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Erotika
Noelle 14
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Racconto16 min di lettura

Noelle 14

Noelle viene di nuovo punita

MarSel
2 anni fa · 485 letture · 0

Infine la mia padrona mi fa girare delicatamente, mi fa sedere per terra con le gambe larghe, si avvicina, mi bacia le lacrime che mi colano, poi mi guarda negli occhi e mi bisbiglia: 《adesso sei pronta. Voglio sentirti urlare piccola mia...》 e, mettendosi in ginocchio si abbassa fino alla mia passera. inizia baciando l'interno delle cosce, prima una poi l'altra senza fretta, poi passa a baciarmi sul pube, piccoli baci delicati che mi mandano in visibilio. Inizio ad ansimare, voglio di più, chiudo gli occhi e con le mani accarezzo i capelli di Vanessa. Intanto lei è passata a baciarmi le grandi labbra, alternando i baci a piccoli colpi di lingua, e passando la lingua sotto la fessura mi lecca i succhi che colano fuori, poi, in maniera incredibilmente delicata, con le dita mi allarga la figa, e dopo una serie di lunghi baci umidi sul clitoride, inizia a leccarmi. È la fine, perdo completamente la testa, mi stringo i seni con le mani e mi torco i capezzoli con forza, praticamente sto ululando ed esplodo in un orgasmo violento e lunghissimo. Prima che le convulsioni per l'orgasmo si calmino Vanessa riprende a leccarmi e in due secondi vengo di nuovo, ma stavolta non si ferma e mi fa venire ancora e ancora.... Non ho più forze, non riesco a parlare, non mi posso muovere. Godo e nient'altro, non ho più un pensiero lucido, gode e basta. Non mi accorgo neanche che finalmente Vanessa si ferma, continuo a venire anche parecchi secondi dopo. Dopodiché crollo esausta, lei mi sorregge e mi fa appoggiare sul suo seno, circondandomi con le braccia; mi tiene così, stretta a sè, anche quando mi lascio scappare la consueta pipì. Continua a tenermi per un tempo lunghissimo, sussurrando parole dolci e baciandomi le tempie, finché smetto completamente di tremare.

Quando sono piu tranquilla le chiedo 《sono stata brava oggi Vanessa?》 《sei stata molto brava amore mio, sembravi proprio una cagna in calore, non ho mai visto nessuna venire cosi tante volte》 Mi gonfio d'orgoglio e con un gran sorriso mi accomodo meglio. 《Poi mi hai anche pisciato addosso maialina che non sei altro!》 Non ne ne ero neanche resa conto, adesso sento che siamo entrambe bagnate, mi agito, divento rossa e sto per chiederle scusa quando: 《non preoccuparti amore, lo so che non è colpa tua... e poi, magari mi è anche piaciuto, chissà...》

《Ti amo Vanessa!》 《Però lo sai che ti devo punire vero?》 Mi si stringe il cuore, non voglio essere punita. 《Per favore, ti prego non farmi male... ho paura ti supplico! D'ora in poi mi comporterò bene!》 Ma Vanessa non cede: 《non posso perdonarti lo sai, sei andata ben oltre l'errore, mi hai proprio sfidata. Non posso fartela passare.... mi fidavo di te!》 In effetti mi sento tremendamente in colpa per aver tradito la fiducia della mia padrona, e so di meritare la punizione. 《Hai ragione, me lo merito. Ma poi torniamo come prima?》 Vanessa non risponde, continua a cullarmi in silenzio per alcuni minuti. Poi improvvisamente mi prende per i capelli e mi spinge via, finisco lunga distesa sul pavimento, a faccia in giù. Il cuore mi batte forte, so che la punizione inizia adesso e non oso muovere un muscolo. Vanessa si alza e mi guarda dall'alto: sono sdraiata scomposta, coi capelli sciolti, la camicia e il reggiseno aperti, senza la gonna e con le mutande alle caviglie. Le autoreggenti sono l'unica parte di me ancora a posto, oltre a una scarpa, l'altra chissà dove è finita....

《Alzati》 Una semplice parola detta a mezza voce ha il potere di annullare completamente la mia volontà: mi alzo, ancora piuttosto malferma sulle gambe. 《spogliati》 Mi affretto a ubbidire, mi tolgo camicetta e reggiseno, sfilo le mutande dalle caviglie e scalcio via la scarpa. 《Anche le calze》 Mi appoggio al muro e me le tolgo. Adesso sono completamente nuda, come piace a lei. Mi metto in posizione: dritta, piedi uniti e mani incrociate dietro la schiena. Guardo per terra e attendo, tremando leggermente. Vanessa mi fa un giro intorno, allungando una mano a sfiorarmi i glutei e poi i seni. 《Molto bene》 e mi da un lungo bacio che fa mi tornare i brividi. 《Questo è l'ultimo bacio che avrai da me per oggi, da adesso devi soffrire....》 Senza preavviso mi schiaffeggia forte sulla guancia 《Giuda!》 poi di nuovo 《puttana!》 Barcollo, sento sapore di sangue sul labbro inferiore, ma resto in piedi e continuo a guardare per terra, senza fiatare.

《Vai sotto l'anello e afferralo con entrambe le mani. Non dovrai staccarti finché non te lo dico capito?》 《Non mi leghi?》 《No, oggi niente catene né corde né manette. Sei libera di andare via in ogni momento. Oggi non avrai scuse, non potrai dire a te stessa che eri legata e non potevi scappare, oggi quello che ti farò sarai tu a volerlo》 e in fondo so che è proprio così, lo è sempre stato e lo desidero con tutto il cuore. Ed è mentre sto pensando questo che arriva la prima scudisciata sui glutei, strappandomi uno strillo. Non l'avevo vista muoversi, adesso è dietro di me e mi colpisce con forza ma lentamente, un colpo ogni 10 secondi circa. Fa un male d'inferno ma resisto, non piango. Oh si, so che tra poco cederò, ma voglio resistere il più possibile, so che questo piace a Vanessa. Quando sul culo non c'è più un centimetro di pelle che non sia stato colpito, si sposta sul dietro delle cosce. E infine prende di mira la schiena. Il frustino colpisce i graffi che mi aveva fatto Vanessa e cedo: urlo di dolore a ogni colpo, piango e dopo pochi colpi perdo la presa sull'anello e cado per terra. Vanessa mi prende per i capelli e mi trascina al tavolo, ci sono ancora delle foto di Jezabel che mi guarda da una di queste. Vanessa mi fa appoggiare con la pancia sul piano, dal lato corto, e mi intima di chiudere gli occhi e di aggrapparmi con le mani ai bordi. Non vedo ma la sento che fruga in un forziere vicino a me. Poi sento rumore di pelle o quoio strusciato, e Vanessa che si posiziona alle mie spalle. 《Allarga la gambe e tira su il culo》 Obbedisco, so già cosa sta per farmi e cerca in fretta di rilassare l'ano, ma dopo pochi secondi sento la punta di un fallo di plastica appoggiarsi al buco, e subito Vanessa spinge con tutta la forza che ha. Lo strapon fatica a entrare, è enorme e non è lubrificato, e Vanessa deve dare parecchi colpi molto forti per riuscire a entrare fino in fondo. Urlo a denti stretti, cerco di rilassare i muscoli in tutti i modi e in parte ci riesco, diminuendo il dolore.

Dura un eternità, lei stessa è esausta, sento il sudore della mia padrona che mi gocciola sulla schiena bruciandomi le ferite. Alla fine esce, sfinita, ma non mi dà tregua: 《alzati e girati》 Grido di sollievo quando si sfila dal mio culo. Cerco di ubbidire ma appena mi stacco dal tavolo le gambe mi cedono e cado per terra. Allora mi afferra per i capezzoli e mi tira su in piedi. 《se ... ti ... dico ... di .. fare... una... cosa... devi ...farla...capito ...puttana?》 e ad ogni parola mi torce forte i capezzoli, strappandomi lacrime e gemiti di dolore. Non ce la faccio più, sto pregando che finisca ma non oso dirlo, alzo le mani per fermarla ma non mi azzardo a toccarla. Finalmente un pò di tregua: Vanessa si ferma, mi lascia, e cado in ginocchio. Subito mi infilo le mani in bocca e con le dita bagnate di saliva mi massaggio i capezzoli, mi fanno malissimo e sono enormi, viola e durissimi.

Prima di andare avanti…

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