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Erotika
la cuoca · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 11 min di lettura

La cuoca.  Una proposta unica!    

Buongiorno, Claudio! Come sta la tua signora? Spero che stia bene, perché è proprio brava a far il sugo con il cinghiale, ma quello con le nostre salsicce è stato davvero unico!

pennabianca
1 anno fa · 436 letture · 1

Il giorno dopo, quando entro in officina, mi aspetto di tutto: commenti offensivi, insulti o, quanto meno, esser deriso dagli amici di Pino o da lui stesso che, invece, mi saluta cordialmente, senza far nessun riferimento a quanto successo. Dopo circa un'ora, arrivano gli altri cinque amici di Pino e solo Antonio fa una battuta che fa ridere un po' tutti gli altri, mentre, intimamente, ricevo una grande soddisfazione.

«Buongiorno, Claudio! Come sta la tua signora? Spero che stia bene, perché è proprio brava a far il sugo con il cinghiale, ma quello con le nostre salsicce è stato davvero unico!»

Tutti ridono per il doppio senso della battuta, poi si chiudono insieme a Pino nel suo ufficio, dove restano parlare per diverso tempo. Improvvisamente Pino mi chiama e mi invita ad entrare nel suo ufficio. Appena dentro vedo gli sguardi di tutti e sei posarsi su di me, nel più assoluto silenzio, rotto dalle sole parole di Pino.

«Abbiamo deciso di non condividere con nessuno degli altri membri del circolo la proposta di tua moglie. Vogliamo esser solo noi quattro gli unici a far delle offerte tese a sverginare il culo tua moglie. Quindi abbiamo deciso di non aspettare giovedì prossimo, ma di farlo domani sera a casa tua, se siete d'accordo.»

Li guardo in silenzio, mentre dentro di me sto realizzando che, ben presto, uno di loro sfonderà il culo vergine di mia moglie e questo mi sconvolge e mi eccita allo stesso tempo. Prendo il telefono e chiamo mia moglie, gli comunico quello che hanno deciso, sotto il loro sguardo ed essi, nel più assoluto silenzio, aspettano la sua decisione. Lei rimane per un lungo istante in silenzio, poi mi prega di mettere in viva voce per comunicare la sua decisione.

«Va bene, sono d'accordo, lo facciamo domani sera, dopo le ventuno a casa nostra, ma sia ben chiaro che il mio culo lo avrà solo chi farà l'offerta più alta e, se le vostre offerte non saranno generose, non ci sarà niente per nessuno.»

Loro si scambiano un'occhiata; son tutti in silenzio, mentre io me ne vado. Poco dopo li vedo uscire e se ne vanno, mentre Pino si avvicina alla vettura dove sto lavorando e mi aiuta nella riparazione, senza nulla aggiungere. La sera, a letto, Manuela si stringe a me, mi dà un bacio, poi la sua voce calda e sensuale, mi fa subito eccitare.

«Questa mattina sono stato dalla mia ginecologa; dopo una breve visita ed un prelievo di sangue, ho deciso di prendere la pillola anticoncezionale, poi son passata in farmacia e mi son fatta dare una crema particolare da spalmare sul mio buchetto, per non sentir troppo dolore. Adesso voglio che tu faccia una cosa per me: metterai un po' di questa crema sul mio culo, poi, lentamente, infili il tuo dentro, così almeno, saprò cosa mi aspetta, domani sera.»

La guardò sempre più sbalordito; questa donna mi riserva ogni giorno incredibili novità. Non mi ero mai soffermato a valutare questo aspetto del suo carattere, l'ho sempre considerato una donna mite e tranquilla, mentre ora scopro che, al contrario, è determinata, risoluta nelle sue scelte e in tutto quello che fa.

«Ma se io adesso ti inculo, domani sera qualcuno se ne accorgerà?»

Lei sorride in maniera ironica, poi allunga la mano sul comodino e mi passa il flacone della crema Luan: ne applico un po' sul suo fiorellino anale. Quando infilo un dito dentro, per un attimo si irrigidisce, poi si rilassa e, dopo averla ben lubrificata, ne metto ancora un po' sulla punta del mio cazzo, che è talmente duro da farmi quasi male. Lei si inginocchia sul letto con il viso appoggiato al materasso ed il culo in aria, con le mani apre le chiappe, per farmi entrare meglio. Incomincio a spingere il cazzo dentro di lei che, per un attimo, si irrigidisce ancora, cerca di sottrarsi, ma poi fa un profondo respiro e mi incita ad entrare di colpo dentro di lei.

«Spingilo tutto dentro, dai, con un colpo solo, secco e deciso. Son convinta che chiunque dei quattro vincerà, non avrà nessun riguardo nei miei confronti, quindi sfondami il culo, in maniera decisa e dura.»

La afferro per i fianchi, con una spinta secca entro tutto dentro di lei, che inarca la schiena, serra le chiappe e geme di dolore.

«Ahhi! Accidenti, quanto fa male! E pensare che il tuo non è neanche troppo grosso!»

Resto per un istante immobile, poi le pompo il culo, lei cerca di rilassarsi, ma sono così eccitato che dopo poco le scarico dentro tutta la mia sborra. Quando lei sente che le sto riempiendo il culo, si rilassa e poi si sfila da me, scende dal letto e corre in bagno. Poco dopo ritorna, con in mano la confezione della crema che usa per le mani arrossate e mi prega di metterne un po' sul suo buchetto indolenzito. Quando si gira, guardo la crema ed il buco del culo che, a parte di un leggero arrossamento, non presenta alcun segno di altro. Mi distendo accanto a lei ed ho il cazzo ancora duro, eccitato e orgoglioso del fatto che mia moglie, in qualche modo, mi ha permesso di esser il primo a romperle il culo. Lei mi dà un bacio e mi accarezza, la sua mano afferra il mio cazzo duro, mi sorride, si abbassa un po' e lo prende in bocca, lecca e succhia per poi salire su di me e infilarselo tutto dentro la fica, calda e umida. Mi cavalca con gli occhi semichiusi, a testa all'indietro e viene gemendo quasi subito.

«Sì, ancora, dai! Sto godendo! Godo, vengo!»

Viene rapidamente e questo mi stupisce perché, per il passato, con me non aveva mai goduto così tanto; sollevo le mani e le afferro i seni, poi la tiro verso di me e la bacio con passione. Il suo corpo trema ancora per il piacere, mentre io sono così eccitato da tutte queste novità che, ben presto, le scarico dentro il mio piacere. Distesi l'uno accanto all'altro per un lungo istante, restiamo in silenzio, poi sono io che le chiedo spiegazioni.

«Non ti ho mai sentita godere così velocemente, quindi penso che tu abbia goduto più per il ricordo di quello che hai provato con quei tre, che per il fatto che stavi scopando con il mio cazzo. Non te ne faccio una colpa, voglio che tu mi dica esattamente tutto quello che hai provato e, soprattutto, chi dei tre ti ha fatto veramente impazzire.»

Fa un profondo respiro, la sua voce ha un tono alquanto apprensivo, quasi impaurito.

«Sì, è vero, mentre scopavo con te, ho chiuso gli occhi ed ho pensato al cazzo di Pino che, dei tre, è quello che mi ha fatto impazzire di più. Mi rendo conto che, ai tuoi occhi, sono una gran troia, perché mentre scopa con il marito pensa ad un altro che le ha sfondato la fica. Mi dispiace, ma non ci posso far niente; sentire quella mazza che mi sfondava tutta, mi ha eccitato e fatto godere moltissimo. Poi c'è un'altra cosa che ti voglio dire, perché è giusto che, a questo punto, tu ne sia al corrente, perché in fondo ti devo una spiegazione. In passato mi sono sempre rifiutata di farti pompini, perché una volta, quando aiutavo mia madre al ristorante, il vecchio proprietario, dentro la dispensa, mi ha costretto a succhiargli il cazzo. Era grosso e non molto pulito, puzzava di piscio, ne ero proprio schifata, ma lui mi ha costretto a tenerlo in bocca e succhiarlo con forza, per poi riempire la mia bocca con la sua sborrata copiosa, che ho dovuto ingoiare fino all'ultima goccia. Quell'esperienza tremendamente disgustosa, mi ha fatto rinunciare per tanto tempo al piacere di succhiarti il cazzo, ma l'altra sera, in preda al piacere che stavo provando, senza quasi rendermene conto, ho goduto moltissimo nel sentire in bocca i loro cazzi ancora bagnati del mio piacere e delle loro sborrate. Mi rendo conto che quella malaugurata esperienza ha fatto sì che ci privassimo, per tanto tempo, di questo piacere e, soprattutto ora, che ha scoperto quanto piace anche a me, difficilmente ne posso fare più a meno.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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