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Erotika
Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.
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Racconto21 min di lettura

Una coppia non tanto normale. “Perversa” …CAP2.

…...A CASA. Mi presento, sono un Master del Veneto con diversi anni di esperienza, ho 50 anni ed ho avuto diverse Schiave con cui ho giocato…. Ciascuna relazione mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha fatto crescere sia come uomo, sia come Padrone. Se avete il desiderio di scambiare idee considerazi...

Padrone Severo
2 anni fa · 580 letture · 0

…...A CASA.

Mi presento, sono un Master del Veneto con diversi anni di esperienza, ho 50 anni ed ho avuto diverse Schiave con cui ho giocato…. Ciascuna relazione mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha fatto crescere sia come uomo, sia come Padrone. Se avete il desiderio di scambiare idee considerazioni, oppure sei una donna biologica con tendenze alla sottomissione (o in cerca di un Padrone/Guida oppure Appartenenza) con esperienza oppure novizia puoi contattarmi… La mia Mail.: [email protected] oppure Telegram @PadroneSevero50

Questa storia, come tutte le altre che scriverò è reale, solo i nomi ed eventualmente i luoghi sono modificati per tutelare la privacy delle persone coinvolte.

Come ebbi a dire nel capitolo precedente, ci avviammo verso la loro auto con direzione casa loro. I posti ormai li conoscevamo all’interno dell’automobile, il Verme (cornuto) sarebbe stato come prima il nostro autista mentre io e la mia Cagna ci saremmo seduti dietro per stare più comodi. Ormai si era ben capito che lei mi appartenesse, voleva diventare la mia schiava per cui sapeva che avrebbe dovuto donarmi tutto di lei, il suo corpo, le sue emozioni, la sua mente…. Ormai erano incatenate o, meglio, ingabbiate nel sacro vincolo dell’appartenenza. Aveva capito bene che appartenere aveva solo un significato per lei cedere il controllo esclusivo del suo piacere. Il suo piacere in quel momento era tanto, troppo i leggings che le avevo fatto indossare del colore che le avevo ordinato ne furono chiari testimoni, ormai la chiazza di umidità era abbastanza visibile per buona parte del cavallo, e dell’interno cosce, più evidenziata nel tratto del solco vaginale ove si notava un colore molto intenso battente quasi sul nero (La cagna era venuta e senza toccarsi).

Si chiacchierava sia con Carlo che con Angela (con temi diversi del BDSM) sulla giornata di sole primaverile, su quello che avremmo consumato a pranzo, su quanto fossero contenti di avermi conosciuto, mentre si dialogava la mia mano era poggiata su di una coscia di lei facevo percorrere lentamente in un andirivieni la lunghezza che dalla fica portava al ginocchio. Lei era calda, eccitata in un fiume in piena, dalla maglietta potevo osservare i suoi capezzoli irti come dei chiodi, l’eccitazione la stava devastando, mi accorsi che Carlo lanciava furtivi sguardi dallo specchietto retrovisore di tanto in tanto…. subito lo ammonii:

IO “- Verme guarda avanti, non distrarti gli occhi debbono essere concentrati sulla strada, CHIARO!!!”

Lui “- Mi scusi PADRONE, certamente PADRONE”.

Da questa situazione in cui ci trovavamo io ne ero particolarmente eccitato, avere ai miei piedi due automi, due Robot, che pendevano dalle mie labbra mi rendeva orgoglioso, anche se debbo dire ero leggermente combattuto dalla presenza maschile, come ho scritto in precedenza questo fu per me la prima volta a trovarmi in un contesto simile. Vinsi comunque quell’attimo di freno inibitore abbassai la lampo dei miei pantaloni ed estrassi il mio uccello già oltremodo paonazzo, afferrai Angela per i capelli e la spinsi sopra, lei d’istinto tentò di afferrare il mio uccello con la mano destra, gli diedi un forte strattone….

 IO “- non ti ho detto di utilizzare le mani Cagna…”

Lei “- Va bene Padrone come desideri…Hai un bel cazzo proprio come piace a me, spero di essere all’altezza…”

IO “-Zitta Cagna non sono qui per sentire i tuoi apprezzamenti, datti da fare, dimostrami quanto sei troia…”

Iniziò lentamente a poggiare la sua lingua sulla mia cappella dando dei baci al mio Glande tolse la lingua e iniziò a leccarla per tutta la circonferenza, già dai primi tocchi si notava la sua esperienza nello spompinare, eseguì un magistrale andirivieni su tutta la lunghezza dell’asta alternando baci con la bocca all’uso della lingua, tornata su iniziò a prenderlo in bocca guadagnando centimetro dopo centimetro i trequarti dell’intera lunghezza, nel risalire sentivo l’umido della sua saliva e la carezza vellutata della sua lingua, era molto brava nell’arte …… più e più volte sentivo scosse di piacere lungo tutta la schiena, sentivo lo scroto in subbuglio e la verga vibrare, lei si accorse che stavo per venire e senza fermarsi mi guardò negli occhi in quella posizione per lei molto scomoda quasi come per chiedermi se poteva proseguire e farsi sborrare in gola.

IO “- Un attimo prima di donargli il mio seme esclamai …. Esigo che non lo ingoi devi trattenerlo in bocca ti dirò io quando e cosa fare.”

Ebbi a malapena il tempo di terminare la frase che gli svuotai tutto il mio piacere in bocca. Era piena, le due guance erano deformate come se avesse un boccone abbastanza grande, nonostante tenesse serrate le labbra due piccoli filetti di sborra le colavano ai lati, fece per prendere dalla borsetta un tovagliolo per pulirsi ma la bloccai

IO “- lascia non pulirti è eccitante vederti in questo stato”

Mi fece cenno con la testa che aveva capito. Mi ricomposi, dopo una decina di minuti l’auto si fermò, era un piccolo complesso di villette a schiera bifamiliari, immediatamente fuori dal centro città, luogo tranquillo e nello stesso tempo signorile.

Lui “- Arrivati”

IO “- Adesso scendiamo, e subito vi bacerete sulla bocca alla francese cosicché possiate dividere la mia sborra che insieme ingoierete”

I due si avvicinarono e si baciarono come due fidanzatini innamorati al distacco potei vedere il deglutire dei loro bocconi, entrambi ne fecero colare qualche goccia ma comunque si erano dissetati del mio nettare.

Lei “- Padrone finalmente, grazie di avermi liberata, ho male alla mandibola, …. , è molto buona la sua sborra Signore spero possa donarmene ancora presto”

IO “- sono contento che ti piaccia Cagna”

Lui “- se volete possiamo entrare”

Avanzammo verso l’abitazione, lui avanti poi io ed infine la mia Cagna poco dietro di me. Entrammo, veramente una bella casa, appena dentro ci trovammo in un’ampia sala da pranzo con un bel tavolo in noce, spostato verso un laterale un bel divano molto comodo con al centro un tappeto sul quale era adagiato un piccolo tavolino. Una penisola divideva la stanza da un angolo cottura ben accessoriato, un corridoietto portava alla zona notte composta da un’ampia camera da letto matrimoniale e dal lato opposto una cameretta piccola con accanto l’ampio bagno.

Lei “-Padrone stamani prima di uscire mi sono alzata presto ed ho preparato un arrosto di vitello, una bolognese e degli stuzzichini. Se lei mi consente chiederei il permesso di andare a cambiarmi sono completamente bagnata, poi mi metto subito a preparare.”

IO “-Non è necessario che ti vada a cambiare anche perché dovrai rimanere completamente nuda, continuerai ad indossare solo le scarpe coi tacchi a spillo che hai ai piedi. Comincia pure a spogliarti adesso qui!”

Il cornuto era visibilmente eccitato, almeno dalla sua espressione del viso questo trapelava, nessun movimento nei paesi bassi. Angela iniziò con grazia a togliersi i vestiti, prima la maglietta poi le scarpe ed infine i leggings, indossò poi di nuovo le scarpe e disse….

Lei “- Vado un attimo a riporre questa roba nella biancheria sporca”

IO “-Lascia pure qui i leggings così che il verme possa leccarne i tuoi umori. Da questo momento il cornuto dovrà accontentarsi di usare la lingua visto che il suo cazzettino non serve e non è più gradito. Dico bene Verme?”

Lui “- Si padrone sarò solo il suo cornuto impotente e segaiolo.”

IO “- vedo che capisci al volo cosa ti compete, la mia cagna è una mia proprietà adesso, per te sarà off-limits”.

Lei “-Grazie Padrone finalmente qualcuno che lo mette a posto”

IO “- indossa un Grembiule e mettiti a preparare Cagna, ricorda, quando ti fermi di rimanere sempre con le gambe aperte, io ti osservo e se ne ho voglia verrò ad ispezionarti; quindi, i tuoi buchi dovranno essere sempre accessibili. CHIARO?”

Lei “- certo mio Padrone farò come mi ordini.”

Si mise così in cucina a finire di preparare il pranzo, intanto, il Verme era in ginocchio da un lato impegnato nel suo lavoro (Leccare l’interno dei leggings dove fino a qualche minuto prima era custodita la vagina di sua moglie.

Io ero ben accomodato sul divano che guardavo la mia Cagna impegnata a cucinare godendo di quella stupenda visione (il suo culo che presto avrei utilizzato a mio piacimento). La tavola era già apparecchiata per tre persone, qualche minuto dopo Angela esordì:

Lei “- È pronto iniziate a prendere posto, così che possa iniziare il pranzo.”

IO “- Hai già fatto abbastanza togli il grembiale e vieni a sederti, ci servirà il Cornuto.”

Mi fecero accomodare a Capotavola, si avvicinò Angela chiedendomi dove volessi che si sedesse, le feci cenno che il suo posto sarebbe stato alla mia destra, vicino a me, mentre avrebbe dovuto spostare il posto del verme verso il fondo del tavolo (non di fronte a me) sul lato lungo, proprio vicino all’angolo opposto al nostro. Feci accomodare la mia cagna, la sua sedia spostata dal tavolo di circa 40 cm, seduta con le cosce spalancate (come le avevo già detto doveva in qualsiasi situazione ci trovassimo rimanere ben esposta) per consentirmi in qualsiasi momento di accedere con semplicità alle sue parti intime. In questo modo per poter mangiare avrebbe dovuto inclinare la schiena in avanti in una posizione alquanto scomoda. Consumammo le portate veramente deliziose che la mia Cagna aveva preparato per allietare il mio palato, un banchetto delizioso, durante il pranzo io e lei parlammo di varie cose tenendo fuori dalla nostra discussione il cornuto (cosa che facemmo volutamente) che era visibilmente infastidito ed interdetto dal nostro comportamento. Ogni tanto da sotto il tavolo stendevo la mia mano verso di lei per poterle toccare la figa, appena sentiva le dita poggiarsi portava il busto indietro e il culo verso la parte esterna della sedia agevolando la mia penetrazione; 1, 2, 3 dita dentro, inutile dirvi che era un lago, mentre che la toccavo chiudendo gli occhi emetteva dei gemiti a volte strozzati a volte liberatori, era calda all’interno gonfia di piacere, un vero fiume in piena. Tirate via le dita le portavo alla sua bocca che apriva e con la lingua leccava avidamente il suo stesso nettare, aiutandosi con le labbra faceva un lavoro certosino pulendo con perizia il frutto della sua stessa essenza. Notai che il Cornuto dal fondo del tavolo lanciava degli sguardi lascivi ed ogni tanto la sua mano destra scendeva sotto, immaginai verso la sua intimità, era facile da prevedere visto che l’aria intorno era intrisa dell’odore di lei, lo stato in cui versava era prova di un godimento liberatorio. Finito il pranzo Angela mi chiese il permesso di poter sparecchiare e dare una pulita prima di metterci comodi.

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