- Non ti preoccupare, tesoro, sarà bellissimo e poi… e poi mi sarà permesso darti lo sperma tutto dentro, senza paura di nulla.
- Quindi, - disse con voce roca – si può venire nel sedere?
- Ma certo, anzi, è una goduria del tutto speciale… anche averla dentro, vedrai.
- Lo fai anche alla mamma?
Imbarazzato ma arrapato le dissi di sì. Poi la feci alzare e, in punta di piedi, raggiungemmo la specchiera dell’armadio.
Ci mettemmo di profilo…
- Chinati solo un pochino, - dissi.
La mia figliastra obbedì e spontaneamente si aprì con le dita. Il cazzo entrò in lei senza alcun ostacolo e senza timori.
Da quel momento pompai con determinazione, in profondità e, dopo non molto, lei sorpresa, raggiunge l’orgasmo senza nemmeno sfiorarsi con le dita.
Continuammo a lungo, la inculai varie volte, in ogni posizione, la leccai, la feci venire con le dita, con la lingua… mentre lei, alla fine, andò in bagno a liberarsi.
L’accompagnai premuroso e la sentii cagare l’eccedenza di sperma chele avevo depositato nell’ano, ormai sfiancato.
- Cazzo, - dissi, - “signor” Pier… secondo me li dovresti scrivere tu i racconti erotici. Non ti nascondo che mi hai fatto accavallare le cosce più volte, con questa storia.
Sorrisi, e lui ricambiò con un velo di amarezza.
Non è successo mai più… niente di così scabroso, intendo.
Io parlai con il ragazzo, che era uno bravo e facendo valere la mia età, lo convinsi a fare il meglio se veramente l’amava, e così cancellò il video.
Purtroppo, qualche settimana dopo, lei comunque non si controllava bene e una volta, in cucina, mi baciò la bocca… inutile dirlo: la madre, dal salotto, intravide qualcosa e si scatenò il finimondo.
Ci volle tutto l’impegno per convincerla che era stata una “sciocchezza” legata a una scusa che seppi trovare. Per mesi sono stato come un sorvegliato speciale…
- Immagino, - dissi io – sono situazioni scabrose.
Ma il problema, quello che non oserei confessare, ma ormai ti sto dicendo tutto… è che ormai, nella nostra casa, ci sono “due” Pier. Come Jekill e mr. Hyde: c’è un Pier che ama Assia ed è fermamente deciso a essere come un padre per le mie fanciulline, ma anche un altro, che non fa che pensare al profumo, l’allure, che si sprigiona da una sedicenne… e come scoparsi la corolla di un fiore, Giovanna, è come profanare una specie di madonna, distruggendo ogni vincolo e ogni tabù. Nell’intimo divento un “animale” in cerca di prede, giovani e tenere… e sono le mie figliastre!
Quando fotto mia moglie, divento aggressivo, eccitatissimo e il mio grosso cazzo si ingigantisce, rendendola orgogliosa dei miei assalti. Quello che non sa è che, mentre la “straccio” come un cane arrapato, io penso al culetto profanato delle sue ragazze.
Allora mi guardò, sfrontato!
Sì, Giovanna, hai sentito bene. Prima di questa vacanza, avevo cercato per mesi l’occasione propizia per ritrovare quella notte di passione… solo che le spiavo entrambe, perché nel frattempo anche Greta è una sedicenne, anche un po’ più maliziosa della grande, devo dire.
Ed è per questo, che una sera, pochi giorni fa, per puro caso siamo rimasti soli per un paio d’ore… ma questa volta, come un predatore malefico, ho fatto del mio meglio per irretirla, per eccitarla, e alla fine, nel cesso di casa, l’ho inculata davanti allo specchio. Non con troppa dolcezza, ma assatanato, e deciso a sborrarle dentro con tutta la forza… e ci è piaciuto.
Ecco, ora sai tutto… scommetto che è la prima volta che qualcuno si confessa con te… così, dal vivo.
5
- Beh, non proprio, ma quasi, - dissi – certo non posso nascondere che mi hai abbastanza sorpresa… che ora abbiamo fatto? – dissi guardandomi intorno. Mi ero un po’ persa in quella storia inaspettata.
- Ops, sono già le 2, cacchio. – si alzò in piedi, - vuoi mangiare qualcosa.
- No, grazie, sto bene così, la colazione è stata abbondante…
- Mia moglie mi ha mandato un messaggio, rientrano alle 16.
Poi rivolto direttamente a me, come se si svegliasse dal sonno.
- Io… io… mi voglio scusare, forse mi sono lasciato andare, ma non saprei spiegarlo, ho sentito l’esigenza di sfogarmi, ho sentito che tu eri la persona con cui potevo dire tutto…
- Una cosa sola, - risposi, - … e no, nessun problema, va bene. Solo una curiosità: ma la mamma sa di questo secondo flirt con l’altra ragazzina?
- Assolutamente no, per fortuna… e io ti assicuro che farò di tutto per chiudere con questa mia passione per il culetto…
- Ah. ah, peccato, - dissi scherzosa ma con un pizzico di malizia – ogni tanto è un vero piacere provare … “l’alternativa”.
Rise anche lui: - Che dire… se posso fare qualcosa per…
- Cazzo, ma sei proprio irriducibile è? – lo vidi scartare all’indietro, quasi arrossendo per quella avances inopportuna, ma io a sorpresa aggiunsi, - se vieni a vedere la mia casetta, ti posso offrire un altro goccetto di caffè dalla macchinetta.
Mi guardai intorno per controllare che fossimo soli, poi, senza aspettare risposta, rientrai e lo lasciai di stucco, a decidere sul da farsi.
Ma credevo di aver capito bene Pier: superato un certo limite di “sopportazione” scattava in lui la potenza dell’arrapamento.
Quando sentii che era entrato, gli dissi dal bagno:
- Prendi pure il caffè… oppure nel frigo ci sono “cose”. Io mi devo dare una sistemata.
Feci una doccia veloce, mentre Pier, prima sbirciava, poi si piazzò di fronte per non perdersi lo spettacolo.
A mia volta, senza battere ciglio, cambiai l’assorbente interno, devo dire con voluttà, visto che lo feci con la gamba alzata, poggiando il piede sul bidet.
Sarebbe stato stupido tornare indietro, avevamo quasi 2 ore, ed io ero nuda, di fronte a lui.
Mi avvicinai e gli offrii i miei seni abbondanti, con quei grossi capezzoli che tanti lettori mi ammirano. Poi ci baciammo, fino a quando, abbassai io stesso il suo pantaloncino e gli trovai il cazzo in tiro. Era bello, grosso e lungo. Tra me e me capivo il suo successo a letto.
Mi inginocchiai per succhiarlo.
Insomma… che volete? Mio marito ormai è anziano e poi lui è felice se sa che ho vissuto altre storie, almeno lo dice sempre. Quindi che cosa potevo fare se non offrire al mio amico un po’ della mia abilità di donna matura?
Il bocchino gli piacque perché sentii che il suo cazzo si inturgidiva e puntava sempre più verso l’alto.
Quando lo sentii bello pronto, mi voltai e mi appoggiai al tavolo del tinello.
Pier, ancora sconvolto dall’avventura inattesa, disse:
- Sei una meraviglia…
- Sicuro che i miei fianchi da matrona ti piacciono quanto i culetti che rompi in famiglia?
- Tu… tu mi fai venire voglia di sfondarti come un cane eccitato.
- Dai… allora… approfitta, ti garantisco che è una vera rarità, e raro che io mi conceda senza mio marito in giro.
- Ma… scusami… se hai le tue cose… io, ecco… che faccio? Ti posso inculare?
- E secondo te? Bagnami bene però, è tanto che non lo prendo.
Socchiusi gli occhi e mi appoggiai al tavolo, come una giovenca in posizione per il Satiro.
Pier non lo doveva sapere ma ormai aspettavo…
aspettavo di essere aperta da lui e, aspettavo, con trepidazione, proprio quel primo, implacabile, sofferto, momento iniziale, quando entra la capocchia e ti spacca, letteralmente, in due.
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