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Erotika
Desiderio animale · Cap. 7
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Capitolo 7 di 12 12 min di lettura

Un cane come amico.

Patrizia da quanto tempo godi del piacere che da Toby?

pennabianca
1 anno fa · 615 letture · 0

Mi chiamo Laura, ho ventotto anni e lavoro come impiegata alla nella sezione amministrativa di un grande ospedale. Ho da tempo tagliato il mio legame con un fidanzato che mi cercava solo una volta alla settimana per scopare. Sono una ragazza normale, fisicamente ho le curve morbide, ma non grassa. Ho un bel culo e una terza abbondante di seno, ma per il resto sono una che se non la guardi di proposito quando passa non ti fa sbagliare strada. Lo scorso anno ho avuto in casa Toby il cane della mia amica Patrizia che si doveva operare e per tre settimane lei ha avuto problemi a gestirlo e quindi mi ha pregato di occuparmene. Non avevo mai avuto un cane e in principio ho avuto qualche difficoltà ad intendermi con lui. Ero confusa dal fatto che quando uno splendido animale, rifiuta la compagnia della sua specie per rivolgere l’attenzione a me e solo a me è chiaro che ho avuto dei sospetti. Per capirlo ho dovuto osservarlo davvero bene. Poi ho capito cosa voleva. Voleva scopare. La mia amica evidentemente se lo scopava tutti i giorni e lui era diventato dipendente dal fatto che una femmina al giorno era di suo diritto. Sembra impossibile, ma anche i cani finiscono per stupire per quanto riguarda i sentimenti, le attenzioni che ti riservano quando sei diventata la loro cagna. Toby voleva quello che riteneva giusto. Mi sentivo in forte imbarazzo, non potevo certo dire alla mia amica che avevo capito che si scopava il suo cane. Era solo il terzo giorno che stava con me vedendolo inquieto gli ho messo il collare per portarlo a fare una passeggiata nel parco vicino a casa mia. Pensavo che una bella corsetta gli avrebbe calmato i suoi bollenti spiriti e scacciato i strani pensieri che stavano affollando la mia mente. Toby però sembrava quasi infastidito dal fatto che eravamo usciti. Per fargli fare appena qualche centinaio di metri ho quasi dovuto trascinarlo. Alla fine sconsolata mi sono seduta su di una panchina e lui si è accucciato ai miei piedi e mi guardava con occhi davvero languidi. Dopo un po’ che eravamo lì si è messa seduta vicino a me una signora con un passeggino con dento una bimba che dormiva. Assieme a lei vi era uno splendido dalmata. Ha sorriso e poi ha fatto accucciare il suo cane che ha quasi ignorato il mio. Credevo che la vicinanza di un altro cane lo avrebbe in qualche modo smosso, ma lui era immobile quasi apatico.

«Buon giorno, signorina, che bel cane.»

Le ho sorriso.

«Buon giorno anche a lei. Grazie, ma non è mio, lo tengo per una amica che si è operata e non lo può gestire. Anche il suo è molto bello e mansueto. Il mio fatico a farlo giocare, è così apatico e svogliato. Potrei azzardare l’ipotesi che si è infastidito perché l’ho portato fuori.»

Lei mi ha dato una occhiata quasi stupita.

«Gli animali vanno soggetti ad alti e bassi come noi. A volte sono vivaci, altre mosci e, dipende da come si sentono amati.»

Dopo aver detto questo la signora si è abbassata per dare uno sguardo alla bimba che dormiva. Immediatamente il suo cane le ha dato una veloce lappata sul pantalone proprio in mezzo al solco del culo. Leccava in modo inequivocabile e la signora è arrossita tutta. Ha allontanato con difficoltà il cane che manifestava segni di nervosismo. Cercò di giustificarlo.

«Dik che ti prende? Vuoi lasciarmi in pace o ti riporto a casa?»

Cercai di alleggerire la situazione.

«Signora, non si preoccupi, i cani talvolta hanno di questi segni di tenerezza.»

Lei parve intendere il significato delle mie parole e per un attimo mi guardò stupita.

«Ma cosa dice?»

Io ho rincarato la dose.

«Lo so bene, da quando ho lui ogni mattina, quando esco dalla mia stanza, lo trovo in attesa di una carezza, di un complimento.»

Da parte sua espresse una finta meraviglia.

«Queste bestie, definite, amiche dell’uomo, finiscono per essere amiche per tutti i componenti di una famiglia.»

Finsi spudoratamente di non capire

«Ma come è possibile? Per quanto pulito come viene tenuto in una casa, è sempre una bestia!»

Mi diede una bella occhiata e poi con un sorrisetto compiaciuto mi fece intendere che anche lei ne sapeva tanto di più di questo universo. Dopo un momento di silenzio, le sue parole sono diventate più esplicite.

«Mia cara ragazza, vanno ben oltre! Chi pratica questo posto ne vede delle belle. Ci sono bestie che manifestano la loro effusione in ben altro modo»

L’ho guardata fingendo di non capire anche se dentro di me si andava delineando la certezza che lei era molto più informata di me. Azzardai una domanda.

«Cioè?» «Vede quella signora, lì sulla panchina di fronte, è la proprietaria di quel dalmata molto bello e curato. Poi che abbiamo lo stesso animale mi ha raccontato dopo la separazione e il divorzio non ha voluto incontrare nessun uomo. Nella sua vita è maturato un rapporto con il suo cane che è risultato appagante e molto soddisfacente.»

Il mio sguardo stupito le ha fatto continuare il discorso.

«E questo significa che lei ci si accoppia?»

«Perché vergognarsene, ebbene sì, io spesso mi diletto con il mio caro Dik. Riesco ad ottenere tanto di quel piacere che mio marito nemmeno se lo sogna. Lui stesso mi assiste quando è in casa alla mia monta e le assicuro che è una vera goduria. Mi spieghi cosa fa di strano il suo bel pastore.»

Le ho elencato le cose che mi sembravano starne e lei ha sorriso e mi ha detto che era assolutamente certa che l’animale sentiva la mancanza di una monta giornaliera alla quale sicuramente la mia amica lo aveva abituato. Incuriosita le ho chiesto se veramente era una cosa molto difficile da fare e lei è stata subito ben felice di darmi tutte le spiegazioni che volevo.

«La monta è una esperienza molto soddisfacente. La devi organizzare molto bene e devi avere tempo e desiderio di volerlo. La prima volta è preferibile avere la presenza di una persona esperta o in ogni caso disponibile a farti provare un momento indimenticabile. Osservando il tuo cane direi che lui ne ha molto bisogno. Dovresti farlo accoppiare il prima possibile altrimenti diventa più irrequieto. Se non hai impegni io ho tempo e ti posso aiutare.»

Presa dalla curiosità decido di saperne un po’ di più con domande particolarmente ardite. Scorgo Toby accovacciato ai miei piedi con il suo bel pisellone parzialmente fuori.

«Ma, come può essere possibile tale accoppiamento. Vedi, il mio cane sembra avere un membro grosso da far paura. Non sono certo una verginella, ma a me sembra che sentirlo dentro sia un po’ azzardato.»

Lei sorride divertita.

«Certo, sembra impossibile, ma ti assicura che si può fare e se la cosa ti sta incuriosendolo possiamo fare anche adesso io sono sola e libera. Vieni a pranzo a casa mia e poi ti faccio vedere ciò che per te sembra impossibile.»

Ho accettato e siamo andate a casa sua che era poco distante. Carmen questo il suo nome mi ha mostrato la sua casa, molto bella e ben pulita. Si trattava di una bella casetta singola con un po’ di giardino e con aiuole ove, ben curate, vi erano varie qualità di fiori. Gentilissima, si prodigò per mettermi a mio agio. Anche il suo cane viveva interno alla casa anche se nel giardino vi era una bella e grande cuccia. In cucina, mentre si mise a preparare quanto sarebbe stato da noi consumato, ad un tratto mi abbracciò e mi strinse a sé fortemente. Sentii nell’abbraccio il duro delle sue tette. Aveva una dotazione di tutto rispetto. Trentaquattro anni, un bel corpo e allora mi diede uno sguardo complice.

«Laura non vorrei turbare il tuo equilibrio per quanto ti ho detto e per quello che stai per vedere, ma io e mio marito siamo una coppia molto affiatata e a volte e ci piace anche giocare con persone del nostro stesso sesso. Ripeto non ti voglio mettere in difficoltà, ma se dovesse succedere che le mie labbra dovessero in contrare il tuo corpo vorrei essere sicura che non ti darò un dispiacere, ma un momento di puro erotismo.»

Prima di andare avanti…

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