Samuele sollevò la propria testa da quella del cugino. Con gli occhi carichi di lacrime di felicità fissava gli occhi dell'altro. Era la prima volta che si innamorava e glielo voleva dire: "Cè, ti amo!" Cesare guardava Samuele sentendo una tempesta di emozioni dentro di sé. Quello che avevano fatto gli era piaciuto molto, ma era anche molto spaventato: "Questo significa che sono gay come te, Sam? Che finiremo entrambi all'inferno?"
"Cazzo! No, non finiremo all'inferno! Ne sono certo, ti amo troppo perché accada. Non c'è da preoccuparsi per queste cose, cazzo, vedrai che lo capirai anche tu" replicò Samuele, anche se poi non ne era così certo (ma non era il caso di rivelarlo proprio ora...): "Quando dobbiamo tornare alla fattoria?" "Dovremmo muoverci. Ma non voglio che mia madre scopra quello che abbiamo fatto, Sam. Lei la pensa come don Tommaso e penserebbe che siamo il demonio. Va bene, Sam?"
"Ok, non lo dirò a nessuno se non vuoi. Non permetteremo a nessuno di scoprirlo fino a quando non ti sentirai pronto. E se ti ci vorrà molto tempo, non sarà un problema" rispose Samuele, abbracciandolo. "Va bene, Sam, questo mi fa sentire molto meglio. E c'è un'altra cosa."
"Che cosa?"
"Quello che abbiamo fatto è stato davvero divertente. E molto eccitante. Non avevo mai provato sensazioni simili a quelle prima. Sei la prima persona con cui faccio qualcosa e credo di amarti anch'io" "Grazie Cè, non hai idea di quanto avessi bisogno di queste parole" replicò Samuele, che per la prima volta nella sua vita provava qualcosa di più del semplice desiderio sessuale nei confronti di un ragazzo. Sì, era amore quello per Cesare: si sarebbe impegnato perché tutto andasse bene.
* * *
Il giovane contadino ed il giovane cittadino tornarono insieme alla fattoria, godendosi la reciproca compagnia. Mentre Cesare accompagnava Samuele al piano di sopra per cambiarsi ed indossare abiti da lavoro, passarono accanto a Matilde, che disse: "Visto? L'avevo detto che avreste fatto amicizia in un attimo. Ti stai prendendo cura del mio tesoro, Samuele?"
"Sì, signora. Mi ha fatto vedere il ruscello e ci siamo divertiti a nuotare. Grazie per avermi accolto, signora Matilde!"
"Vieni, Sam, ti mostro come si munge una mucca" esclamò Cesare con entusiasmo: era ormai del tutto convinto che lo aspettava un anno fantastico con Samuele. Dopo che i due ragazzi si furono cambiati, ovviamente con grande lentezza per potersi osservare meglio nel frattempo, Cesare condusse il cugino nella stalla.
"Ehm... Cè, io non ho mai munto una mucca prima d'ora, non so se ne sono capace"
"Ma si che ne sei capace, è facile!" esclamò Cesare. Il giovane contadino preparò le quattro mucche che erano pronte a dare latte, poi prese uno sgabello e lo posizionò accanto alla prima mucca: "Ecco, siediti qui, Sam."
"Ok Cè" replicò Samuele, sedendosi sullo sgabello e ritrovandosi davanti agli occhi il pacco di Cesare.
"Bene Sam, non appena avrai finito di fissarmi l'inguine, prendi questi due secchi. Per prima cosa devi mungere pochissimo latte da ogni mammella dentro il secchio piccolo, per assicurarti che il latte sia buono."
"Scusa, non volevo fissartelo" rispose Samuele afferrando con una mano una mammella della mucca e provando a tirarla come aveva visto fare in tv, senza ottenere alcun risultato.
"Nessun problema, signor mungitore, stavo solo scherzando. Anzi, mi piace quando mi guardi in quel modo. Comunque, ricordi prima come mi tenevi quando mi hai fatto sentire così bene?"
"Yes... Ma che centra?"
"Prova a far sentire così bene anche la mucca!" scoppiò a ridere Cesare.
Samuele ci riprovò... e questa volta un po' di latte uscì fuori! Il suo sguardo era raggiante di felicità.
"Bravissimo, signor mungitore! Ti ho appena insegnato come si masturba una mucca!" esclamò Cesare ridendo a crepapelle, poi, non appena si riprese, disse a Samuele di finire di mungere la mucca nel secchio grande. Il giovane cittadino, una volta riempito tutto il secchio, gli chiese cosa doveva fare a quel punto.
"Beh, perché non ti assicuri che il latte delle altre mucche sia buono, mentre io preparo la mungitrice automatica?"
"Ok, ma prima vorrei assicurarmi che è buono il tuo di latte."
Cesare arrossendo replicò: "Aspetta fino a stanotte, quando andremo a letto. Ma non sperare che riesca a farne quanto una mucca!"
"Ok Cè... Ma se vuoi fare qualcosa, sarò felice di accontentarti!" Cesare e Samuele finirono di mungere le mucche, poi il giovane contadino portò il giovane cittadino a dar da mangiare alle galline.
Una volta finito, entrambi i ragazzi avevano bisogno di farsi una doccia prima di cenare.
"Beh, per oggi abbiamo finito, vero?" chiese Samuele, che non aveva alcun desiderio di rientrare nella fattoria, ma, d'altra parte, non era per nulla abituato a rimanere fuori di casa per tutto il giorno. Mentre Cesare chiudeva tutto per la notte, si girò verso Samuele e gli diede un bacetto sulle labbra, dicendogli ridacchiando: "Sì, abbiamo finito! Ora andiamo a farci una doccia prima di cena, signor mungitore!"
"Non è che tu profumi come una rosa, signor cowboy!" rispose Samuele ridendo e chiedendosi se Cesare avesse i suoi stessi progetti per la doccia...
Ti è piaciuto?
Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
Altri racconti di Giovanna Esse
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.