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A cominciare dai primi pompini
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Racconto15 min di lettura

A cominciare dai primi pompini

Tutta la verità sull'eccitabile Nadine confessata per voi su erotika: un excursus sessuale e sincero che vi farà trattenere il fiato... ma non l'eiaculazione!

sesso italiano
2 anni fa · 1k letture · 0

Feci un giro su me stessa per farmi ammirare e lo raggiunsi sul letto. Ci baciammo con passione. Le sue mani iniziarono a frugare nel perizoma mentre mi succhiava le tette. Mi bagnai immediatamente. Si avvicinava sempre di più alla fica con la lingua. Voleva prepararmi prima di farmi sua. Iniziò una lunga leccata aiutato da un dito che scivolava dentro la fica bagnata. Quando raggiunsi l’orgasmo gridando, si posizionò sopra di me.

Dopo aver messo il preservativo, mi penetrò mentre mi baciava. Sentii subito dolore. Lui si fermo. Mi accarezzava per farmi rilassare e poi cominciò a scoparmi. Prima lentamente, poi più forte. Ormai per me era solo piacere e dopo alcuni minuti lui venne nel preservativo. Si tolse da sopra. Sul lenzuolo avevo messo un asciugamano dove notammo qualche goccia di sangue, non ero più vergine. Andammo a lavarci e poi sul letto abbracciati a raccontarci cosa avevamo provato. Mentre lui parlava, glielo presi in bocca e gli feci un sontuoso pompino. Lasciai il cazzo unto di saliva. Lui quel giorno si voleva dedicare alla mia patata e mi fece mettere a pecorina. Mi scopò. Per me era un trionfo dei sensi. Mi piaceva essere presa in quel modo animalesco, decisi all’istante che quella sarebbe stata la mia posizione preferita. Spinse il cazzo con foga facendomi godere a ripetizione e mi mise anche un dito nel culo. Anche questo mi piaceva, anche se per il momento non ero pronta ad andare oltre. Al termine scaricò la sborra sulla mia schiena e sul culo. Cademmo sul letto abbracciati dove restammo per parecchio tempo.

Ormai era ora che lui andasse via.

“Oggi però non ho fatto il mio brindisi preferito. Lo fai ancora uno sforzo?”.

“Oggi non posso dirti di no. Accomodati!”.

Mi inginocchiai e gli feci un pompino con tutta la mia esperienza maturata. Gli sputavo sopra la saliva per poi prenderlo in bocca e stenderla con la lingua. Lo mettevo tutto in gola e lo tenevo fermo per poi toglierlo solo quando non riuscivo a respirare. Lo pompai per almeno un quarto d’ora. Alla fine vinsi io e mi scaricò in gola una buona dose di sborra. Ingoiai tutto con tanto di pulizia del cazzo.

“Grazie della bevuta!”.

L’anno successivo era quello della maturità. Mi dedicai allo studio. Avevamo poco tempo da passare insieme e quasi sempre lui voleva sborrarmi in bocca. Bevevo litri del suo sperma, ovunque ci trovavamo o si scopava o gli facevo un pompino. La conclusione però era sempre in bocca con l’ingoio.

Terminai l’anno brillantemente con il massimo dei voti e come premio i miei genitori mi regalarono una vacanza. Io e Marco decidemmo di andare al mare le due settimane centrali agosto. Eravamo sistemati in un albergo a tre stelle, con una bella camera vista mare. Passavamo diverse ore a fare sesso sia di pomeriggio che di sera al ritorno dalle discoteche della zona. In spiaggia avevamo i lettini vicino a una coppia con un bambino. Il marito attirò subito la mia attenzione. Era alto, sui 40 anni, un vero fusto. Lo guardavo tra le gambe e notavo un pacco notevole. Anche io non passavo indifferente, lo vedevo da sotto gli occhiali da sole. Mi guardava il culo quando ero stesa a pancia in giù. Io tiravo i bordi dello slip del costume dentro le chiappe per abbronzarmi e per migliorarli la vista.

Al mattino andavo sempre da sola in spiaggia. Marco dormiva e non veniva mai prima di mezzogiorno. Anche lui al mattino a volte era solo, la moglie prima preparava il piccolo e poi lo raggiungevano.

Iniziammo a parlare del più e del meno. Si chiamava Sandro ed era di Milano. Mi fece subito tanti complimenti. 

“Se posso permettermi un culo da serie A!”.

“Grazie! Certo che puoi e mi fa piacere. Poi … sono orgogliosa del mio lato B!”.

Ridemmo. Eravamo entrati in simpatia. Nella mia mente iniziavo a pensare che volevo provare il cazzo di Sandro. Dovevo trovare il modo.

Il rapporto con Marco non era più dei migliori. Lui non era contento della mia scelta di trasferirmi a Parma per andare all’università. Io gli dicevo che non cambiava niente. Il fine settimana lo avrei raggiunto. Per me era importante lo studio.

Una sera in discoteca per caso trovò due suoi amici. Bevemmo allegramente, ma il porco aveva un altro piano. Ad un certo punto andammo verso la spiaggia. I suoi amici restarono indietro e noi ci sedemmo su una sdraio. Volle un pompino. Io un po’ perchè brilla e un po’ perchè mi piaceva lo accontentai. Gli feci il solito pompino da urlo e lo feci godere come un porco. Quando sborrò bevvi tutta la sborra senza perderne una goccia. Alle nostre spalle sentimmo un applauso. Erano i due amici che avevano assistito alla scena.

“Che brava! Ci avevi detto di quanto lo fosse, ma non pensavamo così. Possiamo provarla anche noi?”.

Marco mi disse in un orecchio: “Fallo per me. Dimostrami quanto mi ami!”.

Non ci pensai nemmeno un attimo. Ero felice e dissi di avvicinarsi uno per volta. Il primo aveva un bel cazzo. Me lo misi in bocca e lo succhiai con passione. Mi sborrò in bocca e anche da lui bevvi tutto. “Avanti un altro!” dissi.

Si avvicinò il terzo. Anche lui con il cazzo duro. Lo scappellai, lo leccai con gusto e lo presi in bocca. Gli feci una gola profonda. Lo succhiavo con voglia e alla fine anche lui sborrò. Il terzo ingoio della serata. “Per stasera basta! Ho bevuto troppo, altrimenti mi ubriaco di sborra. Se tu vuoi resta, io vado in camera.” gli dissi. Lui rimase con gli amici e io andai in albergo da sola. Ero eccitata e la situazione non mi aveva dato fastidio, segno che l’amore forse stava svanendo.

Ormai mancavano due giorni alla fine della vacanza. Dovevo darmi da fare per realizzare il mio piano.

Andai in spiaggia da sola e notai che anche Sandro lo era. 

“Sei solo stamattina?” gli chiesi.

“Si, il bambino non si è sentito bene e sono rimasti in camera. Verranno oggi pomeriggio.”.

“Ottimo” pensai. E’ il momento.

 “Mi spalmeresti un po di crema di protezione? Non riesco sulla schiena!”.

“Con molto piacere!” sussurrò Sandro. 

Mi stesi sul lettino e gli passai la crema.

“Fai delicatamente.” gli dissi, quasi un sussurro. Iniziò a spalmare dalla schiena. Era un massaggio. Quando arrivò sul fondoschiena esitò, lo incoraggiai.

“Puoi massaggiare anche lì! Lo so che ti piace il mio culo. Lo noto da come mi guardi!” e tirai i lembi del costume nelle chiappe. Aveva la visione del culo nudo. Feci una mossa che doveva sembrare casuale. Gli toccai il cazzo con il dorso della mano.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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