Da @Nestore86 di AP, un racconto originale e coinvolgente.
Era una soleggiata e fresca mattinata estiva e mi trovavo nella mia casa. I figli erano al mare, mentre mio marito A. quella mattina aveva deciso di lavorare da casa senza recarsi nel suo ufficio. Come ormai accadeva ogni giorno sbrigavo qualche faccenda di casa e contemporaneamente chattavo di nascosto con “lui”.
“Lui” non era mio marito, ovviamente. Era l’uomo che con le sue parole e le sue fantasie riusciva sempre a portarmi ad un livello di eccitazione altissimo che poi alla sera mi costringeva a masturbarmi o a farmi scopare da mio marito. Dovevo infatti in qualche modo scaricare tutta la tensione erotica che si era accumulata durante la giornata.
Ogni giorno “lui” mi proponeva dei nuovi giochi sessuali che io mi divertivo ad eseguire, eccitandomi e inviando a lui ogni tanto delle foto come prova dell’esecuzione del compito richiesto. Questo mi prendeva tanto... mi piaceva ritrovarmi un po’ sottomessa alle sue volontà e sapere inoltre che ciò lo eccitava da impazzire. Immaginare il suo cazzo che si gonfiava e diventava duro, mentre osservava la foto della “sua” puttana che eseguiva i suoi ordini, mi rendeva piacevolmente orgogliosa e gratificata. La mia fica si bagnava non appena l’ordine veniva impartito. Le mutandine si bagnavano copiosamente ed il desiderio di “lui” mi faceva quasi impazzire. Ogni mattina mi chiedeva informazioni sui miei programmi per la giornata e su come mi ero vestita. Sembrava volesse in qualche modo ricostruire mentalmente la scena: l’ambiente in cui mi trovavo e come ero abbigliata.
Quella mattina il tono della conversazione era abbastanza pacato e si chattava più che altro di cose che riguardavano la nostra quotidianità.
Come ogni mattina gli feci il resoconto dettagliato di dove mi trovavo e di cosa stavo facendo. Se uscivo, dovevo dirgli come ero vestita e preferibilmente dovevo indossare la gonna o il vestito e tacchi sempre alti.
La mattinata sembrava procedere in tutta tranquillità: mio marito A. lavorava al computer in soggiorno ed io continuavo a sistemare un po’ la casa. Non ero al momento eccitata, anche se chattare con “lui” mi metteva sempre in testa qualche “strana” voglia e mi turbava un po’.
Quando “lui” sembrò soddisfatto delle mie descrizioni e abbastanza consapevole della scena in cui mi trovavo, arrivò inaspettato il suo comando… il suo ordine ! Talmente inaspettato che mi ritrovai a scattare per eseguirlo !
“Ora vai nella tua camera e vestiti come piace a me: intimo, calze autoreggenti (o reggicalze) e scarpe con il tacco ! Come si vestirebbe una vera troia !”. Anche se il tono della sua voce e dell’ ordine non si poteva sentire si intuiva facilmente che la richiesta era perentoria ! Andai in camera ed iniziai a vestirmi come mi aveva ordinato, scegliendo accuratamente le cose da indossare. Cercai nell’ armadio l’ intimo più provocante e sexy e non appena pronta gli inviai una foto, scrivendo:” Così va bene ?”
La risposta arrivò quasi immediatamente : ”Perfetto !”. Era facile intuire però che non si sarebbe fermato a questo e quindi psicologicamente cercai di prepararmi alla successiva richiesta che arrivò quasi subito. Pur avendo cercato di prepararmi, mi trovai completamente spiazzata quando arrivò il secondo ordine.
“Ora vai così vestita da tuo marito, lo porti in camera da letto, lo fai stendere sul letto e gli sfili i pantaloni e gli slip. Quindi gli legherai saldamente i polsi alla testiera del letto e le caviglie alla base, in modo che non si possa muovere di un millimetro. E’ assolutamente indispensabile che non si possa liberare dalle corde !”. Pensai immediatamente volesse farmi fare un gioco erotico di quelli con bende e corde e che volesse la descrizione e le foto di quello che stavo facendo a mio marito. Continuò :” Quando tuo marito sarà legato al letto e tutto sarà pronto, mi manderai un messaggio in chat e dopo seguirai passo per passo le mie indicazioni”.
Già eccitata, preparai in fretta le corde e quanto mi serviva e come ordinato mi recai in soggiorno da mio marito, che, quando mi vide, sgranò gli occhi quasi incredulo. Per un attimo mi misi in posa per farmi ammirare e gli lanciai uno sguardo ammiccante. Lui interruppe immediatamente il suo lavoro e si voltò verso di me, mentre vedevo apparire un notevole gonfiore nei suoi pantaloni. Lo presi per mano e gli sussurrai :” Seguimi…”.
Ovviamente non si oppose a questa richiesta e alzandosi dal tavolo del soggiorno iniziò a seguirmi fino alla camera. Gli chiesi di stendersi sul letto matrimoniale, sul lato dove solitamente dormiva. Presi il suo polso sinistro e lo legai saldamente alla testa del letto e poi feci la stessa cosa con quello destro. Verificai che i nodi fossero doppi e che non si potessero allentare. Quindi mi misi a cavalcioni sulle sue gambe e vedendo l’espressione compiaciuta del mio A. cominciai a sbottonargli i pantaloni e quindi lentamente a sfilarli. Vidi il suo cazzo esageratamente gonfio sotto gli slip mentre probabilmente stava già pregustando quello che sarebbe potuto accadere da lì a poco.
Lanciai i jeans sulla sedia che stava accanto al mobile e quindi afferrai con entrambe le mani l’ elastico dei suoi slip facendoli scendere verso i piedi. Il suo cazzo, che già stentava a rimanere dentro le mutande, sguizzò fuori svettando dritto e durissimo. Anche la mia eccitazione stava crescendo in maniera esagerata. Mi piaceva avere il controllo del gioco e del corpo di mio marito.
Presi quindi le caviglie e, divaricando leggermente le sue gambe, le legai entrambe alla base del letto. Lo guardai. Ora giaceva parzialmente nudo (dalla vita in giù), steso e legato al letto senza alcuna possibilità di muoversi. Proprio come mi era stato ordinato ! Presi quindi il telefono e dalla chat mandai un messaggio : ”Ordine eseguito. Mio marito è stato immobilizzato sul letto. Ora che devo fare ?”
Nel breve periodo di silenzio che seguì e mentre A. mi guardava con sguardo interrogativo, cominciai ad immaginare ed a pensare quale potesse essere la richiesta successiva. Sicuramente ora mi ordinerà di succhiare il cazzo a mio marito e poi vorrà la foto. Oppure mi chiederà di torturarlo un pochino, visto che ogni tanto ha questa vena un po’ sadica. Non mi restava che attendere. Mentre A. sembrava leggermente ansioso, io rimanevo ferma impalata a guardare il telefonino in trepida attesa.
I secondi sembravano interminabili, fino a quando vidi che stava scrivendo nella chat. Ancora un attimo ed eccolo ! Il suo messaggio era arrivato !
Aprii il messaggio e rimasi paralizzata. Anzi peggio: letteralmente pietrificata ! Le gambe iniziarono a tremarmi leggermente, mentre un forte calore avvolse la mia fica internamente e non solo ! Non potevo credere a quello che stavo leggendo !
“Ora puttanella vieni ad aprirmi ll porta di casa tua !”
Provai a rileggerlo, ma il messaggio era fin troppo chiaro e non lasciava spazio a nessun dubbio. Guardai per un attimo negli occhi A. che non capiva perché di colpo avevo cambiato espressione e con le gambe che a stento mi tenevano in piedi cominciai ad avviarmi verso l’ ingresso principale della nostra casa. “Dove vai ?” chiese anche un po’ preoccupato mio marito. Non gli risposi. Non avrei saputo cosa dire…
Mi avvicinai alla porta in piena confusione mentale e anche un po’ impaurita. Continuavo a ripetermi che non era possibile; che stava giocando con me; che non poteva conoscere il mio indirizzo di casa ! Certezze che, quando socchiusi la porta, crollarono immediatamente ! Era lì davanti, in piedi. Bellissimo ! In giacca e cravatta come piaceva a me ! Non ebbi la forza di pronunciare nessuna parola. Rimasi lì, mezza nuda, a fissarlo per un periodo che sembrava non finire mai !
“Con permesso” esclamò scostandomi leggermente ed entrando in casa. Non sapevo davvero cosa fare e andai nel panico più assoluto quando in un momento di lucidità mi ricordai di mio marito legato al letto in camera che ancora mi chiedeva cosa stessi facendo. “Lui” si avvicinò a me e mi baciò sulla bocca, accendendo di nuovo quel calore nel mio basso ventre. Ero muta, ipnotizzata dai suoi occhi. Si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò :” Nella realtà sei molto meglio che nelle foto, puttanella !”.
Mentre io continuavo nel mio stato confusionale, lui richiuse la porta dell’ ingresso ed iniziò ad accarezzarmi tutto il corpo mentre la sua bocca calda baciava il mio collo facendo partire scariche incontrollabili di brividi lungo la mia schiena.
Avevo sempre sperato di poterlo incontrare, ma non mi sarei mai aspettata che questo potesse succedere in una situazione come questa. Le sue forti braccia mi abbracciavano mentre la sua lingua incrociava la mia in un bacio molto appassionato. Le sue mani correvano a sfiorare la mia pelle, i miei seni, i miei capezzoli turgidi e poi scendevano ad afferrare in modo deciso le mie chiappe. Mi stavo abbandonando a quel piacevole assalto, quando la voce di mio marito dalla camera mi riportò per l’ ennesima volta alla realtà.
“Vieni andiamo” mi disse “lui” afferrandomi la mano e trascinandomi con decisione verso la camera da letto. Sembrava quasi che conoscesse la casa, ma in seguito a mente fredda dedussi che stava semplicemente seguendo il suono della voce di mio marito. Il sangue mi si congelò nelle vene, ma non potevo fare a meno di non assecondarlo.
