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Erotika
L'Istitutrice Magica · Cap. 3
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Capitolo 3 di 4 17 min di lettura

Dal lesbo al triangolo

La fata Flora diventa l'amante della ragazzina ma per il suo sverginamento programma un incontro veramente speciale.

Giovanna Esse
7 mesi fa · 708 letture · 0

Una volta gli aveva dato un passaggio e successivamente gli aveva chiesto qualche favore: lavoretti in casa di poco conto e per questi lavori gli riconosceva una piccola paga e qualche regalo.

Una sera lo aveva invitato a restare per vedere un film con lei sul divano.Da allora tra lei e Marco, così si chiamava il giovane, si era instaurato un bel clima per i rapporti occasionali, senza coinvolgimenti sentimentali.Ogni tanto, specialmente all’inizio del lungo rapporto con Nicòle, dopo gli estenuanti pomeriggi di toccamenti e di eccitazione trattenuta nella pancia, chiamava il ragazzo non appena la fanciulla era andata via. Poi lo aggrediva, letteralmente, soffocandolo con la sua voglia e le sue esigenze di donna, trattenute nell’animo nei lunghi pomeriggi di “tortura”.

Sfogava sul giovane, che certo non si tirava indietro.Dal suo canto, lui non provava particolari sentimenti per quella donna più grande e molto maliziosa, era la prima, vera, avventura, dopo le classiche esperienze da fidanzatino diciottenne.Si riteneva molto fortunato: solo e lontano da casa, aver trovato una specie di amante di quel calibro, gli permetteva una vita felice e spensierata, per pensare a studiare senza grilli per la testa.Non era un “superfigo” e le ragazze all’università non facevano la fila per lui … trovarsi una donna avrebbe richiesto molto impegno.

Poi magari si sarebbe ritrovato innamorato e disarmato dinnanzi a quel sentimento, perdendo di vista la sua carriera universitaria.Invece questo rapporto, appagante e piacevole, gli permetteva di avere libertà e sesso e, magari, anche qualche soldino in più.

Ecco perché Marco, a Flora, non diceva mai di no.

A mezzogiorno come d’accordo il ragazzo si recò all’appuntamento, davanti al McDonald’s.

Anche quello era un grande vantaggio; la donna matura era sempre generosa con lui. Ricambiava tutti i suoi favori, invitandolo spesso a colazione o a cena, altre volte al cinema e, puntualmente: pagava sempre lei.Intanto, nel parcheggio poco distante, le donne si salutavano.La madre di Nicòle partì con l’auto, mentre lei e Flora si incamminarono verso il McDonald’s.

Le donne avanzavano decise senza parlare, l’una accanto all’altra. Le espressioni del loro viso non tradivano l’emozione che faceva battere il cuore di entrambe, per motivi diversi.

Quando incontrarono Marco, poco dopo, la ragazza ricordò di averlo incrociato, mentre andava o veniva dalla casa di Flora. La donna le aveva detto che era uno studente che, a volte, le faceva delle commissioni.Mentre si salutava e scambiavano qualche parola, Nicòle cercò di valutare chi si trovava di fronte: chi era il prescelto di Flora, sulla cui verga immolare la propria verginità.In effetti il ragazzo non era quello che si potrebbe definire il classico principe azzurro: lievemente molle nei modi aveva un fisico tarchiato e le mani forti di chi ha anche lavorato, nella vita.Non era né simpatico, né brillante … nonostante questo una strana sensazione cominciò a farsi largo nel plesso solare di Nicòle.Mentre sceglievano il menù per sgranocchiare rapidamente qualcosa e poi andare a casa, la ragazza era completamente assente e fantasticava su quella situazione incredibile … stava parlando del più e del meno con uno sconosciuto, eppure, probabilmente, quello, di lì a qualche ora, sarebbe penetrato nel suo corpo, più intimamente di quanto lo avesse mai fatto chiunque altro.Mentre fissava Marco in modo distaccato, immaginava quello stesso viso, a pochi centimetri dal suo … gli guardò la bocca: probabilmente poco dopo avrebbe succhiato la sua lingua.

Contorcendosi sulla panca, pensò a come doveva essere, da nudo, soprattutto perché, ne era certa, fra non molto, lo avrebbe conosciuto intimamente.Si erano fatte le due quando tutti insieme entrarono nell’appartamento di Flora.

Si misero rapidamente in libertà.Mentre si rilassavano in salotto, Flora offrì ai ragazzi dei cioccolatini al liquore, poi sedendosi in mezzo a loro iniziò a parlare per rompere il ghiaccio.

‐ Allora – disse – avete simpatizzato? Voi che siete giovani dovreste avere molte cose in comune … no? – poi rivolta a Nicòle – Ti va di mettere un po’ di musica? –La ragazza scelse un CD dei Queen ma, prima di inserirlo nell’apparecchio, chiese a Marco se gli piacevano. Lui approvò senza riserve: pochi istanti dopo la musica, a basso volume, invase l’atmosfera.

‐ Vieni Nicòle – la chiamò Flora dal divano – Vuoi provare a baciare Marco? E’ molto bravo sai? –

Nicòle arrossì ma, in maniera abbastanza passiva, obbedì, sedendosi vicino al ragazzo. Anche lui era abbastanza impacciato ma per non deludere Flora si avvicinò a Nicòle in modo meccanico.Si sollevò col busto di quel tanto che gli permetteva di circondare con il braccio i fianchi di lei, mentre accostava la guancia ben rasata al volto di Nicòle.La giovane intanto era tesa e rigida come uno stoccafisso.

La disinvoltura erotica e sessuale raggiunta con Flora era completamente scomparsa; ora che si trovava in una situazione del tutto nuova e in presenza di un estraneo, si sentiva come una scolaretta al primo giorno di scuola.

Nonostante questo, accettò che le labbra di Marco si posassero sulle sue: erano completamente nuove … diverse da quelle di una donna. Erano spesse e dure e cercavano la sua bocca con meno dolcezza e più decisione.Trascorsero pochi attimi e Marco le apriva le labbra con la lingua grossa e bagnata.

Non era spiacevole, ma Nicòle si irrigidì ancora di più.

A stemperare la tensione pensò la bella Flora, che andò a piazzarsi in ginocchio tra i due ragazzi, rivolta verso entrambi.Accostandosi sussurrò:‐ Ho capito, se non interviene la “zia” non riuscite a lasciarvi andare del tutto. –Sorrise dolcemente e li abbracciò tenendoli entrambi per le spalle. Poi con delicata sapienza accostò la sua bocca alle loro, che se ne stavano immobili, non sapendo bene come comportarsi.

Con una delicatezza perversa, che mai Nicòle aveva riscontrato, Flora si abbandonò alla danza del piacere, piroettando, tra le due bocche fresche di rugiada, con delle lascive spennellate di lingua.

Poggiare la sua bocca viziosa sulle tenere labbra e, con tanto vigore, le insidiava la mente come un sonetto perverso dell'Aretino.Le labbra dei due ragazzi, sopraffatte dalla confidenza che avevano con le sue, si schiusero come petali e riconobbero subito, in esse, la loro amante appassionata.Il bacio a tre durò un tempo infinitamente lungo. La loro saliva si fuse stemperando ogni tensione e facendo deporre ogni indugio.Nelle pause musicali, lo schioccare delle lingue, impazzite, si sentiva chiaramente nella stanza.Marcò si eccito, trattenuto solo dai suoi Jeans.

Mentre, Nicòle, provò i primi accenni di calore e la ragazza si sciolse, nell’abbraccio delizioso della sua istitutrice.Poi Flora si spostò di lato per sedersi al fianco di Marco, mentre Nicòle guardava curiosa, la donna adulta iniziò ad armeggiare, esperta, con la cintura e la lampo del giovane amico.Le dita di Flora erano curatissime e lo smalto rosso scuro, scelto per quel giorno, spiccava sul chiarore del suo incarnato.

Scavava lenta e decisa in quel pantalone, rendendo la caccia eccitante e passionale. Alla fine vinse, ed ebbe la meglio sui boxer di lui.Nicòle trattenne il fiato … aveva già visto qualcosa, nei filmini che Flora aveva proiettato a volte. Però, avere Marco, virile e presente, a portata di mano, le diede una sensazione nuova. Flora fingeva di dedicarsi all’uomo, come se ignorasse la sua amante, ma non era così: in realtà ogni mossa, ogni ostentazione di quella virilità, era volta a favore del piacere di Nicòle.

Con quello stesso spirito, aiutò il giovane a mettersi in piedi.Marco era troppo eccitato per provare una qualsiasi vergogna a esibirsi anche davanti a Nicòle, al contrario, la ragazzina che poche ore prima lo aveva interessato ben poco, viste le forme acerbe e la timidezza del comportamento, adesso lo eccitava:Si sentì un maschio dominante, mentre quegli occhi di cerbiatta, grandi e profondi, non riuscivano a staccarsi dai suoi genitali.

Prima di andare avanti…

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