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IL VILLAGGIO DEL PIACERE parte seconda
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Racconto18 min di lettura

IL VILLAGGIO DEL PIACERE parte seconda

IL VILLAGGIO DEL PIACERE parte seconda Le prime luci della sera iniziavamo ad avvolgere il villaggio turistico. Marcello e Sara, nel loro bungalow, giacevano sul letto. Avevano dormito qualche ora, sfiniti, dopo quella lunga battaglia sessuale che li aveva visti protagonisti. Marcello fu il primo a ...

scrittore 71
2 anni fa · 899 letture · 0

Marcello si girava e si rigirava nel letto, per tutta la notte non era riuscito a dormire. Ogni tanto guardava la sveglia: le due, le due e mezza, le tre, le quattro. Era una tortura. Era la prima volta da quando si era sposato che non dormiva con Sara. Neanche la serata, divertente e spensierata, al piano bar con Antonella e la figlia era servita a distoglierlo dai suoi pensieri. Sara era con Guido. Era nel suo letto. In quei momenti la stava possedendo. Era sua, completamente sua. Era eccitato e turbato, era spiazzato ed agitato. Avrebbe voluto toccarsi, masturbarsi, ma non c’è la faceva. Voleva aspettarla che tornasse da lui. Non faceva altro che pensare a lei. Ad un certo punto mentre continuava a rigirarsi nel letto la stanchezza la colse, chiuse gli occhi e si addormentò per qualche ora. Alle sette si risvegliò. Guardò l’orologio sul comodino e fissò attentamente la porta sperando di vedere Sara apparire sul ciglio. Alle otto sentì dei passi sul selciato, fuori dal bungalow. La vide entrare nella stanza e per lui fu come un’apparizione. Vedeva che era stravolta, i capelli arruffati, grandi occhiaie, dei lividi la macchiavano la pelle appena abbronzata, camminava a piccoli passi ma quasi barcollava. La vide avvicinarsi al letto, guardarlo e poi stendersi di fianco a lui.

Sara: “buongiorno amore…buongiorno…abbracciami…”

Lo riempì di baci, sul volto, sulla fronte, sulla bocca. Marcello a contatto con la sua pelle ebbe un’erezione istantanea. L’abbracciava e cercava l’odore di Guido sulla sua pelle. L’uomo iniziò a strusciarsi sulla coscia della moglie, come un cane che annusando l’odore del sesso inizia ad accalorarsi. Avrebbe voluto dire qualcosa ma non riusciva a spiaccicare parola. Era come un’animale priva della parola capace solo di eccitarsi.

Sara: “amore…sei eccitato ?.... continua è bellissima sentirti così…così per me.”

Marcello iniziò ad accarezzarla. Sentiva sulla pelle della donna la consistenza della sborra lasciata da Guido. L’aveva ovunque: sulla bocca, sul seno, sulla pancia, sul culo. Accarezzava e raccoglieva con le dita lo sperma, poi portava la mano vicino al naso ed annusava.

Sara: “amore…è la sua sborra…non puoi capire… è stato meraviglioso…abbiamo scopato e fatto l’amore per tutta la notte… non mi ha dato tregua…mi ha sborrato ovunque… mmmm… fantastico… mi ha presa come mai nessuno… mi ha fatta sua…”

Marcello a quelle parole s’infervorò ancora di più. Iniziò a strusciare il cazzo ancora più forte sulle gambe della moglie. Poi portò le sue dita in mezzo alle gambe. La fica era apertissima come mai l’aveva sentita. Era bagnata, ma soprattutto dalle labbra usciva ancora lo sperma, la sborra dell’uomo che l’aveva posseduta tutta la notte. Affondò le dita dentro di lei. Era piena, pienissima di lui, di Guido.

Sara: “amore… lo so… lo so sono piena di lui… l’ha voluto fare…ha voluto sborrarmi nella figa…mi ha riempito l’utero… ma anche io l’ho voluto…mmmm…. mi sono voluta dare completamente a lui… e mentre lo faceva ti pensavo, e più ti pensavo più mi eccitavo e più gli chiedevo di farlo, di venirmi dentro, di riempirmi, di mettermi incinta, di ingravidarmi… non giudicarmi… io ti amo… ma lui mi ha posseduto… mi ha fatto perdere la ragione, la coscienza…io ti amo… ma sono sua, completamente sua…”

Marcello in silenzio guardandola, la fece scostare, le fece aprire le gambe e si abbassò a leccarla fra le labbra della figa. Leccandola voleva dimostrare tutto il suo amore incondizionato verso la moglie. Affondò la lingua nella figa, raccolse con la lingua lo sperma, lo succhiò, si riempì la bocca. Poi si avvicinò alla viso della moglie e la baciò profondamente, passandogli con la lingua lo sperma di Guido. Si baciarono ed impastarono lingue e sborra, godevano entrambi mentre lo facevano, ne traevano un piacere immenso, un piacere lussurioso.

Sara staccò la bocca da suo marito e lo guardò accarezzandogli il volto.

Sara: “…amore dimmi qualcosa…non parli…non dici niente ? …dimmi che mi ami…dimmi che mi perdonerai per quello che ho fatto…dimmi che non mi lascerai mai qualunque cosa farò…dimmelo…ti prego dimmelo…”

Marcello la guardò. “Amore…sei l’amore della mia vita… nessuna cosa potrà mai separarci…nessuna e nessuno… se tu hai voluto fare questo io godo di piacere con te… se tu hai voluto donarti a lui….sono felice come lo sei tu… mi fai impazzire…non ti ho mai vista così… così eccitata, così depravata, io asseconderò sempre quello che farai…ti amo…lo capisci ti amo…ti ho aspettato tutta la notte sveglio per averti qui e dirti queste cose, in questo momento…ti amo e non smetterò mai di dirtelo…”

Mentre parlava cercò con il cazzo di penetrare la moglie, ma lei mise una mano in mezzo.

Sara: “amore è bellissimo quello che dici…è meraviglioso sono felice come non lo sono mai stata…ti amo anche io…però lui non vuole che tu mi scopa….mi vuole solo per se… solo lui può farlo finchè non sarà sicuro di avermi messo incinta…vuole così ed io farò ciò che lui vuole….”

Marcello a quelle parole ebbe una scossa incredibile, la sua eccitazione salì ancora di più, non sapeva spiegarsi questa reazione, ma era eccitato, incredibilmente eccitato. Portò la mano sul cazzo ed iniziò a segarsi furiosamente, violentemente. Guardava la moglie parlare di Guido e lui si segava. Sentiva parlare la moglie di quell’uomo e lui voleva sborrare, come un ragazzino arrapato che spia di nascosto la madre nuda nel bagno. Voleva godere, godere davanti a Sara, sborrare sul suo corpo.

Sara: “vai amore…segati…masturbati per me…continua…godi…devi godereee…del mio godimento totale…mmm….fallo….sborrami sulla pancia…sborrami d’ovunque ma non potrai scoparmi per un po’…. Sei il mio cornuto….ti ho fatto completamente cornuto…. Come abbiamo fantasticato un sacco di volte…l’ho fatto e sono felice….mmmm….guarda mi sto toccando ancora….mmmm…mi piace sono ancora eccitata di lui… sborra, sborrami addosso….mmm…ahahahah….sei il mio cornuto e lui mi sborrato dentro…siii…..mmmm….mi ha messo incinta….lo sperooo… voglio un figlio da luiiiiii…..e tu sarai sempre il mio cornutooooo….godooooo….godiamooo insiemeeee…..”

Marcello guardava la moglie masturbarsi e anche lui lo stava facendo. Quelle parole lo fecero impazzire di piacere, di lussuria, di depravazione. Si scappellava il cazzo, su e giù, giù e su, fino a quando godette, godette insieme alla moglie.

Marcello: “siiii…godoooo troiaaa….sono il tuo cornutoooo..e tu sei una cagna in calore che si è fatta ingravidareee…troia….puttanaaa…..ahahaha….mmmm…..godooo…godoooo…godoooo….ancoraaa…..ti amoooo….”

Sara e Marcello godettero insieme, arrivarono insieme, ad un centimetro l’uno dall’altro, guardandosi negli occhi e dicendosi cose che non avevano mai detto prima. Godettero di un godimento perverso, abbattendo ogni limite ed ogni tabù che mai aveva oltrepassato nella loro vita. Annegarono nel piacere l’uno dell’altro. Annegarono sentendosi cornuto e troia, cuckold e puttana. Godettero e mai furono più legati l’uno all’altro come in quel momento di depravazione infinita.

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