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Le parole e i fatti
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Racconto9 min di lettura

Le parole e i fatti

Ringrazio il professore per avermi descritta e per aver dedicato ancora una volta le sue parole ad Agave.

Agave Ionia
15 ore fa · 35 letture · 2


Lo bevve lentamente, potevo ammirare il liquido attraversare la trachea e scendere lungo il collo. Depose il bicchiere, le labbra erano delicatamente umide. Eppure, nonostante l’ammirassi i miei muscoli erano fermi, contratti, perfettamente opposti alla sua leggerezza, femminile e impetuosa. Trascorse qualche minuto, chiacchiere senza particolare costrutto, soprattutto da parte mia. Poi, per rendere l’atmosfera un po’ meno fredda, le offrii del vino. Accettò senza titubanze. Brindammo e l’aria iniziò, almeno per me, a farsi più soffice. Le luci più calde. I sensi più attenti. Il desiderio mi pervadeva e sentivo il fuoco ormonale mescolarsi con quello alcolico, lei se ne avvide e, pur mantenendo una certa algida calma, non riusciva a nascondere una piacevole curiosità rispetto al mio lento scompormi e all’abbandono della posa da uomo capace del controllo di sé che fino a quel momento avevo faticosamente mostrato. Si alzò, imperiosa, la ammirai dall’alto al basso e credo di avere manifestato la mia voglia con il solo respiro. Si fece largo e si sedette su di me, cingendomi il collo con le braccia, ma senza perdere il dominio e il controllo totale e assoluto della situazione.
“Tu lo sai perché sono qui?”
“Per… conoscermi?”
“Voglio che mi scopi come mai prima.”
“...”
“Scopami forte, fammi sentire il cazzo con tutta la potenza e la forza che vuoi.”
“Io… Veramente…”
“Se ti piaccio come sembra, devi scoparmi oltre ogni limite, come mai hai fatto prima.”
“Sì… Però…”
“Basta parole, voglio i fatti.”

Non aggiunse altro. Sedutasi su di me, con sapienza ed eleganza mi concesse lo sfioramento delle labbra, ritraendosi ai miei tentativi di baciarla con tutta la passione possibile, permettendomi solo leggerissimi scambi con la lingua, prima di schiudere la bocca e farmela assaggiare pienamente. Appoggiai le mani sui glutei sodi e carnosi, feci per spogliarla, ma lei bloccò il tentativo. I suoi seni esplodevano sotto la maglietta, la sua carne bolliva rovente e io feci in modo di farle sentire, nonostante la chiostra degli abiti, un’erezione potente e inarrestabile, che nulla e niente al mondo avrebbe mai potuto sedare. Colpita e gratificata dalla reazione, morbidamente si chinò sul membro. Lo sfoderò che era duro come mai prima l’avessi mai avuto e prese in bocca l’ampia cappella, larga e rossa.

“Hai un bel cazzo largo.”
“Grazie…”
“Ma bisogna saperlo usare.”

E partì con il più dolce e lungo e passionale e incredibile pompino mai avuto in vita. La sua lingua girava intorno alla cappella con ritmo perfetto e sinuoso, poi la ingoiava tutta, continuando a lavorarla con la lingua, pur coprendola integralmente, e si liberava del boccone solo per prendere aria e riprendere con tecnica e padronanza inarrivabili. Accompagnavo con la mano, come si è soliti fare, la sua sublime performance orale, di tanto in tanto indugiando con le dita sotto il mento per carezzarla dolcemente, cercando di aggiungere un tocco di dolcezza in più a un momento rovente in ogni decimo di secondo. Proseguì per circa dieci minuti: non so ancora oggi come abbia fatto a non spargerle il seme in viso, quel viso dolce e deciso che di per sé, al di là del corpo, esortava allo scatenarsi della passione più potente. Eccezionale il lavoro ai testicoli, inglobati e ricacciati, umidi di lei, gonfi di sperma al punto di esplodere. Sublime la risalita dalla radice verso l’altro, indimenticabili le parole di accompagnamento.

“Non è lunghissimo, ma è corposo… Ha il sapore del cazzo che mi piace…”

Mi sembra di sentire i suoi mugolii di piacere, la voce impastata di saliva e liquido pre-eiaculatorio,

“Così mi farai scoppiare…”
“...”
“Sei senza paragoni…”
“...”

Di tanto in tanto mi lanciava occhiate cariche di passione e desiderio, che al tempo stesso esprimevano un completo e totale dominio della situazione. Leccava e succhiava, baciava e masturbava, ora piano ora forte, gestendo con maestria l’asta, ormai completamente ricoperta di liquidi di varia provenienza.

“Adesso è pronto. Scopami fortissimo.”

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Scritto da
Agave Ionia

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