Buongiorno, io mi chiamo Marta ed ho 62 anni, anch’io ho un segreto che vorrei esternare. Ormai sono vedova da quasi 9 anni, mio marito è morto improvvisamente a causa di un infarto in casa da solo, mentre io ero fuori a fare delle spese. Il fatto di non essere stata presente e di aver potuto chiamare il 118 per i primi soccorsi ha provocato in me un senso di colpa che sono riuscita a stento a metabolizzare.
Solo con l’aiuto dei medici che mi hanno spiegato che è stata una cosa fulminate e della mia famiglia sono riuscita a venirne fuori, ma non è di questo che voglio raccontarvi. Io ho due figlie di quasi quarantenni, e quattro nipoti. La figlia più giovane, Agnese, vive piuttosto lontano e ciò mi da fastidio soprattutto perché non posso vedere crescere i suoi due figli ormai più che adolescenti. La più grande, Virginia, abita in paese vicino a me, potrei vederla spesso ma preferisco di no in quanto voglio evitare di incontrare suo marito, un perfetto idiota. È un di quelli che crede si sapere tutto lui, e tutto quello che fa lui è giusto e corretto.
Non è un giudizio tipico da suocera, l’altro mio genero, per esempio, è un uomo molto più a modo e discreto, gentile nei modi, con una buona posizione economica, insomma un uomo che io apprezzo molto. Mia figlia Agnese, come detto, ha due figli, Cristina e Davide. Quest’ultimo è sempre stato in lotta con il padre, tanto che al raggiungimento della maggiore età, quell’imbecille di mio genero, lo ha messo alla porta con un pretesto risibile.
Due galli in un pollaio non possono coesistere. In quella situazione Davide non avrebbe potuto finire i suoi studi di elettrotecnica e si sarebbe ritrovato sulla strada, sicuramente una cosa non bella per lui. Quel giorno la prima cosa che ha fatto Davide è stata venire a suonare alla mia porta per cercarsi una casa ed un rifugio. Siccome penso che sia il dovere di una nonna sopperire alle mancanze dei genitori, e poi gli voglio bene, ho accettato di ospitarlo.
Ho cercato di sentire telefonicamente la mamma per avere una spiegazione di ciò che era successo ma lei, totalmente sottomessa al marito, non ha voluto contraddirlo in questa decisione. La nostra conversazione quindi si è scaldata, ho alzato la voce e, arrabbiata, ho chiuso il telefono. Allora di fronte al fatto compiuto ho proposto a Davide di dormire nella cameretta degli ospiti.
Davide è un bel ragazzo e sicuramente ha successo con le ragazzine. È moro, fisico asciutto e muscoloso, molto affascinante e, in quanto l’unico nipote maschio, è il mio preferito, anche se voglio bene a tutti gli altri nipoti. In quanto a me come posso descrivermi? Non sono molto alta e, per fortuna, la menopausa non ha modificato sostanzialmente il mio fisico, ho solo messo su qualche kilo nelle zone strategiche, seno e fianchi, che mi hanno reso un poco più rotonda ma niente più. Dopo la mia vedovanza,devo confessarvi, che non ho mai voluto dedurre nessun uomo, nonostante con le forme che mi sono ritrovata, sia ancora molto piacente, anzi cerco di mettere in evidenza le mie curve vestendomi in modo elegante ma sexy quando esco per shopping o altre commissioni.
Ora ritorniamo alla nostra storia. I giorni passavano ed io cominciavo ad apprezzare la coabitazione con Davide, mio nipote. Lui non esitava ad aiutarmi nelle faccende domestiche soprattutto in quelle cose tipiche da maschi come falciare il prato ed altri piccoli lavori di idraulica o di elettricista che avevo tralasciato da fare da anni. Insomma avevo di nuovo un uomo per casa. Un giorno, mentre ero allungata in avanti per sistemare i piatti nello scolatoio, mi giro e vedo Davide che, senza ritegno, mi stava guardando il culo, non l’avevo sentito arrivare. Un bacio per dare il buongiorno e non ci ho pensato più. Un’altra volta, mentre stavamo rifacendo il letto insieme, vedo il suo sguardo cadere nella abbondante scollatura della veste da camera, appena rialzai gli occhi lui distolse lo sguardo arrossendo.
La sera stessa sentii attraverso la sottile parete delle nostre camere adiacenti, un cigolio del letto e dei sospiri che non lasciavano dubbi sul fatto che si stava masturbando. Dentro di me ho sorriso, il ragazzo è giovane ed è normale, alla sua età, avere una la libido molto accentuata. L’indomani mattina, riassettando la sua camera, ho trovato diversi fazzolettini di carta sporchi del suo sperma. Li raccolsi per buttarli in pattumiera ma prima di gettarli mi venne voglia di sentire il loro odore. L’odore era inebriante, soprattutto quelli recenti ancora umidi, un odore che non apprezzavo da anni. Non so se a seguito di ciò, mi sono accorsi che mi ritrovava a guardarlo sempre più insistentemente quando girava seminudo per casa.
È davvero un bel ragazzo e sono fiera di lui. La sera, quando sentivo il letto cigolare, mi veniva voglia di andare a vedere cosa stesse facendo. Una sera finalmente mi alzo e decido di andarlo a spiare dalla porta socchiusa della sua camera. Era in piena azione e, malgrado l’oscurità, distinguevo bene il suo cazzo duro e mi accorsi anche che la natura lo ha anche ben dotato. Un po’ vergognandomi di me, tornai a letto ma, così turbata, faticai a prendere sonno. Davide esce spesso con gli amici ma è un bravo ragazzo, non beve non fuma e soprattutto non si droga.
Unica cosa che gli chiedo è di tornare a casa presto, quando rientra è un sollievo perché ho paura saperlo in giro alla sera con la sua moto. Una sera, forse per sdebitarsi delle serate ansiose che mi fa passare, mi propose di andare al cinema con lui. Era un’eternità che non ci andavo così accettai ben volentieri. Come al solito mi vestii a modo, indossai un tailleur con sotto una camicetta un po’ scollata, dei collant 20 den, scarpe decolleté nere con tacco basso e via con la mia piccola utilitaria, ovviamente il cinema lo pagai io vista l’avarizia dei suoi genitori. Eravamo seduti al centro della sala, inizialmente soli poi poco alla volta la gente cominciò ad affluire. Mentre Davide era seduto alla mia destra, alla mia sinistra venne a sedersi un tipo piuttosto corpulento ed irrequieto.
Una volta cominciato il film, il tipo alla mia sinistra cominciò ad allargarsi e prendere spazio tanto da costringermi ad avvicinarmi a Davide. Le nostre braccia erano l’una accanto all’altra, Davide teneramente mi prese per mano, quindi girandosi un po’ su se stesso, con la mano destra iniziò ad accarezzarmi delicatamente e dolcemente l’avambraccio. Progressivamente le sue carezze salirono lungo il braccio fino a quando il ciccione al mio fianco, muovendosi ed allargandosi ancora di più, mi costrinse ad avvinarmi ed incollarmi ulteriormente a Davide tanto da imprigionare la sua mano tra braccio ed il mio seno. Lui non fece niente per levarla, anzi a poco a poco iniziai a sentire le sue dita che solleticavano il mio petto tanto da provocarmi dei brividi.
Avevo voglia di respingerlo ma allo stesso tempo queste tenere e discrete carezze mi emozionarono. Le sue dita sfiorarono il mio capezzolo che subito si indurì ed una strana eccitazione mi pervase. Il mio respiro accelerò, stavo quasi ansimando, per fortuna riuscii a fargli togliere la mano. Purtroppo, o forse no, lui tornò alla carica. Questa volta pose la mano pienamente sul mio seno ed iniziò ad accarezzarlo tutto intorno. Per evitare di essere visti incrociai le braccia e posi la mia mano sinistra sulla mano che mi stava massaggiando il seno ma non gliela tolsi, non potevo, mi accarezzava il capezzolo con una infinita dolcezza e delicatezza. La cosa mi piaceva, erano anni che non provavo una simile sensazione tanto che mi accorsi di avere le mutandine umide dal piacere.
