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Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.
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Racconto21 min di lettura

Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.

…...A CASA. Mi presento, sono un Master del Veneto con diversi anni di esperienza, ho 50 anni ed ho avuto diverse Schiave con cui ho giocato…. Ciascuna relazione mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha fatto crescere sia come uomo, sia come Padrone. Se avete il desiderio di scambiare idee considerazi...

Padrone Severo
2 anni fa · 580 letture · 0

IO “-Baciala Cagna tra qualche minuto accarezzerà la pelle dei tuoi glutei”

LEI “- Ho paura Padrone ti prego non farmi tanto male”

IO “- Ho detto baciala!!!”

Nel viso la paura, negli occhi il terrore di quello che di lì a poco si sarebbe consumato…

IO “- Allarga un po’ le gambe ed inarca la schiena come ti ho insegnato”

IO “- Sei pronta?”

LEI “- Si Padrone!”

Iniziai a percuoterla con colpi leggeri, 4 serie da 5 colpi, già iniziava a notarsi sulle chiappe già rosse per il precedente trattamento lo stampo di qualche cinghiata data con più forza. Adesso sarebbe venuto il bello altre due serie questa volta da dieci colpi ciascuna con più forza. Iniziai, si avvertiva il sibilo nell’aria e lo schiocco secco provocato dall’impatto del cuoio con la pelle, La sentì piangere e contorcersi dal dolore tra la prima e la seconda serie mi fermai qualche minuto per permetterle di riprendersi, intanto presi a massaggiarle le chiappe rosse fuoco, anche al tocco leggero della mia mano lei ormai avvertiva un dolore acuto sul suo posteriore, ne mancavano altre dieci non potevo certo fermarmi, le diedi un po’ di sollievo masturbandole la fica superfluo dirvi in che condizioni la trovai. Gli feci qualche foto del suo culetto in fiamme, le ordinai di aprirsi la fica con le mani in modo da poterla fotografare internamente, poi gli feci qualche foto in viso, un viso devastato dalle lacrime accompagnate dal colore del suo trucco che colava dai suoi occhi disegnando il tragitto lungo il suo viso. Inviai il book fotografico in chat al cornuto nell’altra stanza con scritto “NON TOCCARTI O ME LA PAGHERAI VERME”. Feci rimettere la mia Cagna in posizione e ripresi la cintura per gli ultimi dieci colpi, questa volta otto furono di lieve intensità ma gli ultimi due li scagliai in sequenza con una tale intensità da farla saltare dalla sedia per il forte dolore, gridò e pianse, un pianto lungo e liberatorio, si inginocchiò a terra e si avvinghio con le braccia forte alla mia gamba, io iniziai ad accarezzarle la testa ed il viso intriso ormai dalle lacrime, la aiutai a sollevarsi dal pavimento ed a riassumere la posizione, questa volta cosce larghe mani poggiate sui braccioli della sedia e schiena inarcata. Le accarezzai il culetto che ormai nei punti di maggior contatto era viola intenso. Le misi le dita nella fighetta, guadagnai l’interno senza alcun problema visto gli eccessivi umori che colavano, le mie dita erano fradicie di umori le estrassi ed iniziai a massaggiarle la rosetta dietro, era molto stretto, raccolsi di nuovo un po’ di umori dalla sua fica con le dita ed iniziai a penetrarla dietro…

IO “-Rilassati sentirai meno dolore”

LEI “- singhiozzando ancora per il pianto rispose, si mio Signore”

Continuai per diverse volte fino a quando riuscii a ficcarle dentro al culo due dita ed a pomparla per qualche minuto, avevo il cazzo al limite della sua grandezza e durezza aveva bisogno di esplodere, tolsi i boxer e mi avvicinai alla bocca della mia Cagna…

IO “- Leccalo perbene cagna, e rilassati tra un po’ ti faccio il culo”

LEI “- Mhhhhh si Padrone ma fai piano ti prego sono stretta dietro”

Dopo un poco, che ebbi umettato il suo buchetto con i suoi stessi umori, ed avevo il cazzo umido della sua saliva mi piazzai dietro di lei e le appoggiai la cappella sul suo buchetto, dalla dimensione del mio uccello in proporzione al suo buchetto capii che dovevo penetrarla in modo molto lento tanto da darle il tempo di adattarsi alle mie dimensioni. Iniziai lentamente ad entrare dentro di lei, ebbe un sobbalzo appena la mia cappella le profanò lo sfintere, lo estrassi di nuovo ed iniziai a pomparle la fica che era un lago, quando fui sicuro che il mio uccello era ben bagnato dei suoi umori ripresi col suo culetto entrai non senza difficoltà per un quarto della mia lunghezza, mi fermai per darle il tempo di abituarsi, poi con una potente stoccata gli fui dentro fino ai coglioni, lei emise uno strillo acuto, ormai avevo guadagnato il suo buchetto che accoglieva tutta la mia asta, cominciai a pomparla inizialmente lei si dimenava sicuramente per il dolore che percepiva, a mano a mano che le sue pareti interne si rilassavano ed accoglievano con minor sforzo il mio bastone iniziai ad aumentare il ritmo delle pompate. Notai che iniziava a piacerle, si dimenava questa volta non per il dolore della penetrazione, emetteva muggiti di piacere, continuai a stantuffarla per diversi minuti quando infine le esplosi dentro tutto il mio piacere, lei emise un grido forte di piacere a sua volta segno che in quel momento raggiunse l’orgasmo. Non estrassi immediatamente il mio cazzo dal suo culo ma avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le sussurrai...

IO “-Ora lo tolgo, tu chiudi le chiappe dovrai conservare la mia sborra dentro di te fin tanto che non ti ordino di liberartene CHIARO!!!”

LEI “- Si Padrone, come tu desideri”

Estrassi la mia verga dal suo buchetto, qualche piccolo rivolo si sborra ne fuoriuscì, pochissima in realtà, tirai dal guinzaglio la mia schiava e la feci inginocchiare davanti a me gli misi davanti alla bocca il mio cazzo semiduro, ancora bagnato e con qualche piccola chiazza di colore marrone chiaro, gli ordinai adesso puliscilo con la bocca, dovrai fare un buon lavoro ed ingoiare il tutto, lei lo accolse in bocca e con la lingua iniziò la pulizia, ogni tanto avvinghiava le sue labbra e spompinava per farlo tornare duro, poi lo toglieva dalla bocca e iniziava a passarne la lingua su tutta la lunghezza compreso i coglioni, spesso la vedevo deglutire. Alla fine, aveva fatto un ottimo lavoro.

IO “- Bravissima Cagna hai fatto un buon lavoro, adesso andiamo è giusto far partecipare anche il Cane alla nostra sessione”.

Mi infilai l’intimo e strattonando il guinzaglio la portai nella stanza dove era rinchiuso il verme cornuto. Era in ginocchio nella stessa posizione in cui lo avevamo lasciato, era visibilmente scosso, sicuramente avrebbe voluto masturbarsi sentendo le urla ed i pianti della moglie provenire dalla stanza di fronte, immaginando solo cosa stava accadendo.

IO “- Bene cane, come ti avevo promesso è giunto il momento di farti condividere il nostro piacere”.

Portai la mia Schiava accanto a lui la feci alzare e posizionare col culo sul suo viso; ordinai a lui di aprire la bocca e togliere fuori la lingua, a lei di divaricarsi le chiappe con le mani.

IO “- Adesso Troia ti puoi liberare della mia sborra, e tu verme vedi di non farne cadere nemmeno una goccia, dovrai ingoiare tutto e poi pulire il suo culo con la lingua è CHIARO?”

Lui “- Si padrone”.

Lei “- Tutto chiaro Padrone”.

Questo finale è stata un’esperienza fantastica vedere con quanta foga Carlo raccoglieva ogni goccia della mia sborra direttamente dal culo della sua amata consorte, la quale si contorceva nel sentire la lingua di lui cercare di guadagnare l’interno del suo ano.

I giochi per quel giorno si conclusero li, tutti e tre fummo soddisfatti di come era andato il nostro incontro, continuammo a parlare anche dopo la sessione non più dell’esperienza che avevamo appena concluso, ma come dei vecchi amici di cose banali e della vita di tutti i giorni. Da li a poco mi riaccompagnarono alla stazione, ci lasciammo con l’appuntamento per la settimana successiva…CONTINUA

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Padrone Severo

4 racconti, 1 libri.

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