Vai al contenuto
Erotika
Se lui bacia lui. · Cap. 10
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 10 di 12 18 min di lettura

Un senso di inquietudine

Avverto nell'intimo uno strano senso di inquietudine e di insoddisfazione, che mi hanno spinto a mettermi in viaggio, nonostante questo tempo perfettamente in linea con la metà di novembre.

pennabianca
1 anno fa · 371 letture · 0

Piove. Ne viene giù così tanta che sembra un diluvio, talmente forte che ha creato un incidente sull’autostrada, bloccandola completamente e, di conseguenza, tutto il traffico si è riversato nella superstrada, che ora è ferma e immobile, con code interminabili di macchine. Ho appena avuto il tempo di svincolarmi e di prendere questa vecchia statale, che conosco abbastanza bene, e anche se mi farà fare un giro più lungo, mi riporterà a casa. Sì, questa sera voglio tornare a casa mia e, anche se arriverò tardi, non ha nessuna importanza. Avverto nell'intimo uno strano senso di inquietudine e di insoddisfazione, che mi hanno spinto a mettermi in viaggio, nonostante questo tempo perfettamente in linea con la metà di novembre. Mi chiamo Mario, quarantacinque anni, da ventisei faccio il rappresentante di pneumatici; avevo diciannove anni quando misi incinta Luisa, quella che poi è diventata mia moglie. Mio suocero, che allora aveva una piccola officina con annesso magazzino, mi volle affidare il lavoro di rappresentante, per dimostrare che ero in grado di mantenere la mia famiglia. Dopo cinque anni, abbiamo avuto uno sviluppo enorme, al punto tale che abbiamo acquistato un capannone molto più grande e, oggi, la nostra attività, che non ha conosciuto crisi o cali di produzione, è tra le più importanti realtà in questo settore. Mia moglie, oggi, ha preso il posto del padre deceduto qualche anno fa e dirige tutta la sezione amministrativa, insieme a nostra figlia, mentre io continuo a girare nel centro Italia come rappresentante. In verità lei vorrebbe che mi fermassi, chiudermi in un ufficio e delegare il mio lavoro a qualcun altro. Dentro di me ancora non mi sento pronto a lasciare l'attività, che, comunque, mi permette di girare, di esser libero di gestire il mio tempo come voglio e, soprattutto, di godere dei piaceri che essa mi regala. Sì, perché, essendo un tipo abbastanza alto, capelli neri ricci, occhi azzurri e labbra sensuali, con un fisico asciutto e ben messo, mi sono creato, nelle varie zone dove presto il mio lavoro, un giro di amicizie femminili non indifferente, e con esse, quando non rientro a casa, passo notti di sesso sfrenato. In particolare ne ho quattro/cinque che possono definirsi scopamiche. Sono donne sposate o fidanzate, che non vogliono aver legami, ma che, di tanto in tanto, in media ogni 15/20 giorni, amano passare una notte trasgressiva con me, cui regalo momenti di puro sesso, senza alcuna complicazione sentimentale. Questa mattina ne ho incontrata una, la più recente che ho avuto il piacere di avere nel mio letto. Una giovane ragazza di vent’anni che, dopo aver fatto sesso con me un'intera notte, durante la quale mi ha regalato anche la sua verginità anale, è diventata ben presto una troietta di prima categoria. Nonostante sia fidanzata con il figlio del titolare, che, secondo me, si è già avviato verso la totale sottomissione alla fidanzata, la quale sperava che avremmo trascorso ancora la serata insieme. Ho inventato una scusa, dicendo che saremmo stati insieme la prossima volta, ma per questa sera dovevo tornare, perché avevo un impegno. Ho rifiutato anche l’invito di un’altra, sicuramente fra tutte la più scatenata delle puttane, perché dentro di me, da qualche tempo, ho questo strano senso d’inquietudine, che mi genera un senso d’insoddisfazione, come se mi mancasse qualcosa dentro. Come se tutto quello che ho e, soprattutto, questo giocare con le femmine avesse perso di interesse, quasi fosse diventata una consuetudine, che, seppur molto bella, alla fine è diventata quasi ripetitiva. Dentro di me averto forte il desiderio di staccare, di scordarmi le sensazioni per poter ritornare a viverne altre ancora più belle. Piove, mi sembra che gli scrosci siano aumentati di intensità, io rallento perché i fari del mio Cayenne fanno fatica ad illuminare la strada, poi, ad un tratto, quando esco da una curva, illuminano una scena irreale. Un’auto uscita fuori strada, finendo contro un albero e dal finestrino lato guida, un uomo agita le braccia per richiamare la mia attenzione. Mi fermo, con i fari illumino la scena, prendo un piccolo ombrello che ho e, uscito fuori e vado verso di lui. Immediatamente, appena fuori, mi ritrovo completamente bagnato e, quando mi avvicino, l’uomo mi dice che ha la portiera bloccata e che non riesce ad aprirla. Appoggio l’ombrello alla spalla tenendolo fermo con la guancia, mentre con entrambe le mani mi aggrappo alla portiera, così che l’azione combinata, io che tiro e lui che spinge, la fa aprire di colpo. Appena aperta una raffica di vento mi porta via l’ombrello, mentre osservo l’uomo alto e imponente che sta uscendo, seguito da uno un po’ più basso e più giovane. Ci guardiamo un attimo e io gli indico la mia vettura, dove di corsa ci andiamo a rifugiare. «Grazie, ci hai salvati da una brutta situazione, l’auto era uscita di strada e non riuscivamo ad aprire le portiere. Inoltre il cellulare, in questa zona, non ha campo; grazie ancora, io mi chiamo Claudio e lui è Luca: se ci dai uno strappo fino a casa, che dista solo pochi km, te ne saremo immensamente grati.» Mi avvio nella direzione indicata e, dopo pochi minuti, parcheggio la mia auto sotto un porticato di una piccola casa colonica, perfettamente ristrutturata. In un attimo siamo all’interno, tutti e tre infreddoliti.

Quell'interno è molto ospitale e gradevole. Siamo appena entrati in un ampio salone con un immenso focolare, che Claudio sta già provvedendo ad accendere, mentre Luca mi dice di seguirlo in un piccolo corridoio che dà accesso ad una camera matrimoniale. «Spogliati ed entra nel bagno, fatti una doccia calda, altrimenti ti prendi un malanno, mentre io vado a prendere un accappatoio pulito; noi faremo la doccia nell’altro bagno.» Mi tolgo rapidamente i miei vestiti inzuppati e, in un attimo, mi infilo sotto la doccia calda, che mi rigenera, mi riscalda e, quando esco, trovo sul letto un accappatoio non molto lungo che mi arriva appena sopra il ginocchio. Raggiungo di nuovo il salone dove trovo Luca che indossa un accappatoio come il mio e sta ancora ravvivando il fuoco, già bello e scoppiettante. Mi indica una poltrona immensa posta a semicerchio davanti al focolare, quando sento la voce di Claudio, dietro le spalle, che mi chiede se ho cenato. Alla mia risposta negativa mi dicono che, nemmeno loro hanno mangiato e, se per me va bene, potremo consumare qualcosa di rapido e veloce: del pane, formaggio, salame e vino. Accetto volentieri e, in un attimo, siamo seduti ad un tavolo rotondo allegramente. «Forse avrai notato che noi due siamo una coppia di fatto. Ci siamo conosciuti qualche anno fa e, dopo un po’ che facevamo sesso tra noi, ci siamo resi conto che ci piaceva star insieme. Siamo entrambi attivi e passivi, anche se a Luca piace di più il ruolo attivo e spero che tu non abbia nulla in contrario a trovarti in questa situazione qui con noi.» Mentre Claudio parla, Luca resta in silenzio, quasi in attesa della mia risposta. Li guardo, sorrido e gli dico chiaramente che per me non vi è alcun motivo per censurare il loro rapporto, anzi ne ho piacere e, nello stesso tempo, ne sono un po' incuriosito, in quanto non ho nessuna esperienza su quel tipo di sessualità. Tutti i miei contatti con persone del mio stesso sesso, si limitano al fatto che una delle mie amanti, la più anziana, la più troia, ha sottomesso il marito al punto tale che lui aspetta che io la penetri, la sfondi e la inondi in tutti i buchi di caldo seme, per poi obbligarlo a leccarla, dopo aver ripulito per bene il mio uccello. La situazione in cui mi trovo ora non può che suscitare un certo interesse e curiosità. Dopo qualche attimo, la situazione si fa ancora più allegra e divertente, resa ancor più vivace e gioviale dopo aver scolato una bottiglia di rosso veramente buono.

Mi raccontano che, in tutti questi anni, in specie negli ultimi due, si son divertiti ad allargare il loro rapporto, permettendo ad altre persone di partecipare alle loro serate di sesso. Mi dicono di uomini sposati che amano provare il brivido della bisessualità, sono mossi dalla curiosità o forse dalla monotonia di un rapporto etero che ormai aveva esaurito ogni aspetto erotico ed intrigante, mentre in questa nuova realtà per essi è come vivere una seconda vita sessuale. Rifletto su quelle parole che dice Luca e, dentro di me, mi rendo conto che ha perfettamente ragione. Così, in questo preciso momento, riesco a spiegarmi quel senso d’inquietudine che stavo vivendo da un po’ di tempo; quella non completa soddisfazione nei confronti delle mie amanti, che, seppur troie scatenate, alla fine portano sempre a vivere le stesse emozioni che, ripetute nel tempo, perdono di gusto e del loro sapore di proibito. Sono ancora immerso nei miei pensieri, quando, improvvisamente, viene a mancare l’energia elettrica e tutto l’ambiente piomba nel buio, illuminato solo dalle fiamme del focolare. Ci guardiamo un attimo negli occhi tutti e tre e nessuno di noi ha più voglia di mangiare. Luca mi chiede se voglio assaggiare una grappa speciale, che fa un suo amico, un vero intenditore e, alla mia risposta affermativa, prende da una vetrinetta una bottiglia con tre bicchieri e ce ne offre una dose ciascuno, mentre ci invita a sedersi sull’immenso divano posto davanti al focolare. Assaporo il liquore, lo sento scendere dentro di me. Mi genera calore mentre osservo loro due seduti uno, alla mia destra e l'altro alla mia sinistra, che mi guardano in silenzio, quasi ad aspettare da me un gesto, un segnale o una parola che possa in qualche modo movimentare la serata. Con un sorso svuoto il mio bicchiere di grappa, mi alzo e l’appoggio sul tavolo. Contemporaneamente con la mano sinistra sciolgo la cintura che tiene chiuso il mio accappatoio e, quando mi siedo, ho già preso la mia decisione. Questa sera voglio vivere un’esperienza completamente diversa, voglio provare una nuova emozione che forse è la risposta a tante delle domande che mi son posto in tutti questi anni. Sì, voglio provare qualcosa di veramente nuovo, unico, che non ho mai provato in vita mia. Nel sedermi, il mio accappatoio si è aperto mettendo in evidenza il mio uccello non ancora eretto. Si guardano negli occhi, ma nessuno dei due osa fare un gesto, è ovvio che devo esser io il primo a dar il via al gioco. Faccio un profondo respiro e, contemporaneamente, sposto la mano destra sul ginocchio di Claudio, mentre, contemporaneamente, accarezzo la gamba di Luca. È il segnale che stavano aspettando. Le mani di Claudio mi aprono l’accappatoio e accarezzano il petto, per poi scender giù, fino a raggiungere il mio uccello, che ora sta alzando la testa, mostrando la sua fierezza. Luca mi accarezzava la testa, mette una mano dietro la nuca e mi attira verso di sé. Un attimo dopo le sue labbra si incollano sulle mie e, dopo un attimo di stupore, permetto alla sua lingua che preme sulle mie labbra di entrare nella mia bocca e di intrecciare con la mia, un gioco erotico di contatti, che ci portano entrambi ad assaporare un bacio caldo e sensuale. Mi piace. Non mi era mai capitato di baciare un uomo e questo mi rende ancor più eccitato; se ne rende ben conto Claudio che, dopo avermi succhiato un capezzolo, procurandomi un intenso piacere, si è abbassato e senza un attimo di esitazione si è infilato completamente tutto il mio uccello in bocca. È sconvolgente, sentire un uomo che te lo succhia. È completamente diverso da come lo fa una donna. La donna, per quanto possa esser brava, ripete gesti e movimenti capaci di darti il piacere. Un uomo è diverso. I suoi gesti, il movimento delle labbra e/o della lingua, non sono finalizzati a darti il piacere, ma a farti vivere il piacere. Egli sa esattamente che i suoi movimenti ti faranno provare un piacere che lui conosce benissimo. Lo conosce, ne è consapevole e, nello stesso tempo, lo provoca, mentre una donna non l'ha mai provato! Questa è fondamentalmente la differenza fra una donna che ti succhia l’uccello e un uomo che te lo prende tutto in bocca. Resto immobile, quasi passivo. Mi gusto il piacere che sto provando con questo nuovo contatto; soprattutto mi eccita il bacio passionale, unito al piacere di sentire la bocca di Claudio sul mio uccello. Un lungo gemito esce dalla mia bocca, poi, ad un tratto, allungo nuovamente le mani ed afferro i loro sessi, già ben tesi e duri, ed inizio a masturbarli lentamente. Mi giro e prendo quello di Luca in bocca. Lo ingoio, non so cosa fare. Generalmente sono le mie troie che me lo fanno e, infatti, ripesco nella mia memoria le cose che loro fanno a me e prendo a far lo stesso. Lecco, succhio e gioco con la lingua lungo l’asta, facendola penetrare fin in gola. Un intenso gemito esce dalla sua bocca, indice di gradimento. Poi ho deciso che voglio provare ancora una cosa che desidero da tempo. Li guardo, gli chiedo di mettersi entrambi in piedi davanti a me. Lentamente mi inginocchio fra loro, prendo i loro cazzi con entrambe le mani e li porto alla bocca. Sì, desideravo da tempo capire cosa si prova a succhiarne due. Sconvolgente! Io che non avevo mai succhiato un cazzo, ora me ne ritrovo due di ottime dimensioni in bocca. Roba da non credere, eppure lo sto facendo. Sentire i loro gemiti di piacere, accresce la mia autostima e mi impone di succhiare e leccare con ancor più vigore.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 11

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista