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Il veterinario
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Racconto11 min di lettura

Il veterinario

Vi porto con me dal mio amico segreto...

eva paradise
22 giorni fa · 741 letture · 0

Sento il suo membro invadere la mia bocca e colpirla forte senza controllo, come un fucile impazzito che spara colpi a caso, alcuni affondi li sento dritti in gola e mi fanno mancare il respiro, fatico un po' è appena sento che la sua mano allenta la presa sulla mia testa riesco a staccarmi e rifiatare.

"Wow!" Dico, dammi un momento, fammi respirare!

Lui è ormai lanciato verso il suo orgasmo e non pare avere intenzione di aspettare ancora e prova subito a rificcarmelo in bocca per finire ma questa volta riesco a tenerlo a bada e riprendere il controllo del gioco. Bacio la cappella e passo la lingua sul buco dell'uretra che, ormai, è larga e pronta a eiaculare tutto il suo godere. Mi godo questa sensazione inebriante della mia lingua che ricarica ogni millimetro e che scivola liscia su questa cappella gonfia di piacere. Sento che sta per esplodere e lui me lo conferma dicendomi "troia, così mi fai sborrare, lo sai eh?"

"Ora ti faccio sborrare, ma prima voglio che mi scopi".

Mi alzo e allungo le braccia su un tavolo di metallo, suppongo quello dove opera gli animali, piego la schiena fino a poggiarci anche la fronte e per permettere un ingresso più agevole dentro di me.

Eccolo. Il cazzo duro del mio uomo adesso mi sta schiaffeggiando le chiappe e lentamente si avvicina al mio buchino. Sento il suo corpo aderire sempre di più al mio, tremo di paura e piacere allo stesso tempo. Mi ripeto in mente che non devo farlo per forza, che potrebbe già bastare così per oggi, ma ne ho voglia. Ormai ci sono, voglio fare la troia fino in fondo. Lui mi ficca un dito in bocca: "so che preferisci il cazzo ma ora lecca bene il dito così ti apro per bene".

Obbedisco cercando di essere più sensuale possibile, lui si lascia leccare il dito mentre lo guardo maliziosamente negli occhi. Inizia ad accarezzarmi il buco delicatamente e io sento tutto il mio corpo abbandonarsi ad uno stato di relax e piacere inarrestabile, sento che sta allargando il buco che, fortunatamente, si lascia rilassare senza troppa attesa. Inizia a infilare il dito dentro, lo muove e mi piace da morire, resta lì appena dentro e disegna dei cerchi per rilassarmi e farsi largo.

Ansimo.

Lui aumenta il ritmo della stimolazione e io lo seguo con il corpo, una vera e propria danza tribale fatta di godimento e lussuria.

Godo e penso "è così che gode una donna?"

Dopo un po' gli chiedo di andare avanti: "scopami, ti prego! Voglio il tuo cazzo in culo, adesso! Non ce la faccio più, ho voglia di cazzo nel culo!"

Sento la sua cappella farsi spazio e darsi il cambio con il dito, percepisco la sua consistenza all'ingresso e già capisco che sarà decisamente diverso rispetto alla stimolazione con il dito. Arriva il primo affondo che mi toglie il fiato e mi immobilizza completamente. Mi esce un gemito con una voce profondissima che non ho idea di come possa aver prodotto.

Lui resta fermo qualche secondo e poggia le sue mani sui miei fianchi, sostenendomi e dirigendo la danza per agevolare la penetrazione.

Arriva il secondo affondo e percepisco ora l'asta che si fa largo dentro di me. Fa male, non sarebbe veritiero dire il contrario. Sento che si mozza il fiato e la sensazione è di essere davvero inebetito nei movimenti, al terzo affondo sento la sua presenza fin dentro lo stomaco. Ansimo ancora e mi sento completamente inerme.

Lui inizia a muoversi dentro di me, ogni movimento lo sento in tutto il corpo e mi fa ansimare di dolore ed eccitazione.

"Ti piace?" Mi chiede.

"Sss-si, sss-si" rispondo con un briciolo di voce.

"Sei una puttana lo sai?"

"Mi piace essere una puttana. Ti piace il mio culo con dentro il tuo cazzo?"

"Hai un culo da sogno e sto godendo come un matto"

Abbiamo preso il via, io ho preso le misure di queste nuove sensazioni e ora inizio a percepire solo la parte piacevole dell'atto. Lui continua a sbattermi da dietro, il suo cazzo vigoroso lo sento tutto e mi sento usato ma al centro del mondo. Alzo un po' lo sguardo e di fronte a me noto delle gabbie con dentro cani e gatti.

Cazzo! Mi sto facendo inculare nello studio di un veterinario, ma a chi la racconto sta storia?!

Inizio a riprendere il controllo del mio corpo e mentre lui continua a sbattermi il cazzo in culo io sculetto un po' per eccitarlo di più.

Mi chiede se sto per sborrare anche io e gli dico "non lo so". In effetti mi ero perso del tutto il ricordo di averlo anche un cazzo! La sua mano me lo afferra con sicurezza e inizia a segarmi per bene.

"Se mi tocchi così sborro subito"

Lui non risponde e continua a scoparmi e a segarmi e io esplodo in una eiaculazione potentissima.

"Ahhhhhhhh siiiiiiii!!!!" Esplodo anche con un gemito di piacere incontrollato, mi agito e mentre mi muovo sento il mio sperma colare sulle mie cosce. Lui blocca i miei movimenti e mi dice di non muovermi che sta per sborrare anche lui.

"Sborrami addosso ti prego!"

Lui fa altri due, tre affondi e poi sento il suo cazzo uscire da me, mi volto e mi siedo su uno sgabello che era lì accanto. Lui avvicina il cazzo sul mio petto e mi sborra tutto addosso, mentre geme e mi continua a dire "che sono una gran puttana"

Concordo.

Rifiato.

Lui si allontana e và in bagno per pulirsi e io resto li, ancora tremante per il piacere e l'esperienza provata, bagnato del mio e del suo seme, nella sala operatoria di uno studio veterinario.

Aspetto così, abbandonato a me stesso e quando torna gli chiedo "come va?"

"Sei stata bravissima. A te è piaciuto?"

"Mi hai fatto impazzire."

Mentre mi guarda e si riveste lo fisso negli occhi, raccolgo con un dito un po' del suo sperma che sta colando giù su tutto il mio corpo e me lo passo sulle labbra come un rossetto, poi mi lecco le labbra e mando giù.

Lui sorride soddisfatto e mi apre la porta del bagno, mi porge della carta per pulirlmi e asciugarmi.

Resto in silenzio, mi infilo la t-shirt e recupero i jeans abbandonati a terra insieme alle mutande.

Nel piegarmi mi trovo ancora il suo cazzo di fronte. Lo succhio dolcemente ancora una volta.

Finisco di vestirmi e prima di andare lo abbraccio al collo, promettendogli che tornerò spesso a trovarlo.

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