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Nonna troia seduce il nipote maiale - Seconda Parte
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Racconto19 min di lettura

Nonna troia seduce il nipote maiale - Seconda Parte

Il mio amato nipotino aveva appena finito di fare l’amore con me in modo sublime, ci avevo messo un po’ per riprendermi e accorgermi che il suo sperma stava uscendo copiosamente dalla mia vulva e colava sulla gonna.

Alex
1 anno fa · 2.6k letture · 0

Lui mi spiava mentre preparavo la cena e alla fine quasi mi ero abituata a rimanere nuda. Ci sedemmo a tavola, lui nudo ed io in intimo estremamente sexy. Dopo cena, al momento di andare a letto, mi fece capire che avrebbe voluto continuare ciò che avevamo iniziato nel tardo pomeriggio, ma gentilmente rifiutai la sua nuova avances con a scusa che ero molto stanca. Salutandomi, mi baciò così teneramente che quasi stavo per dirgli “si” e portarlo nel mio letto. Lui avvicinandosi all’orecchio mi sussurrò in modo molto diretto: “Allora mi puoi dare le tue mutandine?” Quasi incredula gli dissi: “Ma cosa vuoi farne? Sporcarmele come tutte le altre? Ma non sei stanco?” “No, guarda.” E vidi che stava avendo una nuova erezione. Gli porsi quello che mi aveva chiesto e sparì nella sua stanza. Quella notte sentii di nuovo il letto cigolare e lui ansimare ma ciò non mi impedì di addormentarmi e fare dei sogni molto piacevoli. La mattina seguente, mentre Davide era a scuola, decisi di uscire a fare dei nuovi acquisti di abbigliamento sexy per compiacerlo. Tornai con diverse borse dei vari negozi, le appoggiai sul letto. 

Avrei avuto piacere che al ritorno scegliesse lui quello che avrei dovuto indossare. Attesi il suo ritorno con impazienza, quando mi vide mi saltò letteralmente al collo, ci baciammo ma io ero impaziente di mostrargli le nuove compere. Li guardò e li toccò per bene prima di fare la sua scelta e lasciarmi sola affinché mi preparassi. Scelse delle calze nere, un reggicalze nero e rosso coordinato con il reggiseno ed un paio di slip molto piccoli fatti con un tessuto quasi trasparente, leggero come un velo. Era la prima volta che li indossavo e mi sembrava stano sentirmeli nella fessura tra le chiappe. Sopra indossai un abito senza maniche che arrivava sopra il ginocchio, piuttosto scollato, le solite decolleté tacco 10, una leggera spruzzata di profumo ed eccomi pronta a raggiungerlo. 

Quando mi vide fu un florilegio di complimenti. “Nonna sei bellissima, una gran figa. Girati fatti vedere, accidenti che bel culo che ti fa questo vestito!” “Davide, per favore, non parlare così! Tutto sommato sono sempre tua nonna, non dimenticarlo!” “Ahh.. dimenticavo, questa sera ho invitato degli amici, è un problema per te?” “No, ma non ho fatto la spesa, in quanti sono?” “Tre, ma portano loro cibo e bevande, sono Enzo, Marco e Paolo, anzi non dovrebbero tardare molto.” “Ok, allora vado a cambiarmi subito.” “No nonna, resta vestita così, voglio che vedano quanto sei bella.” “E’ gentile da parte tua, ma così sono po’ troppo provocante.” “Dai nonna, alzati il vestito e fammi vedere.” “Ma Davide!” Lui senza dire niente mi alzò il vestito scoprendomi prima le gambe poi le cosce fino al cavallo. Io ero un po’ confusa. 

“Dai ora basta, si vedono i peli della mia patatina.” “No, non è abbastanza.” Così dicendo fece scivolare la mano sul pube peloso, scostando la mutandina ed esponendo quel poco che ancora non si vedeva. Mi sentivo terribilmente in imbarazzo. Mi tirò verso di lui e mi fece sedere sulle sue gambe. Con un braccio mi cinse alla vite mentre con l’altra mano cominciò ad accarezzarmi il seno con molta delicatezza. Si avvicino con le labbra al mio viso e mi diede un lungo bacio che mi fece quasi perdere il controllo, poi mi disse: “Nonna, voglio che i miei amici possano vedere quanto sei bella!” “Amore ma tu sei pazzo, io non voglio compiacerei tuoi amici. Quello che sto facendo lo faccio solo per te.” “Bene, allora fallo per me, voglio che vedano quanto sei bella e sexy e che si masturbino pensando a te.” 

Allora molto alterata gli dissi: “Davide ma sei proprio disgustoso, e sei anche uno porco vizioso!” Qualche secondo dopo però realizzai che, nonostante la mia reazione, le parole che mi aveva appena detto mi avevano fatto piacere, non erano altro, a suo modo, dei complimenti. Il mio caro nipotino mi stava dicendo che ero bella e piacente! Ma era troppo tardi per parlarne, squillò il campanello e Davide corse ad aprire. Gli amici che aveva invitato a passare la serata con noi erano arrivati. Non ebbi il tempo di cambiarmi, mentre lui li accoglieva io cercai di mettermi un poco a posto il vestito ed i capelli. Il primo ad entrare ed a salutarmi fu Enzo, un tipo pieno di brufoli ed i capelli grassi e spettinati, lui aveva portato delle bibite per la serata. Il secondo ad entrare fu Clemente, uno piuttosto robusto e chiacchierone, lui invece arrivò a mani vuote. L’ultimo fu Leonardo, un biondino piuttosto piccolo e minuto, ma fu quello che mi piacque di più, soprattutto perché mi portò in dono un mazzo di rose. 

Mentre disponevo le rose in un vaso, Davide fece accomodare i suoi amici sul divano, inutile dirvi che mi sentivo i loro occhi addosso, o meglio, sul mio culo. Davide si sedette su una sedia un poco dietro a loro. Quando portai loro i bicchieri e mi chinai per posarli sul tavolino del salotto sentii che il mio seno calamitò tutti i loro sguardi, cercai di coprirmi istintivamente la scollatura ma ormai era troppo tardi. Mi sedetti sulla poltrona davanti al divano, unico posto libero e, per cercare di stare bella dritta ed evitare di mostrare di nuovo il mio décolleté, mi sedetti sul bordo. Preparai un piccolo aperitivo, i ragazzi presero della Coca-Cola, io un vinello bianco frizzante fresco. L’ambiente era disteso, i ragazzi discutevano di video giochi, di musica, di calcio, poi Clemente cominciò a raccontare barzellette. Anche io partecipavo e ridevo con piacere. Nella foga delle risate, ogni tanto il vestito mi saliva lungo le cosce ed io ero costretta a rimettermelo a posto. 

Ad un certo punto incrociai lo sguardo con quello di Davide che, con un discreto gesto della mano, mi fece segno di non abbassare il vestito quando mi si alzava, voleva che mi mostrassi agli sguardi indiscreti dei suoi amici. In quel momento lo fulminai con uno sguardo di fuoco poi, forse anche a causa dei vapori del vinello che mi salivano alla testa, cominciai a compiacermi dei loro sguardi e abbassai la guardia. Ogni volta che mi allungavo a prendere dei salatini, il mio décolleté faceva sensazione e creava scompiglio tra i ragazzi, quando accavallavo e scavallavo le gambe, Leonardo, l’angioletto biondo, sgranava gli occhi sperando di vedermi le mutande. Fu allora che Davide mi sollecitò ancora a mostrarmi a loro e, durante un nuovo scoppio di risate, le mie gambe si aprirono più del dovuto. In quel momento solo Leonardo riuscì a vedere il mio intimo anche se, in quel momento o in un altro, tutti poterono costatare che portavo il reggicalze. 

Leonardo era preso dalla sua visione, il respiro gli era diventato corto ed il viso tutto rosso. Con dei movimenti del busto cercava di mettersi nella posizione adatta per vedere qualcosa di più ed io, prendendomi gioco di lui, ogni tanto soddisfano la sua curiosità anche se solo per qualche secondo. Questo gioco aveva cominciato a stuzzicare anche me, non avrei mai pensato che alla mia età un uomo, anzi un ragazzo, potesse essere ancora eccitato dalla mia sensualità. L’incantesimo si ruppe quando Davide disse che era ora di cena. Clemente ed Enzo si offrirono di andare in un ristorante take-away nelle vicinanze a prendere qualcosa, sarebbero stati di ritorno in un quarto d’ora. Nel frattempo decisi di preparare un’insalata mista il contorno. Mentre ero occupata nell’affettare le verdure sentii Davide scambiare delle battute con Leonardo: “Allora Leo come va? Tutto bene?” “Si.. si.. Grazie.” “Dai, allora vieni che prepariamo la tavola. Ti mostro dove sono i piatti. 

Sono nella credenza bassa vicino alla nonna. Nonna vuoi che vada in cantina a prendere ancora del vino?” “Oddio, sono un po’ brilla ma non capita tutti i giorni di avere degli ospiti, si grazie un poco lo prendo ancora.” Davide mi lasciò sola con Leonardo ed io gli indicai il mobile vicino a me dove tenevo i piatti. Dopo qualche istante mi accorsi che Leonardo non era timido come sembrava, mentre era accovacciato al mio fianco per aprire la credenza lo sentii che mi accarezzava il polpaccio, ed io, curiosamente non dissi niente. Le sue mani, accarezzando le mie calze, salirono fino al ginocchio, allora con voce tremolante per l’emozione gli dissi: “Ma cosa stai facendo Leonardo?” Lui senza rispondermi salì ancora accarezzandomi fino alle coscia, allora gli tolsi la mano ma nel farlo mi si alzò la gonna tanto che lui poté vedere in primo piano il mio slip ma soprattutto il mio culo. Nonostante lo avessi bloccato, la situazione e le sue carezze mi avevano fatto eccitare tanto che mi sentivo tutta bagnata. Al ritorno di Davide, Leonardo si affrettò a prendere i piatti ed ad apparecchiare la tavola. Quel porcello di mio nipote capì subito che qualcosa era successo, mi si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio: “Sei grande nonna, ti adoro.” 

Prima di andare avanti…

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