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Erotika
Capodanno con Erotika · Cap. 5
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Capitolo 5 di 6 10 min di lettura

Festeggiamo in amicizia

Esperienze estreme e prima lesbicata in questa intensa notte di Capodanno, narrata da @coppiafelix

Giovanna Esse
1 anno fa · 350 letture · 0

Non ero sicuro di voler andare a questo veglione di Capodanno organizzato dal mio amico Andrea, non so perché ma mi sentivo un po’ a disagio, dopotutto erano tutte coppie sposate, io ero l’unico sfigato che era rimasto solo a Capodanno visto che mi ero da poco separato con mia moglie, mi sentivo quasi compatito e forse era l’unico motivo per cui mi aveva invitato.

Dovevo scegliere se passare la notte di capodanno a casa di mia sorella e mio cognato, coi bambini che rumoreggiavano e giocare a tombola fino a tarda notte o sorbirmi i miei amici che parlavano del loro brillante lavoro e le loro mogli che pavoneggiavano e sfoggiavano i loro abiti da sera … alla fine, optai per la seconda possibilità … dopotutto la casa di Andrea era spaziosa e visto il loro “tenore” avremmo mangiato sicuramente bene e bevuto altrettanto bene.

Comprai quindi 3 bottiglie di Ferrari (non sapevo precisamente in quanti eravamo, ma immaginavo almeno una quindicina di persone) e, con un po’ di ritardo, alle 21:00 ero a casa di Andrea.

Mi aprii la moglie Elisa, da tutti chiamata Tina diminutivo di Elisabettina, anche perché era praticamente la più piccola del gruppo sia fisicamente (sotto i 50kg e poco più di 1 metro e cinquanta) che anagraficamente, 25 anni e sposata da 2 con Andrea che ha la mia stessa età, 33 anni.

Tina era piccolina ma molto aggraziata, e nonostante la sua statura minuta aveva due tette spettacolari, credo una terza, ma su un corpo tanto piccolo sembravano quasi due meloni, tanto che già da ragazzi, quando uscivamo in comitiva, tutti la canzonavano per quella sproporzione tanto eclatante quanto eccitante.

Entrai e vidi attorno ad un tavolino predisposto per l’aperitivo, Alfonso e sua moglie Gianna, Gerardo e la sua fidanzata Teresa ed una terza ragazza che non conoscevo; mi aspettavo più gente, ma in definitiva eravamo solo in 8, la cosa non mi dispiacque, la confusione non mi è mai piaciuta, tanto meno quando si sta tra amici e ci si può intrattenere con una chiacchiera.

Tina fece le presentazioni di rito, la new entry del gruppo si chiamava Adalgisa, un’amica di Liceo di Tina che lavorava fuori e che si era unita a Noi per capodanno, era una bella donna molto diversa da Tina, capelli lisci e corti, neri come la notte, molto alta, rotondetta ma con tutte le curve al posto giusto; indossava un abito lungo con una bella spaccatura che gli arrivava quasi fino all’anca sinistra lasciando scoperto la curva di una gran bella natica, soda e polposa; il vestito era a bratelline molto scollato, immaginai che fosse senza reggiseno e ne abbi la conferma appena si abbassò un po’ per prendere un bicchiere di prosecco posato sul tavolino basso degli aperitivi, in quell’attimo infatti, intravidi, tra quella bellissima scollatura, un capezzolo dritto, grosso e turgido. Insomma era proprio una bella gnocca.

Andrea si avvicinò, mi liberò sia dalle bottiglie che dal cappotto, e mi bisbiglio all’orecchi:<< meno male che sei venuto, Adalgisa è sola e puoi starne certo … ha la vulva in calore>>, con una risatina ironica andò a mettere le bottiglie nel freezer visto che i secchielli del ghiaccio erano già pieni di prosecco.

Già dal mio arrivo notai che gli ospiti si erano dati da fare con le bollicine, infatti due buone bottiglie di prosecco erano vuote ed una terza oltre la metà, anch’io presi il mio primo prosecchino accompagnandolo con tartine al caviale buonissime, e insieme a me tutti i commensali brindarono nuovamente e già vedevo gli occhi lucidi Andrea ed Alfonso, che dai tempi dell’infanzia si distinguevano per il fatto che non reggevano bene l’alcol, ed anche le loro rispettive compagne bevevano un flûte dopo l’altro ed in men che non si dica anche la terza e la quarta bottiglia di prosecco erano belle che andate.

La cena andò benissimo, chiacchierammo del più e del meno mentre le pietanze si alternavano a calici di vino bianco uno dopo l’altro, Adalgisa mi guardava con aria assatanata, si capiva che era molto più che brilla e che aveva un tremito in mezzo alle gambe, mi sfiorava il braccio e la spalla col suo seno grande ogni volta che si allungava per prendere qualcosa dal tavolo, e non perdeva occasione per poggiarmi la mano ora sulle gambe, ora sul petto e qualche volta si spinse anche a lambirmi la patta…. Si vedeva ad occhio nudo che voleva assolutamente scoparmi e naturalmente se ne accorse anche Andrea, il quale compiaciuto, sussurrava parole alla moglie Tina, che sorrideva maliziosamente.

Giunse mezza notte, eravamo ancora a tavola, erano tutti molto molto su di giri, io invece ero tranquillo, non avevo bevuto poi tantissimo e comunque reggo bene l’alcol, aprii una delle bottiglie di Ferrari con la mia ormai famosa sciabolata, e tutti applaudirono e quando ci scambiammo gli auguri ….

…. ecco che mi ritrovai la lingua di Tina dritta in bocca, concedendomi un bacio alla francese come non lo avevo mai avuto prima, ero confuso, ma “educatamente”, ricambiai poggiando la mia mano sul quel piccolo e aggraziato culo di pietra e la palpeggiai vistosamente, davanti a tutti, ma soprattutto davanti a suo Marito … ma, forse annebbiati dall’alcol, nessuno si accorse di nulla e continuavano a brindare ed applaudire.

Il mio cazzo era diventato di pietra e a malapena riuscivo a tenerlo dentro i pantaloni, ero imbarazzato e confuso, da un lato c’era Adalgisa che mi stava scopando con gli occhi e dall’altro Beatrice, la moglie del mio amico che in preda all’alcol mi lanciava sguardi languidi e vogliosi.

Passò ancora qualche ora, ormai io e Adalgisa limonavamo spudoratamente davanti a tutti, ma i fumi dell’alcol avevano assopito un po’ tutti, tranne Tina che era ancora euforica ed era quasi gelosa dell’atteggiamento dell’amica nei miei confronti.

Io orami allo stremo dell’eccitazione, seppur voglioso del culo della mia piccola amica Tina segretamente desiderata fin da giovani, feci segno ad Adalgisa di seguirmi in bagno anche per divincolarmi da una situazione che poteva diventare inconveniente con Tina ormai vistosamente ubriaca e con suo marito, amico fraterno, quasi assopito sul divano.

Non feci in tempo di chiudere la porta che Adalgisa mi strappò letteralmente la camicia, e cominciò a leccarmi i capezzoli vorticosamente, le sue mani mi esploravano impetuosamente e in men che non si dica mi abbassò i pantaloni e prese il mio grosso e duro uccello in mano.

Prima di andare avanti…

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