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Erotika
Mio figlio mi sostituisce nel letto.
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Racconto15 min di lettura

Mio figlio mi sostituisce nel letto.

Un padre lontano, una moglie/madre vogliosa, e un figlio molto dotato...tutti gli ingredienti per corna stupende, ma se queste corna restano in famiglia.....sono sempre corna?

pennabianca
3 ore fa · 60 letture · 2

«Scusami, papà... È una cosa che è successa e non posso far niente per annullarla; capisco che lei è mia madre, tu sei suo marito, e questo non avrebbe dovuto succedere, ma... credimi è stata una cosa che... è successa poco dopo che tu sei partito; lei, da qualche giorno, era molto nervosa ed ho capito che aveva voglia di far sesso e, quella sera, si era appena fatta la doccia ed ho visto che stava indossando delle calze autoreggenti molto sexy; quando mi son trattenuto sulla soglia della porta, le ho chiesto perché si stava vestendo in quel modo così sexy. Lei, per un attimo, ha evitato di darmi una risposta; poi ha cercato di minimizzare, dicendo che voleva uscire per andar a mangiare una pizza ed al cinema. Io, in quel momento, ero appena uscito da sotto la doccia ed avevo solo un telo avvolto intorno alla vita; a veder mia madre completamente nuda ed osservare il suo magnifico corpo, mi ha fatto perdere il lume della ragione. Mi son avvicinato a lei e.... insomma le ho detto che, secondo me, non era vero che uscisse per andar a mangiare una pizza ed un cinema, ma... era evidente che volesse cercare qualcuno con cui fare sesso. Lei ha sollevato lo sguardo e mi ha risposto con aria di sfida, dicendo che, se anche fosse stato così, non erano fatti i miei e che ne avrebbe dovuto rispondere solo a te. Credimi, papà, quel suo corpo meraviglioso che avevo davanti e sapere che avesse voglia di un maschio, mi ha scosso molto dentro, perché mi faceva rabbia l'idea che potesse andar fuori a farsi sbattere da uno sconosciuto; così... ecco io... in quel momento non ho fatto altro che togliere il telo e metter in mostra il mio membro. Le ho detto che, se voleva un cazzo per godere, il mio era lì a sua completa disposizione. È rimasta sbalordita nel ritrovarsi il mio membro davanti e.... insomma voglio dire, papà, era così piena di libidine che ha sollevato una mano e, quando me lo ha impugnato, trovandolo duro come la pietra, è rimasta letteralmente affascinata; così, un attimo dopo, la sua bocca se ne era già impossessata. Papà, è stato il più bel pompino che avessi mai ricevuto in vita mia! Nessuna donna mi aveva mai succhiato il cazzo come lei; forse avrei dovuto fermarmi lì, ma... tu sai che quando si è alle prese con certe sensazioni, come si fa a....? Non ho resistito ed abbiamo iniziato a scopare; lei è quasi impazzita di piacere. Capisco che…. voglio dire: ammetto che tu hai tutte le ragioni del mondo, ed avresti anche il diritto di…: se pensi che sia meglio, papà, prendo la mia roba e me ne vado da casa, senza entrare nella questione su ciò che intendi fare con lei!»

Ho guardato mio figlio in faccia e non più avvertivo quel senso di rabbia che fino a qualche momento prima, avevo nutrito nei suoi confronti; anzi, in quel momento, mi è sembrato quasi giusto doverlo ringraziare per avermi regalato delle corna in famiglia, piuttosto che aver permesso a sua madre di andare a far la troia in giro. Mi sono alzato in piedi ed ho detto a mio figlio che era ora di tornare a casa. Durante il tragitto, lui ha guidato in silenzio, mentre io cercavo di riordinare un po' i miei pensieri. Dentro di me, ho cominciato a rivedere la scena di Giuliana, messa a pecora, con Lorenzo dietro che la chiavava e lei che godeva intensamente; è stato il momento in cui ho avvertito che il mio cazzo si era gonfiato per un eccesso di voluttà. Mi son sentito ancor più sconvolto da questo tipo di reazione e, mentre entravo in casa insieme a mio figlio, ho cercato di capire perché, svaporato il momento di furore, avessi avuto quel tipo di erezione così violenta. Appena entrati in casa, Giuliana mi è venuta incontro e, continuando a tener la testa bassa, ha cercato di giustificarsi.

«Franco, non so spiegare come sia successo: una sera, avevo... avevo voglia di cazzo. Ero decisa ad uscire e trovarmi un maschio, quando… Lorenzo, in qualche modo, me lo ha impedito. Capisco di aver tradito la tua fiducia e, soprattutto, di averti messo le "corna" con nostro figlio, riconoscendo che la colpa è stata tutta mia; quindi, non è il caso che tu te la prenda con lui. Domani farò le mie valigie e me ne andrò e, quando vorrai, sarò pronta a firmare tutte le carte per il divorzio. Ti chiedo solo di non esser troppo duro con lui. Nostro figlio non ha colpa, se ha una madre che si è rivelata più troia di quando pensasse di esser già!»

Siamo tutti e tre in piedi, davanti al divano, sia Lorenzo che mia moglie mi guardano senza aggiungere altro. Avverto, dentro di me, un dolore profondo, ma, mentre rifletto sulle sue parole, vengo assalito da una profonda angoscia al solo pensiero di non aver più Giuliana in casa. Ero ancora stordito dalla sorpresa ricevuta e l'unica cosa che viene da dire è che, forse, è meglio andarsene tutti a letto, perché, come si dice, "la notte porta consiglio".  Lorenzo fa un cenno di assenso con la testa, poi mi augura la buonanotte e si ritira in camera sua, mentre io resto insieme a Giuliana, che sta in piedi ad attendere. Ho il cazzo così duro che mi fa male e, senza dir niente, la prendo per mano e la trascino in camera nostra, la sbatto sul letto. Indossa una gonna ed una camicetta che quasi le strappo di dosso e, spinto da una furia cieca, la penetro con un colpo solo. Sento la sua fica ben larga e, mentre la sbatto con colpi fortissimi, le rivolgo tanti di quegli insulti, che lasciano stupito anche me.

«Sei una troia! Una maledetta puttana! Una zoccola, una baldracca, una bagascia da quattro soldi! Sei una puttana da strada! Sei una sgualdrina, che non ha esitato a circuire suo figlio e farsi sbattere da lui! Tieni, troia, prendi anche questo cazzo! Sei una maiala schifosa! Puttana! Una grandissima puttana!»

Mi tiene stretto tra le sue braccia e continua a piangere, mentre gode.

«Sì, Franco, hai ragione. Sono una donnaccia! Mi faccio schifo per quello che ho fatto. È vero, sono una puttana affamata di cazzo: Franco ... non chiedo il tuo perdono, ma…»

Sono troppo eccitato, ancora troppo sconvolto e, soprattutto, troppo pieno per continuare a sbatterla senza venire; così, senza rendermene conto, vengo e continuo a pomparla, mentre rivoli della mia sborra fuoriescono dalla sua vagina, vangata con furore. Solo quando vengo la seconda volta, mi rendo conto di quello che ho fatto e le nostre bocche si uniscono in un bacio che rasenta la violenza. Resto dentro di lei, fin quando il mio membro non si sgonfia, poi scivolo di lato e lei continua a piangere, singhiozzare. Io cerco di riordinare le mie idee, lei si gira e mi guarda, mentre il suo viso è ancora rigato dalle lacrime.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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