Eravamo sdraiati sul letto vicini a riprendere fiato, dopo circa 15 minuti lei si sedette sul letto mi guardò e mi disse in modo da non darmi modo di replicare: “ora mettimelo nel culo, lo so che Alice non te lo dà, ma io voglio che mi sfondi il culo, ora!”, e si mise a succhiarmi l’uccello, che in men che non si dica ritornò duro come il marmo, lei scese dal letto, si mise con le mani appoggiate al materasso e le gambe divaricate, con ancora indosso le calze e le scarpe, con quelle meravigliose tette che le penzolavano, io mi misi di dietro e le girai un po' intorno con il cazzo in mano che me lo segavo piano ed intanto mi godevo quella visuale estremamente erotica che era Lisa in quel momento, le andai dietro e le puntai il glande duro e violaceo sullo sfintere, un piccolo colpetto ed era già dentro per meno di metà, lei cominciò a gemere e mi venne incontro con il suo stupendo culo facendoselo infilare dentro tutto in un solo colpo, restai fermo per un momento e lei disse: “ora spaccami il culo, Leo ti prego non fermarti fino a che non te lo dico io, spaccami tutta ti prego vai, vai, vai” ed io cominciai a sbatterla come un forsennato, prendendo a schiaffi anche le sue chiappe che in poco tempo assunsero un colore rosso vivo, lei aveva messo in bocca la stoffa del lenzuolo e sentivo le sue grida soffocate ed a ritmo dei colpi che le davo gridava “si, si, si, siii, dai, dai, rom… pi… mi… il… cu… lo…” raggiunsi nuovamente il limite e dopo un altro paio di colpi più forti e decisi degli altri le riversai nel culo un’altra copiosa sborrata mentre lei si sfregava in maniera forsennata il clitoride con le dita ed esplose in un ultimo orgasmo lasciandosi cadere sul letto con me sopra e con il mio cazzo ancora ben piantato nel culo.
Guardai l’ora, era già mezzanotte, dissi a Lisa di rivestirsi e di tornare a casa, da li a poco sarebbe tornata Alice e non volevo che si accorgesse di quanto successo.
Alice rientrò verso la 1.00, io ero già a letto e facevo finta di dormire, lei tutta vestita entrò in bagno e sentii l’acqua della doccia, e pensai: “eccola la troia, sicuramente pensa che una doccia possa lavare via tutte le porcate che fa” quando uscì dalla doccia era nuda, si mise la sua vestaglia da notte cercando di non fare rumore, e piano piano si infilò nel letto, io nel buio della stanza dissi piano: “sei tornata?”, “si amore, non volevo svegliarti, scusa”, io accesi la luce e la guardai negli occhi, e le dissi: “Alice, possibile che tutti i mercoledì e le domeniche tu devi essere disponibile per la parrocchia?”, “amore lo sai che don Luigi conta molto sulla nostra presenza, ci sono un milione di cose da fare”, “sì lo so, ma hai anche un marito, una casa, e poi fai sempre questi orari, torni a casa che sembri distrutta, Alice guardami negli occhi, ti chiedo di essere sincera con me e ti prego di rispondere: non è che la parrocchia è una scusa per uscire e farti scopare da qualche tuo amante?”, “Leonardo, ma per chi mi hai preso! Che cazzo di pensieri hai per la testa!”, “beh, sono un marito, e come tale ho il diritto di essere geloso, è che mi sembra strano che una parrocchia tenga impegnati i suoi fedeli fino a notte fonda, questo si verifica sempre più spesso e tu non dici mai di no, possibile che non sei stanca? Ora non lavori più lo so, ma anche prima quando lavoravi, facevi comunque le ore piccole, insomma è lecito che un po’ di sospetti li possa avere non credi?”, “ma amore, lo sai che tu sei l’unico che mi fa felice, io non saprei cosa fare senza di te, ma ti pare che per una scopata io possa rischiare di perderti?”, “Alice, sei una bella donna, se tu volessi potresti avere un milione di maschi che ti soddisfano, e per questo, ed anche per l’ultima volta e seriamente e sottolineo seriamente, ti chiedo: se tu lo vuoi potremmo ravvivare il nostro rapporto nel letto provando a fare delle esperienze trasgressive con altre coppie oppure con altri singoli o singole, come preferisci, io sarei felice di vederti godere nelle braccia di altri uomini, e questo sarebbe alla luce del sole, condiviso da noi in modo complice e sereno, quello che non tollererei in alcun modo sarebbe che tu lo facessi alle mie spalle, quindi ti prego dammi un segnale positivo, oppure chiudiamo qui il discorso per sempre e ti prometto che non lo tirerò più in ballo”, Alice mi guardò pensierosa, dal tono che avevo usato si capiva benissimo che era un invito a vuotare il sacco sulle sue perversioni senza che ne subisse le conseguenze, le avevo servito un assist e volevo vedere come lo avrebbe sfruttato, se si fosse sentita in colpa per essere così troia con altri e non con me, ed avrebbe accettato di cominciare ad esserlo anche con me, oppure se avesse perseverato nel suo fingere di essere una moglie bigotta e continuare ad essere la troia di altri solo per il suo piacere.
La risposta, dopo una lunga pausa fu deludente ma aspettata: “amore io ti amo, e tu mi soddisfi in tutto e per tutto, credimi anche se la voglia di accontentarti è tanta, non riuscirei proprio a fare sesso con un altro uomo anche se tu fossi lì davanti a me e fossi completamente d’accordo, mi sentirei sporca dentro, no proprio non ci riesco, scusami amore se ti amo così tanto”, “va bene Alice, come promesso, questa è l’ultima volta che provo a forzare la mano, da ora non te ne parlerò mai più, questa è una promessa”.
Mi rimisi sdraiato e cercai di dormire, pensai a quanto Alice fosse troia e bugiarda un connubio perfetto, era giunta la resa dei conti, per più di un anno l’ho vista darsi completamente a centinaia di uomini di ogni razza e colore, l’ho vista farsi scopare da più di un maschio per volta, l’ho vista svenire per gli orgasmi che aveva, l’ho vista ingoiare litri di sperma, a farsi scopare nel culo, a leccare la figa di altre donne e farsela leccare eccetera, nel contempo, a sua insaputa, io stavo accumulando un piccolo patrimonio, ma questa era solo una parte della mia vendetta.
Arrivò il weekend, sapevo, dato che avevo il controllo del suo telefonino, che avrebbe snocciolato la scusa di una uscita con le sue amiche, tra cui Lisa, per il compleanno di una di loro amica, che io ovviamente non conoscevo, la scusa le serviva per andare al famoso privé dove si sarebbe scatenata con non so quanti maschi ed aveva già avvisato il proprietario che quel sabato sera sarebbe ci sarebbe stata. Bene, quella sera avevo deciso di rovinarle la festa.
Dopo aver cenato, cominciò a prepararsi per uscire, quella sera non si sarebbe vestita come una sciatta casalinga che andava in parrocchia, ma si era messa in tiro adducendo come scusa che non voleva sfigurare con le sue amiche, mentre stava terminando di truccarsi, con un telefono che tenevo segreto e con un numero che lei ovviamente non conosceva, le inviai il video di me e Lisa che scopavamo per tutto il nostro appartamento, ivi compreso sul nostro letto, e rimasi seduto sul divano con una birra in mano, facendo finta di essere interessato alla partita.
Dalla porta semi aperta della nostra camera, attendevo la sua reazione all’arrivo del video, il suono della notifica che le arrivò la fece smettere di passarsi il fondotinta posò il tampone e prese il telefono in mano, avevo montato il video in modo che durasse in tutto 7 minuti, si vedeva dove ricevevo Loredana alla porta, il mio finto respingerla, fino al mio cedimento all’adulterio e le varie sborrate dentro e fuori il corpo di Lisa, Alice passò tutti e 7 i minuti davanti allo schermo a guardare immobile tutto il video, improvvisamente scattò in piedi e con il telefono in mano si fiondò in salotto con il viso paonazzo e gli occhi che sparavano lampi di collera, credo che in quel momento se avesse avuto in mano un coltello me lo sarei trovato piantato nel cuore.
Alice si mise a gambe larghe davanti a me e inizio ad urlare come una pazza: “ma che cazzo è questa merda!!! Brutto bastardo coglione che non sei altro!!! Sei veramente un bastardo figlio di puttana maledetto!!! Con la mia migliore amica per giunta!!! Cazzo!!!!”, “Alice ma che hai? Ma che ho fatto?” risposi continuando a sorseggiare la mia birra con una calma surreale, “cosa hai fatto??? Ti sei scopato la mia migliore amica e mi chiedi cosa hai fatto??? Prepara le tue cose e vattene fuori di qui immediatamente, e preparati perché quanto è vero che il sole sorge a est ti rovino fino a lasciarti solo le mutande che hai indosso, brutto porco maledetto bastardo, sappi che non mi accontenterò del divorzio, mi dovrai mantenere per tutta la vita fino a che non mi trovo un lavoro che ovviamente non cercherò mai brutto stronzo!!!”, “amore, ma che cazzo stai dicendo? Quando mi sarei scopato la tua amica? E dove? E poi chi te lo ha detto?”, “non lo so chi me lo ha detto, stronzo, ma questo cazzo di video mi basta e avanza”, “fammi vedere” e presi il telefonino guardando con poca curiosità il video, e dopo pochi secondi dissi “cazzo è vero quello sono io che scopo Lisa” e poi aggiunsi “certo che è strano, chi può aver fatto questo video? Ricordo perfettamente che mentre scopavo Lisa non ci fosse nessuno in casa nostra oltre me e lei”, feci una pausa per far assimilare il fatto ad Alice la quale, seppur in modo lento, il suo stato d’animo cominciò a passare dall’ira alla preoccupazione, forse stava assimilando il fatto che anche lei poteva essere vittima ed essere lei stessa stata filmata durante le sue innumerevoli scorribande sessuali nel nostro appartamento. Il suo tono cambiò e quindi mi disse: “Dio mio Leo, qualcuno ci ha messo delle telecamere in casa? Dovremmo chiamare la polizia?”, io sempre più con calma le risposi: “ma no tranquilla dai vieni qui, siediti e riprendi fiato che ti faccio vedere una cosa” lei stupita e sempre più preoccupata dalla mia calma, si sedette vicino a me, ed io feci partire sul tv un filmato che partiva con il titolo di apertura “Alice nel paese delle pornoviglie”.
