Vai al contenuto
Erotika
Due sorelle: Per favore spompinalo tu
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

Due sorelle: Per favore spompinalo tu

I giorni tornate a casa trascorsero velocemente e concitatamente tra annunci per trovare casa e amiche. Il caldo a Benevento è come sempre asfissiante e la notte è il momento peggiore, in casa si muore e l’unico modo per scampare alla calura è andare ogni sere in un paese diverso in cerca di fresco ...

Giovanna Esse
2 anni fa · 2.1k letture · 0

Sempre con delle camice aderenti con dei muscoli da far girare la testa, un sorriso bianchissimo, abbronzato da far paura sempre allegro e una faccia da impunito.

Insomma era il classico ragazzo da evitare, quello che mai e poi mai avrei preso in considerazione, ma fatto sta che quando entrava in sala io mi sentivo una scema, e non solo io, le sue lezioni erano piene di ragazze che quando entrava iniziavano a sbavare.

Dopo una di queste lezioni si avvicinò e mi chiese il numero di telefono, all’inizio credevo, anzi speravo che me l’avesse chiesto per qualche motivo, invece mi inserì nel gruppo del corso, un gruppo formato da una quarantina tra ragazze e ragazzi tutti iper attivi sulla chat.

Ogni giorno dovevo subire decine di buon giorno e messaggi di cui capivo poco o nulla, ma non ci volle molto per entrare in sintonia con tutti, e risolsi eliminando la suoneria alla chat.

Una sera ero in camera a studiare, avevo passato l’intero pomeriggio ad anticipare il più possibile i miei studi, lo so sono una secchiona, ma la mia idea è non arrivare mai all’ultimo e fare delle giornate sui libri con lo stress dell’esame incombente.

Mentre studiavo mi squillò il telefono, un messaggio era lui Eduard…. (vero forse non vi avevo detto il nome) mi chiese come mi trovavo e che non mi aveva neanche chiesto se mi faceva piacere far parte della chat del corso…. che potevo mai rispondergli?!?!?!? 

Comunque da quello iniziammo a parlare un po’ di tutto, dalle cose più banali a cose più intime e profonde.

Smettemmo di scriverci a notte inoltrata, il suo ultimo messaggio fu “dolce notte piccola stella irrequieta”.

La mattina dopo mi aspettavo un suo messaggio, ma nulla.

Lui era cosi compariva e scompariva a suo piacimento e la cosa da una parte mi faceva impazzire dall’altra mi mandava in bestia. Fatto sta che più faceva così e più uscivo pazza.

Un venerdì pomeriggio mi arrivò un suo messaggio da Facebook, mi proponeva di andare ad una serata caraibica in un locale in provincia.

All’inizio, forse per la mia poca dimestichezza con il ballo gli dissi che non era il caso perché ballavo da poco, ma lui insistette molto, poi alla mia obiezione che non sapevo come arrivare al locale si propose anche di venirmi a prendere, cosi restammo d’accorro che mi passava a prendere alle dieci.

Il pomeriggio mi dedicai all’outfit, consultandomi tramite WhatsApp con Silvì, la decisone cadde su una gonna bianca corta, ma non troppo e un top nero con dei piccoli punti luce sopra, nulla di elegante o troppo sexy, ma non passavo di certo inosservata, poi con quei tacchi che mi slanciavano, non sarei mai passata inosservata neanche volendo.

Silvì dopo averla supplicata venne con Matteo a casa e mentre lui era in salotto, mia sorella cercava di tranquillizzarmi, non so perché fossi tanto agitata, forse perché non era uno dei soliti che mi sbavavano dietro, ma che ansi sembrava guardarmi come per dire io posso averti quando voglio, insomma sembrava come se fosse lui a concedersi a me e non l’incontrario e poi con lui mi sentivo una cretinetta.

Chiariamoci per una come me che è stata sempre corteggiata questa cosa mi ha mandato al manicomio.

Mentre finivo gli ultimi preparativi di trucco Silvì iniziò a preoccuparsi che Matteo che nel durante si era messo a guardare la televisione si annoiasse, credo avessero litigato perché lui voleva vedere credo la partita di calcio, così faceva da spola tra camera bagno e salotto, io continuavo a truccarmi e struccarmi come se fossi diventata un’incapace. Ero pronta venti minuti prima dell’orario dell’appuntamento.

Uscii fuori dalla stanza e sorpresa, trovai mia sorella in ginocchio che stava serenamente facendo un pompino a Matteo.

Cioè, Matteo comodamente seduto sul divano senza pantaloni e con la sua fantastica maglietta aderente che gli avvolgevano i pettorali e gli addominali come a esaltarli e mia sorella in ginocchio come se fosse la cosa più normale di questo mondo,

Io:”e daiiiiii sembrate assatanati”

Silvì:”guarda che ci vediamo solo ogni due settimane”

Detto questo Matteo le mise una mano sulla testa invitandola a continuare.

Rimasi immobile a guardarli, la maestria ed il gusto con cui mia sorella leccava e succhiava il cazzo era ipnotica, lo teneva stretto in mano, prima lo leccava cacciando la lingua ed bagnando completamente l’asta per poi ingoiarne gran parte succhiando talmente tanto che ritraeva le guance e emettendo quel classico suono…. Come dire di risucchio. 

Silvì:”devo fare pipì, hai tenuto il bagno occupato per ore”

Matteo: “ma come???”

Silvì si alzò, mi passò di fianco e

Silvì: continua tu per un po”

Io:”come?”

Silvi: “cosi ti eserciti per il ballerino”

Matteo mi guardava come per dire su vieni, 

Matteo: “dai non farti pregare che sto impazzendo”

Strinsi le spalle mi inginocchiai e mi ritrovai con quel fantastico cazzo davanti gli occhi, poggiai il gomito sulla sua gamba per tenergli ben fermo quel magnifico pezzo di carne, mentre l’altra mano non poteva che non cercargli gli addominali.

Non era la prima volta che facevo i conti con quel palo, ma restavo sempre impressionata, non tanto per le seppur notevoli dimensioni, ma per quanto fosse tremendamente duro.

Ecco perché vi ho detto che normalità era un parolone, quale sorella ti chiede di continuare un pompino al proprio fidanzato perché deve andare in bagno?!?!

Iniziai a succhiare come se fosse la cosa più importante della mia vita, non smisi neanche quando vidi tornare Silvì, non so se era più voglia di quel cazzo o dimostrare che io valevo quanto mia sorella.

Silvì:”sorella pompinara, non me lo consumare troppo”

La guardai con occhi come se le volessi chiedere se potevo andare avanti, la risposta fu una sua mano sulla testa che mi spinse a ingoiarlo ancora di più.

Io in ginocchio a succhiare il cazzo del ragazzo di mia sorella con mia sorella in piedi vicino a noi che lo bacia, se fosse rientrata una delle mie coinquiline sarebbe morta, fortunatamente erano tornate a casa loro per il fine settimana.

Sentivo il cazzo di Matteo pulsare sotto la mia lingua, stava per venire, ma lo stronzo invece che sborrarmi in bocca (lo so sono diventata un pochino più volgare) si alzò e con due colpi di mano mi venne in faccia.

Appena me ne accorsi spalancai la bocca sperando che avesse “pietà” di me, ma lo stronzo venne copiosamente su tutta la mia faccia fortunatamente salvandomi i capelli, poi per peggiorare la situazione strofinò la sua cappella prima sulle guance e poi sulle labbra.

Mi alzai incavolata che non vi dico, ma mia sorella scoppio a ridere e tutta la rabbia andò via. 

Silvì: “ora si che saranno chiare le tue intenzioni”

Io: “si come no, gli dico che mi sono portata avanti con il lavoro o che ho fatto esercizi a casa”

Non ci volle molto per struccarmi lavarmi e truccarmi nuovamente inoltre devo dire che il trucco usci anche meglio.

L’unico inconveniente fu che mi sporcò la maglietta, ma a quel punto non fu un problema visto che tutto ciò che avevo era in bella mostra sul letto.

Alla fine misi un jeans bianco iper aderente che devo dire mi disegnava gambe e sedere alla perfezione e una camicetta trasparente nera con reggiseno di pizzo nero in bella vista per finire tacco vertiginoso. Per i capelli optai per una coda di cavallo visto che il buon Matteo aveva ben deciso di rovinare un’ora di piastra.

Fortunatamente Eduard fece qualche minuto di ritardo cosi ebbi tutto il tempo per essere pronta.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

Altri racconti di Giovanna Esse

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Racconto Molto eccitante

    Perché mi faccio fare da mio figlio

    Oltre le righe e le regole della società. Non sta a me giudicare... ma solo informarvi dei fatti attraverso questa confidenza di una signora.

    7 mesi fa 6 min 1 mi piace
    Libro Molto eccitante 14 capitoli · in corso

    I sogni inconfessabili di mamma T.

    Una mamma calda e piena di desideri scopre che il suo ragazzo la desidera arrivando a masturbarsi pensando a lei, il rapporto ora è appeso a un filo tra amore filiale e desiderio carnale. Tutti i personaggi citati in questa relazione sono…

    4 giorni fa 65 min 5 mi piace
    Racconto Molto eccitante

    Il culetto chiuso di mia zia

    Questa confidenza, così spontanea ed eccitante mi ha colpita: vi ripropongo i sogni di Massimo diventati realtà... forse?

    1 anno fa 9 min 2 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista