Mentre io resto sbalordito dalle sue parole, è Gennaro che le risponde subito, fugando ogni dubbio.
«Vecchia? Assolutamente no! Sei una femmina stupenda! Se lui vuole che io faccia sesso con te, non ho nulla in contrario, perché per me non è una novità esser il bull di una coppia.»
Non c’è stato niente altro da aggiungere, Sandra si è alzata in piedi e, dopo averlo preso per mano, gli ha chiesto dov’era la camera da letto. Mi scoppiava il cazzo nei calzoni al solo pensiero che stava per realizzarsi il mio desiderio. Si sono avviati, tenendosi abbracciati, oltre il corridoio e sono entrati in una camera. Io sono rimasto stordito da questo suo repentino cambiamento, ma, nello stesso tempo, ero eccitato in maniera indecente. Non ricordo quanto tempo è passato, l’unica cosa che ho fatto è stata quella di avviarmi lentamente verso la camera e, senza rendermene conto, avevo già il cazzo in mano. Quando sono giunto sulla soglia della porta, mia moglie era già nuda sul letto, intenta a fare uno splendido 69 con lui. Ero affascinato nel vedere la sua bocca ingoiare per buona parte quella grossa e lunga verga di Gennaro. Lui ricambiava il piacere leccando avidamente la fica di mia moglie, che grondava umori in continuazione. I gemiti di piacere si mischiavano con il rumore del risucchio della bocca di Sandra, che cercava di ingoiare quanto più possibile la sua splendida asta. La bravura di Gennaro si è subito evidenziata, quando lei ha avuto un orgasmo che ha mugolato a bocca piena, mentre il suo corpo tremava scosso dal piacere. Incapace di far qualsiasi cosa, perché estasiato da ciò che vedevo, mi son seduto su di una sedia, in silenzio, continuando a masturbarmi ininterrottamente. Ad un tratto lei si è sollevata, si è staccata da lui e, prima di salire su quel cazzo, si è voltata di nuovo verso di me, guardandomi dritto in faccia.
«Pensaci bene, perché se adesso mi infilo questo nella fica, nulla sarà più come prima. Se vuoi mi fermo, ma, se non lo faccio, da oggi in poi sarò io a dettare le condizioni nella nostra coppia.»
Inebetito da tutta quella situazione, l’ho guardata con occhi carichi di libidine ed ho fatto un cenno d’assenso con la testa, mentre dalla mia bocca cercavo di far uscire le parole che lei voleva sentire.
«Sì, lo voglio, fai pure quello che vuoi, sei libera di fare esattamente ciò che desideri.»
Non ho aggiunto altro e lei, dopo aver scavalcato il corpo di Gennaro, l’ho vista afferrare la splendida verga che svettava in alto, dritta e dura e, dopo averla appoggiata alle labbra della fica, ci si è lasciata cadere sopra, impalandosi. Ha spalancato la bocca ed ha reclinato la testa all’indietro, ma nessun suono è uscito dalla sua gola, mentre lui ha sollevato le mani e, afferrati i suoi seni, tirandola verso di sé, con la bocca è andato a mordere e a succhiare i suoi capezzoli. Lei è rimasta un lungo istante immobile su di lui, poi ha preso a muoversi, roteando e saltellando su e giù. Anche lui non è rimasto passivo, e dopo aver inarcato le gambe, ha preso a sbatterla dal basso, provocando un forte rumore di corpi che sbattevano l’uno contro l’altro. Era un martellare ritmico, veloce e continuo e, ad un tratto, lei ha preso ad urlare il suo orgasmo.
«È bellissimo! Mi stai sventrando! Ti sento tutto dentro! Mi stai sfondando la fica! VENGO!»
Ha cominciato a godere in continuazione, mentre io continuavo a masturbarmi e sborrare nella mia mano. Lui l’ha scopata a lungo, continuando a tenerla sopra di sé e poi, ad un tratto, l’ha afferrata per i fianchi e, ruotandola, l’ha distesa sotto di lui. Lei ha sollevato le gambe e le ha appoggiate dietro i suoi glutei, spingendo il corpo in alto per andare incontro a quello di lui. Ha urlato ancora un orgasmo e, poi, un altro ancora, e, ad un tratto, sfinita si è girata verso di me. Il suo viso era l’autentica maschera del piacere e, guardandomi dritto negli occhi, ha sollevato la mano destra e mi ha fatto il gesto delle corna.
«Sei un cornuto! Da oggi in poi, sarei sempre più cornuto! Guarda come mi sta facendo impazzire questo maschio! Continua, continua a sfondarmi tutta!»
Mi sono avvicinato e, inginocchiato sul letto con il cazzo in mano, ho visto Sandra godere ancora una volta, mentre lui, ora, la sbatteva con più forza, fin quando l’ha avvertita che era prossimo ad eiaculare.
«Fantastica! Sei una femmina stupenda! Mi stai veramente facendo impazzire. Ora sono pronto a sborrare e voglio sapere se vuoi che lo faccia dentro di te!»
Ho tremato a quelle parole, perché Sandra in quel periodo non prendeva nessuna precauzione; non sapevo se era nel suo periodo fertile, mentre, dentro di me, ho sperato che lei gli dicesse di uscire. Lei non ha detto niente, mi ha guardato dritto negli occhi e poi, dopo averlo abbracciato e baciato, l’ha implorato di sborrarle dentro.
«Fammi impazzire, fammi sentire ancora questa verga che mi sfonda e mi inonda la fica. Fammi sentire la tua sborra calda che riempie la mia vagina.»
Ho tremato! Dentro di me, ho avuto timore che lui potesse mettermela incinta, ma nello stesso istante, il solo pensiero di Sandra, con la pancia gonfia di lui, mi ha fatto sborrare di nuovo, per l’ennesima volta. Lui ha aumentato di nuovo i colpi e, dopo che lei ha urlato il suo ennesimo orgasmo, con un grido, si è piantato tutto dentro di lei.
«Sborro! Sto sborrando! Guardami, cornuto! In questo momento, ti ingravido la moglie!»
Non riesco nemmeno a trovare le parole per spiegare le sensazioni che ho provato in quel momento, mentre lui le riversava nel ventre tutta la sua sborra. Gli occhi di Sandra erano chiusi, mentre lui continuava a iniettare dentro la sua fica il succo delle sue palle. Sono rimasti abbracciati a lungo, poi lui è uscito e lei è andata in bagno. Rimasti soli, lui mi ha guardato e mi ha chiesto se ero soddisfatto di quello che avevo visto, ma, soprattutto, se era realmente possibile che lei fosse stata ingravidata.
«Che scopata stupenda! Me la sarei fatta direttamente in spiaggia, ma, per esperienza, so che in quel posto far sesso libero, può essere pericoloso perché è ammesso solo il nudismo, per questo me ne sono andato. Spero che il fatto che lei possa essere incinta, sia solo una vostra fantasia. In ogni caso, è una femmina veramente eccezionale.»
L’ho guardato e, finalmente, ho capito perché non l’aveva scopata direttamente sulla spiaggia e poi gli ho detto che non ero certo sul fatto che lei potesse rimanere incinta. Non ho avuto il tempo di dire altro, perché Sandra è tornata e, raccolti i suoi vestiti, si è voltata verso di noi e le sue parole sono state semplici e pacate.
«Gennaro non ti devi preoccupare di nulla, perché adesso vado a casa e mi faccio scopare anche da lui con annessa venuta dentro, così, se per caso tu mi avessi messa incinta, non avrai nessuna responsabilità, perché è una cosa che ho voluto io, per far felice lui.»
Non ha aggiunto altro e, dopo essersi sommariamente rivestita, siamo tornati a casa. Durante il tragitto nessuno di noi due ha parlato e, una volta a letto, si è addormentata immediatamente. Inutile dire che ho passato una notte in bianco, pensando al fatto che se lei era incinta, io avrei dovuto allevare un figlio non mio, e questo, inspiegabilmente, mi ha fatto diventare il cazzo durissimo. Il giorno dopo, appena sveglia, ho sentito la sua bocca sul mio cazzo, che subito è diventato duro: lei è salita su di me e si è impalata sul mio cazzo, godendo immediatamente, poi mi ha trascinato sopra di lei e, sollevando le gambe in aria, mi ha guardato dritto negli occhi.
«Scopami, riempi il mio ventre con il suo seme, perché adesso voglio anche la tua sborra.»
Ho preso a pomparla come un pazzo e sono quasi venuto poco dopo, mentre lei, mi ha stretto forte a sé.
Era tranquilla e serena, e questo mi lasciava ancora tanti dubbi fin quando, quattro giorni dopo, son venute le mestruazioni e lei ha ricominciato a prendere la pillola. Solo allora mi ha confessato che era sicura di non essere incinta, ma aveva voluto farmi capire che quel gioco che tanto desideravo avrebbe potuto anche condurre ad una situazione di quel tipo.
In ogni caso, da allora, con cadenza settimanale, porto Sandra a casa di Gennaro, che la monta e la scopa, facendola godere moltissimo. A lui non nega nemmeno il culo e poiché mi sono lamentato di questo, l’ultima volta che si è fatta inculare, quando lui è uscito, lei si è girata verso di me e con un tono autoritario mi ha ordinato di leccare tutto ciò che sgorgava da quel foro, abbondantemente spanato.
Questa cosa mi ha talmente eccitato che ho sborrato senza toccarmi.


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