Calma, calma … gli dissi … ma lei nulla, era assatanata, non riuscivo a toccarla ne tantomeno a baciarla, era lei che stava gestendo il gioco e lo faceva con tanta veemenza che non potevo oppormi, mi prese il cazzo in bocca e cominciò a succhiarlo ingordamente e velocemente, mi stringeva le palle, poi mi pizzicava i capezzoli, poi ancora mi prese le natiche con due mani e mi spingeva verso la sua bocca ed ingoiava letteralmente il mio cazzo fino alle palle.
Cercai di fermarla, dicendogli :<> … lei, togliendosi per un attimo il mio cazzo dalla bocca, mi rispose :<< E’ quello che voglio! Voglio sentire la tua sborra in bocca fino alla gola>> e riprese a succhiarmelo. … fu in quel momento che sentii aprire la porta del bagno, che era rimasta socchiusa.
Comparve dal corridoio la sagoma, piccola e ammaliante, di Tina, quasi barcollante dagli effetti dei diversi calici di Prosecco, vino e champagne.
Riuscii a ritrarre il mio cazzo dalla bocca ingorda di Adalgisa che si girò verso Tina e disse :<< Ciao amica mia, ti vuoi unire a noi?>>
Lei, quasi singhiozzando disse:<< molto volentieri, è dai tempi del liceo che non facciamo qualcosina a 3 … ma prima devo pisciare, ho la vescica che stà esplodendo>>, così come se noi non fossimo presenti, si alzò la gonna corta, si abbassò le calze e le mutande e si sedette sul Water a gambe aperte, io che ero proprio davanti a lei, vedevo uscire da quella figa stretta la sua urina dorata e questa visione mi accese ancora di più i sensi, tanto da non poter aspettare nemmeno un secondo e mentre stava ancora pisciando, dimenticandomi completamente che il marito fosse uno dei miei migliori amici, gli ficcai il mio cazzo in bocca.
Adalgisa, si precipitò anch’essa nuovamente sul mio cazzo, e sfilandolo dalla bocca di Tina lo ingoio avidamente.
Tina, sempre più traballante si alzo dal water, mi prese per la mano e mi strattonò verso la camera da letto dicendomi :<< sono stanca, e queste cose vanno fatte comodamente>> Adalgisa annuì e col mio cazzo fermamente nella sua mano mi spintonò anch’essa in direzione della camera da letto.
Tina si sdraiò sul letto, si tolse completamente i collant e allagò le gambe nell’attesa che uno di noi due si dedicasse alla sua figa ancora gocciolante di urina e gonfia di piacere, a questa vista Adalgisa ancora posseduta da chissà quale demone del sesso, si precipitò con la faccia tra le sue gambe, lasciandomi col cazzo tremolante di eccitazione. La cosa non mi dispiacque, ebbi infatti il tempo di riprendere fiato e cominciai a spogliare Adalgisa, sfilandogli dal basso la sua lunga veste nera, gli tolsi anche la mutanda e scoprii al sua grande figa perfettamente rasata e gonfia di piacere.
Le mie mani la esplorarono ovunque, e senza bisogno di lubrificarla gli misi un dito nel culo e uno lella vagina … il mio cazzo era sempre più dritto e duro.
Tina si alzo dalla sua posizione, si girò a pecorina e mi invitò con lo sguardo a penetrarla, io colsi l’invito volentieri, ma non avevo intenzione di ficcarglielo nella figa … volevo sfondargli il culo!
Così, la presi per i fianchi, era leggera e molto elastica, con una mano gli abbassai la schiena e con un colpo secco e deciso gli infilai tutto il mio cazzo lungo e nodoso su per il culo, lei fece un urlo misto tra dolore e piacere, un urlo acuto che sicuramente fu sentito anche dagli altri ospiti e dal marito al piano di sotto.
Gli misi una mano sulla bocca per evitare che la cosa si ripetesse e ricominciai a standuffarla con veemenza e decisione, la sentivo mugolare sotto i miei colpi sempre più possenti, fino a quando si abbandonò ad un orgasmo intenso e soffocato … il mio cazzo era pronto per sborrare e inondarla col mio piacere, ma non potevo dimenticarmi di Adalgisa, sarebbe stato scortese lasciarla a figa aperta senza concedergli nemmeno una botta, d'altronde tutto era successo grazie a lei, quindi lasciai il culo ormai aperto e sfondato di Tina e mi lanciai sulla figa tremula di Adalgisa, la misi a pancia in sul letto, mi portai le sue gambe sulle spalle e comincia a standuffarla facendola sobbalzare ad ogni colpo.
Ero come un bambino al lunapark, non facevo in tempo a provare una giostra che già immaginavo quella successiva, così dopo aver fatto godere anche Adalgisa, mi ricordai di quelle belle tette di Tina che tanto avevo desiderato, dovevo assolutamente sborrare sulle tette.
Ripresi Tina, la girai facilmente visto la sua statura e la misi a pancia in su, ormai era quasi addormentata ed esausta, ma non poteva negarmi il finale tanto agognato, quindi le feci stringere le tette con le braccia e gli infilai il cazzo orami gocciolante nelle tette strette, bastarono pochi colpi per esplodere in una sborrata che le lavò tutte tette e anche gran parte della faccia.
Che grande chiavata che avevo fatto, e che bel capodanno che avevo passato … mi ricomposi, ripassai in bagno per sciacquarmi e lasciando le due cagne sul letto esauste e ancora nude, con l’odore del mio sperma che aveva invaso tutta la camera, scesi giù a controllare lo stato dei miei amici, erano tutti addormentati sul divano, così mi accasciai anch’io in mezzo a loro e come nulla fosse successo mi appisolai.
La mattina successiva, il giorno di capodanno, ci svegliammo tardissimo, quello messo meglio aveva mal di testa per la sbronza, io stavo invece come una Pasqua, vidi scendere da sopra prima Adalgisa, poi Tina che chiamandomi in disparte mi chiese sottovoce :<< ma ieri notte cos’è successo? Ho il culo che mi fa un male della Madonna!>> , gli risposi sorridendo :<< perché lo chiedi a ma? Chiedilo alla tua amica, vi siete appartate sopra e non vi ho più sentito, io sono stato qua con tuo marito, mi sono addormentato>>, capii che aveva mangiato la foglia, mi sorrise maliziosamente e mi disse :<< peccato che non ricordi nulla, mi sarebbe piaciuto>>.
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