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Nonna troia seduce il nipote maiale - Prima Parte
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Racconto22 min di lettura

Nonna troia seduce il nipote maiale - Prima Parte

Buongiorno, io mi chiamo Marta ed ho 62 anni, anch’io ho un segreto che vorrei esternare. Ormai sono vedova da quasi 9 anni, mio marito è morto improvvisamente a causa di un infarto in casa da solo, mentre io ero fuori a fare delle spese.

Alex
1 anno fa · 12k letture · 1

Era una situazione molto eccitante, mi stavo facendo palpeggiare nel buio di un cinema, mi sembrava di essere un’adolescente ai primi appuntamenti In un attimo di lucidità mi chiesi cosa stessi facendo! Accidenti mi stavo facendo toccare da mio nipote, la ragione mi disse che non era giusto, dovevo farlo smettere, allora mi avvicinai al suo orecchio per dirglielo, lui fraintendendo il mio movimento, si girò verso di me e mi schioccò un bacio sulle labbra. Quasi spaventata dalla sua iniziativa ebbi uno scatto all’indietro riprendendo il mio posto sulla poltrona mentre Davide faceva lo stesso dalla sua parte. 

Non mi ricordo più niente del film talmente la mia mente era presa da altri pensieri. Il mio Davide era attratto da me, una donna anziana, sua nonna, cosa avrei dovuto fare? Rimasi in silenzio fino al ritorno a casa. Lui si vedeva che era molto imbarazzato per l’accaduto, alla fine prese coraggio e mi disse: “Nonna sei arrabbiata con me?” “No amore, la colpa è mia che ti ho lasciato fare, sono anch’io colpevole come te. Comunque quello che è successo dovrà rimanere tra di noi, nessuno lo dovrà sapere, d’accordo?” “D’accordo, te lo prometto. Ora vado a letto, buona notte nonna.” 

Quella notte il suo letto cigolò più forte del solito e lo sentii più volte mormorare “Nonna.. sii.. nonna.. mmm” L’indomani mattina, quando Davide uscì per andare a scuola iniziai a rassettare la sua camera ma, sotto il letto, non trovai i soliti fazzolettini di carta ma un paio delle mie mutande piene di un’abbondante dose di sperma, probabile si fosse masturbato più volte. Sorpresa lasciai il tutto come l’avevo trovato e ritornai a fare il resto delle mie faccende, anche se, essendo molto turbata da ciò che avevo trovato, non riuscii a combinare niente. Quando rientrò preferii non parlare, Davide mi salutò con due baci ed uno prolungato sul collo, sicuramente un modo un po’ originale per mostrare il suo affetto. Nel pomeriggio, mentre lui studiava, io mi dedicai al cucito, avevo delle cose da rammendare, e per tale lavoro mi sedetti con uno sgabello vicino alla finestra. Mi accorsi che Davide era distratto dalla mia presenza, passava più tempo a guardarmi che a studiare. Io, facendo finta di niente, continuai il mio lavoro. Dopo un poco, senza parlare, si alzò e venne dietro di me e mi appoggiò le mani sulle spalle.

Dopo un primo momento si sorpresa gli chiesi se poteva massaggiarmi le spalle perché mi sentivo i muscoli un po’ contratti. Le sue mani piano lentamente scivolarono dalle spalle su fino al collo e con i pollici iniziò a massaggiarmi sotto la nuca. Mi fece sedere dritta sullo sgabello e continuò il massaggio. Improvvisamente lo sentii appoggiarsi con il bacino alla mia schiena e percepii qualcosa di duro che spingeva sulla mia colonna vertebrale. Era il suo cazzo turgido, lo stava strofinando contro la mia schiena. Avrei dovuto spingerlo via e rimproverarlo, invece no, le sue carezze mi piacevano e oltretutto era molto portato per fare massaggi, stavo apprezzando quei momenti. Il porcellino sapeva anche che non potevo ignorare la turgescenza con la quale mi stava massaggiando la spina dorsale e, incoraggiato dalla mia passività, i suoi massaggi si spinsero anche sul davanti, sul mio seno, con molta delicatezza. 

“Scusa amore, ma questa non è la schiena.” “Rilassati e lasciami fare, nonna.” Ed io mi rilassai e lo lasciai fare. Le sua mani correvano dalle mia braccia alle rotondità dei seni, quindi con i palmi iniziò ad accarezzare i miei capezzoli attraverso il tessuto della mia camicetta. Non ne potevo più, cominciai a bagnarmi atrocemente. Il mio respiro era diventato corto, così come il suo del resto. Lui spingeva il suo sesso duro contro di me e lo faceva rotolare tra le mie scapole, stava facendo un gioco che mai, prima di adesso, avevo provato. Slacciò due bottoni della mia camicetta e delicatamente infilò le dita accarezzandomi direttamente sulla pelle. Mi massaggiò i seni poi iniziò a pizzicarmi i capezzoli. Il mio reggiseno un po’ lo impediva, quindi mi tolse la camicetta e lo slacciò. A questo punto si mise davanti a me e restò quasi stupefatto di fronte al mio seno nudo, morbido e bianco come il latte. 

Io, quasi per un riflesso incondizionato, tentai di coprirmi con le mani ma lui me le aprì, si inginocchiò di fronte a me e cominciò a succhiarmelo come un neonato. Incredibilmente sentii un brivido d’eccitazione incommensurabile. Dopo aver allattato i miei figli, mai nessuno mi aveva fatto questo, il mio defunto marito non si preoccupava del mio piacere, ma solo al suo. Nessuna carezza ne con mani ne con la bocca, solo la posizione del missionario senza preliminari, con dolore quando mi penetrava in quanto non ancora lubrificata. Davide invece seppe prendersi cura del mio seno tanto da provocare in me un turbinio di piaceri. Dopo qualche minuto cambiò posizione, scese con la testa tra le mie gambe ma la mia gonna stretta non mi permetteva di aprirle. Nessun problema, con molta iniziativa arrotolò la gonna fino alla vita, stracciò i collant nella zona pubica, scostò le mutandine e si fiondò, con la bocca, sul mio sesso umido e peloso. 

Quindi mi tirò a se, sul bordo dello sgabello, alzò le mie gambe sopra le sue spalle e cominciò a baciare e leccare la mia fica che, ormai da anni, non era oggetto di attenzione da parte di un uomo. Io avevo letto su delle riviste femminili articoli che trattavano del “cunnilingus” ma ero totalmente all’oscuro dei benefici e dei piaceri che mi stava provocando, ed il ragazzo ci sapeva fare. Stavo provando piacere, ma allo stesso tempo pensavo che ciò che stava facendo Davide era una delle cose più incestuose che potesse fare. Nonostante tutto provavo delle intense e sconosciute sensazioni di piacere, delle ondate di godimento facevano vibrare il mio corpo, tremavo tutta. Sommersa da queste moltitudine di sensazioni di piacere ebbi, forse, il primo vero orgasmo della mia vita. 

Ormai mi sentivo in paradiso e Davide non accennava minimamente di smettere di leccare e baciare la mia intimità, ero pronta ad avere un secondo orgasmo quando qualcuno suonò al citofono. Davide quasi spaventato si alzò e ci guardammo con aria di chi non sa cosa fare. Vedendo il suo viso ormai rorido dei miei umori gli dissi di andare subito a lavarsi, mentre io, dopo essermi un poco ricomposta, ancora in completa confusione, andai ad aprire. Era Cristina, sua sorella. Aprii la porta ancora confusa e rossa per l’emozione. Mi baciò e mi chiese se andava tutto bene, forse mi aveva vista un po’ strana. Un po’ stranita mormorai un si a fior di labbra. Appena entrata in soggiorno, Cristina annusò l’aria e disse: “Umh.. Che profumo di buono si sente qui.” 

Cosa avrebbe voluto dire? Non avrei voluto ammetterlo, ma l’odore del mio sesso e dei miei umori galleggiava nell’aria. Parlammo per qualche minuto poi Cristina mi chiese di suo fratello. “E’ su al piano superiore nella sua camera, vai pure se vuoi parlargli.” Salì le scale e lo raggiunse. Li sentivo parlare , discutere e ridere, ero felice di vedere come erano legati tra di loro. Approfittando del fatto di essere rimasta sola nel soggiorno alzai la gonna e constatai che le mie mutandine erano ormai fradice ed i miei collant tutti strappati a seguito degli avvenimenti recenti. Mi sembrava anche che si vedessero gli strappi nonostante la gonna abbassata, allora salii nella mia camera e dopo essermi cambiata, mentre stavo scendendo, mi accorsi di non sentirli più chiacchierare, dalla camera di Davide proveniva un insolito silenzio. Per curiosità mi avvicinai alla porta socchiusa, vidi Davide disteso sul letto e sua sorella in ginocchio al suo fianco, ma quello che mi bloccò il respiro fu vedere ciò che lei stava facendo. 

Prima di andare avanti…

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