Be’, da qui è facile capire il resto, come si è ridotta a vivere sola con due figli senza lavoro e come è arrivata qui. E anche io le racconto la mia storia, ma è ancora più lunga e penosa della sua. Quindi scendiamo dal treno dei ricordi e andiamo al capolinea.
Questa esperta puttana ha ragione, bisogna provare tutto quello che ci viene in mente. Oggi siamo vivi e domani chi lo sa.
Ho deciso di mettere in pratica la follia di Eva.
Sono tornata a casa e ho detto al mio ragazzo: “Che mangiamo a pranzo?”
Lui ha risposto: “Non lo so, cucino sempre io. Pensaci tu che dormi dalla mattina alle cinque del pomeriggio, mentre faccio tutto io.”
E io gli ho detto: “Sei pazzo. Lavoro tutta la notte, tu è da sei mesi che stai fermo, pretendi che io non dorma?”
Siamo arrivati a dirci che così non va.
Ho detto che ha ragione.
Lui ha proposto: “Forse ci serve uno psicologo di coppia.”
“Per me”, ho detto, “ci serve uno scambio di coppia.”
Lui mi guarda come uno che sta affogando in altomare, da solo al largo, e non vede nessuno per farsi salvare, tantomeno eccellenti nuotatori.
Siamo seduti vicini, le nostre gambe si toccano. C’è un solo motivo per cui sto ancora con lui ed è che, se gli dici di provare qualche cosa, prova tutto. Tanto non ha senso essere gelosi di una donna che lavora nella notte. In breve mi chiede: “E con chi dovremmo farlo?”
Io dico: “Con Eva.”
“Ma Eva è una mignotta.”
Dico: “Non la devi pagare. Mi paga lei.”
“E come? È divorziata.”
Dico: “Ma ha un bel figlio, molto più bello di te, ed è disposta a chiedergli di scoparmi.”
Leonardo è molto eccitato.
“Ma i figli valgono come scambio di coppia?”
Alzo le spalle: “E che ne so? Noi lo facciamo e basta. Ogni mondo avrà le sue regole, anche quello scambista, ma io seguo solo le mie regole.”
Lui accetta. “Va bene, lo faccio.”
Così ci mettiamo d’accordo per stanotte.
Entrambe abbiamo il giorno libero. Eva dorme a casa mia e io a casa sua.
E suo figlio ha cucinato per me... io ho mangiato e so apprezzare i bravi cuochi. Sono anche io una brava cuoca.
Ora lui è steso sul divano, si è tolto la tuta così che io possa succhiargli quel grosso cazzo bianco.
“Guarda... guarda”, dico, “hai anche i peli del cazzo biondi!”
Lui ride e negli occhi gli si agita una corrente marina, so che il mio pompino lo ha portato lontano.
Ora mi sta dicendo che sta sempre solo.
“Nessun amico viene più a casa mia, mia madre sta sempre nuda con solo le autoreggenti addosso, mi fa vergognare.”
Io dico: “Sta’ un po’ zitto...”
E allora le nostre bocche si avvicinano. Ho sognato di farmi scopare da lui la prima volta che l’ho visto, sogno che mi allarga fino a farmi venire come non mai.
Ma lui si ferma... guarda il mio perizoma, ha una farfallina iridescente sul fianco. Lo prende, lo tira e, come se lo ritrova in mano, se lo mette in bocca. Io gli metto le mani sulle spalle: “Non vergognarti di tua madre, è la donna migliore del mondo. Quelli che non hanno limiti sono le persone migliori del mondo.”
Lui mi risponde: “Ok? Faresti una cosa per me?”
“Certo.”
“Voglio il tuo culo, è rotondo, mi piace. Guarda che bello è... mia madre dice che anche tu sei una grande puttana. Facciamo un altro scambio... ti lecco la fica fino a farti venire e tu mi fai fottere il tuo culo...”
Dico: “Ma la mia fica vuole di più, vuole che la fotti perché ogni volta che ti guarda negli occhi non sa calmarsi.”
“Va bene, la fotto, ma voglio anche il tuo culo.”
Quando mi entra dentro fa impressione quanto è grosso, liscio, freddo come i sassi sulla spiaggia che frequento con Eva. Spingo i fianchi verso di lui ma abbasso gli occhi, voglio vederlo... vedere quel cazzo che mi entra, mentre lo sento e non ho mai provato un brivido così forte come quando si incastra con le pareti umide della mia vagina.
Lui spinge, spinge e io lo seguo nel movimento. Mi spinge oltre ogni limite, ha preso davvero da sua madre..
Ma lui vuole vedere...
Quando ha finito si inginocchia, gli prendo la testa, mi metto come riesco a vedere e lui inizia a penetrarmi con la lingua e mentre vengo si stacca e me la spinge nel culo.
Lo fisso, grugnisco anche io come una maiala, come la madre di Eva che si è fatta scopare da suo padre quel giorno, quando Eva ha deciso di fare la puttana per non vederla mai più.
Il figlio di Eva si avvicina al mio ano disteso... mi spinge all’esterno le ginocchia con le gambe larghe. Adesso lo guarda dall’alto e con la saliva lo bagna, ma è inutile.
Il mio culo, già pronto, aperto, lo aspetta.
Si abbassa ancora, flettendosi sulle ginocchia... preme forte la punta di carne all’entrata.
Mi sento come quell’etera che chiamavano Pylartis (porta spalancata) perché era vorace, ingoiava tutto, proprio tutto, con ogni porta del suo corpo.
Così almeno dicono gli antichi e gli antichi non dicono cazzate.
La porta della camera è aperta...
Ma Eva non verrà, non stanotte, sta scopando il mio fidanzato a casa mia.
Ricordo...
Mentre suo figlio struscia l’inguine sulla mia carne, ricordo che a Roma antica c’era una porta che conosceva tutti i misfatti della casa e li raccontava a un poeta. Le porte! Che uno pensa non abbiano orecchie!
Che dirà di noi domani questa porta?
Tutta la verità!
Che sono venuta fino quasi a morire mentre mi scopava un figlio di puttana.
Che dopo ci ha guardati bere una bottiglia di grappa e dormire sul pavimento storditi e che lui rideva perché mentre dormivo il naso mi prudeva, e lo strofinavo sui suoi capelli resi duri dal gel per grattarlo.
Dirà che noi eravamo vivi e non abbiamo lasciato andare nessuna occasione di provare emozioni, perché abbiamo capito che la storia del peccato e della mela di Eva era tutta una cazzata.
E dirà che la mattina Eva è tornata e ha visto sulla faccia del maggiore dei suoi figli ipnosi e stordimento, perché gli stavo succhiando il cazzo a colazione e stavolta, invece di scappare, si è compiaciuta dei risultati della sua vita di puttana.
Perché una volta le hanno detto che se se ne andava sarebbe morta, e invece è viva.
Perché si è comprata casa con le sue sole forze, lei che è una furia... e al suo posto chi è normale avrebbe forse ingoiato il rospo per non sfasciare la famiglia.
Noi no. Noi siamo puttane e siamo vive.
Se questo vale come scambio di coppia non lo so. So che sono stata felice perché Eva era felice e il mio fidanzato anche, e suo figlio guardava il caffè raffreddarsi mentre veniva nella mia bocca con tutta la forza che aveva.
E mi piaceva Eva.
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