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Le migliori amiche
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Racconto14 min di lettura

Le migliori amiche

eva paradise
3 ore fa · 17 letture · 1

I vent'anni e il periodo dell'università, uno stralcio di tempo dove ancora non ti senti arrivato al mondo degli adulti ma neanche ti senti più un ragazzino.

Le prime esperienze amorose sono abbandonate al passato, tra botte emotive date ed avute. Ci sta, eravamo tutti alle prime armi e non sapevamo cosa ci stessimo facendo.

Tra una lezione e l'altra mi imbatto su lei, Marta, una sgrinfietta minuta dai tratti vagamente dell'est, occhi da cerbiatta maliziosa, un corpicino ben bilanciato, un seno piccolino e un culetto che è più che altro una calamita per i miei occhi. La fisso per giorni ogni volta che la vedo in aula fino a quando ci incontriamo, più o meno casualmente, fuori dall'aula.

"Caffè?"

"Caffè ma, ti prego, scappiamo da qua e andiamo al bar che quello della macchinetta fa cagare!"

Approcciamo così, senza neanche un ciao. Evidentemente i nostri occhi si erano già studiati per bene nei giorni passati ed eravamo già per qualche motivo in una certa confidenza.

Da quella pausa tra una lezione e l'altra abbiamo continuato ad approfondire la nostra conoscenza e a frequentarci, anche con altri compagni corso.

Era bello, ci sentivamo parte di un gruppo ma avevamo sempre quel piccolo spazio riservato ai nostri sguardi intriganti.

Passano i giorni e aumenta la confidenza tra tutti noi, si inizia a parlare anche di argomenti più intimi e non solo di matematica e geometria. Un pomeriggio, durante il tragitto che ci portava alla metropolitana una sua amica, tra un cazzeggio e l'altro, si avvicina a noi due e ci fa "ma sapete una cosa? Io a voi due vi vedo troppo bene dentro un letto!"

Marta sobbalza e inizia scherzosamente a insultarla, ma tutto sommato lo scenario era assolutamente plausibile e, soprattutto, gradito.

Passano alcuni giorni e Marta mi chiede di dare una mano a lei e alla sua amica per un esame. Si, la solita scusa banale per vederci a casa, ma la questione si farà più divertente più in là.

Arriva il giorno dell'incontro, un martedì mattina come tanti, ci vediamo da me.

Passiamo la mattinata a far finta di studiare, poi pranziamo rapidamente e ci rilassiamo un momento sul mio divano letto.

"Ragazze scusate, il divano letto è scomodo, in tre non ci stiamo, vi offendete se lo apro così ci possiamo stendere e stiamo tutti più comodi?"

Marta arrossisce e cerca un cenno di approvazione da parte di Francesca, la sua amica che intanto era sul balcone a fumare una sigaretta: "bè ve l'avevo detto che vi vedevo bene in un letto, ma io non c'entravo un cazzo eh!"

Ridono e intanto apro il divano letto. Io e Marta ci stendiamo e accendiamo la TV, Francesca dopo un po' di titubanza si arrende e si stende anche lei per rilassarsi un po'.

Io sono al centro, Marta alla mia sinistra e Francesca alla mia destra.

Fisso Marta, ammiro il suo corpo sdraiato sul mio letto, i suoi capelli poggiati sulle mie lenzuola. È sexy da morire. Inizio a sentirmi in imbarazzo perché, naturalmente, il mio corpo reagisce rapidamente e inizio ad avere un'erezione ovvia e che difficilmente posso nascondere. Marta se ne accorge: "tutto bene?" Mi chiede con un tono tra il divertito e il compiaciuto.

"Tutto benissimo, potrebbe solo andare meglio" rispondo ironicamente.

"Ragazzi che vi state dicendo? Me ne devo andare??" Chiede Francesca che intanto per pudore e imbarazzo si è messa su un fianco per evitare sguardi inopportuni.

La rassicuro dicendole che non mi permetterei mai di metterla in imbarazzo.

Torno a fissare Marta, sdraiata a pochi centimetri da me, che continua a tenere gli occhi fissi sulla patta dei miei jeans. Lei si muove un po' e si fa più vicina, avvicinando la sua mano ai miei pantaloni fin quando non la appoggia delicatamente sulla forma del mio pisello.

Sospiro e penso "ma che cazzo fa? È impazzita?"

La guardo negli occhi e il suo sguardo mi rassicura: mi fa un occhiolino, avvicina il suo viso al mio e mi bacia silenziosamente sulle labbra, tenendo ancora la sua mano appoggiata delicatamente sul mio cazzo.

Arriva un secondo contatto tra le nostre bocche ma stavolta le sue labbra si insinuano tra le mie, facendo strada alle nostre lingue che finalmente si toccano per la prima volta, finalmente.

La sua mano a quel punto prende più consapevolezza e dall'essere appoggiata quasi distrattamente inizia a palpare sapientemente la forma del mio cazzo ormai durissimo.

Capisco che la sua è una voglia ma anche una provocazione, probabilmente vuole solo farmi soffrire e rinviare ad una prossima volta tutto quello che avremmo voglia di farci. C'è sempre Francesca, la sua amica, qua accanto a noi, e se non ci fermiamo al prossimo movimento o sussurro potrebbe accorgersi di tutto.

A quel punto io però decido di giocare più di lei e mi slaccio i pantaloni dando modo al mio cazzo di uscire fuori.

Marta sorride e me lo continua a tenere in mano, muovendo le dita lungo tutta l'asta e arrivando a palpare i testicoli.

Riprendiamo a pomiciare forte, le nostre lingue si rincorrono e si intrecciano vogliose, una danza primordiale pronta a far esplodere una bomba di piacere e desiderio.

Marta stacca la sua bocca dalla mia, come a dover prendere fiato, ed è li che mi sorprende del tutto:

"Fra! Scusa ma.... È successo!" Esclama con orgoglio.

"Stronzi me ne sono accorta che vi siete baciati, ma che pensate che sono scema?"

Francesca risponde ancora voltata di spalle e Marta con una malizia che ormai ho imparato a riconoscere le risponde "eh sì ma tu fra, per favore, non ti girare ancora eh! Mi raccomando!"

A quel punto Francesca perde la pazienza e si volta di scatto, trovando la sua amica avvinghiata a me, con i pantaloni aperti, mentre mi stringe il cazzo.

"Ma che cazzo fate??? Ma siete impazziti?"

Io completamente inebetito cerco di coprirmi e le chiedo scusa ma Francesca incalza ancora: "è inutile che ti copri, cosa vuoi coprire? Ormai l'ho visto il tuo cazzo!"

Interviene Marta per provare a stemperare la situazione: "vabbè si fra, scusa ma pure tu ti sei girata di colpo, ti avevo detto di non girarti. E poi, dai, pare che tu non abbia mai visto un pisello in vita tua e, perdona la schiettezza, so perfettamente che non è così!"

Ridono.

"Si Marta ma non ho mai visto il cazzo di uno che ti vuoi scopare tu"

"E vabbè, non mi offendo dai!"

"Ma vaffanculo dai!"

Francesca si alza e se ne va in bagno, un po' imbarazzata per l'accaduto ma non scandalizzata o particolarmente offesa.

Restiamo io e Marta in camera, soli.

Le dico se preferisce fermarci qui e andare dalla sua amica per chiarire del tutto questo piccolo incidente. Non risponde e, anzi, riprende a infilarmi con foga la lingua in bocca.

Cazzo quanto mi eccita quando mi bacia così.

Inizio a quel punto a palparla anche io nelle sue parti intime, infilo le dita nei suoi pantaloni e inizio a sfregarle sulla sua fighetta che le ha già bagnato per bene le mutandine. La spoglio e mi avvinghio in mezzo alle sue cosce, leccandole con foga la vulva.

C'è sempre Francesca di la, che a questo punto avrà già capito che dovrà aspettare fuori per un po'.

"Cazzo come me la stai leccando!"

"Te la lecco come uno che non desiderava altro dalla vita, sei una dea!"

Continuo il mio lavoro in mezzo alle sue gambe, sento i suoi muscoli contrarsi, le sue gambe si stringono con la mia testa in mezzo, i suoi umori mi invadono la bocca e mi sento di essere completamente suo e allo stesso tempo la sento completamente mia.

Viene. Sento i suoi muscoli rilassarsi, io le bacio ancora un po' la sua figa con dolcezza, poi mi scosto e mi stendo accanto a lei, i suoi pantaloni abbandonati a terra con le mutandine incastrare al loro interno, lei immobile a fissare il soffitto, le sue gambe nude e bagnate ancora allargate.

Una visione paradisiaca alla quale non ero in grado di sottrarmi e che accendeva in me un desiderio sessuale irrefrenabile, il tutto condito dal sapere che intanto c'era una persona consapevole del fatto che io e lei stessimo facendo i nostri "porci" comodi.

"Voglio infilarti il cazzo nella fica" le sussurro mentre me lo stringo in mano, in piedi, con lei sdraiata davanti a me.

"Facciamo la prossima volta, dai, c'è Francesca di là, già ha avuto troppo pazienza con noi, non possiamo lasciarla da sola tutto questo tempo"

"Dai si, hai ragione. Va da lei e poi le chiediamo scusa insieme, di nuovo. Abbiamo esagerato un po' troppo"

Marta recupera da terra le mutandine e i pantaloni, si riordina i capelli e va verso la porta ma prima che lei riesca ad aprirla riappare in camera Francesca che con fare deciso prende posto sulla sedia accanto alla scrivania, allarga le gambe e inizia ad accarezzare la sue parti intime: "sono stata qua fuori a guardarvi dal buco della serratura per tutto il tempo, mi avete fatto eccitare troppo."

Marta resta immobile con le mutandine ancora a metà gamba, semi nuda. Io in piedi che cerco di coprire il mio cazzo in qualche modo (non è enorme ma essendo ancora in erezione non riesco a coprirlo del tutto).

"Fra, che cazzo vuoi fare? Ti rendi conto? Sei seria??" Le chiede Marta.

"Marta non ci sto capendo niente, so solo che vi ho spiati da qua fuori mentre ti leccaca la fica e mi sono eccitata, va bene? Lo so, è assurdo, ma è così. E poi anche tu non farmi ora la morale che sei state te a tirargli fuori il cazzo mentre io ero qui con voi"

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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