Sara: “siiii…..mmmmm….siiii Francesca…lecca….lecca la sborra di tuo padre….leccala…bevilaaaa….ingoialaaaa….”
Marcello: “amore ti amo…lo capisci che ti amoooo…”
Sara:”….siii…anche io ti amoooo…mmmm…mi fate impazzireee…..”
Nella stanza c’era un odore di sesso tremendo: sborra, umori, piscio; tutto si mischiava, ormai la depravazione ed il piacere aveva preso il sopravvento. La goduria, la lussuria era la priorità assoluta. I tre stettero ancora ad amoreggiare un po’, poi Sara venne nella bocca della ragazza mentre Marcello si masturbava furiosamente venendo sulla pancia della moglie. Alla fine la coppia rimase sola nel bungalow ma non aveva nessuna intenzione ne di lavarsi ne di farsi la doccia. Marcello aveva espresso il desiderio di rimanere con gli odori addosso. Dopo aver dormito per un paio di ore Sara si alzò, e si portò fuori dal bungalow mettendosi a sedere sulla sedia di vimini nel patio. Si accese una sigaretta e si mise a pensare a tutto quello che era successo nella precedenti quarantott’ore. Mentre rilassata ad occhi chiusi si destò perché sentì una voce richiamare la sua attenzione.
Simona (vicina di bungalow): “ciao…ti disturbo ?...”
Sarà aprì gli occhi e vide sbucare da dietro la siepe, che divideva il loro bungalow da un altro di fianco, una ragazza bionda, su per giù di venticinque anni, carina, con un bel seno ed una figa completamente depilata. La squadrò dalla testa ai piedi.
Sara: “ciao…vieni…no, non disturbi…accomodati…piacere io sono Sara…”
Simona: “io sono Simona….”
Sara: “vuoi una sigaretta ?...”
Simona: “…si grazie…”
Simona prese la sigaretta offerta e l’accese. Le due donne stettero per alcuni in silenzio a fumare, guardandosi negli occhi ogni tanto. Sara si accorse che ogni volta che incrociava lo sguardo la ragazza abbassava gli occhi. Pensò che doveva essere un po’ timida.
Sara: “e con chi sei al villaggio ? da sola, famiglia, fidanzato ?”
Simona: “no, non da sola….con il mio compagno, …siamo arrivati ieri…ci hanno segnalato di questo posto alcuni nostri amici che erano venuti l’anno scorso e si sono trovati bene. Io all’inizio ero un po’ titubante, non ero mai stata in un villaggio nudista ma poi il mio compagno mi ha convinto…e siamo qui.”
Sara: “si sta benissimo qui…mare da favola…cibo attimo, tanta riservatezza ed anche i proprietari sono molto ma molto speciali…”
Simona: “e tu sei con il tuo fidanzato ?”
Sara: “marito…sono con mio marito…che è dentro che dorme…abbiamo avuto una giornata molto movimentata…ehehh…” sorridendo.
Simona: “capisco…ehm…Carlo invece è andato a pescare…lui è molto appassionato…”
Sara: “ahaha…se è per questo qui si pesca molto …e non solo pesci di mare…ehehee….”
Simona: “ah si ? in che senso ? …”
Sara: “…ahah….i pesci di terra…”
Simona: “ah ! adesso ho capito…scusa…”
Sara consapevole di volerla provocare aggiunse: “sai io e mio marito siamo una coppia molto aperta… vogliamo divertirci… non abbiamo nessuna preclusione in ambito sessuale… e voi ? anche voi siete una coppia aperta ?”
Simona: “bhe...mmm…veramente…, veramente no…no.”
Sara: “neanche fantasie ? non mi dire che sei una ragazza pudica e morigerata ?”
Simona: “…mmm…no…a parte le solite fantasie a letto quando facciamo l’amore…nulla…ci vogliamo bene…non sentiamo l’esigenza di altre avventure…”
Sara: “ma che significa…anche io e mio marito ci amiamo alla follia…ma questo non significa che non mettiamo del pepe nel nostro rapporto….anzi devi sapere che essere una coppia libera rafforza l’unione, si diventa più uniti, più complici, … ci si ama di più…ecco !”
Simona: “ah si ? veramente ? non credevo…”
Sara: “Assolutamente…è così…credimi…il rapporto ne esce rafforzato…”
Simona molto incuriosita da questo discorso, superando la sua timidezza, aggiunse: “posso farti una domanda…un po’ personale ?
Sara: “prego…chiedimi tutto quello che ti passa per la testa…non ti fare scrupoli…”
Simona: “…non so come dirtelo…. uhmmm…. tu lo fai solo con altri uomini ?”
Sara: “…ahaha….no, no….per me non ci sono barriere: uomini, donne, coppie…fare sesso non dovrebbe avere tabù…è sesso…piacere…godere…capisci ?”
Simona era turbata da quella conversazione, capitata per caso, dopo un momento di timidezza non riusciva più a staccare gli occhi dalla bocca, dal seno, da gli occhi di Sara. La guardava, la osservava parlare ed era turbata. Notò che parlando con lei si era messa a gambe incrociate sulla sedia e mostrava in tutta la sua bellezza la sua figa aperta. Aveva notato come sulla figa ci fossero macchie evidenti di seme maschile, ancora fresco, ed ogni tanto vedeva fare capolino dall’entrata della fica un grumo di sborra. Era confusa, ma anche eccitata.
Sara: “che c’è questo discorso ti turba ?”
Simona: “…si….un po’ si…non avevo mai affrontato certi argomenti con un’estranea…”
Sara: “è bello essere turbati…vuol dire che questo discorso ti intriga…ti confonde…. Ti eccita…è vero ? Sei un po’ eccitata ?
Simona: “…si…ma così…è strano…”
Sara capendo il momento di imbarazzo e la vulnerabilità della ragazza si alzò dalla sedia e si avvicinò a lei. Avvicinò il suo volto alla sua faccia. Avvicinò la sua bocca alla bocca di Simona. Sentì il respiro corto della ragazza. Le prese la mano, tremava.
Sara: “lasciati andare…dobbiamo seguire i nostri istinti… quando sei eccitata devi godere…devi lasciarti andare…capisci ?”
Simona: “ma io…io…”
Sara: “zitta…non parlare…stai in silenzio…lo so che sei eccitata….lo so che in fondo vorresti godere…lo so…lo vedo…lo intuisco…”
Sara appoggiò la bocca su quella di Simona e la baciò. Prima dei bacetti brevi, poi sempre più lunghi, poi insinuò la lingua fra le labbra della ragazza, che prima resistette e poi aprì leggermente la sua bocca. Sara con una mano le prese la testa e la strinse a se e mentre la baciava con l’altra mano iniziò ad accarezzare il seno, il capezzolo, poi l’altro seno, poi l’altro capezzolo, per scendere infine in mezzo alle gambe, ed insinuarsi con le dita fra le labbra della figa. La ragazza tremava, ansimava, era scossa da un piacere diverso perverso, mai provato prima. Sara staccando la bocca iniziò a guardarla intensamente negli occhi, mentre con le dita affondava nella figa, sentendola un lago.
Sara: “godi…godi…lasciati andare al piacere….le senti le mie dita…vogliono darti piacere…vogliono farti godere…è quello che vuoi…dimmelo….dimmelo !”
Simona”…mmm….ahhhh….mmm….ahhh….che ni staiii facendooo…o mammaaa miaa…”
Sara: “dimmelo che vuoi godere ? dimmelo che ti sei eccitata a guardarmi…dimmelo…!”
Simona: “…mmm…..ahhhhh…..siii….siiii….ti prego fammi goderee….non so quello che mi sta succendoooo…ma fammi godereee….. voglio godereee….voglio essere come teee…. voglio lasciarmi andaree…..aahhaha…mmmm….”
Sarà affondava sempre di più la mano nella figa di Simona, le entrava dentro, le tintillava il clitoride, affondava le dita e le ritraeva in un balletto eccitante. Simona si bagnava sempre di più, stava arrivando all’orgasmo, stava per esplodere in un godimento superbo, stava per raggiungere vette di piacere inesplorate. Sarà all’improvviso ritrasse la dita e si abbassò affondando la faccia, la bocca, la lingua fra le labbra della figa di Simona. La ragazza a quel gesto, fu scossa, ebbe degli scatti improvvisi. Sentì la lingua della donna insinuarsi fra le labbra della figa, dove nessuna donna aveva mai osato prima. Chiuse gli occhi, si lasciò andare completamente e godette. Godette prendendo la testa di Sara e schiacciandola ancora di più. Strinse le gambe in una morsa di piacere assoluto. La tenne a se sperando che quella bocca non si staccasse mai dalla sua figa. E venne, esplodendo in un orgasmo, non riuscendo più a trattenere le sue grida di piacere e di lussuria.
Simona: “ohhh….godooooo…godooooo….godoooo….ahahahaha…siiiii…..mamma miaaa… mi stai facendo impazzireee…..godoooo…..godoooo…ahhhhhhhaaaaaa…. siiiii….cazzo….godoooo….ohhh mamma miaaaaa….siiii…”
Sara nel darle l’ultima stoccata di piacere alzò gli occhi per guardarla negli occhi godere e girando lo sguardo vide un ragazzo che a pochi metri da lui si stava masturbando, scappellando la cappella. Il suo cazzo ero molto grosso, molto. Quel ragazzo era Carlo, il compagno di Simona che non era riuscito a trattenersi vedendo la sua ragazza godere con quella donna.
