Pur avendo sobbalzato per aver visto il movimento di qualcuno, non avevo cambiato posizione e, vedendo di chi si trattava, cercai di scacciarlo.
“Vattene, Ben. Mi disturbi!”
Lui entrò lo stesso in camera, ma lo ignorai. Sicuramente non avrebbe potuto raccontare nulla in giro e poi i cani non giudicano, lo so, l'ho letto in un libro.
Ripresi a fare fuori e dentro con le due dita tese, cercando di affondarle sempre più, mentre producevo versi acuti di piacere, quando la testa di Ben spuntò tra me e la scrivania, proprio in mezzo alle mie gambe.
Mi ero nuovamente spaventato, fermandomi. Allora, Ben diede una bella lappata al mio culo aperto.
Che brivido. Non riuscii a trattenere un uggiolato più forte degli altri e mi abbandonai a quel trattamento.
Bello, il linguone di Ben, che è un meticcio di taglia medio grande con una testa grande quanto quella di un pony, mi copriva e insalivava tutte le parti intime. I coglioni, il cazzo talmente duro da dolermi, la parte fra lo scroto e l'ano e poi lì, ahhh, siii, la sua lingua accarezzava il mio buco del culo, facendomi desiderare sempre più di infilarci dentro qualcosa di adatto.
Ben era sempre più frenetico. Non era come quando mi faceva le feste, credo avesse capito che ci stavamo addentrando in un territorio nuovo, una situazione sessuale. Infatti, il suo tartufo prese a spingere contro il mio ano, mentre lui cercava di arrampicarsi sulla sedia, rischiando di farmi cadere.
Però, che bello!
Certo, era impossibile farsi inculare dal naso di un cane, però mi venne un'idea. Mi scostai dal tavolo, seguito da un Ben sempre più vivace e gli guardai in mezzo alle gambe.
“Oh Ben, tu avevi un tale tesoro qui e non me lo hai mai offerto prima!” Esclamai buttandomi a terra per afferrargli la minchia. Era eretta e una punta rossa spuntava dall'involucro peloso.
“Chissà quanto può diventare grande, mhmmm. Lo voglio!”
Ben mi leccava la faccia, cercando di girarmi attorno. Anche lui mi voleva e la cosa si faceva sempre più eccitante. Certo, mi avrebbe sverginato con quel glande così grosso, ma non volevo diventare vecchio ad aspettare di incontrare un uomo che mi sodomizzasse.
Mi alzai, ma solo per buttarmi sul letto, come avevo fatto quando mi ero penetrato con la carota. A pecora, o a cagna, se Ben preferiva.
“Ben, eccomi, sono la tua cagnetta in calore. Montami, non ce la faccio più!”
Neppure lui ce la faceva più e con un balzo, mi fu sopra, iniziando a spingere quella punta calda che incarnava tutti i miei desideri. Non era semplice: il cane andava a casaccio, un po' perché era infoiato come un toro e anche forse perché la mia posizione non era del tutto agevole. Ma lo lasciai fare per un po', anche se le zampe anteriori mi graffiavano la schiena. Ero in estasi a sentire un cazzo di carne che tamburellava sulle mie natiche e contro le mie gambe, lordandomi con goccioline calde che colavano.
“Va bene, va bene, ho capito, vuoi fottere. Anch'io lo voglio, Ben. Sbattimi tutto, sverginami e aprimi il culo. Sono tuo!”
Presi in mano il suo cazzo, ormai fuoriuscito del tutto dal pelo, apprezzando la misura e lo indirizzai verso il buco, mentre, con l'altra mano, scostavo una chiappa per facilitargli il passaggio.
Fu in quel momento che mi colpì il pensiero: non ero per niente lubrificato. Il cazzo di Ben era umido, ma io no.
Troppo tardi, la nerchia mi impalò di brutto, lasciandomi senza fiato e, senza darmi il tempo per riprendermi, prese a fottermi selvaggiamente. Ero sovrastato, dolorante, il culo mi bruciava come non mai e sentivo dentro quella mazza grossa e calda che mi arrivava fino all'ombelico; mentre lui non smetteva di stantuffarmi, come una troia sfondata.
Lo ero!
Dopo il dolore, il piacere immenso subentrò sopra ogni altra sensazione. Con il primo orgasmo capii che la cosa mi piaceva parecchio e risi sommessamente per poi prendere a incitare Ben che si stava ampiamente soddisfacendo con il mio culo.
“Sì, Ben, sì, bravo stallone, riempimi tutto. Sono la tua femmina da sottomettere, dacci dentro!”
Ero senza fiato, ma continuavo a emettere versi di piacere. Non volevo finisse, anche se sentivo che mi stavo già avvicinando al secondo orgasmo, senza neanche toccarmi.
“Che bello, quanto tempo ho perso con oggetti inanimati, quando avevo a disposizione questo torello da monta.” Pensavo con la bava che mi scendeva dalla bocca, mentre quella di Ben mi ricadeva sulla schiena.
Poi, successe una cosa strana. Ben diede un colpo secco, più forte degli altri che mi provocò un gridolino di giubilo, nonostante mi avesse fatto male, e mi sentii gonfiare. Ben stava sborrando dentro di me e ce n'era tanta, non finiva più, mi riempiva la pancia.
La cosa mi spaventò, ma fu anche perversamente piacevole.
“Mi stai ingravidando, bravo cagnolone, riempimi tutto!”
Quando sentii il flusso fermarsi, Ben rimase lì, attaccato a me e mi sentii dilatare dall'interno. Era il nodo che i cani usano per restare attaccati alla femmina e non permettere allo sperma di uscire, per avere la sicurezza di una gravidanza.
Lì provai vero terrore che lottava contro il piacere di sentirmi pieno. Restare attaccato al cane per chissà quanto tempo era una cosa spaventosa. E se non fossimo riusciti a staccarci e i miei, al rientro, mi avessero trovato sodomizzato dal cane, ancora ancorato al suo cazzo?
Cercai di tranquillizzarmi e rilassarmi per godere di quei momenti. Ben continuava a schizzare dentro di me e io, esausto, restavo abbandonato contro il letto.
Finalmente riuscì a staccarsi e riprese a leccarmi. Non voleva che la sborra uscisse. Ma era impossibile, ce n'era talmente tanta che iniziò a colarmi fra le cosce, mentre cominciai a segarmi, raccogliendo quel nettare per leccarlo, impiastricciandomi lascivamente la faccia. Mentre Ben si era acquietato, dopo essersi pulito velocemente con la lingua.
“Ben, mi hai fatto un servizietto fantastico, cercheremo di restare più spesso da soli in casa” dissi, alzandomi per andare a fare una doccia. “La prossima volta, ti faccio un bel bocchino!”
Fu l'esperienza più eccitante della mia giovane vita. Era la mia prima volta ed era stata con un essere animalesco che mi aveva quasi violentato per quanto erano stati rudi i suoi affondi. Era proprio come mi ero immaginato un rapporto con gli omoni che piacciono a me.
Lavandomi, mi toccai l'ano pulsante e dolorante e, con mia sorpresa, lo trovai ancora aperto.
“Mhmmm, com'è largo. Sono un rotto in culo!” Mormorai, riprendendo a segarmi e intanto, introdussi tre dita in quel buco. Benedetto sia il sesso con il cane.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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