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A cominciare dai primi pompini
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Racconto15 min di lettura

A cominciare dai primi pompini

Tutta la verità sull'eccitabile Nadine confessata per voi su erotika: un excursus sessuale e sincero che vi farà trattenere il fiato... ma non l'eiaculazione!

sesso italiano
2 anni fa · 1k letture · 0

“Però … il porco è eccitato!” e lo toccai questa volta apertamente.

“E’ tutta colpa tua!”.

“Se è colpa, mia devo rimediare!” gli dissi mentre lo guardavo e mi passavo la lingua sulle labbra.

Mi alzai di scatto e gli sussurrai di seguirmi all’orecchio.

Andai verso lo spogliatoio. Era un orario tranquillo, i bagnanti erano o in acqua o stesi al sole. Entrai in una cabina e lo feci entrare. Chiusi la porta a chiave. 

“Non abbiamo molto tempo. Facciamo in fretta!” dissi.

lo baciai di slancio, lui mi infilò la lingua in bocca e mi palpava il culo con le sue mani forti. Mi fece vibrare. Mi inginocchiai e gli tirai fuori il cazzo. Era uno spettacolo: grande e duro. Gli leccai la cappella per sentire il sapore e lo presi tutto in bocca. Succhiavo con voglia e ogni volta che lo toglievo dalla bocca era pieno di saliva. Nell’impeto dell’eccitazione mi prese la testa e me lo spinse in gola. Non respiravo da quanto era duro e grosso. Mi piaceva essere sottomessa. Iniziò a scoparmi in bocca. La testa ferma e lui spingeva il cazzo avanti e indietro fino a quando non si fermò e mi scaricò una bordata di sborra che mi riempì la bocca. Bevevo a sorsi, era troppa. Alla fine gli feci una bella pulizia del cazzo e lo rimisi nello slip. Mi alzai. Ci baciammo e tornammo agli ombrelloni per goderci il meritato sole. Andammo prima a bagnarci. Fu un bagno rilassante e mi disse che voleva anche assaggiare la mia fica. Ci demmo appuntamento per il giorno dopo, anche in presenza della moglie. Io lo avrei aspettato in cabina per all’ora stabilita e lui mi avrebbe raggiunto con una scusa. Il pomeriggio fu tutto un susseguirsi di sguardi maliziosi tra me e lui. Marco era in acqua e la moglie impegnata con il bambino. Lo stuzzicavo mettendomi le dita in bocca e bagnandole di saliva per poi leccarle. Lo stavo portando a un orgasmo mentale. La sera mi inventai un forte mal di testa. Non avevo voglia di uscire, volevo riposare e pensare al mattino dopo. Marco uscì da solo e disse che andava con gli amici in birreria e che sarebbe tornato tardi. Meglio per me, il giorno dopo avrebbe dormito.

La sera la passai a fantasticare su come sarebbe stato essere scopata in un rapporto di infedeltà. La cosa mi eccitava e iniziai a toccarmi la fica che ormai era diventata un lago. Cercai qualcosa da infilarmi e trovai piacevole il manico di una spazzola per capelli. Lo infilai tutto dentro e lo spingevo fino in fondo. Continuai fino a quando non crollai sfinita per l’ennesimo orgasmo.

Il giorno dopo mi alzai e mi preparai con cura. Scesi per la colazione, lasciando Marco che dormiva. Non lo avevo neanche sentito rientrare. Andai in spiaggia per l’ora dell’appuntamento. Aspettai il mio amante vicino alle cabine e lo vidi arrivare. Mi spostai verso lo spogliatoio, entrammo insieme. Appena chiusa la porta mi baciò con una voglia che rasentava la violenza. Mi piaceva quel modo di fare. Mi tolsi il vestitino che usavo per andare al mare rimanendo in perizoma. Avevo optato per quello sapendo di eccitarlo. Mentre mi baciava, non smetteva di toccarmi il culo. Mi disse nell’orecchio che la sera prima non aveva scopato la moglie per riservare a me tutte le sue energie.

“Allora fammi tua!” esclamai.

Mi fece appoggiare alla parete, inarcai il culo all’indietro e spostò il perizoma. Mi leccò la fica. Era abile ed esperto. Mi fece venire in fretta e mi diede anche una leccata al buco del culo. La cosa mi eccitò! Godevo all’impazzata. Si alzò e finalmente mi mise il cazzo nella fica. Spingeva con furore e io godevo. Mi scopò per almeno venti minuti e poi mi disse che doveva godere anche lui. Mi girai e gli dissi: “Vienimi in bocca che non possiamo permetterci di sporcarci”.

Glielo presi in bocca e dopo poche succhiate venne come una fontana da cui bevvi avidamente. Lo succhiai ancora e ancora, aspirando e leccando le ultime gocce del suo seme. Lo lascia stremato ma felice. Gli sussurrai in un orecchio: “Forse non ci vedremo più, ma questi due giorni saranno indimenticabili.”.

“Anche per me è lo stesso!”.

Ci demmo un ultimo bacio e lui tornò dalla moglie che fortunatamente era sul bagnasciuga a giocare con il bambino.

Per l’ultima sera di vacanza decidemmo di andare a cena in un locale tipico a mangiare pesce e poi un gelato; infine, in camera per concludere con una sana scopata. Andò tutto a meraviglia, un’ottima cena , una passeggiata romantica con gelato e poi in albergo. Ci mettemmo a letto abbracciati. Sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci avrei fatto l’amore, ormai avevo deciso che a casa lo avei lasciato. Per me era ora di iniziare una nuova vita. Iniziai a leccare il cazzo che era a digiuno da due giorni. Si indurì subito. Lo leccavo con voglia e con esperienza lo feci venire in pochi minuti. Mi inondò la bocca con un forte getto che ingoiai con gusto. A quel punto Marco si dedicò alla fica. La leccò a lungo e insinuò un dito nel culo dopo averlo lubrificato con la saliva. Capii che quella sera sarebbe stata speciale, gli avrei regalato anche la mia ultima verginità, il culo. Gli chiesi di essere dolce. Lui era arrapato. Il cazzo era duro, lo puntò sul buco e con poca delicatezza mi inculò. Mi fece subito male, ma dopo un po’ iniziò a darmi piacere. Ormai ero libera da ogni tabù. Mi scopò a lungo nel culo. Godevo come una vera troia. Quando era pronto per sborrare, mi fece mettere supina con la bocca aperta e mi inondò la faccia e la bocca di sborra. Poi la raccolse con le dita e me la mise in bocca. Io ingoiavo e leccavo le dita. Un bacio profondo e poi la meritata dormita. Rientrati a casa ero felice per la vacanza ma anche entusiasta della nuova avventura che iniziava. Io e Marco ci vedemmo per l’ultima volta e gli dissi della mia decisione di lasciarlo. Lui la accettò, probabilmente neanche lui mi amava più. Mi disse che il tempo passato con me era stat bellissimo e mi fece gli auguri per la nuova vita che andavo a incominciare. Un bacio e poi a casa dove piansi. Finiva una parte importante della mia vita, ma un’altra era dietro la porta.

Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: NarratorePorco

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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

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