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Gli imbarazzi del giovane
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Racconto27 min di lettura

Gli imbarazzi del giovane

L'adolescenza è complicata per un giovane che sogna il cazzo. La fortuna trasforma un piccolo intervento in una occasione per essere sverginato in culo.

sesso italiano
1 anno fa · 1.4k letture · 0

“Ora ti spalmo una cremina rinfrescante e lenitiva, una specie di “dopobarba” non alcolico, così ti sentirai meglio” 

Io, a dire il vero, mi sentivo già in paradiso, ma il massaggio della mano guantata di Aldo con la pomata lenitiva sul pube appena rasato, e anche sul cazzo, sull’inguine e sulle palle, aumentò il mio godimento, e così massaggiando, la pelle del prepuzio si ritrasse scoprendo del tutto la cappella lucida e bagnata di smegma. Sentivo che stavo per venire, o forse per svenire, non lo sapevo. Volevo dire qualcosa ma ero come ipnotizzato. A quel punto Aldo, si rese conto che in effetti, un problema c’era e, guardando fisso il mio uccello duro, che peraltro teneva stretto in mano, con aria riflessiva se ne uscì con questa frase:

“Beh, però come facciamo, mica ti posso accompagnare su in sala operatoria in queste condizioni, così eccitato mi scandalizzi tutte le infermiere della Chirurgia. No, no, così non si può. Va bene, facciamo così, rilassati che ci penso io a sistemare le cose, …fìdati.

Ciò detto, sempre tenendomi il cazzo in mano, iniziò una sega fantastica, che un po’ per i suoi guanti di lattice, un po’ per la pomata che fungeva da lubrificante, mi regalò sensazioni che non avevo mai provato prima.

Per la prima volta, il mio cazzo conosceva una mano diversa dalla mia, e mi rilassai completamente incrociando le mani dietro la testa, per lasciare il campo completamente libero al mio inatteso partner sessuale. Aldo sapeva il fatto suo, e mentre ero in estasi, mi sussurrava frasi all’orecchio:

“Ho capito subito che ti piaceva sai, anch’io sono come te, e quando ti ho visto nudo avrei voluto scoparti, hai un bel corpo e vederti nudo mi ha fatto eccitare, hai anche un bel cazzo duro e un culetto delizioso che ti sfonderei volentieri…” Mentre così sussurrava, la sua mano lentamente faceva su e giù sul mio uccello dritto.

“Sì, va bene anche così, grazie Aldo, sei fantastico, fammi godere…”

Ad un certo punto, cambiò mano prendendomi il cazzo con la sinistra, mentre con la destra, dopo aver spremuto ancora un po’ di pomata emolliente sulle dita, si intrufolò sotto le mie palle facendomi piegare leggermente le gambe e allargandole un po’, alzandomi leggermente il culo, e infilando le dita fino a raggiungere nuovamente il mio buchetto, questa volta senza necessità di introdurre ugelli o clisteri. Con la punta del suo dito iniziò a massaggiare leggermente l’area anale, poi introdusse la prima falange, la ritrasse, poi di nuovo dentro, poi ancora e ancora, dentro e fuori, mentre con l’altra mano aveva aumentato il ritmo della sega, facendomi sentire una specie di scossa elettrica lungo tutto il corpo.

Era troppo, volevo far godere anche lui, così allungai la mano verso il suo pisello e cercai di aprire la patta dei suoi pantaloni dicendo:

“Tiralo fuori dai, fammelo succhiare ti prego. Fammi sentire il sapore del tuo cazzo”

Così Aldo interruppe per un attimo la sega e la stimolazione anale, tirò giù di colpo pantaloni e mutande, mostrando un bel cazzo già abbastanza duro, lungo più o meno come il mio ma un po’ più grosso, dette un paio di colpi di sega giusto per tirare indietro la pelle e scoprire una bella cappella violacea e luccicante, avvicinandola alla mia bocca aperta. Non avevo mai assaggiato un cazzo in bocca in vita mia anche se avrei spesso voluto farlo, così lo assaggiai piano, come si fa con il cibo sconosciuto.

Un sapore leggermente salato e, anche per la sua spinta, in un istante mi fu tutto dentro e cominciai a succhiare e a lavorare con la lingua sulla sua cappella umida.

Lui intanto riprese in mano il mio cazzo ricominciando a segarlo piano, per non farmi venire troppo presto. Io accarezzavo il suo bellissimo culo, duro e muscoloso, spingendolo con entrambe le mani verso la mia faccia, anche se a dire il vero non ce n’era bisogno.

Andammo avanti così per tre o quattro minuti, credo. Poi non ce la feci più a resistere e venni. Un fiotto bianco e denso di sperma mi schizzò arrivando quasi al petto, poi un altro e poi, non so quante volte, ma le mie palle non erano mai state svuotate così completamente come quel giorno.

Aldo tirò fuori il suo cazzo dalla mia bocca e finì la mia sega con qualche colpetto leggero, giusto per far defluire tutto lo sperma.

“Grazie Aldo, sei stato favoloso, ma ti prego, fammi succhiare ancora il tuo pisello, voglio farti venire e succhiare il tuo latte”.

“No” – disse Aldo – “ho un’idea migliore, vieni qua”.

Mi afferrò per le spalle e mi girò di schiena, ponendomi in ginocchio sul letto, tirandomi un po’ verso di lui e spingendo la mia testa e la schiena verso il basso tirandomi per i fianchi verso di sé.

Insomma mi voleva inculare.

Il desiderio di sentire il mio culo finalmente appagato e riempito era troppo forte, mi piegai docile e allargai spontaneamente le gambe, offrendogli il mio culo vergine sussurrandogli con un filo di voce:

“Fammi godere, ma non mi fare troppo male ti prego”

“Stai tranquillo, non ti farò male, ti piacerà. È la prima volta vero?”

 “Sì, anche se con la fantasia l’ho già fatto mille volte” risposi

“L’avevo capito, rilassati e lascia fare a me, andrà tutto bene.” 

Così, dopo aver recuperato un po’ del lubrificante usato per il clistere sentii le sue dita di nuovo sul mio bocciolo voglioso, e dopo che ebbe spalmato bene anche dentro il buchino sentii appoggiare piano la punta della sua cappella, mi sembrò troppo grosso per entrare ed ebbi un momento di panico, tanto da dire:

“No, meglio di no, ho paura, non mi farà troppo male?”

“Tranquillo, rilassati” – rispose – lo farò piano e non sentirai alcun male”

Nel dire questo seguitava a spingere ed ad un certo punto sentii che il mio culo cedeva, sentii la punta dentro di me, poi di colpo tutto il suo cazzo duro spingere sulla mia giovane prostata. Il mio cazzo penzolava tra me mia cosce colando liquido spermatico, ma anche riprendendo vigore. In breve fu di nuovo duro e iniziai a segarmi ancora mentre Aldo mi scopava il culo facendo leggeri movimenti di bacino e tenendomi per i fianchi. In pochi minuti venne dentro di me e mi sentii invadere di sperma che mi riempì il retto, mentre io venivo di nuovo stavolta in contemporanea, mugolando di piacere e spruzzando sperma molto meno denso di prima e più acquoso, essendo ormai spompato del tutto.

Aldo sfilò piano il suo cazzo che si stava ammosciando dal mio culo, da cui colava un po’ del suo sperma. 

“Sei bravo Andrea, hai talento. Certamente farai contento il tuo ragazzo, quando ne avrai uno”.

“Ma noi, non lo potremmo rifare?” Chiesi “E’ stato troppo bello”

“Beh, chissà, vedremo. Magari ci potremmo incontrare qualche volta”

“Ora però pensiamo ale cose serie. Vai in bagno e cerca di liberarti di nuovo cercando di buttar fuori il mio sperma, poi datti una bella lavata là sotto che poi dobbiamo andare su, ci aspettano”.

Bastarono un paio di minuti in bagno e mi sentii pulito e rilassato come non mai.

“Bene, direi che almeno per un po’ il tuo pisellino se ne starà a riposo e non ti farà fare brutta figura quando arrivi sul tavolo operatorio” – disse Aldo con la massima calma e semplicità, tirando su gli slip e allacciandosi i pantaloni mentre con il piccolo asciugamano che aveva usato prima, mi aiutava ad asciugare il culo e il pisello, come si fa con i bambini.

Poi andò ad aprire la serratura della porta che prima aveva chiuso dall’interno, mentre io mi rimettevo il camice ospedaliero infilandomi le maniche e cercando di allacciare i lacci dietro al collo.

Andai a sedermi sulla poltroncina con le ruote e Aldo si posizionò dietro per spingerla, aprendo del tutto la porta della cameretta, e dicendo

“Pronti, si parte..! Andiamo a togliere il neo”

A metà corridoio incontrai mia madre che si era seduta sulle poltroncine della zona visitatori e che vedendomi transitare disse:

“Allora, fatta la barba al pancino ? Ma quanto ci avete messo…?!”

Probabilmente si aspettava una risposta sgarbata da parte mia, che invece risposi dolcemente sorridendo:

“Tutto a posto, tutto fatto. Ci vediamo dopo, ciao”

Rimase sorpresa della mia ritrovata tranquillità e buon umore, del quale non poteva certo immaginare l’origine. O forse sì, non l’ho mai capito. Le mamme spesso capiscono anche se fanno finta di non capire.

Io e Aldo sparimmo nell’ascensore che ci portava al terzo piano della clinica dove, a ben guardare, oltre al neo, potevo dire di aver perso finalmente la mia verginità.

Non mi ero mai sentito così grande.

Racconto selezionato dalla redazione, scritto originariamente da: Cyrus

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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

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