Il conduttore del gioco annunciò l’inizio del gioco: “Signori e signore, è giunto il momento di scoprire chi sarà il fortunato vincitore, o la fortunata vincitrice di questa sera.”
Mentre le luci ruotavano illuminando il pubblico, il conduttore estrasse il numero e lo lesse: “Nove.”
Dalla sala si udì una voce squillare. “È il mio, è il mio, ho vinto io.”
Un cerchio di luce inquadrò la vincitrice, era Carla.
Carla saltava per la gioia gesticolando, il suo seno che ballava attirava gli sguardi di tutti e quando una spallina del vestito scivolò una tetta saltò fuori scatenando fischi applausi di approvazione.
Tre giovani spogliarellisti di colore la sollevarono e la portarono sul palco dove il conduttore la accolse: “Buonasera, signora?”
“Carla, mi chiamo Carla.”
“È contenta di partecipare? Se ha qualche dubbio può ancora rinunciare.”
“Ma che, è matto. Iniziamo, iniziamo.”
“Bene, allora giri la ruota.”
“Un attimo” disse Carla “Fatemi toccare ferro” e, prima di far girare la ruota, strinse forte il primo cazzo a disposizione.
La prima figura su cui si fermò la freccia era una bella fica con le labbra spalancate e un clitoride in erezione.
I tre giovani che l’avevano accompagnata la spogliarono, e la fecero sdraiare su una panca al centro del palco.
Due di loro le divaricarono le gambe, le allargarono le grandi labbra e la sua fica apparve in tutta la sua bellezza sui grandi schermi disposti su tutte le pareti, un cameramen seguiva il gioco e trasmetteva in diretta lo spettacolo.
Il terzo mandingo iniziò a leccarla, la sua lingua era lunga, entrava come un pene nella vagina, poi usciva e saliva a titillare velocemente il clitoride.
Carla tremava per il piacere, la passera era così bagnata che quando il suo partner succhiava sembrava che stesse aspirando con una cannuccia la bevanda dal fondo di una lattina.
Una mano iniziò ad accarezzarle i seni, li faceva ballare, le stringeva i capezzoli, poi lasciò il posto a una bocca, una bocca famelica che sembrava voler mangiare quel seno.
Un’altra mano accarezzò la vagina, si faceva spazio tra le grandi labbra e infilava qualche dito mentre un’altra mano stimolava il clitoride.
Lo spettacolo eccitava il pubblico e qualcuno iniziò a incitare gli spogliarellisti: “Ficcale la mano dentro.”
In quello spettacolo il pubblico comandava e lo spettatore scelto per partecipare non poteva rifiutarsi.
La mano iniziò lentamente ad entrare e questa volta fu Carla ad incitare: “Cosa aspetti sfondami”.
Il pubblico la applaudì con entusiasmo, qualcuno gridò: “Brava, ci fai godere.”
La mano fu ingoiata da quella passera affamata e cominciò a fare su e giù, Carla sentiva l’orgasmo arrivare e urlava: “Si, così continua, metti anche l’altra mano, squartami.”
Fu subito accontentata mentre le veniva spruzzato addosso del gel lubrificante un’altra mano entrò nella fica e cominciò a scoparla alternandosi con l’altra.
Carla fu scossa da uno spasmo e arrivò urlando.
Il conduttore segnalò la fine del tempo e la invitò a girare nuovamente la ruota perché aveva diritto a tre estrazioni.
La freccia si fermò sul disegno di due labbra che baciavano un cazzo, il messaggio era chiaro, la dovevano scopare in bocca.
La fecero mettere in ginocchio e le offrirono i loro membri, erano tutti lunghi più di venti centimetri e Carla si cimentò in pompini spettacolari.
Prima bagnò per bene con la sua saliva le aste di quei cazzi, quando furono belle lucide iniziò a pomparle e a succhiarle.
Quando tutti e tre furono belli duri, misero Carla supina sulla panca facendo sporgere la testa.
Uno ad uno le misero il cazzo in bocca, la testa le era caduta indietro e questo consentiva a quei manganelli di penetrare in profondità nella gola che si gonfiava a dismisura ad ogni affondo.
Carla si sosteneva ai glutei dell’amante di turno, i suoi occhi si riempirono di lacrime, il trucco si scioglieva e colava sulla faccia, lei cercava di respirare con il naso, ma quando il cazzo entrava in gola le chiudeva tutte le vie respiratorie e lei soffocava.
Quando il viso di Carla diventava rosso per lo sforzo il suo amante si sfilava, lei inspirava profondamente, poi stringeva forte le chiappe dell’uomo e lo tirava verso di sé spalancando la bocca invitandolo a entrare nuovamente.
Carla iniziò ad accarezzarsi e quando il primo ragazzo iniziò a spruzzarle in gola il suo sperma, lei arrivò subito dopo.
Un secondo cazzo iniziò a scoparla, mentre un altro cominciò a leccare e succhiare il clitoride e un altro orgasmo sconvolse Carla mentre era costretta ad ingoiare un’altra sborrata.
Il presentatore suonò la fine del secondo giro e dopo averla fatta risposare le chiese di girare ancora la ruota.
La freccia si fermò su una scritta: “Doppia.”
Il conduttore si rivolse al pubblico e disse: “Signori e signore, adesso dovrete guidare voi, esprimete i vostri desideri.”
Per iniziare il pubblico scelse la fica, uno dei ragazzi si stese sulla panca, Carla fu messa su di lui a pancia in aria e il pene in vagina, un secondo cazzo la penetrò davanti.
Gli amanti si alternavano ma i cazzi in vagina erano sempre due.
In sala si udì la voce di Karin: “Mano e cazzo.”
Poi fu la volta di Eric: “Fica e culo.”
Quindi toccò a Marisa: “Due cazzi nel culo.”
Ogni comando veniva eseguito immediatamente e Carla continuava a godere urlando il suo piacere.
Quando il gioco terminò i suoi amanti la accompagnarono in un camerino per farla riposare.
Rientrati in villa ci accomodammo in sala e tutti commentarono la performance di Carla, Karin si avvicinò e le disse: “Sai, Eric ed io, abbiamo letto un racconto su Erotika.App e tu ci hai ricordato tanto la protagonista, come lei sei stata in grado di affrontare qualsiasi situazione traendone sempre godimento.”
Poi rivolta verso di me disse: “Il titolo del racconto era “La vendetta di un marito”, per caso tu conosci l’autore?”
“Chissà” risposi io, presi Carla sottobraccio, demmo la buonanotte a tutti e andammo a riposarci.
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