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Erotika
Desiderio animale · Cap. 4
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Capitolo 4 di 12 16 min di lettura

Scambio a quattro zampe. Seconda parte.

Mia cara, tu piaci molto il mio cane, quindi devo avvertirti potrebbe avere qualche comportamento strano nei tuoi confronti, ti prego solo di non essere brusca o violenta con lui.

pennabianca
1 anno fa · 538 letture · 0

 Nelle sere che seguirono al nostro ritorno loro erano tutti e quattro ad attenderci in giardino, Zoe mi annusava anche attraverso la staccionata. La settimana successiva, il giovedì, ci hanno invitato a bere una cosa da loro dopo cena, noi abbiamo accettato volentieri, erano, così dolci e il loro cani ci piacevano tanto. Seduti nel giardino, ho chiesto a Gino quando Penny avrebbe avuto dei cuccioli se me ne vendeva uno, lui ha sorriso.

«Fra non molto farò coprire Penny da Zoe, è necessario per la sua salute fare una gravidanza, poi la faremo sterilizzare, e se verranno dei cuccioli non te li vendo, ma te li regalo, a patto che li ami come noi.»

 Abbiamo sorriso tutti, io l’ho ringraziato autorizzandolo a riprendermi qualora vedeva che trascuravo i suoi cuccioli. Fra un discorso e l’altro, ho raccontato a Rosa che il sabato successivo avevamo un battesimo, la bimba di una nostra collega, e per l’occasione ero andata vedere la nuova Città Mercato che hanno realizzato dall’altra parte della città. Lei mi ha confessato che pure loro avevano un matrimonio, ma che era al nord, e che non avendo nessuno a cui lasciare gli animali non potevano accompagnare la figlia, che ovviamente nemmeno si sognava di portarli con loro. Mario e io ci siamo guardati, e lui ha fatto una proposta.

 «Ma che problema c’è: li lasciate a noi!»

 Loro si sono dati un’occhiata, poi hanno cominciato a trovare scuse. Era evidente che non se la sentivano di affidarci i loro cani, ma non ne capivo il motivo, allora ho preferito cambiare discorso. Il sabato mattina siamo partiti presto, abbiamo accompagnato i miei genitori alle terme, dove sarebbero rimasti due settimane per le relative cure, la domenica siamo andati a pranzo dai miei suoceri. Mio suocero, Bruno è alto 1,85 circa, spalle larghe, corpo asciutto, mani grandi, capelli brizzolati, 58 anni portati benissimo. Lei Flavia ha 59 anni, più minuta ha un corpo da far invidia, gambe lunghe, seno piccolo, una seconda, capelli bianchi, corti, a caschetto, forse il sedere è un po’ troppo magro. Hanno praticato sempre tanti sport, e da due mesi lui si è ritirato dal mondo del lavoro dove ha ricoperto incarichi importanti che gli hanno dato fama e ricchezza a tal punto che lei non ha mai lavorato. Mentre sorseggiavamo il caffè gli abbiamo parlato dei nostri vicini, e Flavia a ascoltato tutto con attenzione, poi ha solo fatto un commento.

«Anna, avere un cane è fantastico, ma bisogna essere determinate e risolute, non è facile, ma il piacere che se ne ricava è tale da giustificare gli sforzi sostenuti.»

Mentre parlava, ha scambiato una lunga occhiata con Bruno. Il tono della voce era quello, di chi ne è innamorata, come quello della Rosa, allora l’ho notato, ma subito non sono riuscita a comprendere il motivo di tanta passione. La sera siamo tornati tardi, e il lunedì sera al rientro dal lavoro, Rosa e Gino ci stavano aspettando, dopo un breve saluto, lui ci ha fatto una domanda.

«Scusate, vorrei sapere se la vostra offerta di tenerci i nostri cani è ancora valida?»

Li abbiamo guardati, e subito abbiamo confermato che la nostra offerta era sempre valida, e guardandoci negli occhi ci siamo domandati cosa le avesse fatto cambiare idea. Devono aver intuito la nostra domanda che evidentemente era palesemente dipinta sul nostro volto.

«Oggi abbiamo avuto una discussione con nostra figlia a riguardo del matrimonio e della nostra difficoltà nel dover abbandonare per qualche giorno i nostri animali. Poi a Rosa è venuta in mente la vostra offerta e senza dire nulla a nostra figlia gli ha detto che saremmo andati e che per gli animali non ci sarebbero stati problemi. Se la vostra offerta ancora valida vi daremo tutto ciò che è necessario per poter mantenere qualche giorno i nostri animali sperando che non vi siano troppo d’intralcio.»

Passiamo il resto della settimana insieme ai nostri amici, e in particolare, io e Rosa cerchiamo di prevedere tutto quello che potrei avere bisogno durante i giorni in cui avrò in custodia i suoi animali. Al venerdì sera, il giorno prima di partire, Gino e Rosa vengono a cena da noi portando con sé Zoe e Penny. Insieme li accompagniamo dentro casa, lasciò che gli animali esplorino ogni angolo di casa mia, e in qualche modo si abituino a questa nuova realtà. L’indomani mattina molto presto loro riaccompagnano di nuovo da me, mentre fuori, ma restando dentro l’auto, li aspetta spazientita la figlia.

«Mi raccomando per qualsiasi cosa non esitare a telefonarmi.»

 Mi dice Gino, e poi accarezzando Penny, continua a dare consigli a Mario mentre Rosa mi istruisce.

«Mia cara, tu piaci molto il mio cane, quindi devo avvertirti potrebbe avere qualche comportamento strano nei tuoi confronti, ti prego solo di non essere brusca o violenta con lui.»

Guardo Rosa dritta negli occhi, cercando di capire dove vuole arrivare ma lei si abbassa e abbraccia forte l’animale, gli prende il muso fra le mani dopo averlo baciato fra gli occhi la gira verso di me.

«Amore mio, lei per qualche giorno avrà cura di te cerca di fare il bravo e sii sempre ubbidiente.»

La guardò stupita, e sembra che l’animale intuisca esattamente quello che lei gli ordina, al punto tale che quando lei lo lascia fare due passi si struscia con il corpo sulle mie gambe e poi si siede dietro di me in posizione eretta quasi in attesa dei miei ordini. Quando entrambi raggiungono il cancello per uscire i due animali scattano in piedi ma loro si voltano e gli ordinano tassativamente di restare con noi, cosa che gli animali fanno senza esitare. Il resto della giornata la passano sdraiati sotto il portico, senza dare nessun fastidio. La sera li lascio dormire dentro casa, e l’indomani mattina, Mario decide di andare a correre lungo il Parco del fiume. Prende con sé Penny, mette il lungo guinzaglio e dopo avermi salutato esce e va correre. Io poi che è una bella giornata decido di dedicarmi alle pulizie di casa, cosa che faccio nell’ora successiva, sempre sotto lo sguardo attento di Zoe che mi segue sempre ogni volta che mi sposto da una camera all’altra. Finito i lavori domestici, decido di farmi una doccia. Mi spoglio nuda e mi dirigo verso il bagno che appena dentro sempre seguita dal cane, mi rendo conto che il suo comportamento è cambiato, sembra più nervoso, scodinzola, e ansima. Entro nella doccia e mi lavo, quando esco mentre mi sto asciugando mi piego in basso per asciugare meglio le mie caviglie quando l’animale che stava dietro di me improvvisamente mi dà una lunga ed intensa leccata fra le gambe partendo dal basso dello spacco della mia fica fino ad arrivare al buco del culo.

«…Ooohh!  Cazzo!»

Mi giro di scatto e resto stupita dal comportamento dell’animale che ora insinua sempre di più il suo muso fra le mie gambe. Esco dal bagno e vado in camera mia dove mi siedo sul letto per cercare di indossare un paio di mutandine, ma lui prontamente appoggia le sue gambe sulle mie spalle e mi spinge quasi a distendermi infilandosi con il suo corpo fra le mie cosce aperte. In quel momento mi rendo conto che il suo sesso è completamente fuori dalla guaina completamente duro ed eccitato. Lungo, rosso, e prima che io possa fare qualcosa lo sento appoggiarsi con la punta fra le labbra della mia fica e spingere con forza dentro. Cerco di sollevare le gambe per resistere all’impeto dell’animale, ma così facendo involontariamente agevolò la sua penetrazione e ad un tratto lo sento entrare tutto dentro di me e iniziare a pomparmi velocemente.

Prima di andare avanti…

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