Ho notato Sandra decisamente più rilassata e così ho ripreso il mio lavoro. Ho appoggiato la mano sul suo ventre e lentamente ho spalmato la crema sul suo fianco sinistro, il lato, cioè, dove ero inginocchiato io, scendendo lungo la sua coscia, oltre il ginocchio e fino alla caviglia. Ho visto Gennaro che la guardava ammirato e mi sono girato verso di lui, facendogli una richiesta senza riflettere, perché la cosa avrebbe potuto far innervosire Sandra.
«Visto che sei qui, perché non mi aiuti a spalmarle la crema addosso.»
I suoi occhi hanno preso a brillare, mentre, appena finito di parlare, mi son girato verso mia moglie ed ero pronto a subire la sua sfuriata. Invece lei, dopo aver fatto un sorriso, ha reclinato indietro la testa e si è completamente distesa sul telo. Ho avuto un brivido incredibile quando le mani di Gennaro hanno toccato il corpo di mia moglie e, lentamente, hanno preso a spalmarle la crema, scivolando lungo l’altra coscia e, muovendole velocemente, ha cosparso la crema fino alla caviglia, per poi risalire all’interno della coscia, fino all’inguine. Ha preso il flacone in mano e, dopo averne fatta uscire un po’ sulla sua mano, ha ripreso a stendere uno strato di crema nell’interno delle cosce. L’ho lasciato fare, anzi ho inarcato un po’ la coscia dalla mia parte e questo ha fatto aprire le labbra della fica di mia moglie, così da far apparire il rosa della sua carne che, ora, tradiva la sua eccitazione. Lui senza esagerare, ha sfiorato e le labbra della fica di Sandra e poi è risalito lungo la pancia, fin sotto il seno.
«Queste splendide mammelle, hanno bisogno di esser protette un po’ meglio, perché vedo che ci sono delle zone non emulsionate.»
Era palese che fosse una scusa, ma la cosa mi stava così eccitando che ho annuito; di conseguenza, dopo aver spruzzato altra crema sulle sue tette, ho lasciato che lui, con entrambe le mani, gliela spalmasse. Ho notato il petto di Sandra gonfiarsi, per il profondo respiro che ha fatto, quando le sue mani hanno afferrato i suoi seni ed ha cominciato l’operazione di incrematura: lo ha fatto anche provvedendo a stuzzicare con le dita i capezzoli gonfi e duri. Mi era venuto un cazzo così duro che mi scoppiava ed ho potuto notare che anche quello di Gennaro si stava gonfiando, molto rapidamente. Ho lasciato per un po’ che continuasse a massaggiare quel seno, poi, guardando Sandra, l’ho pregata di girarsi e distendersi prona. Lei non ha mosso alcuna obiezione e, appena distesa a pancia in giù, ho spruzzato, lungo la colonna vertebrale, una lunga striscia bianca che lui ha preso a spalmare, facendo ampi cerchi rotatori dalle spalle e scendendo giù, fino ai glutei e, quando è arrivato in fondo, ne ho schizzato ancora un po’ sulle sue chiappe. Sembrava proprio una copiosa sborrata e infatti Gennaro mi ha guardato ed ha sorriso, mentre io annuivo, consapevole del fatto che entrambi avevamo pensato la stessa cosa. Le sue mani hanno preso a massaggiare lo splendido culo di mia moglie, che sentivo gemere sommessamente, mentre lui con i pollici è scivolato lungo il solco delle natiche, e poi, giù, fino a sfiorare il suo fiorellino anale, comprese le labbra della fica. Lei ha divaricato le cosce e lui ha continuato a spalmare la crema che io continuavo a spruzzare sulle gambe di mia moglie. Finita l’operazione, Sandra si è girata e lui, inginocchiato accanto a lei, aveva il cazzo completamente in tiro, mostrandolo tutta la sua fierezza. Siamo rimasti per qualche istante in silenzio, poi io, con una scusa, mi sono alzato e sono andato verso il mare, per ripulirmi le mani e, di proposito, ho lasciato loro due da soli. Giunti in acqua, mi son girato e li ho visti parlare, con lei che rideva, mentre con la testa faceva cenno a me. Son tornato sui miei passi e, inaspettatamente, Gennaro ci ha salutato ed è tornato sotto il suo ombrellone. Ho guardato Sandra cercando di capire e lei mi ha detto di averlo invitato a cena a casa nostra per proseguire il dialogo su questa strana esperienza. Ho rischiato di sborrare all’istante, al solo pensiero di averlo una sera, tutto per noi, a casa nostra. Ormai aveva preso corpo, nella mia mente, la possibilità che poteva esser lui il maschio con cui Sandra avrebbe potuto scopare. Ne ho parlato con lei, che ha scosso il capo e mi ha detto che ero davvero tutto matto. Mi sarei aspettato che avesse continuato a giocare, ma ho capito che c’era troppa gente. Quando siamo venuti via dalla spiaggia, ci siamo salutati e scambiato i nostri contatti telefonici e, durante il viaggio di ritorno, parlando con Sandra le ho chiesto quali erano state le sue sensazioni.
«Dai, lascia perdere, non voglio parlare. Ho solo assecondato il gioco che ti piaceva tanto.»
L’ho guardata, ma il tono della sua voce non mi ha convinto.
«Mi vuoi far credere che non ti è piaciuto?»
Lei ha cercato di sviare il discorso, ma io l’ho incalzata per avere una risposta.
«Che c’entra! È stato bello, anche eccitante, però non metterti strane idee in testa.»
Avrei fermato l’auto e l’avrei scopata all’istante, perché ero così eccitato che mi scoppiava il cazzo nei calzoni. Giunti a casa, l’ho scopata furiosamente prendendola da dietro, come piace a lei e facendola godere moltissimo. Per alcuni giorni, ho atteso che fosse lei a dire quando invitare Gennaro a casa nostra e, a metà settimana, le ho chiesto se ne avesse avuto piacere. Lei ha scosso il capo, fingendo di non aver nessun interesse per questa cosa, anche se ero convinto che, al contrario, era ben determinata a vivere quell’esperienza che le proponevo. La sera l’abbiamo chiamato e lo abbiamo invitato per il sabato successivo, ma lui ha preferito che fossimo noi ad andare da lui, perché abitando oltre la periferia del paese, la sua casa era posizionata in maniera più discreta rispetto la nostra che è più centrale. Così ho chiesto a Sandra di farsi bella per quella sera. Lei ha scosso la testa, insistendo nel suo fare indifferente, però ho notato che il sabato mattina è andata dalla parrucchiera per farsi acconciare in maniera stupenda i suoi meravigliosi capelli. Inoltre, la sera, dopo essersi fatta la doccia, mi ha chiamato in camera e sul letto erano esposti diversi capi di abbigliamento intimo e lei mi ha chiesto quali ritenessi potessero esser più adatti. Le ho consigliato un completo nero, con una mutandina molto sexy che spariva completamente nel solco delle sue natiche, mentre, davanti, un piccolo triangolino di stoffa nera, copriva a malapena le labbra della sua fica. Il reggiseno poi, quasi a balconcino, gonfiava ed evidenziava il suo seno, mostrando un solco da capogiro. Ha indossato una gonna viola, non troppo corta, con sopra una maglietta, con un ampio scollo, che scivolava giù fino ai fianchi, modellando il suo fisico stupendo. Le ho chiesto di indossare delle autoreggenti, ma lei ha rifiutato optando per un semplice collant color carne, molto velato, quasi inesistente ed ai piedi ha messo degli stivaletti in pelle, che le arrivavano fin quasi al ginocchio con un tacco 10.
«Dobbiamo andare ad una cena non ad un concorso di bellezza.»
L’ho guardata, pensando che invece era semplicemente meravigliosa. Giunti a destinazione, siamo entrati in casa di Gennaro: una graziosa abitazione di tipo rurale, perfettamente ristrutturata. Entrati nell’ampio salone, lui ci ha accolti in maniera allegra e cordiale, facendo subito i complimenti a Sandra.
«Caspita che spettacolo! Nuda sei bellissima, ma così sei davvero uno schianto. Tuo marito è proprio fortunato ad avere una bella donna come te, al fianco.»
Ci ha messo subito a nostro agio e, mentre finiva di preparare le pietanze, che lui aveva abilmente cucinato, ci ha offerto del prosecco come aperitivo. Ho visto con quanto interesse Sandra guardava Gennaro, che, apparentemente sembrava tutto interessato a cucinare, mentre lei, in piedi, vicino a lui e con il calice in mano, rideva e scherzava, sulla sua bravura culinaria. Ho deciso di lasciarli un po’ da soli e così mi son rifugiato in bagno, mentre, in realtà, sono solo sparito oltre la porta che separa la zona giorno da quella notte e son rimasto a vedere loro due ridere e scherzare. Mi son reso conto che c’era un buon feeling tra loro e questo mi ha eccitato non poco. Sono andato in bagno e mi sono masturbato, sborrando immediatamente. Appena tornato, ci siamo seduti a tavola per mangiare ed ho notato che essi continuavano a scambiarsi delle occhiate, come se ci fosse qualcosa da dire, ma nessuno dei due voleva iniziare l’argomento. Poi, inconsapevolmente, mi son ritrovato ad iniziare un discorso che ha avuto un seguito proprio come mi sarei aspettato.
«È stato piacevole in spiaggia, vederti spalmare la crema sul corpo di mia moglie. Credo che si sia eccitata un po’, anche lei.»
Lui ha sorriso ed ha annuito, guardando lei che, ad un tratto, si è fatta subito seria e le sue parole mi hanno fatto tremare il cuore.
«Vedo che non ti arrendi! Dunque hai proprio deciso che mi faccia scopare da qualcun altro e scommetto che vedi in Gennaro, la persona giusta. Sia ben chiara una cosa che, se questo dovesse succedere, da oggi in poi, sarò io a decidere dove, come, quando, e con chi farlo. Io con te ci sto bene, ma, da brava moglie, mi sento di dover assecondare i voleri di mio marito. Spero solo che anche Gennaro sia disposto a far sesso con una vecchia come me.»

