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Erotika
Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.
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Racconto21 min di lettura

Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.

…...A CASA. Mi presento, sono un Master del Veneto con diversi anni di esperienza, ho 50 anni ed ho avuto diverse Schiave con cui ho giocato…. Ciascuna relazione mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha fatto crescere sia come uomo, sia come Padrone. Se avete il desiderio di scambiare idee considerazi...

Padrone Severo
2 anni fa · 580 letture · 0

IO “- No tu adesso sarai mia ora dovrai diventare ufficialmente la mia Cagna, il cornuto segaiolo che si è toccato per tutto il tempo del pranzo senza essere stato autorizzato metterà a posto e laverà pentole e piatti, che siano ben puliti poi controllerò. Ma prima Cane ti inginocchi e passi sotto il tavolo, vai dove era seduta la mia cagna e con la lingua pulisci il pavimento ed ingoia tutto; è chiaro Cane?”

Angela essendo seduta a distanza dalla tavola qualche volta nel portare il boccone alla sua bocca capitava che qualcosa cadeva finendo sul pavimento (un po’ di pasta, qualche pezzetto di arrosto un po’ di insalata).

Lui “- Ma padrone…”

IO “- Zitto lurido verme, osi discutere un mio ordine?”

Lui “- Veramente…”

IO “- Ho detto silenzio e datti da fare Cornuto, senza utilizzare le mani, solo con la lingua, ti è CHIARO?”

Lui “-Si Padrone obbedisco”

Mentre Carlo a quattro zampe andava al posto di Angela per fare ciò che gli avevo ordinato, io che ero in piedi accanto ad Angela, afferrai il suo braccio piegandolo dietro la sua schiena e gli feci segno di andare verso il divano. Arrivati li liberai il braccio e con tono arrogante e deciso gli sussurrai;

IO “- Apri bene le gambe Cagna…Alza le mani e portale dietro la nuca…Inarca la schiena indietro. Questa è la posizione di ISPEZIONE, che, devi assumere quando te lo ordino, unica variante quando sarai a piedi nudi senza scarpe dovrai rimanere in questa posizione sulle dita, ti è CHIARO?”

LEI “-Si mio SIGNORE”.

Andai all’appendiabiti lasciando Angela in quella posizione, presi dalla tasca del mio giacchetto il collare ed il guinzaglio che avevo acquistato per la mia nuova schiava e tornai da lei. Appena vide ciò che avevo in mano, notai i suoi occhi brillare ed un piccolo colorito, rosso chiaro, stamparsi sul suo volto.

LEI “- Finalmente Padrone, sapessi da quanto tempo aspettavo questo momento”

Notai sedendomi di fronte a lei qualche gocciolina di colore biancastro colarle dal piccolo labro della figa, sintomo che in quel momento il suo corpo nel basso ventre era attraversato da forti scosse di piacere, questo lo capii perché vedevo le sue gambe tremare e la sua espressione del viso leggermente contorta oltre naturalmente al luccichio della sua patatina.

IO “-Adesso inginocchiati Cagna ti apporrò il sigillo della tua appartenenza a me tuo unico Padrone e Signore”.

LEI “- Certo Mio Signore sono fiera di potermi finalmente inginocchiare ai suoi piedi”.

Così dicendo si avvicinò a me ed iniziò a piegare le gambe fino a quando finalmente le sue ginocchia non toccarono il pavimento, in questo frangente chiudendo gli occhi emise un leggero ululato di piacere...

LEI “-Sono al tuo cospetto pronta a ricevere il tuo sigillo di appartenenza Signore”.

IO “-Con questo collare chiuso intorno al collo da questo momento diventi ufficialmente la mia CAGNA, e allo stesso tempo io Sarò il tuo PADRONE. Avrai l’onere di indossarlo sempre in mia presenza con orgoglio, ed averne cura quando io sarò lontano da te, riponendolo con attenzione in un luogo sicuro dove mai nessuno oltre me e te avrà accesso”.

LEI “- Sono Pronta PADRONE”

Dopo che gli misi il collare, con la mano in senso di affetto, gli accarezzai i capelli e gli diedi un bacio sulla fronte, lei visibilmente fiera ed eccitata di ciò che era appena accaduto chinò la testa verso il pavimento ed iniziò a baciarmi le scarpe, la lasciai fare, molto lentamente ne sciolse i lacci di uno e lo sfilò continuando a baciarmi i piedi; continuò con lo sfilarmi le calze, a questo punto estrasse la lingua ed iniziò a leccarmi e a baciarmi il piede, allo stesso modo in silenzio senza proferire parola alcuna mi allietò dello stesso servigio l’altra mia estremità. Dopo una manciata quasi interminabile di minuti staccò la sua lingua dai miei piedi e in quella posizione sollevando lo sguardo mi disse:

LEI “- Padrone sono talmente eccitata che ho trovato molto naturale per la mia posizione dimostrarle il mio affetto, spero di aver fatto cosa gradita”

IO “-Se non ti ho fermata vuol dire che ho apprezzato il tuo gesto di umiliazione e sottomissione che hai appena fatto”.

Gli sollevai appena il viso ed attaccai il guinzaglio al collare:

IO “- Ti porto a fare una passeggiata fino alla vostra camera da letto, questo è il momento della tua prima punizione, ricordi?”

LEI “- Si mio Signore ma ti prego non essere molto sadico, fammi ciò che vuoi ma sappi che non sopporto il dolore”.

IO “- Mettiti a 4 zampe, allarga le gambe, inarca la schiena e solleva il culo dovrai camminare in questo modo, esponendo al meglio i tuoi buchi”

LEI “- Grazie Padrone”.

La guidai per tutta la stanza fino al lavabo dove il cornuto visibilmente eccitato stava asciugando i piatti per poi riporli al loro posto.

IO “-Allora verme, hai visto la tua dolce mogliettina come ha compreso immediatamente quale sia il suo posto! Pensi anche tu cornuto-segaiolo impotente che non sei altro di volerti sottomettere ed obbedirmi?”

La frase era naturalmente di rito, fatta solo per coinvolgerlo e non lasciarlo escluso dal nostro rapporto, in realtà sapevo benissimo quale sarebbe stata la sua risposta, soprattutto sapevamo entrambi che lui non sarebbe stato partecipe alle nostre SESSIONI….

LUI “- Certo Padrone anche io mi sottometto al tuo volere come ha fatto la troia di mia moglie”.

Un forte calcio in culo gli arrivò che lo fece sobbalzare e sbattere con la testa allo stipite...

IO “- Come ti permetti lurido verme di offendere la mia cagna, meriti una sonora lezione, che non ti venga in mente di offenderla mai più sia in mia presenza che soprattutto in mia assenza, è Chiaro Verme?”

LUI “- Diventò di mille colori e toccandosi le chiappe doloranti per il calcio ricevuto disse: mi perdoni PADRONE, non sono degno nemmeno di inginocchiarmi ai suoi piedi, ma voglia avere compassione di questo umile cornuto”.

IO “- Lascia ciò che stai facendo e seguimi…”

Andammo tutti e tre verso la zona notte, gli feci segno di entrare nella cameretta del loro figliolo, lui obbedì ed andò avanti facendo strada. Entrammo e gli dissi:

IO “- Adesso inginocchiati verme con le mani dietro la schiena, rimarrai al buio mentre io con la mia Cagna andremo a profanare il vostro talamo nunziale…, obiezioni?”

Lui “- No Padrone da oggi qui comandi tu e questo vale anche per me”.

IO “- Chiudendo la porta, naturalmente non potrai masturbarti, CHIARO?”

Lui “- con voce tremante ed incerta, d’accordo Padrone.”

Spensi la luce e diedi uno strattone al guinzaglio perché la Cagna mi seguisse, chiusi la porta dietro di noi ed entrammo nella loro stanza da letto, era luminosa una tenda doppia copriva la visuale dall’esterno ad una ampia finestra ma nel contempo faceva entrare la luce del sole, accanto al letto vi era una poltrona con sopra poggiata una grande bambola da collezione di porcellana, la spostai adagiandola in terra da un lato e mi tolsi i miei blue jeans con la maglietta, rimanendo in intimo, mi sedetti sulla sedia e gli ordinai con voce dura:

IO “- Stenditi sulle mie ginocchia Cagna, a pancia sotto, adesso proverai cosa significa contravvenire ad un mio ordine…”

Si alzò da terra e venne a stendersi, come gli ordinai, sulle mie gambe, era un po’ maldestra ma l’aiutai ad assumere una posizione sicuramente poco comoda per lei; infatti, stesa com’era toccava terra da dietro con la punta dei piedi e davanti con le dita delle mani, questo per permettermi di avere alla giusta inclinazione il suo splendido culetto. Iniziai a colpirla sui glutei in principio non molto forte ma comunque con colpi decisi 10 colpi su un gluteo e 10 sull’altro, lei si dimenava ed emetteva dei gridolini ma nulla più, mi fermai ed iniziai ad accarezzarle le parti che avevo battuto, poi mi insinuai nella sua intimità, era un lago.

IO “- Troia ti eccita prenderle?”

Lei “- No mio padrone ho sentito male”

IO “- Questo non è nulla, vedrai alla fine.”

Ripresi il trattamento questa volta con più veemenza, si dimenava e si contorceva per il dolore, intanto le sue chiappe iniziavano ad assumere un colorito di rosso ben evidente, qualche lacrima iniziava a scendere dal suo volto disegnando delle strisce di color viola scuro evidente. Altri 40 colpi ben assestati, interrompo e faccio scivolare la mia mano all’interno delle sue cosce che trovo umide, insinuo due dita all’interno della sua fica e la trovo colma di umori. Un rivolo di materiale biancastro trasparente ed appiccicoso si trasferisce su di essi, è il suo nettare, la sento ansimare affannosamente, è venuta copiosamente, porto le mie dita intrise del suo nettare alla sua bocca e…

IO “- Pulisci cagna, fino all’ultima goccia”

LEI “- Grazie Padrone”

Prende a leccare con impegno a succhiare quasi come fosse un pene, ormai so quanto sia brava con la bocca. Sotto di lei il mio uccello inizia a premere verso il suo ventre, si erge, avverto il bisogno di tirarlo fuori e fotterla come merita ma cerco di contenermi non è ancora il momento. Le faccio cenno di alzarsi, mi alzo a mia volta, le ordino di adagiarsi sulla poltrona, in ginocchio sul sedile con le braccia incrociate sulla spalliera e la testa poggiata su di esse. Intanto mi avvicino ai miei pantaloni e tiro via da essi la cintura, larga circa 8cm di vero cuoio molto resistente e rigida, era lunga circa 160 cm, ne avvolsi un paio di giri dal lato dei ganci di chiusura alla mia mano in modo da avere una buona presa e di conseguenza un ottimo controllo, tornai da Angela portai la mia mano verso la sua bocca e….

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