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Erotika
SPA – Desideri nudi · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 3 min di lettura

Sporchi. Occhi pieni.

Ultimo giorno nella spa. I corpi sono rilassati, ma le fantasie si intensificano. Incontriamo di nuovo Marco e Sara, e gli sguardi diventano contatto, tensione, preludio. Nessuno si sfiora, ma tutti si desiderano. In sauna, Lucrezia si lascia cavalcare davanti agli occhi di Marco. Nel vapore, si moltiplicano le voglie non dette. Due uomini, due donne, occhi pieni di voglia… e palle sempre più pesanti.

Peccati e Guai
1 anno fa · 358 letture · 1

Dopo una colazione abbondante — fatta di sguardi complici e ricordi ancora caldi tra le gambe — torniamo in camera.

Facciamo i bagagli lentamente, ancora nudi, ancora con addosso l’odore dell’altro.

Ma la giornata non è finita.

L’hotel ci permette di restare fino a sera.

Abbiamo accesso completo alla SPA.

Facciamo il check-out, lasciamo le valigie nel deposito e scendiamo negli spogliatoi.

Mentre ci cambiamo, ci guardiamo negli specchi.

Siamo entrambi carichi. Rilassati. Ma tesi.

È una tensione sensuale, stratificata.

Come se sapessimo che qualcosa può ancora succedere.

«Sarà una lunga giornata», le sussurro all’orecchio.

Lei sorride.

Quel sorriso.

Da puttana elegante.

Che mi fa impazzire.

La mattina scorre lenta e goduriosa.

Piscina, idromassaggi, sauna.

Siamo due animali sazi, ma pronti a un nuovo pasto.

Raggiungiamo il giardino.

C’è il sole. La neve tutt’intorno.

Ma il legno dei lettini è tiepido.

Troviamo un angolo perfetto. Discreto. Ma non troppo.

Lucrezia indossa un tanga minuscolo.

Un filo che si perde tra le chiappe.

Si stende in topless.

I capezzoli duri. Piccoli. Perfetti.

Il suo corpo è un invito alla trasgressione.

Ogni volta che si gira, il cazzo mi si gonfia.

Poi li vediamo.

Marco e Sara.

La coppia della sauna.

Ci scambiamo sorrisi.

Cortesia. Ma anche intenzione.

Sara è spettacolare.

Reggiseno stretto, fianchi larghi, culo da scopata lenta.

Marco ha lo stesso sguardo di ieri: affamato.

Lucrezia li guarda.

Poi fa il gesto.

Si gira su un fianco, il culo leggermente alzato.

Lo sa.

Sa che sta offrendo una vista precisa.

Sara lo nota.

E poco dopo toglie il reggiseno.

Il suo seno è qualcosa da film.

Grosso, naturale, fiero.

Mi sale il sangue.

Il cazzo batte.

Incrocio lo sguardo di Marco.

Non distogliamo.

Ci stiamo leggendo le fantasie addosso.

Stiamo scopando con gli occhi.

Le nostre donne.

Durante il pomeriggio ci ritroviamo più volte.

In piscina. In sauna. In zona relax.

I corpi sono sempre nudi.

Ma adesso c’è qualcosa in più.

Ogni sguardo è più lento.

Ogni movimento è una carezza mentale.

Ogni pausa è un’opportunità.

In una sauna entriamo solo noi due.

Lucrezia si siede.

Io mi appoggio accanto.

Mi guarda.

Mi prende il cazzo in mano.

Lo accarezza.

Lo fa crescere.

Poi sale sopra.

Fradicia.

Calda.

Si infila lentamente.

Senza parole.

Senza scenate.

«Ti piacciono le sue tettone?»

«Da impazzire.»

«L’ho vista guardare la mia figa…»

«Forse la vuole leccare.»

«Forse io voglio che lo faccia.»

Le mani sulle mie cosce.

Si muove lenta.

Mi guarda.

«Hai visto come Marco mi guardava?»

«Sì. Vuole scoparti.»

«E io voglio farlo arrapare.»

«Sei una troia.»

«La tua troia.»

Il caldo è opprimente.

Il sudore ci appiccica.

Il mio cazzo pulsa dentro di lei.

Ma dobbiamo fermarci.

O sveniamo.

Usciamo dalla sauna sudati e nudi.

I corpi visibilmente tesi.

Una doccia gelida ci riporta a terra.

Ma solo per un attimo.

La giornata va avanti.

Tra sauna, piscina, tè caldi, silenzi densi.

Quando il sole cala, ci avviamo agli spogliatoi.

Lucrezia mi bacia.

«Mi ci vorrà un po’. Mi lavo i capelli.»

Mi spoglio.

Apro l’armadietto.

Ancora mezzo duro.

Ancora pieno di lei.

E proprio in quel momento, entra Marco.

Ci salutiamo.

Occhi negli occhi.

Andiamo sotto la doccia.

Senza dire nulla.

I nostri cazzi si gonfiano.

Lentamente.

Nel vapore.

Ci guardiamo.

Complici.

Come due maschi con un segreto.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Peccati e Guai

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