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Cappuccetto e la lupa troia
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Racconto12 min di lettura

Cappuccetto e la lupa troia

Su una falsariga della fiaba più famosa, l'autore ri scrive la storia ma con cappuccetto, imbranato ma cazzuto, la nonna lesbica e un giovane puttana di paese.

sesso italiano
2 anni fa · 574 letture · 0

La Lupa intuì la battaglia che si stava svolgendo nella mente di Cappuccetto Rosso e decise di ricorrere subito alla sua arma segreta.

In un istante balzò in piedi sul letto, divaricò un poco le gambe, protrasse il bacino e sollevò completamente la gonna.

Meraviglia!Una visione incantevole si dispiegò davanti agli occhi di Cappuccetto.Una pelliccia folta, riccia e di un nero lucente scendeva dalla sommità del pube fin sotto l’attaccatura delle cosce carnose.Al centro si apriva una larga sorca succosa: le grandi labbra spesse e morbide salivano fino ad abbracciare l’importante clitoride.Più in basso esse si dischiudevano lasciando che le piccole labbra, di poco più scure, facessero capolino.A completare la magnifica visone una gocciolina di umori pendeva dalla fessura rifrangendo la luce del mattino che entrava dalla finestra.

Cappuccetto Rosso non aveva mai visto dal vivo un’altra figa con cui fare un paragone (e anche in foto ne aveva viste molto poche) ma era sicuro che non potesse esistere al mondo qualcosa di più affascinante.

In un secondo perse ogni freno inibitore, si slacciò i pantaloni e avanzò verso la Lupa sventolando il suo pene eretto.

“Oh finalmente, vieni a scoprire cos’é una pompa, piccolo sfigato”. Disse la Lupa prima di infilarsi fra le labbra in un sol boccone il pene del ragazzo.

Un po’ perché per Cappuccetto rosso questa era la prima esperienza, un po’ a causa della bravura e dell’esperienza di quella puttana, ma questo primo pompino durò meno di un minuto.Erano bastati pochi movimenti di quelle labbrone carnose e qualche colpetto con la lingua per far sì che il ragazzo cominciasse ad ansimare svuotandosi nella bocca della donna.

“Già venuto? Sei veramente uno sfigato, eh? Ma devo dire che hai un buon sapore” commentò la Lupa leccandosi le labbra. “Forse però è un po’ troppo insipido, potremmo migliorarlo, non trovi?”. 

Prima che Cappuccetto comprendesse il significato di queste parole la Lupa aveva già arraffato dal cestino di vimini il barattolo del miele, lo aveva aperto e vi aveva immerso il membro del ragazzo, che nel frattempo era tornato sull’attenti.

“Mmh, molto più saporito” constatò la donna sogghignando mentre passava la sua lingua dal fondo dello scroto alla punta della cappella.Questa volta ci volle qualche minuto prima che Cappuccetto esplodesse nuovamente in un intenso orgasmo.

“Ti è piaciuto vero? Ora però basta con i pompini, è giunto il momento di entrare nella mia tana!”. Solo a sentir nominare la figa della Lupa il cazzo di Cappuccetto si rinvigorì.“Forza ragazzo, vieni qui e fammelo sentire” preso il pene fra le mani la Lupa si sdraiò sul letto e lo guidò fin nel folto della foresta.

Non servivano ulteriori indicazioni, l’istinto guidava Cappuccetto nel suo frenetico andirivieni, su e giù per il profondo tunnel.

Non c’era dubbio: stava vivendo la sensazione migliore che la vita gli avesse mai regalato.

“Cappuccino, Cappuccetto, fammi sentire meglio questo cazzetto!” Lo canzonò la troia pizzicandogli le chiappe.A dire il vero quello del ragazzo non era proprio un cazzetto, ma un bel pene dritto, perfettamente nella norma sia in lunghezza che in larghezza.Ciò però non era abbastanza per gli standard di una donna così navigata.

“Cappuccetto, ora ti prendo questo cazzetto, e me lo metto nel culetto!” La Lupa fece tutto da sola prendendo il membro con la mano e direzionandolo verso l’entrata posteriore, anch’essa circondata da una folta peluria.

Le sensazioni provate in questa seconda tana furono così nuove e inebrianti da portare rapidamente Cappuccetto a venire per la terza volta nell’arco di una mezz’ora.

Ma la giovinezza, l’insano potere seducente della Lupa e l’eccitazione accumulata in anni di completa castità gli davano ancora energia.I due continuarono quindi a scopare per altro tempo ancora, cambiando buchi, posizioni, fino al momento in cui Cappuccetto, stremato, le riversò nel profondo solco fra le tette le poche gocce di sperma rimastegli.

La Lupa, invece, pareva ancora piena di energie.

Alzatasi rapidamente raggiunse il cestino abbandonato sul pavimento e sbirciò nella busta con l’offerta destinata al parroco.“Questo sarebbe il mio pagamento vero?” Chiese divertita, mentre infilava i soldi nella propria borsetta. “Ma non basta per tutto ciò che abbiamo fatto stamattina, nemmeno se applico lo sconto per i nuovi clienti, vorrà dire che mi ripagherai in natura, vero Cappuccetto? Dai, vediamo se sei in grado di leccare una figa!”.

Naturalmente quel discorso non aveva un minimo di senso: il ragazzo non le aveva chiesto nessuna prestazione e quindi sapeva di non doverle un centesimo.Tuttavia non si azzardò a contraddirla, ma docilmente le si inginocchiò davanti e cominciò a passare la lingua fra le sue grandi labbra.

Non si può dire che fosse bravo, tuttavia la Lupa sembrava per lo meno apprezzare l’entusiasmo.Un entusiasmo che però, col passare del tempo, cominciava a scemare.La Lupa non pareva intenzionata a fermarsi: dopo aver raggiunto l’orgasmo si era cosparsa la figa col miele rimasto nel barattolo pretendendo un nuovo trattamento.Infine aveva fatto sdraiare Cappuccetto sul letto e si era seduta sulla sua faccia per farsi leccare sia la sorca che il culo.

Il ragazzo era ormai senza un filo di energie: aveva la mente alienata e la lingua dolorante.Proprio nell’istante in cui sentiva che sarebbe crollato, però, udì una voce profonda, di uomo, irrompere nella stanza.

“Lupa! Lupa! Che cazzo stai facendo? Quello che hai sotto al tuo culone è Cappuccetto Rosso? Non vedi che rischi di soffocarlo il quella foresta che ti ritrovi fra le gambe!?”

La voce era quella del cacciatore: un amico della nonna che evidentemente era passato per farle visita.

“Alzati da lì e vieni a prenderti un paio di colpi del mio fucile”.Così dicendo il cacciatore appoggiò la sua arma al muro, si abbassò la cintura ed estrasse dai pantaloni un bel fucile di carne spesso non meno di quello in acciaio.Attirata da un membro così imponente la Lupa si alzò immediatamente dando così a Cappuccetto l’occasione per svignarsela fuori dalla stanza.

Mentre richiudeva la porta dietro di sé, ancora tutto nudo, incontrò la nonna che nel frattempo si era svegliata.

“E così la Lupa ha fatto scopare anche te, eh?” gli chiese divertita “non sai quanto mi ha fatto godere negli ultimi giorni, mi sento ringiovanita”.

Cappuccetto era abbastanza stupito dal sentir parlare così la nonnina: “Ma quindi è vero? Anche tu…”

“Già” rispose candidamente la vecchina. “La Lupa è passata di qui qualche giorno fa e ho pensato di farla entrare per un tè (dopotutto era una vecchia compagna di classe di mia figlia) e poi… Beh puoi immaginare come è andata.Certo che è insaziabile e non sa mai quando fermarsi. Ma ora lasciamo che si sfoghi col cacciatore, mi pare di capire che si stiano proprio divertendo” concluse la nonna ammiccando verso la porta della stanza dalla quale provenivano gemiti intensi.

“Ma nonna, io, io non volevo”.

“Suvvia ragazzo, non è successo niente di male, non vorrai mica fare la fine di mia figlia vero? È sempre stata così refrattaria al sesso che mi domando come abbia fatto a concepirti…”.

Quello della mamma era un’argomento che per un po’ Cappuccetto voleva evitare, quindi cambiò discorso: “Ti avevo anche portato i soldi per fare l’offerta al prete, ma lei se li è intascati”.

“Ah sì? Che sporca baldracca” rispose la nonna, forse un poco indispettita ma non certo allarmata “Vorrà dire che forse, quando don Francesco passerà per la benedizione, troverò un altro modo per ringraziarlo…” soggiunse con un sorriso la nonna, guardando il nipotino assonnato crollare sul divano.

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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.

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