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Erotika
Punite dalla madre · Cap. 1
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Capitolo 1 di 5 13 min di lettura

Educate con la frusta

Delle confessioni che ci arrivano in redazione, questa di Sitter è tra le più dure. Le perversioni sadiche della madre sui giovani corpi non provocavano erotismo ma dolore e umiliazione.

Giovanna Esse
1 anno fa · 997 letture · 1

Dopo la lettura il viso di mio figlio era bianco come un cencio e mia sorella sembrava in stato di shock ma sono sicura che la mia faccia era uno spettacolo ben peggiore.

Oltre allo scudiscio calabro mia madre si era procurata uno strumento di contenzione. Pazzesco! Se io e Rosa non ci fossimo sposate saremmo finite col culo sulla sua cavallina. Poco ma sicuro. Ciò che non riuscivo però a spiegarmi era perchè ce l'avesse tanto con Luca. Domandai a mio figlio una spiegazione.

"Luca... Perché nonna Agrippina ha scritto che ti sei comportato in modo riprovevole? Sai spiegarlo amore?"

Luca scosse la testa ma non riusciva a dire una parola. Era terrorizzato.

Mia sorella non resse lo stress e si mise a piangere per poi lamentarsi e protestare con la voce rotta dalle lacrime.

"Quella sadica stronza nemmeno da morta ci lascia in pace! Io non farò del male a mio nipote. Mi rifiuto!"

"Mi rifiuto anche io! Io non farò violenza su mio figlio." dissi mentre strinsi una mano di Luca per rincuorarlo. Era sgomento.

"Vi invito a riflettere prima di prendere decisioni avventate." disse la dott,ssa Bovardi. "Se non accettate questa condizione io dovrò comunicare agli altri componenti della famiglia il cambio dei termini dell'eredità. Dovrò leggere anche a loro ciò che ho letto a voi adesso. Ho perso il conto delle famiglie che ho visto sfasciarsi per la lettura di un testamento dal contenuto controverso e se posso dirvì la mia opinione..."

La dottoressa Bovardi tolse i suoi occhiali quasi come a volersi togliersi di dosso per un attimo anche il suo ruolo professionale prima di completare la frase. "...questo testamento è una valanga di merda che potrebbe travolgere la vostra famiglia. Pensateci molto bene."

Sia io che Rosa avremmo voluto ribattere ma sia io che lei sapevamo che in fondo la Bovardi aveva ragione.

Luca intanto proferì le sue prime parole dopo diversi minuti di silenzio.

"Mamma... zia Rosa... è uno scherzo, vero? Ditemi che è uno scherzo. Vi prego."

Non ce la facevo a vederlo così scosso e spaurito. Mi alzai dalla sedia e lo abbracciai. Luca è sempre stato un ragazzo sensibile che mi ero impegnata a crescere con amore. Mi ero sempre promessa di proteggerlo dal mio passato fatto di dolore, colpi di cinghia e sederi arrossati ma quel giorno fallii ed iniziai ad avere paura anche io.

Cercai con lo sguardo gli occhi di mia sorella. Li aveva più smarriti dei miei ed era evidente che si stesse ponendo la mia stessa domanda.

Cosa avremmo dovuto fare ora?

I giorni seguenti furono molto duri per tutti noi. Per colpa di quel maledetto testamento io e mia sorella avevamo iniziato a mentire ai nostri rispettivi mariti, alla nostra famiglia ed alle nostre amicizie strette. Alcuni notavano che fossi un po' strana ed assente ma quando mi chiedevano se avessi delle preoccupazioni io negavo sempre. L'unico momento di sollievo era parlare con Rosa, io mi sfogavo e lei faceva altrettanto prima di porci sempre la stessa domanda. Avremmo obbedito alla volontà di nostra madre?

Dal giorno della lettura integrale del testamento Luca smise di dipingere e faticava molto a concentrarsi sui suoi esami per il DAMS. Perse il suo sorriso e la sua serenità da ventenne. Mi spiaceva enormemente non essere riuscita a tenere lontano da lui il mio passato di umilianti punizioni domestiche che quelle volontà scritte su carta avevano rigurgitato fuori tutt'ad un tratto. Ben presto mi accorsi che Luca dormiva poco e che aveva iniziato a rubarmi lo xanax, lo scoprii perchè in quel periodo ne feci uso anche io. Ne avrei parlato con mio marito se avessi potuto spiegarli tutta la situazione ma non potevo. Ne parlai con Rosa e durante la conversazione mi disse che aveva preso la sua decisione.

"Anna... Io ci ho pensato molto e... Penso che ci convenga accettare. Mi rode terribilmente darla vinta a quella stronza di nostra madre ma... abbiamo troppo da perdere per poter rifiutare."

Confesso che per un attimo mi sentii tradita da lei. In un certo senso mi sembrò si stesse schierando dalla parte di quella arpia che ci aveva cresciuto con tanta malsana durezza. Mi sembrava impossibile stesse accarezzando l'idea di poter prendere in mano quegli orrendi strumenti che ci avevano dato così tante lacrime e così tanto dolore.

"Io non farò del male a Luca." dissi io con tono perentorio.

"Anna... so quanto bene vuoi a Luca. Tuo figlio è la tua vita ma..." insistette lei. "... pensa a cosa succederebbe se il resto della famiglia venisse a sapere come ci ha trattato nostra madre. Ti immagini se il suo schifoso diario venisse letto in famiglia? E poi credi davvero che questa verità rimarrebbe solo tra parenti una volta scoperta? Finiremmo sulla bocca di tutti. Io questa estate voglio poter tornare ad Agrizzano e camminare a testa alta. E tu?"

"Anche io lo vorrei Rosa... però Luca è molto scosso. Lo conosci. Sai quanto è sensibile. Questa situazione per lui è un incubo. Perchè quella stronza ha voluto coinvolgerlo?"

"Magari è scosso e spaventato perchè non sa cosa lo aspetta. Forse se gli offri l'esperienza di una sculacciata soft si tranquillizzerà ed inizierà a pensare che la prova richiesta nel testamento non è così tremenda."

"Ma lo è. Dobbiamo fargli il culo viola. Ti ricordi quanto bruciavano i nostri sederi quando erano viola? Ti ricordi quante lacrime versavamo arrivate a quel punto?"

"Sì, lo so. Non posso dimenticarlo. Lui però non ha mai conosciuto quel dolore quindi non può sapere quanto male faccia, giusto?"

"Rosa... Mi stai chiedendo di ingannare mio figlio?"

"Non esagerare. Ti sto solo suggerendo un modo per convincerlo e farlo arrivare all'appuntamento un po' più rilassato. O vuoi che Luca vada avanti con lo xanax?"

In effetti no. Non volevo che mio figlio continuasse a prendere ansiolitici. La notte seguente passai di fronte alla camera di Luca e lo vidi agitarsi nel letto. Nemmeno quella notte avrebbe dormito. Ero stufa di vederlo così. Entrai nella sua stanza.

"Luca non riesci a dormire?"

"Mamma io... no, non ce la faccio. Penso al testamento. Se non accettiamo sapranno tutti cosa la nonna voleva farci fare, vero?"

"Sì amore. Lo sapranno. E perderanno tutti un sacco di soldi. Le proprietà di nonna andranno al comune. Saranno tutti molto arrabbiati con noi e con zia Rosa."

"Mamma... io non voglio sfasciare la nostra famiglia. Voglio che rimanga unita. Sai cosa vorrei un giorno? Mi piacerebbe chiedere al comune di Agrizzano di occupare i portici con la mia prima mostra d'arte. Vorrei far vedere i miei lavori a te, a zia Rosa e perfino a quelle stronze delle mie cugine che mi chiamano 'Pennellino' per sfottermi. Questo sogno non può realizzarsi se tutti leggeranno il testamento per intero."

"Mi stai dicendo che vuoi...?"

"Voglio farlo."

"Amore... questo non è un gioco. Si tratta di una prova molto dura."

"Voglio provare. Dobbiamo fare un tentativo. Andremo avanti finchè me la sentirò."

"Luca..."

"Mamma... Tu non sei nonna Agrippina. Non sei una sadica che si diverte a punire i propri figli. E neanche zia Rosa lo è. Non mi accadrà nulla di male."

Probabilmente fu la sua incoscienza da ventenne a parlare per lui ma sapere che mio figlio riponesse in me così tanta fiducia mi rincuorava. E poi aveva ragione. Non ero una sadica stronza come era mia madre. Avevo educato mio figlio con affetto e con dei valori solidi. Avevo cresciuto un ragazzo sensibile ed un po' sognatore.

Parlammo ancora un po' prima che Luca si rimise a letto con una ritrovata serenità. Dopo avergli dato un bacio sulla guancia mi congedai dalla sua stanza pensando che forse se mio figlio non aveva paura non avrei dovuto averne anche io.

La mattina seguente la dottoressa Bovardi mi contattò per sapere la mia decisione.

Accettai.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Giovanna Esse

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