Pochi minuti dopo mi dedicai al cazzo del secondo operaio alla mia destra, ed anche a lui lo feci venire bello duro con la mia bocca ingorda e lo stesso trattamento su palle, cappella ed asta.
E mentre sparavo il pompino, l’altro mi fermò e mi fece mettere a pecorina e, dopo aver sputato sulla mia rosellina, incominciò ad incularmi lentamente. Sentii la cappella che si faceva largo con lentezza nel mio sfintere, ariete durissimo apri pista per il grosso e largo cazzo che in pochi istanti mi allargò allo spasimo ed entrò per intero in culo fino alle palle. Dio che dolore provai. Ero vergine, il mio culo era strettissimo e immacolato e sentire quel bastone nodoso che mi penetrava fino in fondo mi faceva da un lato male, ma dall’altro mi sentivo in loro possesso, un giovane porco affamato di cazzo. All’inizio fu delicato, ma poi prese ad incularmi violentemente. Andava avanti ed indietro in maniera divina, vedevo su un mio lato la sua gamba puntellata sul letto nell’atto di farmi il culo da vero esperto, di tanto in tanto, mentre mi trombava, mi rigiravo e vedevo il suo torace villoso e sudaticcio, da maschio virile e tutto ciò mi faceva godere come non mai, avevo completamente perso la testa ed infatti aumentai il ritmo della pompa che stavo facendo all’altro, me lo stavo mangiando quel grosso cazzo, lo succhiavo e ciucciavo come un maiale, mentre l’altro mi sfondava il culo senza pietà, senza alcun riguardo della mia verginità ormai andata, avevo ormai capito che erano due perfetti ed esperti spaccaculi ed io proprio quello cercavo. Ogni tanto stoppavo il mio pompino e dicevo: “dai non fermarti, spaccami il culo in profondità, mi stai facendo impazzire, rompi, rompi il culo, ti prego” e poi giù, costretto dall’altro a tornare sulla cappella a ciucciare e succhiare il cazzo. “Oh Dio, come succhi bene, sei una trivella sul cazzo” mi diceva quello che si godeva la mia bocca sull’uccello, ed io giù a ciucciare e a prenderlo in culo. Vollero darsi il cambio e mi fecero cambiare posizione. Mi fecero sedere su quello che era disteso sul letto che avevo finora spompinato, facendomi impalare letteralmente sul suo cazzone che mi entrò in culo come acciaio nel burro sciolto, mentre l’altro si mise al mio fianco, in piedi, offrendomi la sua cappella da succhiare. Questa volta il dolore fu di molto minore, perché il suo amico già me lo aveva dilatato per bene, ed il secondo cazzo, un pochino più largo dell’altro, fu accolto nel mio culo come una lama nella sua guaina.
Mmmmm... godevo tantissimo mentre quella nerchia mi ispezionava il culo e l’altra profanava la mia bocca. Andavo avanti e indietro a spompinare il maschio in piedi mentre lui mi reggeva la testa con la mano sotto al mio mento, in una sincronia perfetta con l’altro che mi stava rompendo ancora il culo. Una quantità enorme di saliva mi usciva dalla bocca colando sulla sua cappella e sull’asta durissima mentre succhiavo il cazzo con la mano sotto al mento e lo guardavo negli occhi con la faccia deformata dal grosso uccello che mi riempiva la bocca, mentre l’altro pompava a più non posso il mio culo in uno smorzacandela da sballo. Ci stavamo facendo una trombata epica! Due cazzi a mia completa disposizione erano qualcosa di incredibile, non avrei mai sperato in tanto ben di Dio. Godevamo tutti e tre in maniera inimmaginabile!
Cambiammo ancora posizione. Mi rifecero mettere a pecorina e mentre uno riprese ad incularmi senza sosta e senza pietà, l’altro, a sua volta a pecora, volle che gli leccassi il culo. Ovviamente l’idea mi piacque e così mentre venivo inculato selvaggiamente, presi a passare la lingua prima sulle chiappe e poi sul buco del culo dell’altro, ci passavo la lingua tutto intorno, mi fermavo sul buco e cercavo di farla entrare all'interno, anche in questo caso con tanta bava che mi fuoriusciva dalla bocca. Il sapore di culo non mi piaceva affatto, ma proprio per questo mi eccitavo a leccarglielo e lo feci per lunghissimi minuti, arrivando anche ai suoi coglioni che presi a leccare e ciucciare da sotto, mentre con la mano lo segavo in una posizione innaturale perchè lo volevo mantenere duro. Mi stavano facendo una festa incredibile a base di cazzo, erano pelosissimi, due maschi virili ed estremamente porconi che, come avevo chiesto, mi stavano facendo un servizietto completo e incredibile, un battesimo del cazzo insperato ma molto, molto eccitante.
Quello a cui leccavo il culo si rigirò e, reggendo il cazzo alla base, mi invitò a riprenderlo in bocca e succhiarlo, cosa che feci senza alcuna esitazione ricominciando a spompinarlo con passione.
Era meraviglioso sentirmi riempito da quei due grossi cazzi duri, uno in bocca e l’altro in culo, il nostro era un concerto di mugolii e di sospiri, nudi a godere come folli nel nostro amplesso malato e trasgressivo, due uomini maturi ed esperti che stavano massacrando coi loro cazzi grossi un ragazzetto giovane e vergine. Erano esausti, volevano sborrare e me ne accorsi dal fatto che i cazzi erano ora durissimi, quello che avevo in bocca aveva la cappella che pulsava dal forte arrapamento, quello piantato in culo era ormai un tubo caldo e duro, pieno di vene.. Quello che mi inculava me lo disse esplicitamente: “dai, adesso facci sborrare nella tua bocca instancabile, fai il bravo, fatti venire in bocca, hai detto che lo volevi”...
Ero curioso e impaziente di sentire finalmente il sapore della sborra dopo tanto fantasticare…
“Si, lo voglio, voglio che mi veniate in faccia e in bocca, riempitemi porci”, risposi.
“Si, tesoro, come desideri, ora ti affoghiamo” rispose uno dei due.
Scendemmo dal letto, alla loro completa mercè mi inginocchiai tra di loro su uno dei cuscini adagiato a terra e ripresi a succhiare i loro cazzi con un unico desiderio: farmi sborrare in bocca!
Con le due mazze ai lati, leccavo in contemporanea tutte e due le cappelle, cercavo di infilarmele in bocca tutte e due insieme, ma date le dimensioni era impossibile nonostante io abbia una bocca larga, così mi dedicavo a turno alle due cappelle ciucciandole e leccandole, palpavo i loro coglioni duri e mi ficcavo i due cazzi a turno in bocca facendoli arrivare il più possibile in fondo alla gola, stavo facendo un doppio pompino da urlo ai due uomini. Ormai era giunto il momento, i due maschi mi reggevano la testa con le loro manone mentre, strillando di piacere, iniziarono a vomitare sborra calda a volontà, a fiotti e schizzi densi, abbondanti. Non avevo scampo, a bocca spalancata e con la lingua pronta ad accogliere lo sperma dei due, lo vedevo uscire, schizzando dalle loro uretre come latte appena munto, ne avvertivo l’odore, mi arrivava da ogni lato sulla faccia, sugli occhi, sulle labbra, sulla lingua. Era denso, caldo, bianco, buono di sapore, una meravigliosa poltiglia densa e vischiosa. La mia lingua era letteralmente coperta dalla sborra schizzata dalle cappelle dei due maschi grazie alla mia mungitura, sborra che in parte mi colava dalle labbra e dal mento in filamenti lunghi e spessi, ma che provvedevo a raccogliere e riportare in bocca per ingoiarla golosamente. La volevo tutta in bocca e in gola. Mi avevano massacrato faccia e bocca con il loro sperma, dopo avermi sverginato il culo spaccandomelo per bene. Guardandoli in faccia, ingoiai, con gesto plateale, tutto ciò che avevo in bocca, miscela schifosa di sborra, bava e sudore di palle in grossa quantità. Mi avevano fatto fare indigestione di sperma.
Ci demmo una veloce sciacquata, ci rivestimmo ed andammo via.
Nel furgone, durante il tragitto di ritorno, nessuno disse nulla. Arrivati a casa, loro ripresero il lavoro ed io andai in camera mia ad ascoltare musica, con il culo in fiamme e il sapore di sborra ancora in bocca.
Il giorno dopo per forza di cose incrociai i loro sguardi e quello che vidi fu complicità nata dal fatto che solo noi sapevamo cosa fosse successo il pomeriggio precedente, le nostre porcate segrete.
Io li guardai, feci un cenno di saluto malizioso ed uscii per incontrarmi con la mia ragazza.
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