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Mi sento a mio agio
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Racconto11 min di lettura

Mi sento a mio agio

Il racconto di un'avventura che ha staccato le etichette dai miei vestiti

eva paradise
21 giorni fa · 597 letture · 0

Succhio, succhio forte, assaporo i due odori, muovo la testa avvicinandomi e allontanandomi, le labbra adesso trattengono e succhiano forte due cappelle gonfie di piacere, la lingua passa ferocemente da un'asta all'altra, corre di qua e di la, disegna un simbolo dell'infinito usando i due grossi cazzi che ho dentro la mia bocca come linea guida.

Sono eccitato più di loro.

Mi piace. Ne voglio ancora.
L'uomo del furgoncino si stacca, probabilmente è arrivato troppo pieno ed eccitato e viene, schizzando tutto sull'asfalto e facendomi sentire una sorta di divinità. 
"Sono stato bravo, eh?"
Lui mi sorride, mi accarezza teneramente il viso, si pulisce e lentamente si ricompone.
Ma resta lì, spettatore e testimone.

Mi volto verso l'altro uomo, lo fisso negli occhi per riprendere da dove eravamo rimasti ma lui alza la posta in gioco, chiedendomi se volessi essere scopato.
Inizialmente non avrei pensato di arrivare fino a quel punto, ma è anche vero che non avrei neanche pensato di fare un pompino a due uomini contemporaneamente, come non immaginavo realmente che avrei potuto farne uno ad uno solo. 
Insomma, in pochi minuti avevo scavalcato dei tabù, avevo oltrepassato dei limiti, avevo tagliato delle etichette; soprattutto, ero eccitato da morire. Ero in uno stato mentale mai provato prima, l'istinto rispondeva prima dei miei pensieri quindi alla sua domanda risposi con un tono quasi supplicante: "Si, scopami"
Lo prendo ancora in bocca per assaporare nuovamente il suo sapore che, adesso, la mia mente percepisce come un profumo incantevole. Gli infilo il preservativo che tenevo in tasca, dopo avergli dato un ultimo bacio sulla punta del glande: un bacio di gratitudine per quanto vissuto finora e un incoraggiamento per quello che ho deciso stesse per succedere. 
Mi volto e mi metto in posizione inginocchiandomi sul sedile, con i piedi fuori dallo sportello e tenendomi con le braccia in avanti poggiate al sedile del guidatore, pantaloni e mutande erano già abbassati da qualche minuto perchè ogni tanto, quando riuscivo a succhiare senza tenere in mano i due piselli, masturbavo lentamente il mio. 

Lui afferra i miei fianchi e mi aiuta a posizionarmi in maniera più comoda per essere penetrato; guardo davanti a me, fisso il vuoto e penso che sto per farmi mettere nel culo un cazzo enorme, che mi farà male, che dovrei fermarlo.
Decido di continuare a godere il momento di follia che mi sono costruito e gli chiedo soltanto di essere delicato perchè non sono abituato a farlo.
Lui, lentamente appoggia la punta sul mio ano e inizia a muoversi.
Io, inesperto, cerco di seguire i suoi movimenti; piano piano sento allargarsi il mio buchino, provo un pò di dolore, ma la mente ormai non è in grado di percepirlo come tale. 
Faccio un piccolo movimento all'indietro e sento penetrare tutto il glande.
Ora il dolore è un pò più intenso ma voglio andare avanti, voglio essere penetrato, voglio sentire com'è. 
Voglio essere scopato.
Lui spinge dentro, io inarco la schiena per agevolare il suo ingresso.
Mi fa male ma lo sento, sento il suo cazzo enorme e duro che mi entra dentro.
Mi sento a mio agio.
Mi sento una puttana.
Godo.
Mi piace.
Ancora due o tre movimenti di questo tipo, ad ogni sua spinta verso dentro mi sento mancare il fiato da quello che se prima era dolore adesso sta diventando piacere; lui aumenta il ritmo, si muove, lo sento tutto, lo sento bene.
Non mi rendo completamente conto di cosa succede dietro di me, sto ansimando come una di quelle dei video di youporn. Con un filo di voce sussuro una domanda la cui risposta era ovvia, ma volevo sentirmela dire: 
"Mi stai scopando?"
"Si, eccome se ti sto scopando. Lasciati scopare per bene"
"Si, scopami. Scopami tutto. Godimi. Io sto godendo."
Le mie frasi lo eccitano e aumenta il ritmo, io mi sento sbattuto violentemente ma comunque mi sento al sicuro con le sue mani che mi guidano e trattengono, a mio agio, come se fosse la cosa più bella del mondo. Si, in quel momento era la cosa più bella del mondo; decido di farlo venire non solo con il corpo, ma anche con le parole.
"Ho il tuo cazzo in culo! Ho il tuo cazzo in culo!!!" 
Mi rendo conto che non sto più sussurrando, lui ansima e sbuffa di piacere.
"Godo! Il tuo cazzo nel mio culo mi fa godere, godo!"
Lui ansima sempre più forte e aumenta velocità e potenza della penetrazione; io urlo, non so se dal dolore o se dal piacere, davvero non riesco a rendermene conto.
"Scopami, scopami tutto! Godimi, godimi ti prego!"; ho perso ogni freno inibitorio, ho distrutto qualsiasi etichetta possibile, mi sento in paradiso.

Di scatto lui decide di uscire, mi volto di corsa per vederlo venire e a pochi centimetri dal mio viso mi trovo il suo pisello, duro ed esausto, sputare fuori il suo nettare bianco riempiendo velocemente il preservativo che aveva ancora addosso.

Lo stringo ancora nella mano avvicinandomi a pochi millimetri dalla bocca e dal naso. Nonostante il preservativo riesco ad annusare il sapore del suo sperma.
La mia faccia tra le sue gambe, il suo pisello a due centimetri dalla mia faccia, alzo gli occhi fissando i suoi, socchiusi ed esausti di piacere come i miei; sorrido con complicità e felicità. Lui mi chiede se avessi mai ingoiato lo sperma di un uomo.
Rispondo con la voce ancora affannata: "No, ho sempre avuto paura a spingermi fin lì, ma sento il tuo sapore e mi piace."
Sposto lo sguardo dai suoi occhi al suo pisello che tengo ancora in pugno, ho paura dei miei stessi pensieri ma questa volta il buon senso in qualche modo riesce ad avere la meglio. Avrei voluto sfilare il preservativo e dare un'ultima succhiata a quel bellissimo pisello, assaporandolo tutto e ripulendolo per bene, ma non l'ho fatto; mi piace mantenere caldo il desiderio per le volte successive, perchè da questo episodio sono sicuro che ne seguiranno altri: un incontro fortuito che mi ha trasmesso la consapevolezza di quello che mi fa godere davvero, regalandomi anche la serenità di vivere la mia sessualità senza badare alle etichette che noi tutti abbiamo incollate addosso.

Mi prendo solo il privilegio di baciargli un'ultima volta il cazzo: un bacio lungo e passionale sul punto dove era rimasto incastrato più sperma, una dolce leccata sempre sullo stesso punto che poi è proseguita su tutta l'asta risalendo fino al glande.
Poi la mia bocca si chiude e il mio viso si allontana. 
Si riveste, mi rivesto e torniamo entrambi a vivere le nostre vite etichettate.

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