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Erotika
ELENA · Cap. 1
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Capitolo 1 di 1 93 min di lettura

ELENA

AMORE CUCKOLD

Anna Bolerani
11 mesi fa · 1.2k letture · 3

potenza contenuta. Le sue mani, grandi e sicure, le cinsero i fianchi, scivolarono sul ventre ancora liscio con una reverenza mai vista. "Mia," la parola fu un ringhio soffocato, carico di un’emozione grezza. "Tutta mia. E ora... anche sua." Un dito tracciò una linea invisibile sotto l’ombelico.Elena sorrise, un sorriso che illuminò la stanza. "Sì, tuo. Per sempre." Poi, il suo sguardo si fece sfida, una scintilla verde di audacia. "E per celebrare... oggi puoi riavere il mio culo." La dichiarazione cadde netta, senza vergogna, un’offerta e una rivendicazione. Non era la sottomissione di un tempo, ma il dono di una regina al suo signore. "È il tuo premio. Il sigillo su questa vita nuova." Sentì il tremito nelle sue dita, non di paura, ma di eccitazione bruciante. Era diverso. Tutto era diverso, ora. Il potere scorreva nelle sue vene insieme al sangue di Luca e del bambino.Si staccò dalle sue braccia con un movimento fluido. Si voltò, lentamente, deliberatamente, offrendogli la schiena. Le sue dita afferrarono i lembi dell’accappatoio di seta scura che indossava. Con un gesto teatrale, lo fece scivolare dalle spalle. Il tessuto cadde in un fruscio sommesso ai suoi piedi, come un sipario che si aprisse su un palcoscenico sacro. La luce che filtrava dalle imposte accarezzò le curve perfette dei suoi glutei, alti, sodi, levigati dal desiderio e dalla nuova vita che portava dentro. Non c’erano mutandine a nascondere nulla. Solo pelle nuda, offerta. Un’esposizione che era un trionfo. Si inarcò leggermente, accentuando la pienezza, la splendida rotondità che Luca aveva tanto desiderato e dominato. "Prendi il tuo premio, cavaliere," sussurrò, gettando le parole alle sue spalle, la voce un miele roco. "Fatti onore."Luca trattenne il respiro. La vista di quel culo così fieramente esposto, un monumento alla sua vittoria e alla loro unione, gli bruciò le vene. Un ringhio basso gli sfuggì dalle labbra. Non ci fu preambolo, nessuna carezza preparatoria. Le sue mani, grandi e calde, si posarono con possesso brutale sui suoi fianchi, le dita che affondarono nella carne morbida ma tonica. Si piegò leggermente in avanti, il calore del suo corpo che avvolse Elena, il pene già rigido, impaziente, che sfiorò il solco tra le natiche. Un brivido di anticipazione le percorse la schiena. "Sì," sibilò lei, premendo indietro contro di lui, un’offerta attiva. "Prendilo. È tuo. Sempre."Con un movimento fluido e potente, Luca allineò la punta del suo membro alla rosetta stretta, ancora lucida dell’olio che Elena usava ogni sera in segreta attesa di questo momento. Non ci fu esitazione. Un’unica, profonda spinta. Elena gridò, un suono strozzato di stupore e piacere immediato, mentre lui si insinuava dentro, aprendola con una determinazione che era puro dominio. Era una strettoia ardente, un’abbraccio di fuoco che lui sfidò, affondando fino alla radice in un solo, glorioso colpo. La sua presa sui fianchi di lei si fece di ferro, immobilizzandola mentre lei cercava di adattarsi alla pienezza improvvisa, alla sensazione di essere scardinata e riempita in quel luogo così intimo. "Cazzo... quanto mi stai stretta," gemette lui, la voce roca, carica di un’ammirazione feroce. "Il mio premio... perfetto."Cominciò a muoversi. Non con la furia cieca di Paolo, ma con un ritmo potente, misurato, ogni ritiro una promessa, ogni affondo un’affermazione di proprietà. Elena sentiva ogni centimetro scivolare dentro e fuori, una fiamma che si allargava dal culo al basso ventre, fondendosi con il calore del seme mattutino ancora dentro la sua fica. Si inarcò di più, offrendosi, spingendo indietro contro di lui con un desiderio attivo che era una forma di potere. Le sue dita artigliarono il bordo della scrivania, il legno solido sotto le unghie. "Sì... così... riempimi quel buco," ansimò, le parole frammentate dai respiri corti. "Fallo tuo... per sempre." Ogni spinta di Luca sembrava spingerla più vicino al bordo, un’onda di piacere grezzo che saliva dalle profondità dove lui la possedeva.Luca affondò le dita nelle sue anche, tirandola a sé con forza bruta. Il suo respiro era un rantolo caldo contro la sua nuca. "Il tuo culo... è una prigione di velluto," ringhiò, il ritmo che si faceva più veloce, più profondo, ogni colpo un martello che batteva su un’incudine di carne. "E tu... la mia prigioniera... voluta." Elena urlò quando una mano di lui le afferrò una natica, spalancandola, esponendola ancora di più alla sua penetrazione feroce. Sentiva la sua potenza scorrere in lei, un fiume che travolgeva ogni confine. Il piacere esplose senza preavviso, un terremoto che le scosse la colonna, le fece contrarre violentemente il canale anale intorno a lui in una stretta agonizzante e gloriosa. "Luca!" Il suo grido fu un riconoscimento, una resa trionfante.Lui la seguì all’istante. Un ruggito soffocato, poi un’ondata di calore che le inondò le viscere, un torrente di seme che sigillava il suo dominio su quel territorio conquistato. Rimase immobile, profondamente piantato in lei, mentre il suo corpo tremava contro il suo. "Mia," sibilò, le labbra contro la sua spalla. "Tutta mia. Anche qui." Le mani di lui scivolarono dal suo culo al ventre ancora piatto, adagiate con una possessività nuova, quasi reverenziale. "E sua." FINE

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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Commenti 6

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    1. A Mo

      brava

          1. Giovanna Esse

            Brava, apprezziamo il tuo stile e le cover inconfondibili. Grazie per aver scelto erotika. ;)

            1. Anna Bolerani

              grazie, continuerò a farlo se ci sarà interesse

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