C'è quel lato di te che ogni tanto riaffiora, magari per noia, o magari per una vera e propria esigenza di farlo respirare, quel lato.
Tant'è che finisco di nuovo sul solito sito di incontri e lascio un annuncio: cerco esperienza tra uomini. Senza troppi schemi, so cosa mi piace e cosa non mi piace e, soprattutto, non sopporto dover programmare un incontro sessuale come se fosse un foglio di excel. Ci si incontra e se ci si piace a vicenda si decide cosa, dove e come fare.
Dopo pochi minuti arrivano i primi inviti, spesso alcuni improponibili a causa di distanza geografica e altri per diversa visione su come dovrebbe essere gestito l'incontro.
Tra i tanti messaggi rispondo a quello di un tipo che scrive in modo diverso dagli altri, autoironico, leggero e che mi fa subito entrare in empatia.
Qualche messaggio di circostanza su gusti, esperienze e aspettative. Sembra gentile. Mi propone di andare nel suo studio in pausa pranzo. In dieci minuti di tangenziale posso essere lì: abbastanza distante dalla mia zona e abbastanza vicino per potermi regalare una trasgressione.
Accetto.
Parcheggio a pochi metri dal suo studio, non proprio davanti per non dare nell'occhio ma abbastanza vicino per allontanarmi senza fatica. Gli scrivo e gli dico di aprire.
Arrivato davanti alla porta mi trovo un uomo robusto, rasato, bello piazzato. Si, forse un po' di pancetta di troppo ma su, non stiamo di certo ad un concorso di bellezza e, anche io, non mi sento proprio un attore di Hollywood.
Mi fa accomodare e iniziamo a fare conoscenza, sembra simpatico e tranquillo, facciamo anche un po' di ironia su questa nostra esigenza di trasgredire in questo modo. Finiti gli argomenti per conoscerci e rompere il ghiaccio mi chiede: "bene, a questo punto cosa si fa?", con tono più di approvazione o conferma che altro.
Io, timido cronico nella mia vita "ufficiale", in queste parentesi trasgressive faccio emergere una sicurezza che spesso mi spaventa: il mio cervello si mette in modalità "zoccola" e rispondo con un sorriso ammiccante e un tono giocoso e ironico:
"Bè di solito a questo punto dovresti tirare fuori il pisello, io dovrei iniziare a leccarlo e poi a fare tutto il resto... O sbaglio?!"
Altra risata complice di entrambi, lui mi fa accomodare in uno stanzino sul retro pieno di gabbie e attrezzature da lavoro, tavoli di metallo, sgabelli e non so cos'altro; un secondo per guardarmi attorno e capire dove mi trovo, mi giro e lui è già completamente nudo! Un corpo massiccio, non molto scolpito ma decisamente forte e virile. Si avvicina a me e mi toglie la t-shirt. Mi fa voltare e inizia a massaggiarmi le spalle e la schiena... Mi lascio andare, mi rilassa i muscoli e allo stesso tempo mi fa eccitare. Mi rendo conto che sto realmente facendo il ruolo della femmina in tutto e per tutto. Lui inizia ad annusarmi la pelle, mi bacia le spalle, mi accarezza il petto e le sue mani lentamente scendono verso il basso. Io lo lascio fare, sento che si sta scaldando per bene e pur capendo che tutte queste attenzioni sono più per appagare la sua eccitazione che la mia non rinuncio a niente. Con una mano inizio anche io a toccarlo ma scendo direttamente nelle sue parti più intime, arrivo finalmente a toccargli il cazzo, lo sfioro volutamente in modo timido con le dita. Ora indice e medio lo tengono come una sigaretta, mentre il pollice gioca dolcemente con la sua cappella. Lui si accende, il respiro si fa più profondo, le sue mani possenti aumentano la pressione sul mio corpo minuto e si insinuano sotto i miei jeans. Si sofferma sul mio sedere e inizia a sussurrarmi dei complimenti che mi fanno sentire ancora più "femmina", mi sento gratificato e mi godo questo momento senza pensarci troppo e dopo un po' gli chiedo di togliermi i pantaloni. Non se lo fa ripetere due volte e porta una mano davanti, mi afferra "il pacco" e con le dita sbottona rapidamente i jeans che cadono a terra. Continuo a lasciarmi lusingare dalle sue parole e dalle sue mani che mi assaggiano le parti intime. Mi continua a sussurrare, sempre con più eccitazione, quanto gli piaccia il mio culo. Afferro allora la sua mano e la porto sotto le mutande che indosserò ancora per pochi istanti. Adesso lui è di spalle a me con entrambe le mani che massaggiano le mie chiappe, io accarezzo il suo pisello e le sue palle, mi piace da impazzire sentirle in mio possesso. Gli afferro l'asta e faccio in modo di mettermelo in mezzo alle chiappe in modo che lui possa strusciarlo su di me. Sento tutta la sua virilità sul mio corpo e questa sensazione mi fa sentire ancora più femmina e ancora più troia. Inarco la schiena per spingere il mio culetto ancora più addosso a lui che continua a masturbarsi con le mie chiappe, alzo le braccia e lo abbraccio stringendolo di più a me. Lui è in visibilio, io godo del suo godere ma sono ancora in me e riesco a gestire tutto per bene e con lucidità.
"Toccami il cazzo" gli sussurro all'orecchio e lui sposta la mano tra le mie gambe e lo afferra chiedendomi se sto godendo. Annuisco senza parlare, socchiudendo gli occhi e appoggiando tutto il mio peso su di lui, la mia testa poggiata sulla sua spalla, mentre lui masturba se stesso tra le mie chiappe e me con la sua mano.
Mi volto di scatto e lo abbraccio nuovamente avvicinando il suo petto al mio, prendo l'iniziativa e afferro il suo cazzo a cui appoggio il mio e con una mano inizio a segarli entrambi. Lui sbuffa di piacere, io lo osservo orgoglioso e maliziosamente avvicino le mie labbra alle sue, fermandomi a pochi millimetri per tenerlo in sospeso. "Adoro il cazzo!" gli confesso, "adoro sentirmi femmina e sentirmi puttana!", rilancio. Lui sorride e conferma che sono una bravissima puttana.
Rallento il frotting e continuo a fissarlo maliziosamente negli occhi, con le dita stimolo la sua cappella eccitata, allungo anche l'altra mano per tastargli delicatamente i testicoli.
"Lo voglio in bocca!", esclamo eccitato.
"Prendimelo tutto. Sei una troia!" Risponde.
Mi siedo sul pavimento e continuo ad accarezzargli asta e testicoli, avvicino il mio viso in mezzo alle sue gambe, lo fisso da vicino, lo annuso e inizio timidamente a dare delle puntellate con la lingua sulla base dell'asta e sotto i testicoli.
Dopo poco la lingua si fa meno timida e aggiungo dei baci che fanno da preludio "all'atto finale", sento crescere la sua eccitazione e anche la mia, temo che solo sfiorassi il mio cazzo potrei esplodere. Tra baci e leccatine continuo senza freni a sussurrare "quanto mi piace il cazzo".
"Lo vedo che ti piace il cazzo, sei bravissima! Continua!" Mi esorta lui. Lo fisso negli occhi le poggio le mie labbra sulla punta della cappella e la faccio lentamente entrare in bocca, la succhio, la mia lingua la avvolge e la spingo sotto la pelle del prepuzio. Giocare con il prepuzio è la mia fantasia (realizzata) preferita, sento di avere il potere totale su di lui.
Continuo a succhiare la cappella e a godermi quell'odore di maschio che mi inebria e annebbia i pensieri. Ad un tratto lui prende la mia testa e affonda tutto il cazzo nella mia bocca, io ho un conato ma resisto e inizio a succhiarglielo tutto, riesco ad arrivare fino alla base e sentire i peli sfregare sulle labbra. Lui aumenta il ritmo degli affondi e io perdo il controllo della situazione: ora è lui a guidare il gioco e quello che prima era un delizioso pompino ora è qualcosa di più sciatto, rude. Sta scopando la mia bocca in modo anche forse violento per certi aspetti, ma lo lascio fare perché una brava puttana si fa anche scopare bene la bocca e sa quando è il momento di lasciar sfogare il testosterone del proprio uomo.
