Ora lei si ritrova con il suo nuovo reggiseno d’acciaio, il ceppo intorno al collo, la maschera facciale con il bavaglio e il coperchio sugli occhi, tutti uniti e saldati tra loro, fino a diventare un pezzo unico, senza alcuna possibilità di movimento, per cui lei si ritrova con tutto il busto e la testa bloccati e immobili, non riesce più a muovere il capo da nessuna parte e non può neanche più inclinare il busto in avanti o indietro, perché l’intelaiatura del reggiseno le circonda il torace fino sotto ai seni, bloccandola fino alla vita.
Intanto i mesi passano, giorno dopo giorno, ma lei è sempre lì e non sembra averne mai abbastanza di tutta questa prigionia ed estrema costrizione, altre donne nelle sue condizioni sarebbero già impazzite dalla disperazione, invece lei vive sempre nella speranza che la sottomettano ancora di più che arrivino ad umiliarla con chissà quali fantasie erotiche, torture o imposizioni.
I suoi padroni capiscono tutto questo semplicemente dal fatto che la sorprendono spesso tutta umida o addirittura bagnata dagli umori vaginali tra le sue cosce, dovuti all’eccitazione che lei prova a causa di quella intensa sensazione di schiavitù totale in cui si trova, a volte anche se nessuno di loro l’ha toccata o stimolata, tutto questo a loro risulta evidente anche se lei non può dirlo, perché non le hanno più permesso di parlare ormai da parecchi mesi, in pratica lei non ha più potuto dire nulla da quando l’hanno imbavagliata per la prima volta, perché quando le toglievano il coperchio con il bavaglio per nutrirla, se lei tentava di parlare, glielo rimettevano immediatamente e la lasciavano a digiuno e assetata fino alla sera, infatti dopo un paio di volte che si era ripetuta questa scena, lei aveva capito che doveva stare rigorosamente in silenzio altrimenti l’avrebbero subito imbavagliata.
L’assoluta e costante impossibilità di parlare e di mostrare le espressioni facciali del suo volto, è una cosa su cui i suoi padroni non transigono, perché questo porta al totale annullamento della sua volontà.
Quando viene nutrita, la fanno sedere sul letto sempre con lo sguardo verso il muro, ma lei con quel suo collare d’acciaio che le blocca il collo, non può abbassare od alzare lo sguardo e neppure girare la testa, per cui non riesce a vedere nulla, infatti lei non si è mai vista con i ceppi e tutte quelle catene che la trattengono e che le impediscono di muoversi liberamente e non sa neppure che aspetto possa avere quel suo bel reggiseno d’acciaio che le hanno messo di recente.
Una mattina, senza dirle nulla, l’hanno legata per bene in modo da immobilizzarla completamente, poi le hanno bucato tutti e due i capezzoli da una parte all’altra, lei ha avuto paura per il forte e inaspettato dolore che ha provato, ma non può vedere nulla di ciò che le stanno facendo e loro non le parlano, d’istinto aveva cercato di sottrarsi per il dolore, ma non si può muovere neanche un po’ perché l hanno legata così stretta che quando tenta di muoversi quelle corde le fanno un male incredibile, trafficano in silenzio attorno ai suoi grossi seni, poi sente nuovamente il rumore ormai familiare della saldatrice, per brevi momenti, ma che si ripetono più volte, poi si fermano e rimangono in silenzio per qualche minuto, dopodiché la slegano e sente che se ne vanno, lei rimane li sola senza sapere cosa le hanno fatto, avrebbe voluto chiedere, ma non poteva, allora cerca di toccarsi un seno per capire, tira quelle catene quasi fino a farsi male ma è tutto inutile, le sue mani non ci arriveranno mai, allora rimane lì rassegnata con la sua curiosità, mentre sente chiaramente qualcosa di pesante attaccato ai suoi capezzoli tutti doloranti, quegli oggetti devono essere abbastanza grandi perché quando lei si muove loro ondeggiano di continuo e sbattono qua e la.
In realtà le hanno forato i capezzoli per infilarvi dei grossi anelli d’acciaio, poi li hanno richiusi e saldati uno ad uno, così anche questi saranno permanenti, infatti lei aveva intuito che le avessero applicato dei piercing, ma loro non le dicono nulla, per cui lei può soltanto immaginarli.
E’ trascorso qualche altro mese, ma ormai lei è lì in quella casa già da quasi un anno, a questo punto decidono di iniziare anche a tatuare il suo corpo, un po’ alla volta, iniziarono col marchiarla a caratteri cubitali con scritte che dicono che lei è di loro proprietà ed è la loro schiava e poi con scritte di ogni genere, dalle oscenità a frasi profonde, continuarono per mesi e mesi, tanto che in breve tempo ne fu interamente coperta, dal volto compreso fino ai piedi, lei sapeva benissimo che la stavano tatuando dappertutto, perché i tatuaggi facevano parte delle cose che aveva concordato di dover subire prima che iniziasse tutto, ma non aveva mai potuto vedere il suo corpo con quei tatuaggi, per cui non immaginava neppure quanti fossero e cosa rappresentassero, l'unica cosa di cui era certa è che qualunque cosa le avessero disegnato sul corpo ci sarebbe rimasto per sempre.
Ogni volta prima di iniziare a tatuarla, la mettono sul letto e la legano stretta con delle corde morbide, ma robuste, la legano completamente, braccia e gambe, in modo che lei non si possa muovere per nessun motivo, perché non potendo vedere nulla, il pizzicare della macchinetta per i tatuaggi, potrebbe farla contrarre improvvisamente o muovere col rischio di rovinare il disegno o la scritta che le stanno facendo.
Invece altre volte, quando la preparano per essere tatuata, prima le aprono e le tolgono la cintura di castità, poi la legano molto stretta, più stretta del solito, tanto da farle quasi male, ma la legano in modo tale che si possa raggiungere sia la sua vagina che il suo clitoride, poi quando lei è completamente immobile, la sua padrona inizia a tatuarla, mentre il suo padrone inizia invece a toccarla, a penetrarla davanti e dietro con falli e vibratori e a praticarle dei lunghissimi rapporti orali, continuerà a giocare con il suo sesso e a masturbarla per tutto il tempo che durerà il tatuaggio, mentre lei proverà orgasmi ripetutamente senza poterli esternare in nessun modo e senza poter muovere nulla, in pratica sarebbero orgasmi invisibili, se non fosse per il fiume di umori vaginali che iniziano a scendere e a bagnare le sue cosce, ma dopo un po’ lei non ne potrà più e sarà sfinita, lui però non smetterà di leccarla e di penetrarla con tutto ciò che vorrà, giocherà con la sua schiava, il suo giocattolo, finché ne avrà voglia, o almeno finché la padrona non avrà finito di tatuarla.
Ad un certo punto i suoi padroni decisero che era giunto il momento di permetterle di vedere il suo corpo interamente tatuato da cima a fondo con tutte quelle scritte e disegni, infatti le tolsero la maschera facciale con il relativo bavaglio e le infilarono subito nella bocca un altro grosso bavaglio provvisorio, di quelli con la pallina che si affrettarono a chiudere dietro alla sua nuca con un lucchetto, poi la posizionano di fronte a quel grande specchio che ha sempre avuto di fianco al letto, la lasciano lì così perché lei si possa guardare per bene, in modo che possa leggere tutto ciò che le avevano scritto addosso, dal suo sguardo era ovvio che era rimasta stupita, o più probabilmente scioccata, nel vedere il suo corpo tutto coperto da scritte e simboli da cima a fondo, forse lei si aspettava qualche scritta e qualche disegno qua e là, ma di certo non immaginava di essere stata tutta ricoperta in quel modo, quel bavaglio provvisorio che le hanno messo in bocca era molto grosso e anche ben stretto, per cui non le avrebbe permesso di esprimere nessun tipo di opinione, infatti i suoi pensieri in merito rimasero soltanto per lei.
Dopo un paio d’ore le hanno rimesso la sua maschera facciale con il suo bavaglio ed è tornata ad essere di nuovo al buio, non le hanno dato neppure il tempo di poter fare un commento sui suoi tatuaggi, in quanto lei non ha più il diritto di esprimere opinioni in merito al suo corpo, ma le hanno detto che glieli avrebbero fatti vedere una volta al mese, perché non avevano ancora finito di decorarla, terminarono dicendole che c’era ancora molto da fare su di lei e quando avranno finito, il suo corpo sarà qualcosa di veramente unico, una vera opera d’arte.
Ma mentre loro parlavano lei era distratta dal pensiero di tutte quelle scritte, disegni e volgarità che ormai avrà per sempre sulla sua pelle, inoltre aveva potuto vedere per la prima volta tutti i ceppi che le avevano saldato addosso, quelle catene che le sono sembrate enormi e finalmente ha potuto ammirare quel suo robustissimo reggiseno d’acciaio che lei non riusciva ad immaginare, sebbene glielo avessero descritto dopo che glielo avevano saldato tutto attorno.
