Arrivammo nella camera da letto e vidi A. seminudo sul letto, ancora legato. Il suo cazzo si era rilassato o forse si era ammosciato per l’attesa. Mi guardò negli occhi, poi spostò lo sguardo su “lui” e mi chiese: “Ma … Lui chi è ? Cosa significa? “. Sinceramente non avevo la più pallida idea di cosa rispondere e pertanto rimasi zitta alzando leggermente le spalle. Eravamo in piedi a fianco del letto, dalla parte dove mio marito era legato. Distolsi un attimo lo sguardo dal letto per riportarlo in direzione di “lui”. Il cuore mi si fermò per un attimo, quando vidi che i suoi pantaloni e i suoi slip erano già scesi ed il suo grosso cazzo era già nelle sue mani che lo massaggiavano. Lo conoscevo molto bene quel cazzo. Lo avevo ammirato nelle sue foto e desiderato per tanto tempo. Ora era lì davanti a me ! Duro ! Grosso !
Sentii la sua voce chiara e decisa che risuonò potente nella camera. A parte le due frasi sussurrate poco prima, era la prima volta che sentivo la sua voce, ma, come avevo immaginato era sexy, profonda ed autoritaria. “Succhiami l’uccello troia !” disse senza nessuna esitazione. “Fai vedere a tuo marito come ti ho insegnato a fare i pompini !”. A qual punto volevo sprofondare nel pavimento e scomparire all’ istante. Guardai mio marito che aveva gli occhi fuori dalle orbite ed un’espressione alquanto arrabbiata, ma nonostante questo mi ritrovai in ginocchio davanti a “lui” con il suo cazzo davanti, pronta ad imboccarlo !
La sua mano si infilò nei miei capelli e spinse la mia testa fino a quando mi ritrovai con tutto il suo enorme cazzo nella mia bocca. Avevo sognato tanto quel momento e non ci pensai troppo prima di iniziare a succhiarglielo. Sentivo un liquido caldo scendere tra le mie gambe mentre con la mia lingua e con la mia bocca mi dedicavo con tutta me stessa a quell’ uccello meraviglioso. Con la coda dell’occhio vedevo mio marito che mi guardava ed urlava delle parole che mi sembrava arrivassero da molto distante. “Sei una troia ! Una puttana ! Ma non ti vergogni ?” La vergogna c’era, ma questa mi eccitava ancora di più ! “Lui” invece rimaneva impassibile davanti a questa situazione e sembrava concentrarsi solo sul mio pompino.
“Sei una brava pompinara” esclamò di nuovo “lui”. “Una maestra del pompino”. Più mi insultavano e più mi bagnavo e succhiavo con maggiore intensità e trasporto. Era fuori da ogni dubbio, che in quella situazione mi meritavo l’appellativo di puttana. Avevo perso completamente il controllo.
Dopo essersi goduto tranquillamente la mia bocca affamata, mi fece alzare e mettere in piedi sui miei tacchi alti, mentre con la mano se lo stringeva e se lo masturbava un po’. Mi sfilò le mutandine visibilmente macchiate dal mio piacere e le lanciò in direzione di A. con il chiaro intento di fargliele vedere. Mi tolse poi il reggiseno, lasciandomi nuda con solo le calze autoreggenti e le scarpe. Mi fece girare verso mio marito e mi fece piegare in avanti in modo che il mio viso fosse a pochi centimetri da quello del mio povero uomo legato al letto, che cercava in tutti i modi di divincolarsi. Le nostre facce erano quasi attaccate, i nostri occhi non potevano incrociarsi. Il mio culo invece era rivolto verso “lui” che stava ancora con il cazzo duro in mano.
Per la prima volta da quando era arrivato, “lui” si rivolse a mio marito : ”Ora mi scopo la tua puttana e vedrai come te la faccio godere !”. Avendolo a pochi centimetri vidi che degli insulti stavano per partire in direzione di “lui”, ma improvvisamente una mano spinse la mia testa e mi ritrovai con le mie labbra attaccate a quelle di mio marito impedendogli in questo modo di proferire parola. Contemporaneamente fui posseduta con decisione da un grosso cazzo che in un solo colpo invase la mia fica, fradicia di piacere. Urlai di piacere e di soddisfazione ! Quanto avevo fantasticato di essere presa da dietro in questo modo da quest’uomo che di colpo si era materializzato.
In preda all’ estasi e completamente fuori controllo presi a baciare mio marito che in ogni caso non sembrava molto contento, ma che per non so bene quale motivo li ricambiava con la lingua. “Ti piace vedere come ti fotto la tua puttana ?” esclamo di nuovo lui, quasi a voler girare il coltello nella piaga. Mentre mi insultava i suoi colpi diventavano più veloci, più profondi, più devastanti. Godevo nel sentire quel cazzo che mi possedeva senza alcun rispetto. Le sue mani appoggiate sui miei fianchi tiravano il mio corpo verso il suo membro facendolo entrare ancora più in profondità.
Non riuscivo a trattenere i miei gemiti di piacere. Trovavo la situazione molto imbarazzante, ma non potevo fare a meno di godere e di provare un immenso piacere. Continuavo a baciare mio marito e a chiedergli di scusarmi, perlomeno fino a quando non notai che anche il suo cazzo era diventato durissimo. Nonostante quello che stava succedendo non poteva fare a meno di eccitarsi a sua volta.
“Lui” mi prese nuovamente e mi fece cambiare posizione. Mi mise sdraiata a fianco di mio marito che ora si trovava alla mia destra e mi fece allargare le gambe. Quindi iniziò a scoparmi di nuovo in quella posizione. La mia fica ormai era larga e super lubrificata e dopo solo pochi affondi fui pervasa dall’ ennesimo orgasmo. Ora erano loro che si guardavano in faccia, ma il volto di “lui” era senza espressione. Continuava a sbattermi senza sosta e con un ritmo abbastanza sostenuto e non mi lasciava nemmeno il tempo di terminare un orgasmo che già sentivo che un altro si sarebbe presentato poco dopo.
Con le mani afferrava le mie caviglie e teneva le mie gambe allargate mentre il suo uccello instancabile e senza segni di cedimento entrava ed usciva dalla mia fica in fiamme. “Dove vuoi che ti sborro questa puttana ?” chiese con irriverenza ad A.. Mio marito non rispose, allora lui lo incalzò :” Vuoi che le riempia la bocca o la fica ?” Io ascoltavo quel dialogo surreale e la mia fica ardeva sempre di più. Non ci fu alcuna risposta e quindi “lui” sentenziò :”Va bene, allora lasci a me la scelta. Oppure, ancora meglio facciamo scegliere alla tua puttana… !”
Presa direttamente in causa il terrore mi pervase nuovamente ! Perché chiedevano a me che in quel momento non ero nel pieno delle mie facoltà ? Ci pensai un attimo e poi decisi di scegliere quello che mi sembrava il male minore (anche considerata la situazione). “Sborrami in bocca ! Riempimi la bocca !” urlai ! Vidi lo sguardo incredulo di mio marito che mi incenerì con gli occhi. Ad un breve silenzio seguì un’ altra esclamazione :” Va bene puttanella, allora ti sborrerò nella fica !”. Rimasi allibita !
Ora dagli occhi di A. uscivano veramente fuoco e fulmini nei miei confronti, anche se il suo cazzo rimaneva pur sempre duro. I colpi di “lui” iniziarono a farsi sempre più veloci, il suo respiro sempre più corto. Mi abbandonai completamente alla sua volontà, non avevo modo di decidere, ma forse a causa di questo stavo impazzendo dal piacere. Lo vidi inarcarsi ed emettere un urlo di liberazione mentre il suo cazzo pulsava ed un flusso caldo si riversava dentro di me. Una sensazione di grande calore. Due fluidi che magicamente si univano. Estrasse il suo uccello ancora duro dalla mia fica, facendomi sussultare, mentre sentivo la sua sborra calda che scendeva tra le mie gambe. Prese il suo cazzo e lo avvicinò alla mia bocca esclamando : ”Ora puliscilo !”. E poi, mentre già la mia lingua stava lavorando intorno alla sua cappella, rivolgendosi ad A. disse : “vedi come ha imparato bene la tua puttana ?”. Anche in questo caso non ci fu risposta.
“Lui” si alzò e con estrema calma e precisione si rivestì, sistemandosi con cura la cravatta. Mi guardò e mi ordinò :”Accompagnami alla porta !”. Guardai mio marito ancora legato e con il pisello al vento e lo seguii verso l’ atrio di ingresso. Gli aprii la porta di casa e lui per salutarmi mi baciò nuovamente con passione. “Sei una gran troia” disse impietoso. Poi si girò sui suoi passi e lo vidi allontanarsi lungo il vialetto dell’ abitazione.
Rimasi per un attimo immobile sull’ uscio di casa, ancora nuda e odorante del suo orgasmo. Profumo che mi sentivo piacevolmente addosso. Ora avevo un problema molto grosso…. Quello di liberare mio marito dalle corde che lo tenevano legato al letto. Ma soprattutto la mia domanda era: con quale faccia sarei tornata da lui !?
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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