Finalmente arrivarono Clemente ed Enzo con la cena e tutti e cinque ci sedemmo al piccolo tavolo rotondo del salotto, io ero tra Davide alla mia sinistra e Leonardo alla mia destra. Durante la cena le solite chiacchiere e le solite risate ma, sotto il tavolo, sentivo a più riprese il contatto del ginocchio di Leonardo contro il mio. Lui mi si avvicinava sempre di più ed io, per mancanza di spazio, non potevo sfuggirgli. Forse lui vide in questo mio comportamento un assenso al suo operato tanto che iniziò a sfregare sempre con più insistenza la sua gamba contro la mia. Per uscire da quella situazione trovai un pretesto per alzarmi da tavola ed andare in cucina, non senza sentirmi i loro occhi misurarmi la schiena ed il mio lato B. Tornai al tavolo con una bottiglia d’acqua minerale e mi prodigai nel riempire i bicchieri vuoti mostrando loro ancora il mio procace décolleté. Sedendomi cercai di avvicinarmi il più possibile a Davide in modo che a Leonardo fosse più difficile sfiorarmi ma, a furia di contorcersi sulla sedia, alla fine ci arrivò lo stesso. Per non creare una situazione antipatica mi decisi di lasciarlo fare, anche perché poi la cosa poi non mi dispiaceva affatto. Alla fine del pasto, mentre gli altri ragazzi rimasero a tavola, Leonardo si offrì di aiutarmi a sparecchiare e fare i piatti. Io li lavavo e lui li asciugava ma era un pretesto per sfregarsi ancora contro di me, una volta era il braccio, poi il fianco, poi il culo e poi qualcos’altro ancora.
La mia mancanza di reazione lo incoraggiò, si mise dietro di me ed iniziò ad accarezzarmi le spalle baciandomi teneramente il collo. Le sua mani scesero sui fianchi abbracciandomi stretta ed appoggiandosi tutto a me. In quel momento avrei dovuto reagire rimproverandolo o magari dandogli uno schiaffo, invece no, la sua tenerezza mi piaceva, godevo di quella situazione. Al punto in cui mi trovo ora posso anche confidarvi una mia fantasia, spesso mi immagino di fare l’amore con una persona sconosciuta, questi mi prende, mi accarezza e mi penetra da dietro in piedi senza che io possa vedere chi lui sia. Questa mia fantasia segreta la stavo vivendo con questo ragazzino. Fu quando lui cominciò ad appoggiare il suo cazzo duro sul mio culo che mi resi conto dell’anormalità della situazione, allora per calmare i suoi ardori lo spinsi via dolcemente. Così facendo la mia mano sfiorò il suo cazzo duro e, quasi inconsciamente, lo strinsi tra le dita. Entrambi avemmo un attimo di turbamento ma alla fine capimmo che dovevamo fermarci anche perché i ragazzi ci stavano chiamando.
Terminammo di fare i piatti, ed anche l’eccitazione passò ma io mi sentivo terribilmente bagnata. Poco dopo i ragazzi si congedarono, Clemente con la scusa del bacio dell’addio pose le sue mani sulle mie braccia sfiorandomi il seno sinistro, Enzo, il silenzioso della serata, mi baciò ma la sua acne mi ripugnò, e Leonardo ne approfittò per cercare di darmi un bacio sulle labbra. Li salutai ma non li accompagnai alla porta, ci pensò Davide, io rimasi nascosta dietro la porta del salotto ad ascoltare i loro commenti. Clemente: “Cazzo che tette che ha tua nonna, mi piacerebbe palpargliele e leccargliele!” Enzo: “Ma avete visto che culo? La metterei alla pecorina e me la inculerei subito! E Davide replicò: “Ohh.. calma ragazzi, dopo tutto state parlando di mia nonna! Siate educati!” E Clemente ridendo: “ Ok, va bene, ma tua nonna è ancora una gnoccolona da scopare!” Leonardo invece, molto saggiamente, chiese a Davide se l’indomani sarebbe potuto tornare per fare insieme i compiti, Davide gli rispose di si per nulla sorpreso da quella richiesta. Dopo che furono usciti, Davide mi raggiunse in cucina e sorridendo mi disse: “Sei una grande nonna! Che ne dici? Ti piacciono i miei amici?” Allora gli diedi la mia opinione su Enzo e Clemente. “Enzo secondo me è gay, mentre a Clemente piacciono le donne con le tette grandi, come te. In quanto a Leonardo, deve essere ancora vergine, non parla che di sua mamma ed ha solo le sue foto sul telefono.” “E cosa ne pensi di lui nonna? È un bravo ragazzo, vero?” “Beh, diciamo che si è rivelato molto intraprendente.” E gli dissi ciò che era successo mentre lavavamo i piatti.
Mentre glielo raccontavo Davide continuava a toccarsi la patta, poi si avvicinandosi nella stessa posizione dell’amico mi si appoggiò facendomi sentire il suo cazzo ormai duro, e mi domandò: “Ha fatto così?” Alla mia risposta positiva mi mise le mani sui fianchi ed anche lui cominciò a sfregarsi sul mio culo. “Amore spegni la luce, ci sono le tapparelle alzate”. Nel mentre feci scivolare a terra il mio vestito, quando lui tornò l’oscurità era quasi totale. Slacciò i suoi pantaloni e sentii subito il suo cazzo duro tra le mie natiche. La sua mano cominciò ad accarezzare la mia fica e si accorse subito che ero già tutta bagnata. “E’ stato Leonardo che ti ha fatto bagnare così?” Risposi con un timido sì. Mi tolse il reggiseno e le mutandine ormai tutte bagnate. Mi aprì le gambe, per sorreggermi mi appoggiai al lavandino. Mentre con una mano mi massaggiava il seno, con l’altra giocava con il cazzo tra le mie natiche, lo puntava contro il mio buchino e dava dei piccoli colpi poi lo passava di nuovo tra le gambe aperte. Quando glielo presi in mano per indirizzarlo nella mia fica sentii che era duro in modo impressionabile.
Ormai piegata sul lavandino cercai di indirizzarlo in modo che massaggiasse anche il mio clitoride ma lui si ritrasse, lo indirizzo di nuovo verso il mio buchino e questa volta con un colpo secco mi penetrò. Mi scappò un grido di dolore, non era quello che volevo in quel momento, allora con un movimento del bacino lo feci uscire e finalmente lo indirizzai nella mi vagina. Cominciò a scoparmi lentamente, molto lentamente, troppo lentamente, era un supplizio di lentezza. Avevo voglia di godere subito, volevo accelerare la frequenza ma lui, tenendomi per i fianchi, controllava la sua lenta progressione, una volta spinto il cazzo nel profondo della mia fica si fermava per qualche secondo prima di ricominciare a scoparmi. Ad un certo punto, nell’oscurità quasi totale, mi resi conto che stavo realizzando la fantasia di essere scopata in piedi da una persona che non vedevo. Ad un certo punto i suoi movimenti cominciarono ad accelerare.
Le sue mani correvano su tutto mio corpo, sulla nuca, sui seni, sulle natiche, sulle cosce. Quando iniziò a massaggiarmi il clitoride sentivo il piacere crescere dentro di me, tanto che le gambe mi tremavano. Non potei più trattenere l’orgasmo, le mie grida di godimento accelerarono il suo piacere finché non lo sentii godere dentro di me, i suoi schizzi caldi inondarono il mio ventre. Rimanemmo in piedi abbracciati ed uniti come una cosa sola per lungo tempo, il suo cazzo sembrava non volesse ammosciarsi, godevo di quella situazione, alla fine Davide dopo avermi baciata dietro l’orecchio mi sussurrò: “Nonna ti voglio bene, sono felice di essere qui con te.” Non gli risposi, mi girai verso di lui e gli dissi: “Baciami amore!” Sentivo il suo seme scendermi lungo le cosce ma non mi importava, quando era tra le sue braccia mi sentivo ancora una ragazzina, finalmente una donna appagata
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