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I due operai maturi mi hanno fatto la festa
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Racconto14 min di lettura

I due operai maturi mi hanno fatto la festa

Avevo voglia di cazzo quasi sempre, mi masturbavo tantissimo al pensiero di essere scopato da maschioni con cazzi giganti, ad immaginarmi nell’atto di ciucciare grossi uccelli pulsanti, duri, nodosi, di ingozzarmi di sperma. Mai avrei però immaginato, neanche nelle mie aspettative più rosee, di avere il battesimo del cazzo addirittura con due uomini maturi insieme.

Raf 1990
1 anno fa · 1.6k letture · 0

Avevo poco più di 18 anni, ero un ragazzetto carino, viso femmineo, bella bocca larga e carnosa, niente peli sul corpo, vergine con gli uomini e con tanti pensieri proibiti, pensieri inenarrabili, una voglia insaziabile di maschio rude, porco, peloso, dotato, ben maturo. Avevo voglia di cazzo quasi sempre, mi masturbavo tantissimo al pensiero di essere scopato da maschioni con cazzi giganti, ad immaginarmi nell’atto di ciucciare grossi uccelli pulsanti, duri, nodosi, di ingozzarmi di sperma. Mai avrei però immaginato, neanche nelle mie aspettative più rosee, di avere il battesimo del cazzo addirittura con due uomini maturi insieme. Una cosa fortemente desiderata ma assai rara da far capitare. Non viviamo in un film porno, nella realtà sono cose molto rare e difficili che capitino.

Era primavera inoltrata ed avevamo due operai in casa per lavori di ristrutturazione. Sin dai primi giorni che vidi quei due uomini girare per casa, sulla cinquantina, insignificanti, rozzi, con mani callose, barbe incolte e, a giudicare dalle occhiate furtive che lanciavo alle loro patte, ben dotati a livello di cazzi, iniziai ad immaginare veri e propri film porno con me in mezzo a loro due mentre mi spaccavano il culo e mi riempivano con i loro cazzi duri la bocca ancora vergine. Insomma avevo voglia di loro, dei loro cazzi, della loro sborra. 

Loro venivano da un’altra città e alloggiavano in una pensione fuori mano. 

Avevo preso una buona confidenza con loro, ero sempre gentile, cordiale, mi offrivo di portare io l’acqua o il caffè, ero sempre li a guardarli lavorare, parlavamo spesso, si facevano battute, insomma mi rendevo simpatico e ospitale, ma i giorni passavano ed io non riuscivo a fare il passo successivo, quello risolutivo, non riuscivo ad approcciare direttamente con loro per farmi scopare e farmi riempire di cazzo da loro. Poi anche la presenza dei miei genitori era un impedimento. Come potevo, con loro presenti, cercare di far capire le mie intenzioni, il mio desiderio segreto di fare sesso a tre con loro?

Ma un giorno capitò l’imprevisto che tanto attendevo. I miei genitori erano fuori per l’intera giornata ed io dovevo fare gli onori di casa e finalmente avevo l'occasione di fare la troietta con i due operai edili! Non lo sapevo ancora, ma fu il primo passo che mi avrebbe portato finalmente a godermi la mia prima, incredibile trombata da passivo, addirittura con due maschi insieme.

Eccitato come non mai, subito dopo pranzo, quando ritornarono dopo la pausa per riprendere il lavoro, decisi di farmi avanti senza più esitazioni o timori; o la va o la spacca, pensai. Mi misi a guardarli mentre lavoravano quando, con fare da troia, mangiavo una banana in maniera volgare ed esplicita, li guardavo negli occhi mentre simulavo i movimenti di un clamoroso pompino sul frutto, volutamente scelto molto grosso per far capire loro che desideravo ed amavo cazzi grossi e duri. Il mio sguardo sembrava volesse supplicarli di fottermi in profondità il culo e la bocca e speravo tanto che loro fossero abbastanza svegli per capire il mio desiderio e che fossero disposti a farmi godere. L’ultimo boccone della banana poi lo mandai giù con gesto volutamente esagerato e plateale, feci in modo che si vedesse che ingoiavo il boccone perché volevo attirare la loro attenzione nella speranza che capissero di cosa fossi capace e cosa desiderassi fare con la bocca sui loro uccelli.

Inutile dire che loro all’inizio apparvero sorpresi e quasi increduli dal mio atteggiamento, ed io mi sentii un vero idiota, ma poi la situazione cambiò radicalmente quando, senza vergogna, dissi: “ho una voglia matta di fare sesso con dei maschi, e voi sareste perfetti, mi piacete tanto, mi eccitate da morire, vi ho notati subito, ho fatto il carino con voi proprio per questo fin dal primo giorno... ecco adesso l’ho detto”… Ora mi rendevo conto che due erano le cose: o sarebbero scoppiati a ridere prendendomi in giro, oppure avrebbero capito ed accettato le mie avances. Il loro silenzio ed i loro sguardi voluttuosi, mi fecero capire che accettavano di farmi la festa, anzi compresi che ne sarebbero stati entusiasti, evidentemente li avevo molto eccitati con il mio fare da porcello.

Era fatta, pensai e, perso tutto il ritegno e ben deciso a farmi trombare duro da loro, mi alzai, mi tolsi la maglietta, i pantaloncini e gli slip e rimasi completamente nudo davanti a loro, che adesso avevano interrotto il loro lavoro ed erano piuttosto interessati al mio corpo. Si guardavano tra di loro sorridendo ed io mi sentii la loro puttana pronta a soddisfare i loro laidi desideri.

Andai verso di loro, completamente nudo, mi fermai e, mentre li guardavo, mi voltai, mi chinai in avanti in posizione pecorina, allargando le chiappe per far vedere il buco e dissi: “vi piace il mio culo”? Sorrisero entrambi ed uno di loro disse: “si, hai un bel culetto, tutto da sfondare e secondo me fai pure pompini da favola, almeno per come hai trattato quella povera banana”. Il mio grado di eccitazione salì vertiginosamente a questo punto e, ormai calata la maschera, risposi: “Se volete ve lo mostro, poi mi direte se sono bravo o no a ciucciare cazzi”. “Volete provare la mia bocca arrapata, volete sverginarmi il culo”? “Visto che sembra tu non voglia altro, si, certo troietta, ti riempiamo di cazzo se vuoi”, rispose l’altro. Risposi: “si, è proprio quello che cerco e voi mi sembrate due maschioni adatti allo scopo… chissà come sono grossi i vostri uccelli, chissà che nerchie avete tra le cosce, credo che mi farete molto male, ma non importa, l’importante è che mi inculiate a fondo e per bene e che alla fine mi fate fare indigestione di sborra”. Ormai eravamo tutti e tre molto eccitati e non c’era più ombra di soggezione, di rispetto, eravamo tre animali con la voglia di fare sesso senza tabù, senza tanti se o tanti ma. 

Uno dei due rispose: “vuoi vedere i nostri cazzoni”? In maniera maliziosa risposi: “certo che si, ma guarda che non mi basta vederli”… Lentamente si calarono i pantaloni e le mutande sulle caviglie rimanendo coi loro cazzi ancora flosci, neri e di grosse dimensioni penzolanti sui coglioni. Iniziai ad accarezzarli notando che si indurivano immediatamente, intanto loro mi accarezzavano con le loro mani rudi e grosse il culo, me lo palpavano, lo schiaffeggiavano, sentivo uno dei due che mi passava il dito sul buco e lo testava, mentre io continuavo ad accarezzare i loro uccelli che a mano a mano diventavano sempre più duri. Li scappellai completamente. Mi diedero l’impressione di fare il gioco del gatto col topo con me. Sapevano che tra poco mi avrebbero massacrato di cazzo e questa sensazione mi eccitava ancora di più, la consapevolezza di essere capitato tra le mani di due maschi perversi mi allettava, ero ormai certo che mi avrebbero fatto molto male, ma ormai indietro non si tornava e dovevo soddisfarli bene e senza alcun ripensamento visto che li avevo fatti eccitare così tanto. Ma non desideravo altro...

Mamma mia, mi resi conto che stringevo nelle mani due cazzi meravigliosi, duri come l’ebano, pieni di vene che spiccavano sulle aste gonfie, completamente scappellati e… che cappelle! Lucide, appetitose, turgide, facevano veramente venire voglia di prenderle in bocca anche al più convinto etero del mondo. Intanto iniziammo a limonare furiosamente, le loro lingue cercavano la mia in un amplesso di slinguazzate e saliva. Percepivo il loro alito caldo che sapeva vagamente di nicotina e di cibo ingerito poco prima. Mugolavo dal piacere che mi dava quel contatto con i due uomini e non vedevo l’ora di assaggiare i loro cazzi, ero deciso a fare sesso con loro, sesso sfrenato e senza limiti.

Ormai avevo perso la testa e, con voce maliziosa, dissi: “voglio fare l’amore con voi due insieme, adesso, ma in un posto tranquillo, non qui. Dove mi portate”? Uno dei due rispose: “Beh, possiamo andare in pensione dove alloggiamo, li c’è il letto e stiamo tranquilli”. Io dissi: “si, mi piace l’idea, tanto i miei genitori ritorneranno solo stasera, abbiamo tutto il tempo necessario”. 

Così decidemmo di andare. Ci ricomponemmo e uscimmo. Nel loro furgone, sporco e pieno di attrezzi, non vedevo l’ora, non riuscivo a pensare a nient’altro se non ai loro cazzi che tra breve avrei assaggiato. Ero tentato di succhiarglielo li, in quel lurido furgoncino, ma resistetti...

In poco tempo raggiungemmo la pensione e salimmo nella loro camera. Chiusa a chiave la porta, iniziammo a fare sul serio. In un baleno ci spogliammo completamente nudi e ci mettemmo sul letto, io in mezzo a loro. Erano molto eccitati, perché avevano ambedue i cazzi duri e dritti ed io li impugnai come una regina con due scettri duri e grossi in mano. Non vedevo l’ora di assaggiare e sentire dentro di me i loro cazzi.

A turno mi baciavano, mi reggevano la testa e mi slinguazzavano in profondità ed io ricambiavo con passione i loro baci proibiti, lerci, leccavo i loro capezzoli, il loro torace mentre li segavo con delicatezza e decisione, ma non ero li per fare loro una semplice sega, volevo ben di più, quello che volevo erano i loro cazzi in bocca e poi nel culo, volevo che mi regalassero una bella sborrata in bocca. Così impaziente di succhiare e senza dire nulla, presi l’iniziativa e mi chinai sull’uomo alla mia sinistra e, impugnato il cazzo alla base, cominciai a leccare la cappella, con la bocca e le labbra umide di saliva la leccavo tutta, ne avvertivo l’odore pungente di maschio eccitato quando la lucidavo, poi lo presi in bocca cercando di ingoiarlo tutto, cominciai il pompino con la sua mano dietro la nuca ad imprigionarmi sul cazzone, mentre l’altro guardava come mi lavoravo di bocca il cazzo dell’amico e mi palpava il culo, fino a che mi ficcò il dito medio nel buco. Mi sfuggì un lamento prolungato di piacere e di dolore quando lo fece, ma mi piaceva, cazzo quanto mi piaceva, soprattutto quando iniziò ad andare avanti e indietro col dito nel mio culo stretto. Sempre mugolando, ad occhi chiusi, andavo su e giù con la bocca su quella nerchia turgida con una voglia allucinante, non ero esperto, ma il pompino mi veniva dall’anima, mi veniva spontaneo, volevo farli godere come porci, lo avevo desiderato tanto e l’occasione di avere ben due maschi insieme a mia disposizione era succulenta e estremamente eccitante. Mi venne voglia di assaporare anche i suoi coglioni, così presi a lapparli e succhiarli, palle dure e pelose, dal sapore di sudore ma maledettamente eccitanti per me e per lui che era in piena estasi. Ma il meglio lo davo, e lo do ancora oggi, sulla cappella, mia vera passione. Starei ore a lucidare cappelloni duri e grossi. E così feci quel pomeriggio sulle loro cappelle! Me le gustai alla grande, le assaporai a lungo con passione e tanta voglia di cazzo.

Prima di andare avanti…

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