Il mio amato nipotino aveva appena finito di fare l’amore con me in modo sublime, ci avevo messo un po’ per riprendermi e accorgermi che il suo sperma stava uscendo copiosamente dalla mia vulva e colava sulla gonna. Lui, si alzò per prendermi un asciugamano necessario per pulirmi ed asciugarmi. Mi alzai anch’io ed una nuova cascata del suo seme mi uscì di nuovo, accidenti che abbondanza! Davide mi prese per i fianchi, mi slacciò la gonna che cadde a terra. “Resta così nonna, sei bellissima!” Ero lusingata da quel complimento ma mi sentivo a disagio rimanere così seminuda davanti a lui, mi coprii istintivamente il seno ed andai in bagno per un bidet. Tornai dopo aver indossato un paio di mutande pulite con un accappatoio mentre lui, ancora nudo girovagava per il soggiorno.
Guardavo ed apprezzavo il suo bel culetto, quando si girò e mi vide aggrottò le ciglia. “No nonna, per favore levati l’accappatoio!” Non era autoritario nel suo consiglio, ma piuttosto dispiaciuto nel vedermi coperta. Lo ascoltai ma ancora cercai di coprirmi con le braccia. Poco alla volta mi rilassai sentendomi così meno in imbarazzo, lui attese che tolsi le braccia, mi abbracciò e mi baciò. Mi sentii impazzire dall’eccitazione quando la sua lingua incrociò la mia. Mentre lo abbracciavo, gli accarezzavo la schiena muscolosa ed il culo, mentre lui ricambiava il favore. In un attimo di lucido realismo gli dissi: “Amore, abbiamo fatto un grosso sbaglio, non avevamo il diritto di fare quello che abbiamo fatto.” “No nonna, non ti preoccupare..” E mi baciò di nuovo. Il mio piacere e la mia eccitazione montarono al punto che dimenticai tutte le mie vergogne ed i miei rimorsi e mi abbandonai tra le sue braccia.
Sentivo il suo cazzo riprendere vigore ma allo stesso tempo, nonostante lo volessi, per il momento, non mi sentivo pronta con la testa a rifarlo di nuovo. Lo allontanai teneramente con la scusa che dovevo fare i mestieri in casa. Mi rivestii ma non più di tanto, ero in decolleté con il tacco alto e solo l’intimo, decisamente non una tenuta da casalinga. Volontariamente mi ero sottomessa ai voleri del mio giovane amante. Davide non perdeva un attimo del mio andirivieni per il soggiorno, non staccava gli occhi dal mio corpo, inizialmente mi sentii a disagio, poi decisi di approfittarne giocando con lui. Ad un certo punto, mentre mi ero abbassata mostrando in modo osceno il mio lato B, lui mi si avvicinò da dietro, prese le mie mutande e me le tirò verso l’alto spingendole all’interno delle chiappe evidenziando le curve del mio posteriore. “Qui ci starebbe bene un bel perizoma, hai un bel culo.” “Dai, sii serio, non è roba per la mia età. Poi hai visto il mio pube, si vedrebbero tutti i peli.” “Appunto, mi piace.” Vorrà dire che l’indomani tornerò a far compere cercando di trovare delle mutandine e dell’intimo che possano piacergli, pensai dentro di me, decisamente più sexy di quelle che porto abitualmente, ma non me la sentivo di indossare un perizoma, queste cose sono per le ragazze giovani.
Mi slacciò il reggiseno, dovetti combattere interiormente per non coprirmi di nuovo il seno ora completamente nudo. Davide mi fece fare un giro di danza davanti a lui per poter ammirare il mio corpo. Non riuscivo a capire cosa avesse potuto ammirare, pur essendomi ben mantenuta, non avevo più la freschezza dei miei vent’anni. Quindi pose le mani sui miei fianchi e, infilando i pollici nell’elastico delle mie culotte, le fece scivolare giù lungo le gambe fino alle caviglie. Approfittando del fatto che io fossi in piedi davanti a lui, si avvicinò al mio pube con il viso e, quasi per gioco, diede un colpo di lingua al mio clitoride. Che porcellino! Quando si rialzò rimasi ancora una volta affascinata dal suo cazzo, avevo voglia di prenderlo in mano, invece fu lui ad impugnarlo e cominciò a sfregarmelo prima sulle cosce poi sul ventre. La calda morbidezza della sua pelle era molto piacevole, ma appena spingeva in avanti il bacino, sentivo quanto era duro e rigido il suo cazzo. Mi abbracciò e mi baciò focosamente prima di portarmi sul divano.
Avevo ancora la fica in fiamme, non ero in grado di rifare l’amore subito un’altra volta. In quanto a lui, il suo desiderio sessuale, la sua libido e la sua vitalità erano ancora al massimo, tipico della sua giovane età. Presi io in mano le redini del gioco, lo spinsi nell’angolo del divano e gli presi tra le mani la sua verga. Era veramente impressionante da vedere e da toccare. Allargò le gambe e cominciai anche ad accarezzargli le palle, lui apprezzò, lo capii perché quando gliele sfioravo il suo cazzo si induriva ulteriormente ed aveva delle palpitazioni. Emise un gemito di piacere e si abbandonò, letteralmente nelle mie mani, le mani della nonna. Era più forte di me, non potevo resistere a quella colonna di carne pulsante, la presi tra le mani e cominciai a masturbarlo.
Per sentirmi più comoda mi inginocchiai per terra, davanti alle sue gambe aperte. Vista la mia posizione subito Davide, tra un gemito e l’altro sussurrò: “Si nonna è bellissimo, dai ora leccami le palle.” Non aspettandomi una richiesta così particolare, rimasi un attimo turbata ma, con qualche esitazione, mi avvicinai con la lingua. Il contatto della lingua stessa con la sua pelle fu molto dolce gradevole così cominciai a leccargli le palle. “Ohh.. che bello nonna, sei bravissima. Ora succhiamelo.” Ecco, ero caduta nella sua trappola, temevo questo momento, tuttavia non volevo deluderlo, ormai avevo già abbattuto un sacco di barriere psicologiche e sessuali in questi giorni. Quando avvicinai il mio viso al suo membro fui inondata da una sacco di odori: sperma, sesso, umori vaginali, tanto che dovetti reprimere il mio disgusto a chiudere le mie labbra attorno alla sua cappella. Oltretutto io non ero brava a fare pompini, non li avevo mai fatti al mio defunto marito.
Davide capendo la mia difficoltà mi aiutò prodigandosi con dei consigli che subito applicai alla lettera. Tuttavia quando mi chiese di ingoiarlo completamente fino in fondo alla gola non potei evitare dei conati di vomito. Volevo comunque provarci, continuando a masturbarlo ripresi fiato e me lo infilai nuovamente tra le labbra, questa volta controllando meglio le mie reazioni riuscii a ingoiarlo profondamente tanto che mi entrò quasi tutto in bocca. Tutti questi movimenti nel profondo della mia gola lo stimolarono tanto che ad un certo punto esclamò: “Attenta nonna, sto per venire.” Allora lo tolsi dalla bocca e comincia a masturbarlo freneticamente con due mani, non ci volle molto affinché degli abbondanti getti di sperma schizzarono sul suo petto e tra le mie dita. Automaticamente mi portai la mano al naso per sentire il caratteristico odore dello sperma. Davide allora mi prese la mano e in modo complice mi disse: “Ed ora senti il sapore..”
La cosa mi aveva sempre ripugnato, così esitai un poco prima di allungare la lingua e leccarmi il palmo della mano unto del suo seme. Tutto sommato non era così sgradevole come pensavo, anzi, su insistenza di quel porcello di mio nipote, mi ripulii completamente il palmo della mano leccandolo. “Se ti piace qui ce n’è ancora..” Mi disse indicando il suo petto e lanciandomi uno sguardo di sfida. Non so se fu per sottomissione nei suoi confronti o per un mio desiderio vizioso che mi chinai su di lui e comincia a ripulirlo del frutto del suo piacere. Mentre lo leccavo mi accorsi anche che i suoi capezzoli erano molto sensibili, ad ogni contatto con la mia lingua lo sentivo vibrare. Alla fine, dopo aver leccato ogni goccia dal suo petto, Davide mi prese delicatamente per il mento, mi alzo il viso e guardandomi mi disse: “Sei grande nonna! Le mie ragazze non me lo hanno mia fatto” “Loro no, ma tua sorella si! E poi raccontami, da quando tempo fate quelle porcherie insieme?” “Lo facciamo ormai da un sacco di tempo, fin da piccoli giocavamo al dottore, se capisci cosa voglio intendere..” “Ed i vostri genitori non si sono mai accorti? Non hanno mai visto niente?” “La mamma forse aveva dei sospetti. Solo una volta siamo stati colti sul fatto dalla zia Agnese.” “Ahh, e cosa vi ha detto?” “Niente, richiuse la porta e se ne andò. Cristina la rincorse per potergli parlare. Siccome dopo diverso tempo non tornava andai a vedere cosa stessero facendo ma mi accorsi che non stavano parlando..”
Davide s’interruppe accorgendosi che aveva già detto troppo. Allora morsa dalla curiosità, cercai di convincerlo affinché mi raccontasse di più ma mi disse che aveva promesso di non parlarne con nessuno e voleva mantenere la parola data. La mia immaginazione allora cominciò a volare ed a comporre il puzzle. Il primo tassello mia nipote Cristina che mi bacia sulla bocca. Secondo tassello sempre Cristina che quando può passa un sacco di tempo con mia figlia Agnese. Terzo tassello di come siano complici nonostante Agnese abiti lontano e non si vedano molto spesso Quarto tassello di come quando c’è qualche riunione di famiglia loro trovino sempre del tempo per restare sole. Bene, mi sembra abbastanza strana la cosa. No, non voglio pensarci, non voglio pensare che mia figlia Agnese abbia una relazione lesbica con mia e sua nipote Cristina, inoltre ha sposato un bravo ragazzo ed ha anche dei figli. Davide insistette affinché restassi in intimo per tutta la serata, accettai di nuovo di sottostare alle sue voglie ma presi le mie precauzioni, chiusi tutte le imposte per evitare che qualcuno potesse spiarci dalle finestre.
