quindi, un pò barcollando e un pò a carponi, riesco a pulire decentemente. Poi provo a chiamarla ancora, ma niente. Basta torno a casa, è inutile...
Quando arrivo alla villa non chiamo neanche Maruska per farmi rattoppare, tanto Salvatore anche oggi non ci sarà: è in Grecia o in Francia o in Belgio o dove diavolo è, non importa!
Mi butto sul letto, completamente svuotata con l'intenzione di non alzarmi per una settimana......
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