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Erotika
Se lui bacia lui. · Cap. 9
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Capitolo 9 di 1216 min di lettura

Una serata diversa.

«Che ne dici se ci tiriamo una bella sega, ora qui?»

pennabianca
1 anno fa · 333 letture · 0

«Che cazzo fai, mi resisti? Guarda che anche a me piace la sborra: schizzami in bocca!»

Detto questo, gli ho scaricato tutto il succo delle mie gonfie palle dentro la gola. Lui ha succhiato tutto, poi ha cominciato a lubrificarmi il buchetto e mi ha sollevato i talloni fin sopra le spalle. Poi, con decisione, ma delicatamente, mi ha sfondato il culo, piantandomi dentro il suo nodoso palo. Dopo avermi infilato tutto il cazzo dentro, è rimasto un momento immobile, per farmi abituare. Dopo un momento di dolore ho cominciato a trovare la cosa veramente eccitante e bella. Ha cominciato a pomparmi, prima piano, poi sempre più velocemente: ero stordito dal piacere che provavo. Ad un tratto, mi ha afferrato e ci siamo distesi di lato; lui continuava a sfondarmi il culo, ma ora, afferrato il mio cazzo durissimo, ha cominciato a masturbarmi con lo stesso ritmo con cui m’inculava. Quando son giunto al culmine ed ho schizzato tutta la mia sborra, lui mi ha inondato il culo. Da quel giorno, son diventato la sua troia. Mi scopava con gusto reciproco, in ogni posto ed ogni occasione. La cosa incredibile è che, oltre a questo, aveva anche un meraviglioso giro di troie, che lui si sbatteva, fino allo sfinimento. Molte volte mi ha reso partecipe di queste scopate. Spesso le prendevamo in doppia, facendole morire di piacere. Fra tutte, la più vacca era la moglie di un generale. Una quarantenne mai sazia con lui un tipo unico. Per avere un’erezione, lo zio lo inculava, mentre io inculavo lei, che prendeva in bocca il piccolo cazzo del marito. Lo faceva sborrare quasi subito e poi lui se ne andava, lasciandoci soli con lei a sfondarla in ogni buco, riempendola di sborra dappertutto. Siamo andati avanti così, per tutto il servizio militare. Poi son tornato e mi sono sposato con mia moglie, con cui ero già fidanzato. Circa tre anni dopo, un giorno, al mare in spiaggia, abbiamo visto due ragazzine straniere che si baciavano e toccavano. Ho chiesto a mia moglie se le fosse piaciuto fare una simile esperienza e la sua risposta mi ha sorpreso.

«Chi ti dice che non l’abbia già fatta?»

Mi ha raccontato che con la sua migliore amica, fin dalle medie, aveva scoperto il piacere di leccarsi a vicenda. Ogni tanto ripetevano la cosa senza crearsi alcun problema. Una volta le ho pure viste, solo mia moglie si è accorta che le spiavo e mi ha offerto uno spettacolo davvero incredibile. Lo scorso anno, poi, abbiamo conosciuto una coppia, entrambi bisex ed è stato molto bello giocare con loro. Insomma fra noi non ci son segreti, né problemi: quando lei vuol restare sola con la sua amica, mi do da fare perché possa godersi il momento, poi lei mi racconta tutto ed io la scopo, facendola godere tantissimo.»

Nella mia mente c’era un turbine di pensieri, ma, presi dalla stanchezza, ci siamo addormentati. Al mattino, una calda bocca mi ha svegliato. Era lui che mi succhiava, sono andato in estasi e mi ha fatto sborrare nella sua bocca.

«Resta a letto, che ti porto la colazione.»

Dopo quel rito, siamo andati al lavoro. A pranzo insieme, a sera due pizze per cena e, poi, a letto insieme; tanto sesso, fino a crollare esausti ed addormentarci. Il mattino dopo, ci ha visto di nuovo abbracciati.

«Oggi è venerdì, quando smonti dal lavoro, parti per il mare a trovare la tua famiglia?»

I suoi occhi erano lo specchio di un viso triste e malinconico.

«No, quando finirò di lavorare, non mi metto in auto; da loro ci andrò domani mattina.»

A quelle parole è scattato in piedi come una molla.

«Allora abbiamo ancora una sera; questo significa che resteremo insieme anche a cena; quindi sarai ancora qui da me, puntuale alle otto?»

Alle otto, puntuale, mi presento da lui; mi apre, vedo la tavola imbandita, due candele accese e una musica di sottofondo creano un’atmosfera decisamente intima.

«Questa sera voglio esser io la tua donna. La tua vacca che tu, meraviglioso toro, dovrai montare fino a sfinirmi; se vuoi sarò la tua troia, schiava, puttana o quello che tu vorrai.»

A quelle parole l’ho abbracciato e baciato con passione.

«Per adesso, ceniamo.»

La cena fu deliziosa. Finito di mangiare, mi ha preso per mano ed abbiamo cominciato a ballare, ma ero troppo eccitato, perciò l’ho condotto in camera, sul letto. Si è inginocchiato davanti a me e la sua bocca ha ingoiato tutto il mio palo durissimo, l’ha leccato, poi, appoggiatosi al letto, mi ha detto:

«Prendimi, ti voglio dentro.»

Ho girato lo sguardo alla ricerca del gel lubrificante: l‘ha intuito,

«No, è sufficiente la mia saliva; ti voglio dentro duro, fammi male. Voglio sentire il tuo cazzo sfondarmi, da maschio forte e virile, spaccami, voglio avere il culo indolenzito per tutti i giorni che non ti vedrò; dai, mio meraviglioso torello: sfonda la tua vacca!»

A quelle parole si è girato, io ho appoggiato la punta sul suo palpitante fiore, poi, con un solo colpo, gli sono entrato tutto dentro.

«…hhhhhhhaaaaaaiiiii …Sì …spaccami e riempimi il culo! Sei meraviglioso…sì, sfondami …sono la tua vacca! …sì ... TORO! Che toro! …sei MERAVIGLIOSO!»

Ho cominciato a pompare, dando dei colpi possenti. Ero in preda ad una frenesia tremenda, l’ho pompato a lungo, poi ho schizzato insieme a lui, che si masturbava mentre l’inculavo. Sfiniti, siamo caduti sul letto. Subito ha preso il mio cazzo in bocca, mentre, allungata la mano, mi ha offerto da leccare la sua sborra. Succhiavo le sue dita, mentre il mio cazzo restava durissimo; mi ha disteso supino e si è impalato su di me.

«Sei meraviglioso! Mi scopi … mi fai impazzire… godo … così, continua!»

Ha preso a fare un su e giù pazzesco. Contemporaneamente si segava velocemente e, alla fine, siamo venuti di nuovo insieme. Ha schizzato la sua sborra sul mio corpo, poi si è sfilato e si è messo a leccarla. La raccoglieva per poi portarla alla mia bocca. Ci siamo baciati appassionatamente; sfiniti, appagati ed abbracciati, siamo stati preda del sonno. All’alba eravamo ancora abbracciati.

«Va a far la doccia, che ti preparo la colazione.»

La sua voce era pacata, serena. Appena pronto, son entrato in cucina; una trasparente vestaglia copriva il suo corpo. L’ho abbracciata da dietro, le mie labbra sul collo. Ho chiesto con un filo di voce.

«Adesso, noi?»

Si gira e, con voce sempre calma, dolce, mi bacia e abbraccia.

«Adesso noi rientriamo nelle nostre vite coniugali. Cercheremo di allargare l’amicizia anche fra le nostre donne e, se fra loro, scatterà la scintilla, bene, altrimenti io e te troveremo sempre il modo di passare dei momenti assieme, senza problemi. Ciò che è sorto fra noi, nessuno lo potrà mai cancellare, tranne che noi stessi.»

Sto guidando. Rivedo mentalmente tutte le cose che hanno cambiato la mia vita in questi tre giorni. Ho la consapevolezza che ciò che ha detto Tony sia giusto; se dovesse scattare la scintilla fra le donne, sarà qualcosa di stupendo, ma questa è già un’altra storia. Per ora, non mi resta che schiacciare il pedale dell'acceleratore:

"Mare, sto arrivando".

 

 

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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